Veloce orbita veemente,

là dove il tempo doma

in gravità ch’è assente

fluttuandone la chioma,

la Samantha sorridente



che confondesi col sol

quando più volte appare

nel dì celere in vol

repente assurto al mare

come stesse a fare un goal



nell’angusta navicella

tra i comandi e i compagni

d’avventura e di novella

a desinar privati e bagni

di sognar no: ritorno appella…



… fluite decadi “oh, my God!” una ventina

per, al finir d’un viaggio così lunge

la navigante tanto simile a fatina,

poter goder d’odor d’erba che punge

‘sì amata dai puelli –ella– Fata Turchina…!
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Profilo Autore: Giovanni Esaltato  

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Son azzurri gli spiriti
fusi nell'ossigeno
nel respiro del cielo

Sciolgono carezze
fra i lunghi capelli
fiori dolci sulle ali

e sogni  soffiati 
su soffici nuvole
nei giochi del vento

le piccole  fate d'etere
danzano festose
sembran eterne bambine

Girandole di luce  
appena visibili nei miei occhi
riempiti d'incanto

il volo delle Silfidi
mi sfiora il cuore
e sembro un'eterna bambina
                
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Profilo Autore: Sabyr  

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Stringimi ai tuoi pensieri

come un caldo raggio di sole,

annodami ai colori dell’anima,

annoverami fra i baci dell’inverno

come una lanterna di mute parole.


Ingarbugliami al tuo cielo

come aquilone impigliato fra i rami,

enumerami fra i petali di un fiore,

cucimi alle rive del tuo cuore

come orizzonte di rondine in volo.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Penso al singolare che c’è in te
che sei venuto a leggere,
ma son pochi minuti.
Nel luogo deserto, siamo noi due soli
e nel tuo selvaggio avvolgimento
 stai lì, senza parlare.
    Io  non so, se porti  fiori, oppure  spade,
ma sento l’interno del tuo fuoco,
l’eroica rivolta, la tua presenza  dura…
…misteriosa e folta.
   Per te, il mio andamento ora è ansante
in  stanze chiuse e profumate di piacere temerario;
 di foglie sempreverdi,
di sacra  carne, e audace  pratica d’amore.
Il  desiderio è  brama lucida e ricchissima.
Il mio urlo stanotte, ha avuto cento registri…
…e tutti i suoni!



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Profilo Autore: Hera  

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“Fa' ch' ogn' uno tralasci e balli e canti, l' aria che temperata dà piacere, e la staggion ch' invita tanti e tanti d' un dolcissimo sonno al bel godere.”

Dimesso
come l’aspetto
del nibbio che fischia,
l’autunno del flauto dolce
era adagio molto,
non lento
quanto
largo,
ma
ben più
arancione
della buccia
della zucca.
Anche noi
eravamo
stanchi
di un
sonno
greve:
esposti
al bacio
del sole
d'ottobre
come
la
pagina
superiore
della foglia
della vitis
vinifera.
Ma
era
ieri.
Noi
oggi
siamo
quasi vecchi,
già oltre la collina
e al di là dell'equinozio:
io, Jack il fabbro ubriacone,
tu una lanterna cucurbita
che emana una luce
azzurro intenso.
Come quello
del cielo
vicino
alla mia
buona stella.

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Profilo Autore: Charlie  

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Ero in viaggio in Africa, conobbi una gazzella e mi ci fidanzai.

All’inizio le cose erano un po’ complicate

Lei vegana io onnivoro.

Ma il sesso era fantastico.

Così arrivammo al primo anniversario.

La portai in Italia

L’Africa è bellissima ma troppi pericoli

Il leone e gli altri maschi di gazzella con cui lottare.

Lei si adattò immediatamente, cibo abbondante tutti i giorni

Nessun pericolo, niente più corse per fuggire.

Ingrassò

Una notte tornando a casa all’improvviso

La trovai a letto con tale Leone Batticarne, il macellaio.

Fu la fine, e per colpa del Leone,

non come immaginavo,

i casi della vita.

Lei disse che la colpa era mia e che il macellaio le dava quel brivido

Necessario per la felicità di una gazzella.

Mi diedi nell’ordine:

All’ alcool, a 12 puttane, a un corista della chiesa di Bergamo Alta,

al banghi giamping, al biliardo, alla corsa, alla frusta, alle barzellette

e a una nuova fidanzata.

Tutto in una settimana.

Andai in Africa

Lei si adattò immediatamente

Vivevamo in una grotta difesa dal fuoco.

Io andavo a caccia, stavamo bene.

Poi un giorno, nella savana, per caso la rivedo.

Lei la MIA gazzella.

Dimagrita era bellissima.

Non mi avvicinai, non mi feci vedere non ne ebbi il coraggio.

Morì sbranata da un leopardo,

non un leone,

i casi della vita.

Vai a capirli.

Io e la mia fidanzata

La stessa notte ci addormentammo

E uscimmo dai nostri corpi

Consapevoli – noi non i corpi-

Che non saremmo più tornati.

Ci disperdemmo diventando universo.

Pensare che ero un ragioniere di Voghera

Prima del viaggio in Africa.

Inaspettati squarci di vita.

Vivete la vostra

ci vediamo a parte, in parte, a parti nell’universo.



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Profilo Autore: Elvezio  

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Stretta nella mia fretta mattutina

tra gelidi e ruvidi grigiori

un passo alla volta, dispiego le ali

di una mente stropicciata dal sonno;

e nei cieli di fine Settembre

di sconfinati e leggeri celesti,

di batuffoli d'oro e rubino,

l' audace e sferzante pensiero

distende le sue ali nel vento:

si ridesta e rinasce a nuova vita

nell'infinito della fantasia.

Un nuovo giorno è qui.
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Profilo Autore: Cla  

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Ogni volta…

che poso

il mio sguardo

su la gelida pietra,

su la muta immagine,

su l’assente cortese

per invocarti,

per ritrovarti,

per rianimarmi

oh mio gentil estinto,

oh mio dolce cuore,

oh mio fiero giorno

d’un tempo migliore,

d’un tempo pacioso,

d’un tempo cordiale…

de le stille

inondan

il presente amaro,

il presente avaro,

il presente avverso.



Ogni volta

vorrei fosse

la prima volta

d’un sorriso.


Ogni volta

vorrei fosse

l’ultima volta

d’un atrabile.

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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La nube bianca ha varcato l’uscio

e gli amanti hanno il volto coperto

il bacio è impossibile, ma la passione

è infuocata. Qualcuno scende dal cielo

è il marito di Mary Poppins o uno svitato

qualunque che lavora in banca? L’invitato

è in ritardo, c’è un sole nero ed è un velo

la notte, è l’iride che è scuro o la ragione

che scambia la realtà con un porto

di mare? C’è silenzio in questo fruscio.



Pensi anche tu che siamo alla frutta

se è una mela a farci respirare

o se è un sasso nel cielo a indicare

la via ai sognatori? La donna truccata

mi copre la vista del cielo, ma il mare

è una tavola piatta questa mattina

il sole ha piccoli occhi, non c’è brina

nei prati. Con questa pipa non puoi fumare

perché non esiste, se sei la mia fata

ti voglio accanto in questo vagare

nel regno della bellezza. Il colore

può cambiare, è calda ora questa grotta.



 Risultati immagini

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Profilo Autore: mybackpages  

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L’oscillazione è lenta,
ma è sempre tardi.
    Suona l’ansietà crescente,nel non trovarti.
La clessidra è spaventosa
  e il suo scorrere è possente.
   Si scioglie il candelabro con le sue candele;
ancora per un po’ l’odore acre
di un liquefarsi resistente,
  poi,un lampo che  si spegne.

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Profilo Autore: Hera  

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Risultati immagini per viso triste


Imparerai a stare al mondo
imparerai a tue spese
incontrerai mascherate, ipocriti e falsi 
imparerai a non fidarti più di nessuno
nel tempo li riconoscerai guardandoli negli occhi
amati non perdere tempo per chi non ha tempo per te 
amati , vivi e sorridi canta , balla 
per ogni caduta sarei sempre più forte 
non farti mettere da nessuno con le spalle al muro
imparerai , imparerai .



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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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“Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.”
(Italo Svevo)

A
vent’anni
ero un parassita
senza una coscienza
che mi potesse ospitare;
e se parlavo con me stesso,
era in un confuso
linguaggio
onirico:
un dolcissimo
monologo interiore
che scandiva menzogne
e qualche sporadica verità.
Oggi sono un mutaforma
che si guarda vivere
e che aspetta
miraggi
e
visioni
che non
si avverano
davvero
mai.
È
tempo
di un'ultima
sigaretta, Zeno,
per sentirsi grandi
di grandezza latente;
e poi il finis terrae,
Cabo
de Boa
Esperança
e l'orizzonte
che si agita
nelle nostre
coscienze.
Noi siamo
ammalati a vita,
e non è colpa nostra
se questo continuo
riprodursi
di panorami
che ammaliano
è una meravigliosa
ipnotica Fatamorgana.

“Il pianto offusca le proprie colpe e permette di accusare, senz'obiezioni, il destino.”
(Italo Svevo)

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Profilo Autore: Charlie  

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Non andare, oh tu che tanto mi hai sopportato 
Che per me sei morta...
ora..settimane...sei andata 
Resto ricordo, resto vecchio che chiacchiera 
nelle vie di quella panchina
buio di mesi 
mi voglio nascondere in piazza 
mia vecchia cara 
a volte ricordo
i tuoi occhi blu ghiaccio di cartone animato 
a volte ricordo, i tuoi pianti, 
perche', io, piano, morivo, ogni secondo come il tempo 
non voglio restare un male
preferirei morire 
nei tuoi ricordi o nei sottoscala di un fienile
urla di rantoli, rantolavo giu per la vita. 
urlo di sandali, l eco dei tuoi passi andati in questa mente
il mio ginsberg ce l hai tu 
come la mia pioggia e anima
scale di strazi poi
birre di pianti sai
vini di stragi 
pugni distrutti in faccia ai muri 
sogni dileguati nei miei letti sudati 
nei mesi al sud o in questa nuova casa 
la mia spiritualita' resta l unica strada 
i miei libri l unica fata 
ora... settimane...sei andata.. 
io gioisco forse se bevo 
qualche buona annata 
qualche nuovo cuore 
che mi stuzzica, mi ruggisce 
almeno alla facciata...
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Profilo Autore: Kahl  

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Acrobazie d’orizzonte

son spirali di caduca neve,

fazzoletti d’un respiro di sole,

baci stellati fra sillabe di cotone.


Intonaco di cielo e poesia di cartone,

clessidre lunari e polvere d’alluvione,

riflessi d’anima s’inchinano alla sera:

brilla dolcemente metafora di cuore

ed il vento è un piccolo acquerello di primavera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Risultati immagini per donna malinconica

t'ho vissuto nel sogno d'ansimanti vertigini
nell'aria stremata di te su calde orme di passi silenziosi
assottigliano l'essenza d'una dolce cadenza passionale
alleata d'un richiamo conturbante
sfuggente nell'incertezza che accresce la cupidigia dei sensi
tessuti in un'implosione d'erica
nel suo ridestare vezzi amaranto
dischiusi nel tuo cielo nascosto
mentre la luna calante armoniosa di mani gestuali
plasma il tuo volto...
che invano ho cercato nel rumore della folla
 
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Profilo Autore: Silvia De Angelis  

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