Fuochi, tuoni, scosse
Viaggi che non voglio fare
Immagini che non cerco
L'anima danza alcune volte un valzer altre volte un tango
Altre volte vorrebbe solo riposare ma voi la rapite
Devo fermarvi, Voglio fermarvi.
No!!!
No!!!
Devo gustarvi, devo cullarvi, devo conoscervi e nuotare in questo mare di emozioni
Loro sono parte di me, sono me
Tienimi per mano ho paura non so nuotare e non voglio ripararmi nello stagno del silenzio.

Sopra le ali della musica
che veste anche l’incoscienza
traghettando il mondo
verso nuove onde
tra filari ordinati
che mettono in riga
corpo e mente
profumandoli di nuovo
cercami
seguendo i suggerimenti
del presente e del futuro
cercami
rincorrendo i segni
lasciati dalle mie impronte
dentro specchi
ancora più trasparenti
toccando la nuova pelle
e le sue sensazioni
sotto lo sguardo
del mio cielo
che lascia cadere
gocce di arcobaleno
cercami
seguendo i suggerimenti
del presente e del futuro
cercami
rincorrendo i segni
lasciati dalle mie impronte
che veste anche l’incoscienza
traghettando il mondo
verso nuove onde
tra filari ordinati
che mettono in riga
corpo e mente
profumandoli di nuovo
cercami
seguendo i suggerimenti
del presente e del futuro
cercami
rincorrendo i segni
lasciati dalle mie impronte
dentro specchi
ancora più trasparenti
toccando la nuova pelle
e le sue sensazioni
sotto lo sguardo
del mio cielo
che lascia cadere
gocce di arcobaleno
cercami
seguendo i suggerimenti
del presente e del futuro
cercami
rincorrendo i segni
lasciati dalle mie impronte
Un sentimento inaudito la sfiorò,
e d’un tratto
d’offrirgli il mondo desiderò.
d’offrirgli il mondo desiderò.
- Chiedimi ciò che vuoi,
giacchè perfetto è il sorriso,
e gli occhi tuoi.
Tu esalti la mia forza,
sei come la speranza,
sei come la speranza,
e sento ora,
del sangue nelle vene, la sua danza.
del sangue nelle vene, la sua danza.
- Chiedimi, tutto ciò che vuoi,
sei talmente necessario, d’improvviso,
che ho bisogno di quell'ombra
sul tuo appassionato viso.
sul tuo appassionato viso.
Chiedimi,
e vedrai nascere in me,
cose che ti sorprenderanno.
cose che ti sorprenderanno.
Chiedimi sempre:
sei tutti i giorni
che ormai promessi, arriveranno!

che ormai promessi, arriveranno!

Raccontami i tuoi sogni
tu che mieti parole al sapore di dubbio
che levighi gli stimoli poco a poco.
Tu che per intimo intendi la chiave dell’essere
che motivi ogni sguardo con l’ombra della poetica
ma nascondi le parole
che assapori il gusto della vendetta ma non affili il coltello.
Tu che sei padrona e vuoi tornare ad essere schiava.
Tu
che cingi nel ventre un pezzo del mio passato
raccontami i tuoi sogni.
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
E' un treno
che percorre un binario morto,
ma in realtà mi sono accorto
che il piede è sempre poggiato sul freno
Una barca non ha ancora raggiunto il porto,
si è perduta in mezzo al mare,
è rimasta bloccata,
non sa più dove andare,
non è un viaggio alla sua portata
e il marinaio non sa che fare,
se riprendere la navigazione
o sprofondare nell'indecisione
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
quanto snervante
E' un treno
che percorre un binario morto,
ma in realtà mi sono accorto
che il piede è sempre poggiato sul freno
Una barca non ha ancora raggiunto il porto,
si è perduta in mezzo al mare,
è rimasta bloccata,
non sa più dove andare,
non è un viaggio alla sua portata
e il marinaio non sa che fare,
se riprendere la navigazione
o sprofondare nell'indecisione
Tutto ciò è frustrante
quanto snervante
Iride d’estate
sbuccia trucioli di mare,
arpeggia rondini in volo,
storna guanciali di fieno solare.
Papaveri imburrati d’azzurro
stramazzano al suolo danzando,
come alveare di brina sfrattato,
anima di carta e poesia,
flebile luce fra grinze sanguigne.
Iride d’estate,
bicchiere di nuvole fra le mani,
scarcero risacca di vuoti pensieri,
sfrangio petali di cieli guerrieri.
sbuccia trucioli di mare,
arpeggia rondini in volo,
storna guanciali di fieno solare.
Papaveri imburrati d’azzurro
stramazzano al suolo danzando,
come alveare di brina sfrattato,
anima di carta e poesia,
flebile luce fra grinze sanguigne.
Iride d’estate,
bicchiere di nuvole fra le mani,
scarcero risacca di vuoti pensieri,
sfrangio petali di cieli guerrieri.
Piccola luna
che navighi nell'immensità
scrutando gli umani destini;
piccola luna
che di amori nascenti
custode sei,
conducimi lontano da questa terra.
Cosi', per magia,
cavalcando una stella,
mi ritrovo nell'ambita ed incantevole dimora.
Nel silenzio
la chiarezza prende vita
e le antiche ombre umane si dissolvono.
Ogni dissidio,
ogni inutile rancore,
ogni violento confronto
ed ogni fraintendimento,
svaniscono in questa eterna pace.
Cullata dalla piccola luna,
dolcemente mi addormento
ed un compiacente sorriso argentino mi fa compagnia.
E' di te che mi resta
il ricordo del calore
che non ho trovato più.
Vita mia che mi lasci qui per sempre
addormentato fra i cartoni
fammi ancora ritrovare
sempre bianco tutto il cielo
e sempre bianchi i miei pensieri
nella luce di domani.
Dentro il gelo questa notte
se potrò sognarlo ancora
finchè posso tiro avanti.
Non mi alzo, non lo faccio
mi addormento e chiedo scusa
il ricordo del calore
che non ho trovato più.
Vita mia che mi lasci qui per sempre
addormentato fra i cartoni
fammi ancora ritrovare
sempre bianco tutto il cielo
e sempre bianchi i miei pensieri
nella luce di domani.
Dentro il gelo questa notte
se potrò sognarlo ancora
finchè posso tiro avanti.
Non mi alzo, non lo faccio
mi addormento e chiedo scusa
« È rimasto immobile per 24 ore prima di morire e non rispondeva più a nessuna sollecitazione... era molto lontano ormai. I suoi ultimi respiri erano così meravigliosi e liberi che non c'era spazio nel mio cuore per la tristezza. Un quarto d'ora dopo la sua morte, con un boato spaventoso, un fulmine a ciel sereno ha lacerato per tutta la sua lunghezza uno dei pioppi del giardino »
(Gret Jung)
Sembra quasi ieri
che lasciavo impronte di me
come fossero messaggi importanti.
Volevo che lo sapesse anche lei
che faceva molto freddo là,
vicino al vecchio nido
del ragno violino,
e più freddo
ancora,
se sposavo
il grigio col blu.
Io volevo solamente
portare un poco di cultura
alla radice del nostro problema,
fra la fede e i recessi della mente.
E infatti non sapevo cacciare,
non sapevo raccogliere
e neppure coltivare.
Peccato però
che lei
non
credeva
al mondo
degli spiriti,
dove spariscono
diseguaglianza
e infelicità
per
lasciar posto,
non alla giustizia,
quanto alla verità.
“Devo liberare da Dio il mio Sé, poiché il Dio che ho conosciuto è più che amore, è anche odio; è più che bellezza, è anche ripugnanza; è più che sapienza, è anche assurdità; più che forza, è anche impotenza; più che onnipresenza, è anche la mia creatura.”
(Carl Gustav Jung)

Di notte nel mio freddo letto
lascio scorrere sogni in dissolvenze
insieme ad antichi ricordi
che accendono radici d'ombre
serpeggianti in spirali
di sequenze disordinate:
momenti d'amore
risvegliano caldo languore
di mani tese accarezzanti corpi
nel vento caldo del sentimento.
Abbracci suadenti ed avvolgenti all'unisono
tornano alla mente
di quel sentiero che torna su se stesso
e più non conduce.
Sento il cuore gemere
nell'aria frizzante della notte lunare
dove l'astro argenteo danza i suoi origami
riflessi nei miei occhi rivolti al cielo
[preghiera dell'anima ferita].
Attendo l'alba
che arrivi lentamente,
lieve lenimento ai miei intimi turbamenti
fino ad un'altra notte
che si ripeterà sempre uguale...
Sublime è ciò che si trova al limite è ciò che è tanto bello da spaventare...
Il mare nervoso è sublime;
L'orlo di un precipizio è sublime;
Sublime lo sento quando la meraviglia e la paura esplodono negli occhi;
Sublime lo avverto quando il cuore non sa se arrestarsi o galoppare dalla gioia.
Sublime sei tu che i limiti superi in ogni "ti amo"
Sublime è Dio che ci ha creati limitati affinché cercassimo il sapore dell' illimitato.

Il mare nervoso è sublime;
L'orlo di un precipizio è sublime;
Sublime lo sento quando la meraviglia e la paura esplodono negli occhi;
Sublime lo avverto quando il cuore non sa se arrestarsi o galoppare dalla gioia.
Sublime sei tu che i limiti superi in ogni "ti amo"
Sublime è Dio che ci ha creati limitati affinché cercassimo il sapore dell' illimitato.
Come la prima neve scende sfiorando
i rami secchi così il mio cuore diventa
freddo in questo gelo, eri un faro nel
buoi e una guida per i viandanti.
Si volgeva a te ogni sguardo e il pensiero
sfiorava la tua mente, lucida altera,
quando tutto era chiaro e il pensiero
fluiva per i prati.
Nei campi arati seminati a grano tra
papaveri e grilli camminavi fiera, il
tuo incedere piano sfiorava i cuori soli.
Scese la sera su quel viso e il sorriso
si perse, non era più lucida la mente
mentre una sorta di vergogna lasciava
spazio ad un inciampo.
Tutti ti abbiamo amato, noi che ci siamo
rifugiati nella tua sapienza, ora sei andata
nei campi arati, con umiltà e riverenza
prego per te, ciao zia Maria.
i rami secchi così il mio cuore diventa
freddo in questo gelo, eri un faro nel
buoi e una guida per i viandanti.
Si volgeva a te ogni sguardo e il pensiero
sfiorava la tua mente, lucida altera,
quando tutto era chiaro e il pensiero
fluiva per i prati.
Nei campi arati seminati a grano tra
papaveri e grilli camminavi fiera, il
tuo incedere piano sfiorava i cuori soli.
Scese la sera su quel viso e il sorriso
si perse, non era più lucida la mente
mentre una sorta di vergogna lasciava
spazio ad un inciampo.
Tutti ti abbiamo amato, noi che ci siamo
rifugiati nella tua sapienza, ora sei andata
nei campi arati, con umiltà e riverenza
prego per te, ciao zia Maria.









