I miei occhi sono antichi
hanno mutato colore
ora neri come la notte
un tempo verdi come smeraldi
o azzurri come cieli omogenei
si, i miei occhi sono antichi
di viaggio in viaggio
di vita in vita
hanno visto la storia compiersi
hanno visto ere misere e gloriose
imperi nascere e cadere
e paesaggi trasformarsi
mari divenire deserti
e ghiacciai diventare montagne
fiumi seccarsi
e lagune gonfiarsi
si, credimi, i miei occhi sono antichi
e ti guardano con lo stesso amore
di tanti secoli fa
hanno mutato colore
ora neri come la notte
un tempo verdi come smeraldi
o azzurri come cieli omogenei
si, i miei occhi sono antichi
di viaggio in viaggio
di vita in vita
hanno visto la storia compiersi
hanno visto ere misere e gloriose
imperi nascere e cadere
e paesaggi trasformarsi
mari divenire deserti
e ghiacciai diventare montagne
fiumi seccarsi
e lagune gonfiarsi
si, credimi, i miei occhi sono antichi
e ti guardano con lo stesso amore
di tanti secoli fa
7 commenti
Prostrato ai tuoi piedi,
come ti spoglierei oggi
di tutti quei baci che ti diedi tremando.
Come ti spoglierei di quelle occhiate
inviate ai miei messaggi
che non sapevano parlare.
Come ti vorrei spogliare
di quei segreti ovattati mai rivelati,
di quei sottili passaggi di parole
omaggi ai tuoi sorrisi
così misteriosi e tanto ammirati.
Come ti spoglierei
di quella speciale dolcezza,
carezza di bambino,
di quella mascherata tristezza
sovente nascosta e negata.
Vorrei spogliarti delle preghiere
per mettere a nudo
il tuo scudo di santità,
dei pensieri di oggi e di ieri
e anche della felicità,
per saper come eri
e come sei veramente,
ma io ti deludo, zittisco,
mi scuso umilmente.
come ti spoglierei oggi
di tutti quei baci che ti diedi tremando.
Come ti spoglierei di quelle occhiate
inviate ai miei messaggi
che non sapevano parlare.
Come ti vorrei spogliare
di quei segreti ovattati mai rivelati,
di quei sottili passaggi di parole
omaggi ai tuoi sorrisi
così misteriosi e tanto ammirati.
Come ti spoglierei
di quella speciale dolcezza,
carezza di bambino,
di quella mascherata tristezza
sovente nascosta e negata.
Vorrei spogliarti delle preghiere
per mettere a nudo
il tuo scudo di santità,
dei pensieri di oggi e di ieri
e anche della felicità,
per saper come eri
e come sei veramente,
ma io ti deludo, zittisco,
mi scuso umilmente.
Su la riva del porto
dove puoi affacciarti
alla casa del mare,
lì siede un amico
un legno antico e lavorato,
ignoto ai marinai.
La mia barca osserva,
fa un saluto gentile
senza richiesta d’incontrare.
Senza nome né storia o paese
siamo immagini simili,
amici più di quanto sembri.
dove puoi affacciarti
alla casa del mare,
lì siede un amico
un legno antico e lavorato,
ignoto ai marinai.
La mia barca osserva,
fa un saluto gentile
senza richiesta d’incontrare.
Senza nome né storia o paese
siamo immagini simili,
amici più di quanto sembri.
Per fortuna ci sei tu,
col tuo sorriso di luna,
i tuoi occhi grandi e tristi;
per fortuna ci sei tu,
a colorare i giorni miei,
a mandare via il male e il silenzio
della solitudine;
per fortuna ci sei tu,
con la tua età,
la tua forza,
i tuoi anni,
ed io sempre più
vecchiotto e grigio,
ed io,
viale del tramonto,
e tu non sai,
il mio dolore,
il mio tormento.
Mentre il tempo và,
inarrestabile.
col tuo sorriso di luna,
i tuoi occhi grandi e tristi;
per fortuna ci sei tu,
a colorare i giorni miei,
a mandare via il male e il silenzio
della solitudine;
per fortuna ci sei tu,
con la tua età,
la tua forza,
i tuoi anni,
ed io sempre più
vecchiotto e grigio,
ed io,
viale del tramonto,
e tu non sai,
il mio dolore,
il mio tormento.
Mentre il tempo và,
inarrestabile.
L'albero spoglio innalza i rami al cielo
il sole in un tramonto infuocato
abbandona il mondo
il tutto racchiuso nel quadro a me di fronte
La bellezza è austera
quel fuoco mi investe la mente
sento il calore sulla pelle,
mentre brividi percorrono la schiena
Passano minuti sembrano ore
mi avvicino ammaliata
un desiderio sessuale si impossessa di me
voglio essere nel quadro
Voglio essere l'albero nudo
vibrare le braccia al cielo
godere di quella passione
che più non conosco
Il cuore accelera, il respiro ansima
mi accarezzo il corpo
sensazioni piacevoli sconvolgono i pensieri
mi possiede un quadro, la sua bellezza mi travolge i sensi
Voglio fuggire, la paura mi coglie
folle sono folle ... le mani nei capelli
cammino su e giù per la stanza,
ho sete, sete d'amore, di passione
Un gemito triste, più un guaito
di una bestia ferita forse
dalla gola cresce silenzioso
e poi si spegne insieme al mio attimo di pazzia
Osservo il quadro, è molto bello adoro il tramonto
veste perfettamente la parete del salotto
traduce sulla tela l'emozione di pace
viva in me quando un altro giorno muore
Bracieri lunari
son le nostre anime,
faro e goccia di ghiaccio,
incenso di viola e cielo cobalto.
Stelle di carta e libeccio,
questo respiro di marzo
è una barca di cuore corallo,
un raggio di nuda radice,
inchiostro d’abitudine
e talco di neve ricamato.
Bracieri lunari
son le nostre anime,
traliccio e fuoco solare,
resina d’inverno e canzone d’estate.
son le nostre anime,
faro e goccia di ghiaccio,
incenso di viola e cielo cobalto.
Stelle di carta e libeccio,
questo respiro di marzo
è una barca di cuore corallo,
un raggio di nuda radice,
inchiostro d’abitudine
e talco di neve ricamato.
Bracieri lunari
son le nostre anime,
traliccio e fuoco solare,
resina d’inverno e canzone d’estate.
Mi scuci il cuore
colmandolo d'immenso
con parole
ch'elevano il sentimento.
In un tripudio di dolcezze
mi doni giorni
d'incorniciati incantamenti.
Il tuo cuore
talismano
di parole appassionate
a fiorire melodie
di primavere ubertose
nel rigoglioso rifulgere di luce
illumina pagine d'inchiostri fioriti
d'immane bellezza
che attraggono l'anima
in recondite alchimie
intrecciate all'unisono
e recepite in incanto d'aurora
e nell'universalità
della natura.
Questo posso essere
sul tuo corpo
diluvio e incendio
nello stesso istante
ondata e fiammata
stimmata bollente
sulla tua pelle
bruciandoti e poi
lasciandoti in apnea
annegandoti in me
fiume in piena
fino ad abbandonarti
dolcemente esausto
sulle mie sponde nude
ubriaco di passione
stordito d'amore
sul tuo corpo
diluvio e incendio
nello stesso istante
ondata e fiammata
stimmata bollente
sulla tua pelle
bruciandoti e poi
lasciandoti in apnea
annegandoti in me
fiume in piena
fino ad abbandonarti
dolcemente esausto
sulle mie sponde nude
ubriaco di passione
stordito d'amore
Di notte muoio svegliando
le tenebre
muoio anche di giorno
collaborando col sole.
Mi cinge il dolore
più la presa non molla.
Esistere, esistere anche nel vuoto
ma la vita non ti accetta.
La maschera non puoi deporre
in questa società ove tutto è teatro.
Nessuno vuol leggere
nello scrigno
libera son io
anche di mostrarmi debole e fragile
da quando Lui
col suo sguardo più non mi abbaglia.
le tenebre
muoio anche di giorno
collaborando col sole.
Mi cinge il dolore
più la presa non molla.
Esistere, esistere anche nel vuoto
ma la vita non ti accetta.
La maschera non puoi deporre
in questa società ove tutto è teatro.
Nessuno vuol leggere
nello scrigno
libera son io
anche di mostrarmi debole e fragile
da quando Lui
col suo sguardo più non mi abbaglia.
T’ho conosciuta e sebbene io gradisca
nun hai certo l’aspetto d’odalisca.
Alla mi età è mejo sorvolare
sulle virtù d’aspetto sessuale.
Pe come parli, pe come t’arippesenti,
lassi tutti senza li commenti.
Si foco sotto cenere, sei ‘n vulcano
che si ce vai vicino te bruci a mano.
Poi torni a fa la donna, sembri te stessa
mostri a personalità che è indiscussa.
E io che amo fin troppo spesso,
subito a te me son connesso…
perché ‘nse po’ ?...dov’è a congiuntura ?
amà così nun è contro natura.
Amor nun è esercizio spirituale
ma manco n’esercizio sessuale.
Se er seconno nun fa più per me,
me tengo er primo che ‘n piacere è.
poi si mi dici che voi cosà
vedemo allora cosa se po fa !
Nun è da te, però, sei troppo furba
nun credo ce sia cosa che te sturba,
forse sortanto ‘a mia presenza
‘a tieni pe li casi… d’emergenza.
nun hai certo l’aspetto d’odalisca.
Alla mi età è mejo sorvolare
sulle virtù d’aspetto sessuale.
Pe come parli, pe come t’arippesenti,
lassi tutti senza li commenti.
Si foco sotto cenere, sei ‘n vulcano
che si ce vai vicino te bruci a mano.
Poi torni a fa la donna, sembri te stessa
mostri a personalità che è indiscussa.
E io che amo fin troppo spesso,
subito a te me son connesso…
perché ‘nse po’ ?...dov’è a congiuntura ?
amà così nun è contro natura.
Amor nun è esercizio spirituale
ma manco n’esercizio sessuale.
Se er seconno nun fa più per me,
me tengo er primo che ‘n piacere è.
poi si mi dici che voi cosà
vedemo allora cosa se po fa !
Nun è da te, però, sei troppo furba
nun credo ce sia cosa che te sturba,
forse sortanto ‘a mia presenza
‘a tieni pe li casi… d’emergenza.
L'amore che provo per te è immenso e disperato.
è l'amore della terra
con le sue pietre estreme per il cielo vuoto,
quello bianco della neve:
infecondo,triste,pensieroso.
Il mio amore è anche una nuvola di isole felici
in cui stare insieme è volare.
Eppure mi dico che siamo soli,indecifrabili,estranei.
Ma io t'amo,iperbole del mio Io più vero!
E le mie parole non sono che cenere
sterile di infiniti fumi
che nell'aria scrivono il tuo nome:
non puoi impedire ch'esistano,
ma non potrai afferrarli mai.
è l'amore della terra
con le sue pietre estreme per il cielo vuoto,
quello bianco della neve:
infecondo,triste,pensieroso.
Il mio amore è anche una nuvola di isole felici
in cui stare insieme è volare.
Eppure mi dico che siamo soli,indecifrabili,estranei.
Ma io t'amo,iperbole del mio Io più vero!
E le mie parole non sono che cenere
sterile di infiniti fumi
che nell'aria scrivono il tuo nome:
non puoi impedire ch'esistano,
ma non potrai afferrarli mai.
Il momento
che il sogno
diventa realtà.
L'amore riesplode,
la passione
ritorna.
Il momento
che accarezzi
le mani.
La bocca riassapora
l'odore del corpo,
della pelle.
Amore e passione
sfociano
in un vortice.
Un arcobaleno
di colori,
odori, suoni.
Il sogno
diventa
realtà.
Momenti
d'amore
intensi.


Temevo il freddo,
e invece …
…ha ritmo nuovo la mia stagione:
di chiara luce sull’inverno.
Ora,
che ho scavato tanto,
ora…
sento la terra più vicina!
La scoperta di un azzurro sconosciuto
spinge verso spiaggie ampie e promesse;
di colori fecondi e sabbie più mature.
Oh, si !
Ispirano l’ora di un gran viaggio,
e un gran ritorno.
Itaca…promessa,
di pena grande,
che sempre chiama....
....Che chiama! Che chiama!
Che riparte….che riparte!















