Febbricitanti d’aurore spente
son i passi della notte ghiacciata.
Vestita di stelle e silenzi
respirai lacrime di grano
e cipria d’ancestrali pianeti,
merletti d’ombre sui marciapiedi,
gusci di rami screziati di neve.
Ed un costato d’orizzonte ciliegio
sfamò l’abitudine di settembre,
brina d’alfabeto verniciò il giorno d’incanto,
incarcero una lacrima d’immenso:
è parafrasi d’un fior nel vento disperso.
son i passi della notte ghiacciata.
Vestita di stelle e silenzi
respirai lacrime di grano
e cipria d’ancestrali pianeti,
merletti d’ombre sui marciapiedi,
gusci di rami screziati di neve.
Ed un costato d’orizzonte ciliegio
sfamò l’abitudine di settembre,
brina d’alfabeto verniciò il giorno d’incanto,
incarcero una lacrima d’immenso:
è parafrasi d’un fior nel vento disperso.

Commenti
Il mio elogio e il mio lieto meriggio.
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