Tutto ciò che oggi posso recare
è questo, il mio cuore e respirarti,
l'ibisco più elegante corteggiare un'ape
ed inoltre una canzone.
A dire il vero non è tanto
ma rifai la somma e non sbagliare:
questo, il mio cuore e tutti i fiori.
Hai contato mai tanto Infinito
sulle dita di una mano?
4 commenti
Lungi ancora è il giorno,
quando solo imago sarai ai miei pensieri;
per le vie intanto vago sconsolato,
mentre il cuor non si dà pace,
mentre cerco la tua voce.
Ma tace ancora, e tace,
onde in quest’attesa l’attimo si fa infinito.
E tu, s’alle amate sponde mai
ti spingerà Nostos passato il dì,
quei lievi accenti cercando e quei sospiri,
straniero non ti giunga un sovrumano silenzio;
me non troverai lì,
ma ascolta l’aure, ascolta il vento,
forse un’eco riederà dell’amoroso tempo,
onde un rivo ti righerà il viso,
e morta la speranza:
l’antica favola tornerà, sì, come la vita,
ma nella mesta e pur dolce ricordanza.
quando solo imago sarai ai miei pensieri;
per le vie intanto vago sconsolato,
mentre il cuor non si dà pace,
mentre cerco la tua voce.
Ma tace ancora, e tace,
onde in quest’attesa l’attimo si fa infinito.
E tu, s’alle amate sponde mai
ti spingerà Nostos passato il dì,
quei lievi accenti cercando e quei sospiri,
straniero non ti giunga un sovrumano silenzio;
me non troverai lì,
ma ascolta l’aure, ascolta il vento,
forse un’eco riederà dell’amoroso tempo,
onde un rivo ti righerà il viso,
e morta la speranza:
l’antica favola tornerà, sì, come la vita,
ma nella mesta e pur dolce ricordanza.
Dove il tuo dolore
è sangue rappreso sul cuore
e la ferita antica brucia
ancora di un sacro fuoco
lì si fermano i versi
scritti su fili di vene
i poeti accarezzano l'anima
con la dolcezza che il mondo nega
e t'avvolgono nel calore
che lenisce i brividi di neve
i poeti accarezzano l'anima
con il sole sorto dentro le parole
e in quel momento
fosse il più breve degli attimi
profondamente soffrono
godono e amano
certamente vivono
è sangue rappreso sul cuore
e la ferita antica brucia
ancora di un sacro fuoco
lì si fermano i versi
scritti su fili di vene
i poeti accarezzano l'anima
con la dolcezza che il mondo nega
e t'avvolgono nel calore
che lenisce i brividi di neve
i poeti accarezzano l'anima
con il sole sorto dentro le parole
e in quel momento
fosse il più breve degli attimi
profondamente soffrono
godono e amano
certamente vivono
Il suonatore di violino ora spaccia rose
in una trattoria di città fuori mano
ha un solo orecchino, l’altro l’ha venduto
dopo essersi tagliato l’orecchio.
Il becchino è morto, nessuno s’è n’è accorto
e non è stato seppellito, è il solito paradosso
di questo convivio scollato, il rosso
è scarlatto, il nero assoluto, l’orto
invece è abbandonato, sarà che invecchio
ma ogni giorno così per me è rubato.
La rabbia grida vendetta, è strano
che non mi sia accorto di come stessero le cose.
L’artista gioca con la sua arte, la verità
verrà fuori e già niente è come prima
i nodi sono inestricabili? Credo proprio
di no, basta cambiare prospettiva
e la luce può tornare, nulla osta.
Tantalo è imprigionato e Socrate
ha scelto la sua sorte, le grate
della prigione posso essere segate
ora è autunno ma c’è stata l’estate
si chiama libertà, si scrive nella posta.
La signora dai capelli blu è protettiva
ama David Bowie e ascolta alla radio
solo musica italiana, lei non fuma
ma ama all’inverso, forse non basterà.
Oppure si chi può dirlo? C’è un grillo
fastidioso all’uscio di casa, ha una chitarra
e canta “ I want you”, sarà pure un problema
ma può essere risolto da un’operazione
a cuore aperto. Le sensazioni autunnali
che brutta cosa, ogni volta che parlano
è una truffa. E’ stato a amore a prima svista
c’è un refuso a testimoniarlo. Il primo della lista
ha fatto le valigie, coloro che s’amano
sono fermi alla frontiera, i generali
dell’aviazione hanno scritto una canzone
per dare morale alla truppa. Lo schema
è saltato, ora mi tocca versare la caparra
per l’acquisto di un letto in un ostello.

Noi poeti della notte scriviamo
momenti felici o tristi raccontiamo noi e voi
ascoltiamo il proprio cuore guardando la luna e le stelle
o ammirando un tramonto
fra noi di tanto amore lasciandosi andare ogni giorno
tra le righe a volte non trovi le parole
e rimane una pagina bianca che ingiallisce
nel tempo
Una gamba pesa sull'altra, lo si vede anche
in un sacco di quadri di uomini stanchi -
le sere di ottobre nelle quali era già tardi
per risvegliarmi e troppo presto
per addormentarmi.
Dov'era l'oro la cornice s'ingrigia.
C'è quasi sempre un vaso
che puzza ancora di giglio.

nelle semine dell’anima
intristite dal gelo a far inverno
sa intravedere grigi e salti di buio
nel tremore attutito di mani
inabili percepire la dolcezza d’un fruscìo
che si schiuda tra le dita
incespica in aspre siepi di livore
inseparabile alleato nei taglienti traguardi
rivolti incupire iridi femminee
libere di gioire nei colori del creato
persa nel riflesso concavo d’ombra maligna
sa scolpire grinze approfondite di malarmonia
nell’incarnato che assecondi
la vertigine intinta in cieli neri
L’affano s’impone ai giorni
e stringe le tempie.
Sono rari, gli spazi d’anima
lungo il perimetro del corpo,
che vorrebbe essere più di se stesso.
Ci i trova sempre, laddòve non si vuole,
con disagio mascherato
per la catastrofe dell’altro,
che vorremmo amare.
L’assenza stringe i fianchi
che vorrebbero essere nudi..
…ma i nodi sono inestricabili!
Mon Dieu
io sono stanco
delle foglie morte
e del tempo
che non
torna,
di un presente
che diventerà bello
solo dopo esser stato
riordinato in ricordo,
e di un amore
che prima
era un
inno alla vita
e poi si è spento.
Voglio andare avanti
senza tornare indietro,
come è nel mondo
degli eucalipti:
là, dove non
si dorme
mai,
fieri
d'esser
sempreverdi.
Questo tempo
virgola d’atmosfera,
scarabocchio su tela,
nube di fragola
e ragnatela di cera,
svende alle porte dell’orizzonte
un timido raggio di sera.
Grandinano petali di luna,
i prati s’incendiano di bruma,
arabeschi violini di carta
sfibrano valigie di mare,
architettura di sguardi
è poesia di miele e tulipani.
virgola d’atmosfera,
scarabocchio su tela,
nube di fragola
e ragnatela di cera,
svende alle porte dell’orizzonte
un timido raggio di sera.
Grandinano petali di luna,
i prati s’incendiano di bruma,
arabeschi violini di carta
sfibrano valigie di mare,
architettura di sguardi
è poesia di miele e tulipani.
Apro gli occhi
guardo intorno a me
un uomo in bici corre sulla via,
un'auto passa lentamente,
un'altra sfreccia a velocità,
un uomo fuma una sigaretta assorto nei suoi pensieri,
una donna accompagna un bimbo stringendogli la mano.
Apro gli occhi
osservo intorno a me.
Cornici di vita
attimi che sfuggono
vorrei fermarli tutti
ma sono infiniti.
Osservo la mia vita
un punto fermo?
Un instabile equilibrio?
E' il mio attimo
I miei occhi
la mia cornice.
guardo intorno a me
un uomo in bici corre sulla via,
un'auto passa lentamente,
un'altra sfreccia a velocità,
un uomo fuma una sigaretta assorto nei suoi pensieri,
una donna accompagna un bimbo stringendogli la mano.
Apro gli occhi
osservo intorno a me.
Cornici di vita
attimi che sfuggono
vorrei fermarli tutti
ma sono infiniti.
Osservo la mia vita
un punto fermo?
Un instabile equilibrio?
E' il mio attimo
I miei occhi
la mia cornice.
E quando ho visto le nuvole come bianchi merletti frangersi sulle rive dei suoi occhi
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.
nelle albe di sole sbocciate violente come rose
con la gente che sdrucciola sul ghiaccio della vita
avvolta nei giornali del mattino ed abiti sporchi di pittura
non sono stato indifferente alle lacrime che mi hai insegnato
e ho pianto Dio
ho pianto come i girasoli nei tramonti acrilici
con le mani tremanti come l'asfalto nei giorni d'estate
e nessuno sa che ho pianto
o che me ne importasse qualcosa
o sapesse perché le case ci osservano con le cassette della posta piene di volantini con prosa da réclame
ed io appoggiato al finestrino mi asciugavo gli occhi
gli occhi gonfi come mongolfiere troppo colorate
ma ho visto lunghe file di sedie vuote come le fabbriche che hanno chiuso
per gli aridi Casalnuovo
per i tristi Pomigliano
che c'erano bambine adorabili che salutavano gli aerei nel cielo
e ragazzine che saltavano sugli incroci dei treni alle stazioni
con i capelli intrecciati di pie illusioni
i nord-africani distrutti dall'esilio nei campi
le tue unghie dipinte come i cieli d'autunno
nelle lente processioni dei nostri sguardi addormentati
dai fiori delle campane che spuntavano d'intorno.
Il pomeriggio scivola come l'olio con cui lavoro
i bar restano aperti per i caffè della sera
e la città come un'attrice si trucca di luci per farsi bella
mentre il cielo è un guanto alla rovescia
e dipinto dalla notte un cane
abbaia dietro la mia strascicante ombra scura
e tutto è perfetto.
Magico istante tra noi...
quel fioco grido che ci unisce
è un canto!
Si, un canto che sgorga dall'anima
intriso di gioia e sentimento.
Se al futuro guardo,
penso che anche il deserto selvaggio
per noi due sarà giardino ameno.
Immagino splendide fioriture
dentro il cerchio delle nostre braccia
fili d'erba come seta
e fiori profumati
ci accompagneranno
lungo i bordi dei sentieri
e parole a fugare l'ombra dei pensieri
in una luce sontuosa
senza ombra d'inganno
in una fiamma rifulgente di zaffiro.
Notte di lampare, è questa notte,
che lente vanno sulla via
tutta nascosta nel blu
spiata da cento occhi maliziosi.
E sorridi anche tu,
alla luna cianciosa e furba
che le sue moine abbozza
e t’ incanta.
… Si rincorrono, si stendono,
ondeggiano le scie luminose,
come sogni che spingono
anelando ad una meta.
Come ricordi che s’accendono
qua e là nella memoria...
… Aliti di magia…
Telo, il cielo, pudico e premuroso,
copre il mare diventato
alcova dove giochi di luci
s’avvolgono come vogliosi amanti.
Sfilare cheto e silenzioso,
un buio dolcemente salmastro.
Tutto si fonde piacevolmente
coi respiri umidi, come i baci.
… E la mente non resiste,
s’innalza al canto dei ricordi
e una danza si scioglie
tra mille lampare…
che lente vanno sulla via
tutta nascosta nel blu
spiata da cento occhi maliziosi.
E sorridi anche tu,
alla luna cianciosa e furba
che le sue moine abbozza
e t’ incanta.
… Si rincorrono, si stendono,
ondeggiano le scie luminose,
come sogni che spingono
anelando ad una meta.
Come ricordi che s’accendono
qua e là nella memoria...
… Aliti di magia…
Telo, il cielo, pudico e premuroso,
copre il mare diventato
alcova dove giochi di luci
s’avvolgono come vogliosi amanti.
Sfilare cheto e silenzioso,
un buio dolcemente salmastro.
Tutto si fonde piacevolmente
coi respiri umidi, come i baci.
… E la mente non resiste,
s’innalza al canto dei ricordi
e una danza si scioglie
tra mille lampare…
Conosco quello sguardo
è un sì del tuo cuore prima di ogni pensiero
Si tuffa in avanti e non ha riguardo
Come tutte le cose quando sanno di vero
Conosco il sapore della tua bocca
È un sorso di fiaba che ti accarezza
Tu chiudi gli occhi ed il tempo si blocca
E capisci davvero cosa sia la bellezza
Come albero e terra sono legati
Uno affonda e l’altra accoglie peso e radici
Come nuvola e pioggia si sono amati
Poi persi e dissolti pieni di cicatrici
Diventiamo quelli che siamo
O siamo quello che diventiamo ?
Attraverso le urla, le gioie e i tormenti
Attraverso la gente, le passioni e i lamenti
Conosco la tua pelle
Il suo odore e calore tra la spalla ed il collo
Conosco le voglie e i desideri delle ancelle
Sole tra la folla come su un deserto atollo.
Cerchiamo noi stessi sempre senza trovarci
E quando ci arrivi sei lo specchio di un altro
Sogniamo un traguardo sempre senza arrivarci
Per chiuderci al buio al sicuro in un antro.
Se solo riuscissi, se solo provassi
A togliere i pesi e seguir la tua strada
Staresti sospesa come sopra due assi
Ma saresti viva e in amore comunque vada
Viva e innamorata comunque vada
è un sì del tuo cuore prima di ogni pensiero
Si tuffa in avanti e non ha riguardo
Come tutte le cose quando sanno di vero
Conosco il sapore della tua bocca
È un sorso di fiaba che ti accarezza
Tu chiudi gli occhi ed il tempo si blocca
E capisci davvero cosa sia la bellezza
Come albero e terra sono legati
Uno affonda e l’altra accoglie peso e radici
Come nuvola e pioggia si sono amati
Poi persi e dissolti pieni di cicatrici
Diventiamo quelli che siamo
O siamo quello che diventiamo ?
Attraverso le urla, le gioie e i tormenti
Attraverso la gente, le passioni e i lamenti
Conosco la tua pelle
Il suo odore e calore tra la spalla ed il collo
Conosco le voglie e i desideri delle ancelle
Sole tra la folla come su un deserto atollo.
Cerchiamo noi stessi sempre senza trovarci
E quando ci arrivi sei lo specchio di un altro
Sogniamo un traguardo sempre senza arrivarci
Per chiuderci al buio al sicuro in un antro.
Se solo riuscissi, se solo provassi
A togliere i pesi e seguir la tua strada
Staresti sospesa come sopra due assi
Ma saresti viva e in amore comunque vada
Viva e innamorata comunque vada













