Punteggiatura di cielo
orchestra i miei giorni,
stinge lacrima di ginestra,
sfama confini di labbra,
muta apostrofi di sabbia.
Valigie di sguardi introversi
sfumano cristalli dispersi,
pelle di brina e solstizio,
fumo d’equazione e precipizio,
l’anima è lo specchio del sole:
incarto punteggiatura di cielo
è piuma d’intramontabile inverno.
orchestra i miei giorni,
stinge lacrima di ginestra,
sfama confini di labbra,
muta apostrofi di sabbia.
Valigie di sguardi introversi
sfumano cristalli dispersi,
pelle di brina e solstizio,
fumo d’equazione e precipizio,
l’anima è lo specchio del sole:
incarto punteggiatura di cielo
è piuma d’intramontabile inverno.
2 commenti
La felicità che dà forma a due bocche;
Lo spioncino che porta luce al cuore;
Il più bel saluto che si possa fare al mondo.
Tu sei la chiave dei miei sorrisi;
Io la porta dei tuoi;
Abbiamo lo stesso sorriso e ridendo vivremo, regalando alle nostre giornate profonda gioia.

Lo spioncino che porta luce al cuore;
Il più bel saluto che si possa fare al mondo.
Tu sei la chiave dei miei sorrisi;
Io la porta dei tuoi;
Abbiamo lo stesso sorriso e ridendo vivremo, regalando alle nostre giornate profonda gioia.
credi, ragazza...
guarda il sogno negli occhi
il tuo volere sarà esaudito se con l'anima scorgerai la sua essenza!
Riempi lo sguardo di colori raggianti, scalderà i cuori delle persone al tuo fianco.
sogna ragazza…
Vai oltre l’orizzonte della ragione. Scaccia l’incubo che si chiama incertezza! Abbraccia il futuro, come l’amico più caro. I tuoi desideri profumano di concreto, se imbrigli le ali di questo avvenire
desidera, ragazza…
concedi spazio al pensiero creativo!
Magnifico sarà il mattino se illumini di energia la sua Alba. Osa sempre di più… fa che l'universo ascolti la tua espressione.
Crea, ragazza…
In questa vita erigerai da zero le fondamenta, sii paziente e dedita al lavoro. Un giorno esulterai dalla finestra più alta, della tua cattedrale!
Vivi, ragazza…
Del cosmo cattura ogni molecola, sorrisi e lacrime si danno la mano,
nemici giurati che si compensano
nel percorso miracoloso davanti a te, in cui abbandoni il passato per essere donna!
guarda il sogno negli occhi
il tuo volere sarà esaudito se con l'anima scorgerai la sua essenza!
Riempi lo sguardo di colori raggianti, scalderà i cuori delle persone al tuo fianco.
sogna ragazza…
Vai oltre l’orizzonte della ragione. Scaccia l’incubo che si chiama incertezza! Abbraccia il futuro, come l’amico più caro. I tuoi desideri profumano di concreto, se imbrigli le ali di questo avvenire
desidera, ragazza…
concedi spazio al pensiero creativo!
Magnifico sarà il mattino se illumini di energia la sua Alba. Osa sempre di più… fa che l'universo ascolti la tua espressione.
Crea, ragazza…
In questa vita erigerai da zero le fondamenta, sii paziente e dedita al lavoro. Un giorno esulterai dalla finestra più alta, della tua cattedrale!
Vivi, ragazza…
Del cosmo cattura ogni molecola, sorrisi e lacrime si danno la mano,
nemici giurati che si compensano
nel percorso miracoloso davanti a te, in cui abbandoni il passato per essere donna!
La pioggia canta sommessa nei gelsi,
sparsi sui rami, i garruli nidi
posano muti, sola, una piuma
palpita leggera al vento;
fu solo ieri l’ultimo concento:
nel ciel si dileguò, lontano, lontano.
Coglie le ancora odorate foglie
una mano, e poi il guardo volge in terra,
e gli occhi serra:
fu solo ieri l’ultimo concento
e or già m’odia e m’avversa;
come, amor non era?
E lacrimando per la stagione persa
pensò alle nuove rondini
e alla nuova primavera.
sparsi sui rami, i garruli nidi
posano muti, sola, una piuma
palpita leggera al vento;
fu solo ieri l’ultimo concento:
nel ciel si dileguò, lontano, lontano.
Coglie le ancora odorate foglie
una mano, e poi il guardo volge in terra,
e gli occhi serra:
fu solo ieri l’ultimo concento
e or già m’odia e m’avversa;
come, amor non era?
E lacrimando per la stagione persa
pensò alle nuove rondini
e alla nuova primavera.
La schiusa del mattino
fu frumento fra la cenere,
cometa fra bozzolo di neve,
naviglio di sterlizia ferita,
concerto di nuvola smarrita.
L’equator d’un prato di marzo
anagrammò briciole d’incanto
e sul costato solitario della terra
infiammò striduli cocci d’ombre,
scenografia di piuma e labbra d’ambra.
Le palafitte del silenzio celeste
carezzarono fuggevoli ritratti d’alba,
ecco l’eco della schiusa del mattino.
fu frumento fra la cenere,
cometa fra bozzolo di neve,
naviglio di sterlizia ferita,
concerto di nuvola smarrita.
L’equator d’un prato di marzo
anagrammò briciole d’incanto
e sul costato solitario della terra
infiammò striduli cocci d’ombre,
scenografia di piuma e labbra d’ambra.
Le palafitte del silenzio celeste
carezzarono fuggevoli ritratti d’alba,
ecco l’eco della schiusa del mattino.
![fan140[1].gif](/images/utenti/Grace_D/fan1401_9d960.gif)
Il sibilo del vento
porta spesso ricordi imperfetti
che nel tempo remoto
non sono stati ben assimilati
né assorbiti con accortezza
per donare alla mente scioltezza
su possibili nitidi ritorni di pensiero.
Inesperienza e sbadataggine
d'immaturità dell'età evolutiva
che di mille curiosità s'imbeveva
ha disperso molte note
delle armoniose sinfonie
che abbracciavano cuore e carne
del fiato vermiglio d'allora
e che oggi a richiesta
la vita riporta in segnali di fumo.
Le poche gocce di fresca rugiada
che hanno irrorato l'anima
si dissolvono in breve
e domande a ricordi restano mute
su importanti
accordi della melodia.
“Prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni.”
(Vincent Van Gogh)
Solo
ancora
un piccolo
e dolce sorso,
e la mia fata verde
volerà anche su di voi;
solo un altro
insignificante
rametto d'edera,
e poi sarà appena
una questione
di tempo.
Ed è
già
l’ora
di tornare
sotto al groviglio:
fra la Maison de Santé
e una buona speranza,
dentro al crepuscolo
e più in là del canto
dell’usignolo.
E ci sei tu
sotto queste stelle,
il rosso trasparente del vino
e la mia quasi puerile sincerità,
il mio tocco ingenuo e delicato
e voi miei fratelli artisti.
Ma l’amarezza durerà
per sempre,
perché
la vita
è semina,
cara fee verte,
quasi insopportabile
l’attesa della raccolta,
e troppo imponenti
i sogni che sogno.
Siamo poveri
fra i poveri:
siamo i miti
mangiatori
di patate
e
gli
arditi
testimoni
della bellezza
delle dalie.
Niente
riposo
allora,
niente sonno
sotto a questo
cielo tormentato:
un po’ di tristezza,
un po’ di solitudine,
un po’ di sconforto.
È lungo il cammino
per l’armonia,
è lontana
la calma,
ed io vorrei
di già ritornare.
“Mi sono rimesso al lavoro, anche se il pennello mi casca quasi di mano e, sapendo perfettamente ciò che volevo, ho ancora dipinto tre grandi tele. Sono immense distese di grano sotto cieli tormentati, e non ho avuto difficoltà per cercare di esprimere la mia tristezza, l'estrema solitudine.”
(Vincent Van Gogh)
Un altro giorno
senza poggiare mai le labbra.
Amare
è un pendio ingrato,
acqua lontana,
è un pendio ingrato,
acqua lontana,
e il suo fregio seduttore
lascia un vizio dolce, ma crudele.
L’Insensato piangere…
…averlo conosciuto e mai vissuto!
Un elisir vincente
che impregna il sangue della sua ebbrezza ,
e pur assente, tanto mai va via.
E tanto brucia nel cervello
come un fuoco,
come un fuoco,
come una maledizione!

Ascolto il cantore
dei versi maledetti
ma dolce è perfino la dannazione
dei versi maledetti
ma dolce è perfino la dannazione
nelle parole di un demone ignaro
che cerca l'innocenza
che cerca l'innocenza
ed io ho visto il bambino ferito
fiorire nei versi
Il cuore che disperato
fiorire nei versi
Il cuore che disperato
anela all'amore
antico o sconosciuto
che importa?
"Poiché l'alba si accende"
di meravigliosa ingenuità
antico o sconosciuto
che importa?
"Poiché l'alba si accende"
di meravigliosa ingenuità
io, poeta, mi incanto
alla bellezza della tua arte
alla bellezza della tua arte
"e non chiedo davvero altro paradiso"
Stasera senza motivo
doveva accadere sapere dove sei
la luna stanotte non c'è
riprenderò il mio cammino
anche senza te
e il nuovo giorno
porterà un altra vita e
vedrai andremo lontano
cercando insieme i momenti più belli
senza soffrire mai più
per salvare quel che resta
di noi .
doveva accadere sapere dove sei
la luna stanotte non c'è
riprenderò il mio cammino
anche senza te
e il nuovo giorno
porterà un altra vita e
vedrai andremo lontano
cercando insieme i momenti più belli
senza soffrire mai più
per salvare quel che resta
di noi .
E siamo ancora noi stanotte
a tenere in scacco la luna
a respirare fiati salmastri
mentre gelidi venti sferzano
i cuori ribelli al tempo e all'età.
Ti voglio, mi vuoi: il gioco è qui,
è adesso che dobbiamo soffiare
emozioni nei giorni tutti uguali
che scandiscono la parte di vita
assegnata alle rughe e al tramonto.
È notte di tempesta e alta marea,
l'anima ha smesso di tacere,
archi, violini e piano suonano
melodie struggenti, un vuoto di stelle
nasconde l'amore a sguardi curiosi.
Ti amo, mi ami: può bastarci
in questo stretto sentiero di sassi.
Tra alte mura e precipizi il cuore
sussulta, si agita, freme, esulta,
c'è un abbraccio a siglare la pace.
a tenere in scacco la luna
a respirare fiati salmastri
mentre gelidi venti sferzano
i cuori ribelli al tempo e all'età.
Ti voglio, mi vuoi: il gioco è qui,
è adesso che dobbiamo soffiare
emozioni nei giorni tutti uguali
che scandiscono la parte di vita
assegnata alle rughe e al tramonto.
È notte di tempesta e alta marea,
l'anima ha smesso di tacere,
archi, violini e piano suonano
melodie struggenti, un vuoto di stelle
nasconde l'amore a sguardi curiosi.
Ti amo, mi ami: può bastarci
in questo stretto sentiero di sassi.
Tra alte mura e precipizi il cuore
sussulta, si agita, freme, esulta,
c'è un abbraccio a siglare la pace.
Piove uno zigomo di luna
su fermagli di sale disfatti,
su crini di ninfee orientali,
su scalpelli d’azzurro impolverati.
Sagitte brinate d’estate
sporcano comete fra i campi,
son dardi di velluto affamati,
frammenti d’anima alluvionati.
Merletti d’ancore solari
miscelano architettura d’arazzi,
l’aria s’adorna di petali bianchi:
nasce un respiro d’alba e coralli.
su fermagli di sale disfatti,
su crini di ninfee orientali,
su scalpelli d’azzurro impolverati.
Sagitte brinate d’estate
sporcano comete fra i campi,
son dardi di velluto affamati,
frammenti d’anima alluvionati.
Merletti d’ancore solari
miscelano architettura d’arazzi,
l’aria s’adorna di petali bianchi:
nasce un respiro d’alba e coralli.
Mille dei tuoi sguardi
come solo tu sai lanciare,
ad occhi sognanti
e labbra vogliose;
poi accarezza i miei timpani
con la sinfonia delle tue dolci parole
e fammi sentire come canti per me,
mia vita.
Se poi trovi il tempo
di illuminare il mio corpo di pece
con le costellazioni sui palmi delle tue mani,
stringimi più forte che puoi,
che voglio accendermi di nuovo.
Come tu sai amarmi,nessuno:
io respiro i tuoi sorrisi,
e soffoco
quando non mi vuoi.
come solo tu sai lanciare,
ad occhi sognanti
e labbra vogliose;
poi accarezza i miei timpani
con la sinfonia delle tue dolci parole
e fammi sentire come canti per me,
mia vita.
Se poi trovi il tempo
di illuminare il mio corpo di pece
con le costellazioni sui palmi delle tue mani,
stringimi più forte che puoi,
che voglio accendermi di nuovo.
Come tu sai amarmi,nessuno:
io respiro i tuoi sorrisi,
e soffoco
quando non mi vuoi.











