Sento una malinconia
 che l'aria fa vibrare
e l'inumidisce di fluidi molecolari.

Un disordine immane
ha cancellato il fraterno abbraccio
di comunione fra esseri fratelli
sotto lo stesso cielo
in un odio che arruffa
quelle immense terre
dove sorge il sole.

Come terremoto del sangue
gonfia ogni vena, fa gemere la carne
riducendola in polvere
atta a giacere nell'urna del silenzio
senza misericordia di ritorno.

La luna ha indossato un velo nero
il sole si è ritirato nell'oltretomba
di un enigmatico sentiero
mentre l'acre fumo s'alza in cielo
in puzzo di orrenda carneficina.

Nel nostro tempo è stata cancellata
la parola Amore Universale
che ha mosso in ribellione grandi masse
rivolte al muro della pietra nera
 giurando odio al diverso
inviso occidentale
 e di annientare come agnelli sacrificali
 coloro che non condividono
il loro ugual pensiero.
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Profilo Autore: Grace D  

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Mia zia, colta e pia,
viveva in compagnia,
suo unico piacere,
di libri e di preghiere
e coi suoi novant’anni con cui parlava spesso.
libando al buon Barbera,
costante li curava e se ne compiaceva.
Trascorreva il giorno a leggere e a pregare,
ma, costumava a sera parlare con Gesù.
Una di queste disse:
<Signore Onnipotente,
Tu sai che la tua serva ormai non vale più,
sono pesante e zoppa, curva nella groppa,
il mio cuore frena e m’offre poca lena.
Anche se poco vedo, provvedo alle mie cose,
innaffio le Tue rose e tanto mi consola
legger la Tua Parola.
Il mio orecchio è sordo, ma sento quel che dici,
di quei tanti amici rimani solo Tu.
Ora vorrei pregarti, permettermi di osare:
se dovrai bussare per caso al mio portone,
vorrei farti passare qualche metro appresso,
di là c’è un altro ingresso.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Pelle al profumo di incenso amaro
e la striscia rossastra
che non consente equivoci
Sento le tue ferite sotto le dita
e la mia bocca intuisce il sale del sangue
nell'accostarsi al tuo petto
il sapore di ruggine dei chiodi
piantati tra le costole
le nere spine
del dolore di una crocifissione
e il sussulto di un brivido
che contiene cento inverni
nel fuoco divenuto ghiaccio
dei tuoi strani inferni condensati
in un silenzio mortale
Sento le tue ferite sotto le dita
ed il mio senso di colpa
si fa cancrena nel cuore
tra vene di pianto
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Profilo Autore: Sabyr  

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Ti lascio due tramonti:
il primo ha fatto arrossire le colline,
poi è scivolato via;
il secondo è questo.
Certo, l'uno più grandioso 
ma l'altro puoi tenerlo tra le mani.
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Profilo Autore: Antonio  

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Quello che le parole non dicono il cuore urla.

Urla attraverso le mani, urla attraverso la pelle, urla attraverso gli occhi.

E’ una voce che riecheggia in un luogo angusto e solitario.

La tua immagine è dipinta sulla tela dei miei sogni, la sfioro, ma al contatto dolcemente si dissolve …

eppure abiti ogni mio sorriso, ogni mia lacrima, ogni mia paura.
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Profilo Autore: Bianca  

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Una voce amica con cui parlare
della natura, della famiglia,
dell'amore.
Lei...la mia voce amica
che parla con la penna
e riempie di poesia i fogli.
Da lei non ti puoi aspettare
il silenzio, non è da lei 
non è nel suo spirito.
Mi illumina con il sorriso
dimostrandomi affetto
forse quello che non ho mai ricevuto.
Mi manca,
ma so che tornerà, so che quel sorriso 
non sarà solo virtuale.
E' un momento difficile
ma dopo la tempesta
torna il sereno.
So che arriverà quell'alba
a sorprenderci in riva al mare
a raccontarci sorridendo.
E questo momento
sarà solo
un brutto ricordo.
La voce amica
squillante e sorridente
tornerà come prima.

L'AMICIZIA VERA E' UNICA, CON TANTO AFFETTO DEDICATA A CATERINA.



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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Voce (non la mia ho capito)   :-)    e pianoforte ...un po' di immaginazione :-)


  Lei

È sabbia fine di un deserto che

Scivolò

Nella clessidra della fantasia

Raggelò

Capì che il tempo miete vittime

Si fermò

Scelse una lacrima e si innamorò

Mai fuggi dal suo pianeta

Mai salì su una cometa

Fai una magia

Quando sei un po’ a corto di fantasia

E la realtà

Indifesa ti sorprenderà

Dai

Fai un grappolo del cuore

Dagli un acino d’amore

Stai dormendo amore mio

Sogna pure che qui ci sono io



Lui

È un vento caldo del deserto che

Trasportò

La sabbia fuori dalla prigionia

Dopo un po’

Capì che tutto era più semplice

Si fermò

Cercò un sorriso e si innamorò

Si fuggì dal suo pianeta

In due salì su una cometa

Fanno magie

Quando sono a corto di fantasie

E la realtà

Indifesi non li sorprenderà

Dai

Fai un grappolo del cuore

Dalle un acino d’amore

Stai dormendo amore mio

Sogna pure che qui ci sono io







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Profilo Autore: Elvezio  

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« Vuoi essere un grande? Comincia con l'essere un piccolo. »
(Sant’Agostino)

Quando
il mio amore
mi sorride con gli occhi,
e quando accorda tempo e spazio
per definire con lo sguardo
l’armonia del cosmo,
io mi dimentico
degli assiomi
e dei concetti.
Sento la pace
quasi fosse
musica
blu,
e
la
vedo
quasi
fosse
un pennello
intriso di giallo.
Ma quando
le stelle
nel
cielo
ci sono
davvero,
e tu dormi,
e io tremo,
allora sì
che
i soli
colori
che sento
e che vedo
sono quelli
di un piccolo
e dolce pensiero;
che ora è un'immagine,
ma forse un dì sarà poesia.


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Profilo Autore: Charlie  

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Averti con me un attimo solo,
guardare i tuoi occhi e
trovarci una fata e tanti folletti.

… Tornare bambina…
Accostarmi alla bocca a coglierne
strofe, una ninna-nanna d’amore.

… Era il tempo di ieri…

Accordo note malinconiche
e somiglio sempre più a te,
perché i figli invecchiano
come le madri…

Ha mangiato i piccoli ricordi,
il tempo, perchè fragili
in una memoria bambina.

… Ah, riaverli in un abbraccio…
Sarebbe come stringere te
e tornare nel guscio delle tue braccia.

… Per un attimo, con me,
ancora bimba e poi ancora figlia
e piangere qualche lacrima
tra le tue carezze….
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Profilo Autore: Giò  

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Sono quasi muta, 
prossima al silenzio 
delle cose senza voce.

Vedo il filo su cui - come un rubino - 
vengo fatta scivolare. 
Chi ne tiene gli estremi? Chi li muove?


Cosa mai mi fa passare 
dal ristagno, dal fumo maligno 
di quell'angolo buio 
che non osi guardare,

al rinnovarsi segreto 
del vento, al controluce esaltante 
del mondo,

al ritrovarsi attaccati alla vita, 
come spina come filo 
alla corrente?
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Profilo Autore: Miriam Bruni  

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Sono nato nel 1986.
Mia madre dice che c'era la neve
anche se non era Inverno.
Dopo siamo venuti qui
dove abito ancora oggi.
Quando avevo 3 anni 
abbatterono il muro di Berlino
ma sinceramente non lo ricordo
però so che ne hanno costruiti altri
molto, molto più alti.
A 13 anni ho messo i punti sulla lingua
a 23 ho preso la mononucleosi 
e a 20 abbiamo vinto i Mondiali.
A 7 anni rubavo vento per un aquilone
a 17 avevo Internet, 56k, conessione lenta
come questa mano che vorrei passsare nei tuoi capelli
poi, è diventato tutto più veloce, precoce, feroce.
A 14 anni giocavo solo a pallone.
A 15 imparai una nuova parola:
Terrorismo, era l'undici settembre;
e dall'età di 16 anni
affondo le mani nella notte
impiastricciandole di stelle

Spesso mangio tantissimo
ma non sono grasso.
Passo intere serate a bere 
ma non sono alcolizzato.
Non ricordo le donne che ho incontrato
ma quelle che ho amato
di cui sono stato anche geloso.
Sono salito sulla torre Eiffel
ho visto l'architetura di Gaudì
ma non entrai al Casinò:
ero minorenne.
Ho creduto in tante cose 
finendo col persuadermi in niente.
Ho provato vergogna per gli altri.
Ho mentito per non far pena agli altri.
Non ho detto male degli amici
e non sono mai andato al Cinema 
né tanto meno a teatro 
ma conosco film ed opere
che chi c'è stato non ha mai visto.
Non credo a maghi ed oroscopi 
ma mi è capitato di far leggere
la mano ad una zingara.

Possiedo tre chitarre rotte
che di tanto in tanto suono male
ed ho imparato che il ritmo della musica
è nei silenzi del suono,
come quello che senti
che non è quando parli.
Ho appreso di sconfitte che valgono onori
gioie che richiedono dolori
fedi che intersecano il dubbio
verità truccate dall'inganno
traguardi come ricordi
assenze che nelle ore tristi diventano presenze
e questa poesia che devo ad Hikmet
ora che di anni ne ho 28
e non so cosa vedrò
ignoro tutto
e forse scorderò i giorni mesi ed anni
o mi chiuderò come una porta sbattuta
o lascerò il mio cuore saccheggiato
dentro un sacchetto di plastica
o forse ancora rimarrano fragili parole
perché nient'altro so inventare...


Ma voi
potreste
anche solo immaginarlo?


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Profilo Autore: Antonio  

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Ad occhi chiusi mi inoltro
nel bacio cocente del sole
che mi secca le labbra
e mi brucia il cuore

io spasimante del cielo
anelo alle sue azzurre carezze
al soffio del suo dolce respiro,
inventandomi ali, per amor suo

divento di vento
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Profilo Autore: Sabyr  

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Ti sento lontano,
se non fosse per i brevi istanti, scritti nell'arte:
lieta musa, e dolce unione.
Ma  nel fumo, non scorgo la tua illustre bellezza,
nè la voce, nè il travaglio delle tue pupille ardenti.
 

Hai paura che io scorga il tuo 
segreto...ma il desiderio  è smisurato.
     Contiene il fremito e l'ebbrezza di ogni amante ignoto:
      ha la crudeltà, l'orgoglio, tutta la gelosia  e  la  poesia!
 

Non puoi lasciare la Menade,dopo la lunga danza:
 assetata e stanca vuole essere presa, 
scossa, guidata allo spasimo finale
dal tuo seme violento.
Vuol  placarsi infine, nel tuo sudore palpitante.
 

Amico dolce,sorridi pure,
ma ogni voluttà è cosa seria!
     L'affanno si accumula ,e ogni accento trema d'amore...
....Ora guardami, ma con  febbre divina!
 

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Profilo Autore: Hera  

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Nell'alito di vento
s'incrociarono
con levità gli sguardi
e in un'aura di luce
arpeggiarono
le corde del cuore...
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Profilo Autore: Grace D  

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Spenti. Sospesi. Irrisolti.
È questo che si diventa a un certo punto, anche se non sai mai in quale punto. Succede solo che tutta l'energia, la vitalità, la spensieratezza, si dissolvono lentamente, silenziosamente. Talmente in sordina che te ne rendi conto solo una volta che navighi inesorabile in un mare di apatia.
Magone alla sera, sospirando i ricordi di una te diversa, lontana ormai, di una te viva dentro le piccole cose di ogni giorno, che sembrava sempre poter essere una nuova e sorprendente avventura.
Ora i giorni passano uguali, anche se fai cose diverse. Vivi, ma non vivi per davvero. Ti trascini in mezzo a un fango di vicende delle quali non riesci a cogliere nulla se non la funzionalità di quel momento. Trascini te e i tuoi colori, che lentamente sbiadiscono, in una melma di neutralità e d'ingombrante pesantezza, che attimo dopo attimo ti affossa.
Normale. Diventi schifosamente normale, scialba, incolore.
"Non ti spegnere, ti prego non ti spegnere". Le parole rimbombano nel tuo cervello come un pianto, rassegnate, rimbalzando tra una parete e l'altra della tua esistenza, al buio. Senti solo il rumore sordo dell'impatto. E non vedi niente, coi tuoi occhi vitrei. Occhi Spenti. Ti sei spenta. 

Forse è il ciclo naturale delle cose, tutto si attutisce, si affievolisce, trova una sorta di neutralità, di equilibrio. Una dimensione nella quale non è concepito l'eccesso, che sia di vitalità, di spensieratezza, di leggerezza oppure di tristezza, astio o rabbia. Tutto racchiuso nel limite verde dell'insulsa stabilità di un animo vuoto.
In quella parentesi così stretta e piatta, persino la più vivace delle personalità affievolisce come una fiammella in un barattolo chiuso, che soffoca e poi muore. Rimane solo il fumo di quella fiamma spenta, che neanche riesce a uscire. Sta lì, sospeso, in quell'intervallo sottovuoto, a ricordarti insistentemente che una volta al suo posto c'era altro.
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Profilo Autore: ChiaFa92  

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