Immaginavo di percorrere nel buio
strade illuminate d'amore.
Immaginavo d'aprire
le finestre dell'anima
su nuvole rosa,
che piangendo lacrime di gioia
bagnavano campi sorridenti di girasoli.
Immaginavo d'aprire le porte del cuore
e scalza camminare su petali di rose.
Immaginavo...
Ho aperto gli occhi
e il sogno è svanito,
cancellando l'illusorio pensiero.
Castelli di sabbia hanno coperto la strada
che insieme percorriamo,
camminando in un instabile equilibrio
sulle rive di spiagge sconosciute,
come la nostra vita.
Divisa...
persa tra distese di pietre
e azzurre acque
che prima promettono illusioni
e poi ingannano.
La nostra vita...
un sogno che inganna
o solo realtà che cerca inganno nel sogno ?
strade illuminate d'amore.
Immaginavo d'aprire
le finestre dell'anima
su nuvole rosa,
che piangendo lacrime di gioia
bagnavano campi sorridenti di girasoli.
Immaginavo d'aprire le porte del cuore
e scalza camminare su petali di rose.
Immaginavo...
Ho aperto gli occhi
e il sogno è svanito,
cancellando l'illusorio pensiero.
Castelli di sabbia hanno coperto la strada
che insieme percorriamo,
camminando in un instabile equilibrio
sulle rive di spiagge sconosciute,
come la nostra vita.
Divisa...
persa tra distese di pietre
e azzurre acque
che prima promettono illusioni
e poi ingannano.
La nostra vita...
un sogno che inganna
o solo realtà che cerca inganno nel sogno ?
5 commenti
Chiamami, mi disse singhiozzando
E tanto la chiamai, la cercai tanto.
Finalmente rispose una signora:
<Sicuro, solamente non per ora,
le fisso appuntamento a fine mese;
ricordi, son trecento più le spese.>
Aveva detto CHIAMA singhiozzando!
e ingenuo, la chiamai ancora tanto!
E tanto la chiamai, la cercai tanto.
Finalmente rispose una signora:
<Sicuro, solamente non per ora,
le fisso appuntamento a fine mese;
ricordi, son trecento più le spese.>
Aveva detto CHIAMA singhiozzando!
e ingenuo, la chiamai ancora tanto!
Fulgido giorno, che ogni anno si rinnovella;
dolce rievocazione di Gesù che nacque come splendida fiamma,
in una capanna misera e fredda ma, come in una fiaba bella,.
col bue, l’asinello, un babbo e una soave mamma.
Vorrei mandargli un po’ del calore della mia cameretta rosa,
ma non so come fare e dove mandarlo in questo cielo pieno di stelle.
Con gioia invierei il colore e il profumo d’una bella rosa,
da me colta in un bel giardino dalle cento, mille e più corolle.
Desidererei allungare la mia mano per fargli una carezza,
come quella che ricevo spesso dalla mia mamma cara,
dolce, sincera e lieve sul mio volto, come una leggera brezza
e cantargli una canzoncina allegra, carina e che rincuora.
Tutto questo posso inviare a Lui, ma solo col mio pensiero,
che, tacito, sgorga dalla mia giovane anima che ho dentro il petto;
posso mandargli l’amore candido, caldo e sincero,
e una preghiera che ogni sera citerò nel mio morbido e comodo letto.
Con la partecipazione attiva di: Ginevra Chessa, anni 8
Con la partecipazione attiva di: Ginevra Chessa, anni 8
Appesi alle nuvole
nel mezzo del cielo,
con cadenza
ad intervalli regolari
mi cadono addosso
facendomi male.
Sguardi nel
vuoto pesano.
La battaglia continua,
la guerra è aperta.
Imbocco
un sentiero deserto
ad ostacoli.
Manca l'aria,
i pensieri si duplicano.
Quanto dovrò combattere ?
Quando uscirò da quelle nuvole ?
Quando finirà
quel sentiero deserto
il male sparirà.
Ecco! Dal monte sorge un fulgido raggio,
la cima eterna è brace ardente,
rossa di fuoco sul manto selvaggio
d’arboree ombre dopo la notte morente.
L’astro sale molto lentamente dalla cima.
L’ombre dilagano nella pianura eburnea e vuota,
taglienti alla zolla innevata dal giorno prima
di quel sol proveniente da un’orbita ignota.
Fonte fulgente della volta senza bagliori,
illumina un cielo dalle stelle spente.
Spenta è pure la stagione dei mille colori,
ove al suolo, ondeggiando, cadevano foglie lente.
Il rosa d’intorno macchia a tratti la neve,
e gli steli ignudi e privi delle colorate corolle,
la terra sfuma di un tenero rosa lieve, lieve;
sugli alberi e le case lo stesso colore ribolle.
Il ruscelletto piangente s’orna di cielo e di sole,
quell'astro che splende e mai si riposa.
Lo guardo incantato nel suo tiepido abbraccio di sole
e anch’io mi bagno in quel mare di rosa.
Scopro il petto bruciante
il seno ferito sul punto
più caldo del cuore
il sangue di sale e ruggine
incide tatuaggi imprecisi
stimmate sul costato dell'essere
slabbrano la nudità indifesa
di un coscienza lacerata
dalle spine del dolore
e si mostrano crude oltre la carne
il seno ferito sul punto
più caldo del cuore
il sangue di sale e ruggine
incide tatuaggi imprecisi
stimmate sul costato dell'essere
slabbrano la nudità indifesa
di un coscienza lacerata
dalle spine del dolore
e si mostrano crude oltre la carne
La prigion felice é firmata
E ora...?
Chi salverà il morto
Nella tavola del passeggio
L' indomani é certo
E serio e triste scorre, vuoto
era il desiderio
Che svanito adesso apre
al Letal mistero!
Certa é la vita dell' animo miserabile
E allora firma,
firma per filigranarti l' animo,
oh misero uomo.
E ora...?
Chi salverà il morto
Nella tavola del passeggio
L' indomani é certo
E serio e triste scorre, vuoto
era il desiderio
Che svanito adesso apre
al Letal mistero!
Certa é la vita dell' animo miserabile
E allora firma,
firma per filigranarti l' animo,
oh misero uomo.
Ho conosciuto Thuha
con il suo pianto nascosto,
e l’incertezza grande
che lo ha reso cieco:
nel mondo non ha un posto!
nel mondo non ha un posto!
Non ha soldi per mangiare,
ma ha pezzi di stoffa per sognare.
Thuha, crede !
E con abili mani,
dolci bambole fa giocare;
dolci bambole fa giocare;
i suoi sogni non riescono a morire.
Io ho visto gli occhi di Thuha:
grandi pupille con mille aerei per soffrire,
che annientano ogni alba e ogni imbrunire.
Io li ho visti i suoi occhi,
senza giardini e senza casa.
Ma Thuha crede!
Thuha, gioca!
E mentre le bombe fanno rumore,
Thuha, mette le sue bambole
in casette con accanto un bel giardino...
...con amore!.


Eccoci qui,
soli io e te questa notte
che sei così alta
e grande nel cielo.
Vicina, tanto vicina
che potrei quasi toccarti.
Le luci lontane di questo Natale.
Dimmi che ci sarà
pace domani
e lavoro e fortuna
e tutte le malattie debellate.
Mai più bambini
allontanati dalle discariche.
Io non li voglio vedere.
Liberaci dalla retorica
ma donaci solo quello che serve.
E quello che serve è l'amore.
Buon Natale.
soli io e te questa notte
che sei così alta
e grande nel cielo.
Vicina, tanto vicina
che potrei quasi toccarti.
Le luci lontane di questo Natale.
Dimmi che ci sarà
pace domani
e lavoro e fortuna
e tutte le malattie debellate.
Mai più bambini
allontanati dalle discariche.
Io non li voglio vedere.
Liberaci dalla retorica
ma donaci solo quello che serve.
E quello che serve è l'amore.
Buon Natale.
Se chiudo gli occhi
m'immagino radice
e un miscuglio di delicati germogli
solletica la mia fantasia.
Intreccio e mi adorno di ricami fioriti
inciampo sui sentieri brulli di novizie e di colori
il petto palpita mandorli in fiore
benedetto quel battito d'ali al crepuscolo
incanta i miei pensieri.
Radice di ogni radice
un dipinto in movimento
il cielo è un vociare contento
due usignoli agitano la Primavera.
Rapita da un riverbero di luce
mi aggrappo serrata alla tua chioma argentata
ho cento, mille filamenti uniti, attorcigliati sui tuoi passi
e mentre mi raccolgo
tu m'avvolgi in fiorami di emozioni
spargendo gemme velate di profumi .
Le nuvole vagano ancora assonnate
spoglio d'ombra dall'alto mi vegli
con i tuoi rami protesi e dal sole smaltati.
m'immagino radice
e un miscuglio di delicati germogli
solletica la mia fantasia.
Intreccio e mi adorno di ricami fioriti
inciampo sui sentieri brulli di novizie e di colori
il petto palpita mandorli in fiore
benedetto quel battito d'ali al crepuscolo
incanta i miei pensieri.
Radice di ogni radice
un dipinto in movimento
il cielo è un vociare contento
due usignoli agitano la Primavera.
Rapita da un riverbero di luce
mi aggrappo serrata alla tua chioma argentata
ho cento, mille filamenti uniti, attorcigliati sui tuoi passi
e mentre mi raccolgo
tu m'avvolgi in fiorami di emozioni
spargendo gemme velate di profumi .
Le nuvole vagano ancora assonnate
spoglio d'ombra dall'alto mi vegli
con i tuoi rami protesi e dal sole smaltati.
Poesia ... ecco dov'eri,
tosti giri di pista,
al circo
correvi sul filo di lana
distante da terra,
volevi stupire.
Ti vidi rimbalzare,
per mano il clown
triste ti prese,
due versi, il boato
... che gran risultato.
Immobile
stavi anche al lancio
dei coltelli ... di tutti,
distrarsi, impossibile
passibile d'un esito fatale,
di meglio
non avresti sortito.
Ma con l'equilibrio
che t'è proprio
ti sei districata
dall'esser così ...
messa in croce,
da chi null'altro ha da fare
se non, il solo gusto
di romper tutto, giusto
... il biglietto pagato!
tosti giri di pista,
al circo
correvi sul filo di lana
distante da terra,
volevi stupire.
Ti vidi rimbalzare,
per mano il clown
triste ti prese,
due versi, il boato
... che gran risultato.
Immobile
stavi anche al lancio
dei coltelli ... di tutti,
distrarsi, impossibile
passibile d'un esito fatale,
di meglio
non avresti sortito.
Ma con l'equilibrio
che t'è proprio
ti sei districata
dall'esser così ...
messa in croce,
da chi null'altro ha da fare
se non, il solo gusto
di romper tutto, giusto
... il biglietto pagato!
Potrei piangere,
mentre là fuori
soltanto un gallo-banderuola
del quale non sappiamo quasi nulla
spunta dai grembi
della foschia.
Tolte le forme ai palazzi
alla torre meccanica dei Macc de le Ure,*
io di lacrima mi raggrumo
senza caviglie e senza collo
Si sta avvicinando quel giorno,
quell'incubo, la tua morte.
Un lutto che dopo due anni non passa mai.
Tu che sei lassù e mi stai proteggendo,
aiutami di più.
Lottare da sola non è facile.
Sai nonna, so che mi guardi e
sai che ora una famiglia non ce l'ho più.
Ora nonna, più che mai aiutami.
quell'incubo, la tua morte.
Un lutto che dopo due anni non passa mai.
Tu che sei lassù e mi stai proteggendo,
aiutami di più.
Lottare da sola non è facile.
Sai nonna, so che mi guardi e
sai che ora una famiglia non ce l'ho più.
Ora nonna, più che mai aiutami.
“Dolcemente, con destrezza, la musica ti accarezzerà... Ascoltala, sentila segretamente, apri la mente, lascia che le tue fantasie si dipanino in questa oscurità che sai di non poter combattere. L'oscurità della musica della notte.”
(Phantom of the Opera)
Primadonna,
il fantasma è sopra di te,
fra il sipario e il mondo fuori,
dove il mio pensiero è libero
dal vecchio pettine
del tuo carillon,
e dove
l’amore
è memoria
dalla voce rauca,
e l’età è una soave
musica da stanza.
Fermiamoci
un attimo,
ballerina,
su questi
pochi atomi
ormai di nessuno,
che dal corno aperto
del grammofono
sgorgano già
mirabolanti
frammenti
di sogni.
“Non appena un uomo resta solo, allontanato dal mondo e dalle notizie su cosa stia accadendo, la sua normale attività mentale viene rimpiazzata da ben diversi processi. Ansie dimenticate riemergono, memorie represse da tempo tornano alla mente. La sua immaginazione assume proporzioni immense. Non può più confrontare le sue fantasie con la realtà e molto presto rimane vittima dei suoi stessi incubi.”
(Principi della Manipolazione Mentale)











