Virgole alate
lasciano il nido
svuotano il borgo
ad una ad una
sfilano il cielo.
Fioriranno altrove!
Un’altra grondaia
avrà il loro ricamo nel sole.
Ora posso solo rammentare
l’Estate di nostalgia.
Sfiorata da poche voci
la sera
sublima una preghiera
e sollevo gli occhi .
Piove
il silenzio che non vorrei.
8 commenti
Portami lontano dove il sentiero si dirama
e il fiume forma un’ansa dove non passa
l’acqua, tra le valli chiuse e diventa tu il mio
sogno.
Portami tra i ruscelli ribelli tra fiori e le rose
tra gli alberi secolari accanto ai rami, senza
sogni di sorta abbracciami e portami via,
prendi la vita mia.
La tristezza portati via che non mi sorprenda
la sera, questa figlia persa non del mio tempo,
che s’invola tra i rami secchi.
Quando non riesco ad avere costanza sfiorami
con la mente e dimmi ci sono, nei meandri del
tempo dove si odono i rumori del cuore, dove
non esiste distanza.
Ora cala la sera e prima che il sole scompaia
va via ti prego e lasciami solo con i ricordi fa
che tutto svanisca e questo cuore s’arrenda.
e il fiume forma un’ansa dove non passa
l’acqua, tra le valli chiuse e diventa tu il mio
sogno.
Portami tra i ruscelli ribelli tra fiori e le rose
tra gli alberi secolari accanto ai rami, senza
sogni di sorta abbracciami e portami via,
prendi la vita mia.
La tristezza portati via che non mi sorprenda
la sera, questa figlia persa non del mio tempo,
che s’invola tra i rami secchi.
Quando non riesco ad avere costanza sfiorami
con la mente e dimmi ci sono, nei meandri del
tempo dove si odono i rumori del cuore, dove
non esiste distanza.
Ora cala la sera e prima che il sole scompaia
va via ti prego e lasciami solo con i ricordi fa
che tutto svanisca e questo cuore s’arrenda.
Non è tardi
per salutare il nuovo giorno
dividendo il colore della meraviglia
con allegria e fantasia
danzando al tempo d’estate
un passo dopo l’altro
respiro dopo respiro
sorseggiando pagine colorate
ed è così in alto
sembra di volare
sopra i pensieri
sfiorando nuvole e cielo
ed è così in alto
quasi senza parole
in un sogno profondo
senza confini
basta volerlo raggiungere
così segui me
con le mie ali
lasciamoci trascinare
ondeggiando su venti forti
che allineano
sole stelle
ed è così in alto
sembra di volare
sopra i pensieri
sfiorando nuvole e cielo
ed è così in alto
quasi senza parole
in un sogno profondo
senza confini
per salutare il nuovo giorno
dividendo il colore della meraviglia
con allegria e fantasia
danzando al tempo d’estate
un passo dopo l’altro
respiro dopo respiro
sorseggiando pagine colorate
ed è così in alto
sembra di volare
sopra i pensieri
sfiorando nuvole e cielo
ed è così in alto
quasi senza parole
in un sogno profondo
senza confini
basta volerlo raggiungere
così segui me
con le mie ali
lasciamoci trascinare
ondeggiando su venti forti
che allineano
sole stelle
ed è così in alto
sembra di volare
sopra i pensieri
sfiorando nuvole e cielo
ed è così in alto
quasi senza parole
in un sogno profondo
senza confini
Nei ricordi concisi della mia memoria
l’infanzia girava in filamenti d’azzurro,
la carta stagnola del presepio tremava
a rappresentare ruscelli e laghetti
anche gli specchi erano adibiti a ciò.
Io ero ammaliata
dall’ancestrale paesaggio rurale
che vi era rappresentato con animali di tutti tipi,
dalle grotte, dai dirupi, dalle povere case
nelle quali brillava una flebile luce fugace
I pastori conducevano
allo scarno pascolo le greggi
in un colore soave
di un cielo di astri illuminato.
Quella grotta col bambinello
mi affascinava
e mi teneva ancorata al suo cospetto.
Si aspettava l’epifania
e la stella veniva issata sulla caverna.
I re Magi arrivavano sui loro cammelli
colmi di doni ma molto saggi
nel non far sapere ad Erode
che il Bambino era nato.
Avevano intrapreso un lungo cammino
per venire ad adorare quel dolce esserino.
Allora, ricordo che, rimanevo affascinata
anche dalle visite
di coloro che dai monti Peloritani, in quelle giornate
scendevano in pianura nelle case
a suonare musica dolcissima e spirituale
con le loro cornamuse
in onore di Gesù Bambino
[era l’usanza di quegli anni]
creando atmosfera di gaudio
e di letizia primordiale
che carezzava dolcemente i cuori.
Sono sempre le stelle
a rinfrescar la mente
ti guardano sollevandoti
sanno come vivi
riescono ad illuminare
quel viso scuro
con i pensieri
che ti frullano in testa
volendoli annientare
quando vorresti
non vedere, sentire
i soliti lamenti
le solite magagne
mentre ascolti un cuore
affranto, che si circonda
di musica stonata
scrutando l'orizzonte
sotto un cielo di luna nuova
Ho provato a credere
che i tramonti sono incolori.
Ho provato a pensare
che l'alba fosse senza sole.
Ho visto giorni
interminabili.
E persone
sole e tristi.
Ma un giorno si è accesa
una stella cometa.
Con una scia
colorò i tramonti.
Riportò il sole
all'alba.
Tornarono
i giorni dell'attesa.
La compagnia
per chi era sola.
Portando
anche i sorrisi.
Questo è
il momento dell'attesa.
Un cuore inquieto;
Una mente instabile;
Un'anima sensibile.
Tuto si vede in quei colori;
La sofferenza l'amore la gioia la pace la rabbia;
Hai usato il talento affidato per muovere la mia compassione;
In te mi sono ritrovato.
Ho paura ti chiamavano pazzo, forse lo sono anche io...
E' pazzia sentirsi schiacciati e stupefatti dalla vita?
È pazzia o semplicemente hai lasciato aperta la porta dell'anima ed ascolti l'impeto delle emozioni?
Rapito da un fiore e portato in un cielo di stelle.
Ti immagino perso in tutto quel bello.
Ti vedo Rilassato di fronte alla perfezione di Chi tutto ha creato;
Rassicurato dal fatto che un Artista così non lascia nulla al caso neanche quella pennellata che tutti chiamano follia.
Tutto ha un senso e tu lo scopri in quei petali in quei cieli in quei volti.
Soffocato dal dolore e consolato dalla perfezione che è tutta intorno a me, a te.
Grazie anima sensibile, la tua sofferenza non è andata perduta.

Una mente instabile;
Un'anima sensibile.
Tuto si vede in quei colori;
La sofferenza l'amore la gioia la pace la rabbia;
Hai usato il talento affidato per muovere la mia compassione;
In te mi sono ritrovato.
Ho paura ti chiamavano pazzo, forse lo sono anche io...
E' pazzia sentirsi schiacciati e stupefatti dalla vita?
È pazzia o semplicemente hai lasciato aperta la porta dell'anima ed ascolti l'impeto delle emozioni?
Rapito da un fiore e portato in un cielo di stelle.
Ti immagino perso in tutto quel bello.
Ti vedo Rilassato di fronte alla perfezione di Chi tutto ha creato;
Rassicurato dal fatto che un Artista così non lascia nulla al caso neanche quella pennellata che tutti chiamano follia.
Tutto ha un senso e tu lo scopri in quei petali in quei cieli in quei volti.
Soffocato dal dolore e consolato dalla perfezione che è tutta intorno a me, a te.
Grazie anima sensibile, la tua sofferenza non è andata perduta.
E’ statico il tempo a volte si annulla
non occorre fretta per imparare,
basta attendere gli eventi un attimo
e senti la brezza, galleggiano i giorni
Tra l’onda di questo scoglio tra il
desinare e il vespro ogni cuore è senza
affanno, si consola alla sfera di sole
e s’apre la rosa.
Il baco appeso al ramo fa brevi preci
aspetta il tempo, quello stesso che lo
farà volare, entra nei cuori l’amore
senza preferenze, ristora l’anima afflitta
prima che si perda.
Ritrovo qui un amico che saluto,
era anni lontano dalla mia vista,
lui non è come me permaloso lui
tira dritto e non si perde in futili
discorsi.
non occorre fretta per imparare,
basta attendere gli eventi un attimo
e senti la brezza, galleggiano i giorni
Tra l’onda di questo scoglio tra il
desinare e il vespro ogni cuore è senza
affanno, si consola alla sfera di sole
e s’apre la rosa.
Il baco appeso al ramo fa brevi preci
aspetta il tempo, quello stesso che lo
farà volare, entra nei cuori l’amore
senza preferenze, ristora l’anima afflitta
prima che si perda.
Ritrovo qui un amico che saluto,
era anni lontano dalla mia vista,
lui non è come me permaloso lui
tira dritto e non si perde in futili
discorsi.
Accoccolo cocci di papavero
fra tavolozze di pioggia
e camicie di cielo stellato
e scucio scorze d’onda,
parafraso petali d’incenso,
sfamo parole nel silenzio.
Brina il tramonto
foglie rossastre sul ciglio,
nuvole infarinate d’estate
acciottolano il mio riflesso stanco
ed un barattolo di luna scaduto
è un origami di sogni e poesia
fra chiome di ricordi stropicciati.
fra tavolozze di pioggia
e camicie di cielo stellato
e scucio scorze d’onda,
parafraso petali d’incenso,
sfamo parole nel silenzio.
Brina il tramonto
foglie rossastre sul ciglio,
nuvole infarinate d’estate
acciottolano il mio riflesso stanco
ed un barattolo di luna scaduto
è un origami di sogni e poesia
fra chiome di ricordi stropicciati.
Ti guardi
ti sfiori
ti cerchi
non ti trovi
il passato sembra fuggito
portando con sé
il tempo
i tuoi occhi stanchi
la tua anima distante
vorresti riprendere
le stagioni trascorse
anche nelle colpe
seduta su te stessa
ammiri i tuoi dubbi
accarezzi l’incertezza
insegui la monotonia
allontani il cambiamento
lo specchio disegna
nuovi contorni
nuove immagini
ti dona pennelli
per ricolorare
lo specchio apre
i guasti del cuore
nuove direzioni
ti dona viaggi
per riscegliere
lo specchio sussurra
di abiti smarriti
e parole dette
ti dona stagioni
per riviverle
ti sfiori
ti cerchi
non ti trovi
il passato sembra fuggito
portando con sé
il tempo
i tuoi occhi stanchi
la tua anima distante
vorresti riprendere
le stagioni trascorse
anche nelle colpe
seduta su te stessa
ammiri i tuoi dubbi
accarezzi l’incertezza
insegui la monotonia
allontani il cambiamento
lo specchio disegna
nuovi contorni
nuove immagini
ti dona pennelli
per ricolorare
lo specchio apre
i guasti del cuore
nuove direzioni
ti dona viaggi
per riscegliere
lo specchio sussurra
di abiti smarriti
e parole dette
ti dona stagioni
per riviverle
Dovresti guardarti con i miei occhi;
Vedresti che non esiste un lato preferito;
Vedresti quanto sei bella;
Come nulla e nessuno si possa confrontare a te.
Vedresti una donna magnifica che riempie di sogni e futuro gli occhi di un uomo che non vuole fare altro che perdersi in te.
Vedresti che non esiste un lato preferito;
Vedresti quanto sei bella;
Come nulla e nessuno si possa confrontare a te.
Vedresti una donna magnifica che riempie di sogni e futuro gli occhi di un uomo che non vuole fare altro che perdersi in te.
Fremiti
dagli abissi d’un amore ormai logoro
mi lacerano
al pensiero di starti accanto
sentire il tuo profumo
mascherare il sonno
sentire voci ambigue durante la notte
senza coglierne il reale significato.
Nemmeno stavolta
ho saputo varcare le barriere dell’ego
non voluto rischiare
di spaccare blocchi di ghiaccio
ormai saturi di inutili e dolorosi ripensamenti.
dagli abissi d’un amore ormai logoro
mi lacerano
al pensiero di starti accanto
sentire il tuo profumo
mascherare il sonno
sentire voci ambigue durante la notte
senza coglierne il reale significato.
Nemmeno stavolta
ho saputo varcare le barriere dell’ego
non voluto rischiare
di spaccare blocchi di ghiaccio
ormai saturi di inutili e dolorosi ripensamenti.
Oh con quanta tristezza
mi accingo
a rapportarmi con questo mondo
monotono e noioso
Con altrettanta amarezza
fingo,
porgendo un sorriso profondo,
sopprimendo il mio ego lamentoso
La mia anima è in fiamme,
l'incendio è doloso,
il motore è in panne
e l'auto fuori uso,
trattasi della condizione perenne
di un eterno disilluso
Siedo sconsolato,
stanco e demotivato,
spento e svogliato,
gli occhi rivolti in basso,
lo sguardo inerte,
le braccia conserte,
abbandonato
in questo interminabile contrappasso
mi accingo
a rapportarmi con questo mondo
monotono e noioso
Con altrettanta amarezza
fingo,
porgendo un sorriso profondo,
sopprimendo il mio ego lamentoso
La mia anima è in fiamme,
l'incendio è doloso,
il motore è in panne
e l'auto fuori uso,
trattasi della condizione perenne
di un eterno disilluso
Siedo sconsolato,
stanco e demotivato,
spento e svogliato,
gli occhi rivolti in basso,
lo sguardo inerte,
le braccia conserte,
abbandonato
in questo interminabile contrappasso
Un'aura nefasta e scura
si posò sui cieli del Medio Oriente
occultando il sole
e la sua benefica luce.
Un manto crudele
di forte costrizione
avviluppò malevolmente
persone ignare
di essere prede e pedine
in una lotta mortale distruttiva
avendo come matrice il male
baluardo di mistificazioni
sbandierate con falsa ipocrisia:
verità distorte
atte ad annientare
e massacrare impunemente
per brama di supremazia
popoli inermi
ed a riversare livore
verso credenze etico- religiose.
Ancora una volta nei millenni
Caino uccide il fratello,
spargendo sangue innocente
senza appello.
Piange la terra
di cruori e lacrime inondata
per l'avidità, la supremazia e l'intolleranza
in un esilio di gioia cacciata
ed in una crudeltà che scava solchi
in terra dilaniata...








