Tira forte il vento
questa notte.
Allaccio le mie scarpe rotte,
chiudo la valigia.
Parto per un viaggio
da cui non c'è ritorno.
M'aggrappo ad un filo di speranza.
Cambiare mi fa bene
e questo sogno mi appartiene,
Di fantasia ne ho tanta,
troverò sicuramente
la mia Isola felice!
Dove il soldo non conta niente
e la gente si saluta fraternamente...
Sbatte forte la persiana,
nel svegliarmi ho un sobbalzo.
Guardo fuori sta piovendo.
Tutto torna come prima.
Prendo quella cartolina...
La mia Isola felice
resta lì...
Prima o poi ci arriverò.
questa notte.
Allaccio le mie scarpe rotte,
chiudo la valigia.
Parto per un viaggio
da cui non c'è ritorno.
M'aggrappo ad un filo di speranza.
Cambiare mi fa bene
e questo sogno mi appartiene,
Di fantasia ne ho tanta,
troverò sicuramente
la mia Isola felice!
Dove il soldo non conta niente
e la gente si saluta fraternamente...
Sbatte forte la persiana,
nel svegliarmi ho un sobbalzo.
Guardo fuori sta piovendo.
Tutto torna come prima.
Prendo quella cartolina...
La mia Isola felice
resta lì...
Prima o poi ci arriverò.
4 commenti
Oh, miele di un’ora,
di quel giorno breve
in cui dicesti che ero forte,
che avrei potuto essere potente
in seno al tuo regno e alla tua sorte.
Ah...non avessi mai visto la luce
di quel giorno grande
in cui, il rosso palpitava, avvolto,
fin dentro le radici,
fin dentro le radici,
e io ero il tuo regno sopra il tuo volto.
Quel giorno grande,
in cui parlavamo piano
e moriva la parola
negli alati doni della mano.
E le notti ?
Selvagge, selvagge!
Senza sosta nell’aurora:
ah, di miele... di ora in ora.


Come le viole
si abbassano i petali
se la notte gela
Come le stelle
nascosti dietro il brutto tempo
se il cielo è spento
Come i giorni d'attesa
lì da molto
irta discesa
si sventola bianco
quand'è l'arresa
Come note nei suoni
non hanno colori apparenti
si ascoltano
nel salir dei sentimenti
Come il mandorlo
s'allargano i fiori
se il sole sorride d'inverno
Come le voci
tremano all'occasione
si dileguano per le parole
esplodendo dentro
sole
si abbassano i petali
se la notte gela
Come le stelle
nascosti dietro il brutto tempo
se il cielo è spento
Come i giorni d'attesa
lì da molto
irta discesa
si sventola bianco
quand'è l'arresa
Come note nei suoni
non hanno colori apparenti
si ascoltano
nel salir dei sentimenti
Come il mandorlo
s'allargano i fiori
se il sole sorride d'inverno
Come le voci
tremano all'occasione
si dileguano per le parole
esplodendo dentro
sole
Cerco la materia sottile
di cui è fatto il mio cuore
per ora ho trovato piume e spine
bagnate di lacrime e sangue
si , nulla più di questo
o forse, guardando meglio
più a fondo nel dedalo di vene
vedo qualche petalo caduto
da una rosa sfiorita
Saranno i resti dei miei voli
dei miei piccoli sogni feriti
o degli amori persi
forse sono solo i tuoi occhi
ancora dentro me
leggeri come piume
pungenti come spine
di cui è fatto il mio cuore
per ora ho trovato piume e spine
bagnate di lacrime e sangue
si , nulla più di questo
o forse, guardando meglio
più a fondo nel dedalo di vene
vedo qualche petalo caduto
da una rosa sfiorita
Saranno i resti dei miei voli
dei miei piccoli sogni feriti
o degli amori persi
forse sono solo i tuoi occhi
ancora dentro me
leggeri come piume
pungenti come spine
“Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere, semina un carattere e raccoglierai un destino.”
(Legge del Karma)
Sono
un insetto
che annaspa
in un guazzetto
di neve sporca,
intento
a ricomporre
la luce del sole
nel verde pallido,
nel rosa confetto
e nel blu notte.
Lo so bene.
Ma invece tu,
quando mi guardi,
vedi un uomo dolce,
che ti fa pena
solo pensarci
che lui i colori
li vede
prima
che
si
macchino
di vita.
Inesorabile trascino il fardello
del tempo, che rimane sospeso
immerso in sogni e in tutto ciò
che mi circonda.
Non so se vive in me il ricordo del tuo
v a g a r e,
ma prezioso è ogni attimo vissuto,
ora cancello ogni ricordo e vivrò su
lidi lontani, alla mercé delle onde.
del tempo, che rimane sospeso
immerso in sogni e in tutto ciò
che mi circonda.
Non so se vive in me il ricordo del tuo
v a g a r e,
ma prezioso è ogni attimo vissuto,
ora cancello ogni ricordo e vivrò su
lidi lontani, alla mercé delle onde.
Anima raminga
non metti mai paletti
nell'assaporare le cose acquisite
continui ricerca estenuante
battendo strade dure
irte di pietre e sassi atti a ferire.
Sei attiva in una continua ricerca di porte
che non sai se aprono usci
su fitta nebbia o parvenze di sole.
Segui il sibilo del vento
non provando sgomento
al suo richiamo enigmatico ed impaziente.
Vai incontro
con una complicità che non si arrende
[alla ragione ragionata]
scevra di ripensamento.
Segui lucciole in volo
abbagliata da fugaci luci vaganti,
farfalle leggere, fiocchi di neve
in un'estate leggiadra
effimera o vera?
Dai tronchi potati
subitaneamente abbandonati
speri rispunti nuova vita
di germogli a fiorire
in un abbraccio allettante
che invii nel tuo mondo interiore
sensazioni
a scommettere sempre sulle emozioni
del tuo più intimo sentire.
non metti mai paletti
nell'assaporare le cose acquisite
continui ricerca estenuante
battendo strade dure
irte di pietre e sassi atti a ferire.
Sei attiva in una continua ricerca di porte
che non sai se aprono usci
su fitta nebbia o parvenze di sole.
Segui il sibilo del vento
non provando sgomento
al suo richiamo enigmatico ed impaziente.
Vai incontro
con una complicità che non si arrende
[alla ragione ragionata]
scevra di ripensamento.
Segui lucciole in volo
abbagliata da fugaci luci vaganti,
farfalle leggere, fiocchi di neve
in un'estate leggiadra
effimera o vera?
Dai tronchi potati
subitaneamente abbandonati
speri rispunti nuova vita
di germogli a fiorire
in un abbraccio allettante
che invii nel tuo mondo interiore
sensazioni
a scommettere sempre sulle emozioni
del tuo più intimo sentire.
Il male di vivere
è quando lo incontro e mi dice
la vita è una gran delusione
e indica quella è la casa
e questa la scelta
poi scuote la testa
ed io sono fuori di me.
Dall'alto si sa
sembra tutto più bello
e sempre sereno
ma il male di vivere
sta nell'odore del pane
nella vita che passa,
che resta per tutti
insofferente e normale.
Ed io non sono migliore.
è quando lo incontro e mi dice
la vita è una gran delusione
e indica quella è la casa
e questa la scelta
poi scuote la testa
ed io sono fuori di me.
Dall'alto si sa
sembra tutto più bello
e sempre sereno
ma il male di vivere
sta nell'odore del pane
nella vita che passa,
che resta per tutti
insofferente e normale.
Ed io non sono migliore.
Non mi piace,
quando non ti fai sentire.
Nemmeno a me, desiderabile creatura,
se non mi cerchi.
Che vuoi, che venga, coperta con un velo,
a farti la danza con il ventre?
Voglio vederti come in meditazione,
come per rapimento;
voglio vederti in trasparenza,
come una lastra ai raggi x,
come un fusto di zea-mais al microscopio.
In tempi non lontani, ho avuto in dono,
da te, filosofici semi e fantastiche radici
da cui ho tirato fuori fiori reali e surreali...
...e io ti ho messo in vaso - scusa l'nterruzione -
anche qualche pianta medicinale, come rimedio,
naturale, a questo leviatano, a questo mega-mondo
meta-reale.
C'è un però, però.
Sei stato ingenuo - lasciami dire -
a comprometterti con erbe e foglie, a dire poco,
poco poetiche, che a loro volta traggono termini
di confronto con vegetali che conosci poco.
Grazie, per la lezione di Botanica.
T'ho cercata io, stavolta, per aridità, però,
tra l'afa della notte e il voluttuoso odore
dei tigli in fiore. E' tanto intenso che
oltrepassa il cancello e, dalla strada,
s'insinua nel cortile.
Per quanto ne so,
l'aridità è l'esperienza stessa della notte
che il buio riempie, o vuota, di significato.
Tutti cercano il riposo, il silenzio delle ore piccole,
tutti temono i fantasmi che, dopo la mezzanotte,
si levano dai rami e dalle piante si sollevano,
bianchi come cadaveri.
Li temono e li evitano e, così, parlano di aridità,
di quella ruvida presenza che non è la semplice penuria
di parole, la semplice scarsezza di foglie,
sempreverdi, ma l'evidente mancanza di storia,
proprio, da raccontare.
Se davvero vuoi vedere i tronchi d'alto fusto,
entra nei dettagli delle foglie, penetra nelle pieghe
che possiede il bosco e segui il sentiero che
non porta in nessun luogo, fruga nei nascondigli,
nelle siepi, negli anfratti dove puzza l'aria,
nei posti dove nessuno è accolto, dove
niente resta, dove nessuno può restare.
Siamo nella stessa lacrima(*);
Come sbocciamo dallo stesso sorriso ;
Due bocche che si incontrano in un luogo chiamato bacio.
Un luogo dove si danza lentamente o con forza ma sempre all'unisono.
Sorrisi, pianti, baci;
Tutto è vita;
Quel sorriso non sarebbe così consolante se non annaffiato da una lacrima.
Lacrime e sorrisi che sempre ci accompagneranno e che si legheranno in un unico e meraviglioso bacio.

(frase tratta da Luce -Elisa-)
Come sbocciamo dallo stesso sorriso ;
Due bocche che si incontrano in un luogo chiamato bacio.
Un luogo dove si danza lentamente o con forza ma sempre all'unisono.
Sorrisi, pianti, baci;
Tutto è vita;
Quel sorriso non sarebbe così consolante se non annaffiato da una lacrima.
Lacrime e sorrisi che sempre ci accompagneranno e che si legheranno in un unico e meraviglioso bacio.
(frase tratta da Luce -Elisa-)
L’astro della notte fuggì ….
Le stelle scomparvero ….
Il cielo si sbriciolò ….
I cirri svanirono ….
Le tenebre fecero da padrone.
Il buio era tutto intorno.
Il mare diventò burrascoso.
Le onde innalzavano la mia barca per poi farla cadere violentemente.
Sempre più su
per poi precipitare sempre più giù.
Una tempesta,
due tempeste ….
Lottavo contro le onde schiumose,
lottavo contro i venti impetuosi,
lottavo contro i mostri marini,
gli abissi,
i turbinii …
Poi un silenzio …
troppa silenziosità attorno a me.
Forse toccai i margini dello Sceol?
O ero stata inghiottita da un buco nero?
Dove mi trovavo?
E soprattutto, chi ero?
Dov’ero stata fino adesso?
E dov’ero diretta?
Ridatemi la possibilità di rincominciare!
Sarò più buona?
Forse.
Sarò meno effervescente e appariscente?
Forse.
Le stelle scomparvero ….
Il cielo si sbriciolò ….
I cirri svanirono ….
Le tenebre fecero da padrone.
Il buio era tutto intorno.
Il mare diventò burrascoso.
Le onde innalzavano la mia barca per poi farla cadere violentemente.
Sempre più su
per poi precipitare sempre più giù.
Una tempesta,
due tempeste ….
Lottavo contro le onde schiumose,
lottavo contro i venti impetuosi,
lottavo contro i mostri marini,
gli abissi,
i turbinii …
Poi un silenzio …
troppa silenziosità attorno a me.
Forse toccai i margini dello Sceol?
O ero stata inghiottita da un buco nero?
Dove mi trovavo?
E soprattutto, chi ero?
Dov’ero stata fino adesso?
E dov’ero diretta?
Ridatemi la possibilità di rincominciare!
Sarò più buona?
Forse.
Sarò meno effervescente e appariscente?
Forse.














