Oh, miele di un’ora,
di quel giorno breve
in cui dicesti che ero forte,
che avrei potuto essere potente
in seno al tuo regno e alla tua sorte.
Ah...non avessi mai visto la luce
di quel giorno grande
in cui, il rosso palpitava, avvolto,
fin dentro le radici,
fin dentro le radici,
e io ero il tuo regno sopra il tuo volto.
Quel giorno grande,
in cui parlavamo piano
e moriva la parola
negli alati doni della mano.
E le notti ?
Selvagge, selvagge!
Senza sosta nell’aurora:
ah, di miele... di ora in ora.



Commenti
Un abbraccio, ciao... ^.^
Lieta serata... per me di neve.
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Ciao
Aurelio