Ciao buon anno,
per me non lo sei stato.
Non hai avuto pietà,
però non ti dimenticherò mai.
Mi hai insegnato cosa significa soffrire.
Mi hai insegnato cosa significa perdonare.
Mi hai insegnato fin dove può spingersi l’amore.
Sei stato l’anno in cui ho perso la ricchezza,
ma mi hai dato la possibilità di trovare un tesoro.
Sei stato l’anno in cui ho smesso di credere alle favole da bambina,
ma ho iniziato a giocare al gioco della vita.
Addio, non mi mancherai e spero di trovare di meglio nel tuo successore.
Però ormai fai parte di me, non ti dimenticherò.
Per sempre tua.
per me non lo sei stato.
Non hai avuto pietà,
però non ti dimenticherò mai.
Mi hai insegnato cosa significa soffrire.
Mi hai insegnato cosa significa perdonare.
Mi hai insegnato fin dove può spingersi l’amore.
Sei stato l’anno in cui ho perso la ricchezza,
ma mi hai dato la possibilità di trovare un tesoro.
Sei stato l’anno in cui ho smesso di credere alle favole da bambina,
ma ho iniziato a giocare al gioco della vita.
Addio, non mi mancherai e spero di trovare di meglio nel tuo successore.
Però ormai fai parte di me, non ti dimenticherò.
Per sempre tua.
9 commenti
A te affido
i miei pensieri e desideri.
A te
che stai li a guardarmi.
Mi interroghi,
mi scavi dentro.
Portandomi al punto di
vomitare tutto su di te.
Costringendomi
a farti cambiare colore.
a te affido
drammi e preoccupazioni.
Ma anche
gioia e amore.
A te
che non mi deludi mai.
Non mi
tradisci mai.
Adesso posso mettere un punto
su quello sfondo bianco.
Oggi riposo sul ricordo intenso di ieri;
Vedo l'album delle mie emozioni;
Sfoglio le nostre immagini nitide e profonde.
Baci abbracci luoghi parole;
Volevo riposare sul ricordo di ieri;
Mi ritrovo sveglio abbracciato al desiderio di oggi.

Vedo l'album delle mie emozioni;
Sfoglio le nostre immagini nitide e profonde.
Baci abbracci luoghi parole;
Volevo riposare sul ricordo di ieri;
Mi ritrovo sveglio abbracciato al desiderio di oggi.
“Piove sui tigli in fiore
sulle curve fronde dei rami.
Profumi d' umidi muschi
impregnano le cortecce.
Floreali effluvi si spandono
tra i chiostri.
Piove sulle verdastre grondaie,
rosse tegole si vestono di lucenti colori.
Piove,
lenta scende,
come un velo
la pioggia.”
Gocce d'acqua
coprono pensieri grigi,
bagnano volti tristi,
donano candore agli animi.
Il fragore d'un tuono
ferma l'incerto essere,
un accecante lampo
illumina gli occhi.
Basta poco
a cambiare tanto.
“Piove,
piove ancora
e mentre guardo
scendere un sussulto
imprigionato in timide bolle,
ascolto un soave tintinnio
di dorate monetine,
che sobbalzando fra piccoli rigagnoli,
scorrono una dietro l'altra
verso il declinare del giorno”
sulle curve fronde dei rami.
Profumi d' umidi muschi
impregnano le cortecce.
Floreali effluvi si spandono
tra i chiostri.
Piove sulle verdastre grondaie,
rosse tegole si vestono di lucenti colori.
Piove,
lenta scende,
come un velo
la pioggia.”
Gocce d'acqua
coprono pensieri grigi,
bagnano volti tristi,
donano candore agli animi.
Il fragore d'un tuono
ferma l'incerto essere,
un accecante lampo
illumina gli occhi.
Basta poco
a cambiare tanto.
“Piove,
piove ancora
e mentre guardo
scendere un sussulto
imprigionato in timide bolle,
ascolto un soave tintinnio
di dorate monetine,
che sobbalzando fra piccoli rigagnoli,
scorrono una dietro l'altra
verso il declinare del giorno”
Poi cedettero i giochi
e tu, stavi già nel tuo altrove.
Maturavi, muto muto
un'altra volontà
senza concessioni
né ripetizioni .
Maturavi, solo solo
la mia solitudine
e nessun altro volo….
…Torna!
- Non cercarmi.
Ti perderai!
- A piccoli passi ci perderemo.
Ora, è certo,
siamo... ma ormai persi!
.
e tu, stavi già nel tuo altrove.
Maturavi, muto muto
un'altra volontà
senza concessioni
né ripetizioni .
Maturavi, solo solo
la mia solitudine
e nessun altro volo….
…Torna!
- Non cercarmi.
Ti perderai!
- A piccoli passi ci perderemo.
Ora, è certo,
siamo... ma ormai persi!
.Alfabeto d’angelo,
bucce d’alba sul selciato.
Palafitte di cielo arroventato
brucano rastrelli d’ombre
e nevicano frammenti di luce,
granelli di piume e parole,
cortecce stonate di baci lunari
che il giorno solitario scuce.
S’accoccolano fra i narcisi
cocci ghiacciati d’un temporale,
il respiro aggrovigliato di una nuvola
li attraversa quieta:
son arpe dipinte d’infinito,
briciole di stelle cadute sulla terra.
bucce d’alba sul selciato.
Palafitte di cielo arroventato
brucano rastrelli d’ombre
e nevicano frammenti di luce,
granelli di piume e parole,
cortecce stonate di baci lunari
che il giorno solitario scuce.
S’accoccolano fra i narcisi
cocci ghiacciati d’un temporale,
il respiro aggrovigliato di una nuvola
li attraversa quieta:
son arpe dipinte d’infinito,
briciole di stelle cadute sulla terra.
«Paul is dead, man: miss him, miss him, miss him!»
The
wonder years,
quando l’occhio cercava
ciò che la mente sognava,
quando la mano toccava
quel che lo sguardo
incrociava,
e
quando
l’avvenire
lo si poteva
ancora bere
in silenzio,
a piccole
dosi.
Eh
sì lo so,
amore mio,
che io ho vissuto
quell’inspiegabile età
col malumore del peccato,
senza sapere da dove venissi,
e ancor meno dove stessi errando.
Però non ho tardato a chiedermelo
se per davvero fosse tutta lì la vita,
fra quei mille e uno appetiti
e questa
crescente
stanchezza.
No amore mio,
forse non esiste riposo
per le nostre povere anime,
forse non ci sarà mai pace:
se non nello spazio
indefinibile
che separa
un pensiero
dal prossimo,
e un anelito
da un logico
affanno.
Un vuoto di giorni e di memoria
un desiderio di ribellione
o un fumo denso di ricordi
che annerisce l’aria.
In una nube lieve di pioggia
in un refolo di vento
in accenno del cuore
in un passo di danza
potrò riscoprirti.
A che servirà?
Dormono
gli schiocchi
d'acqua
battente nell'acqua
all'unisono
lontanissimi
tediati battiti
dopo la pioggia
Annaspano gli occhi
nel giacere indifeso
granchi migratori
dal cuore ombroso
screpola
il pensiero maturo
di sodezza impregnato
L'altera anima
non serba
aspra voce
Chiamami quando sarà sereno
gli schiocchi
d'acqua
battente nell'acqua
all'unisono
lontanissimi
tediati battiti
dopo la pioggia
Annaspano gli occhi
nel giacere indifeso
granchi migratori
dal cuore ombroso
screpola
il pensiero maturo
di sodezza impregnato
L'altera anima
non serba
aspra voce
Chiamami quando sarà sereno
In un momento sì particolare
me s’è guastato pure er celulare.
Pure volendo nun posso manco chiamare
l’amore mio che sta ad aspettare.
Ce crederà o no che s’è guastato
oppure me avrà già cancellato
dalla rubrica in cui m’ha inserito
certa che me sarò “smarito” ?
An vedi che importanza c’ha st’ogetto,
si ce pensavo nun l’avrei mai detto !
Co du’ o tre tasti e ‘n tu-tù de sottofonno
tiene vicini quasi tutto er monno.
Se vede che sta male, è tutto nero,
speriamo se riprenna, so sincero.
Saranno tutti i Giga che j’ho dato
e forse nun avrà mai digerito,
sarà che ‘o tengo sempre caricato
e, d’energia, troppo s’è abbuffato
che poi l’abiocco è stato er risultato.
Ora me tocca a me da ripararlo
portandolo dar tecnico ad aggiustarlo.
Quanto me costerà ? Una fortuna ?
che pe comprarlo c’è voluta a Luna.
Che si me costa troppo, troppo assai
uso er metodo dei negri arti Masai,
che pe salutare ‘a loro bella
er tam tam usaveno pe mannà ’a novella.
me s’è guastato pure er celulare.
Pure volendo nun posso manco chiamare
l’amore mio che sta ad aspettare.
Ce crederà o no che s’è guastato
oppure me avrà già cancellato
dalla rubrica in cui m’ha inserito
certa che me sarò “smarito” ?
An vedi che importanza c’ha st’ogetto,
si ce pensavo nun l’avrei mai detto !
Co du’ o tre tasti e ‘n tu-tù de sottofonno
tiene vicini quasi tutto er monno.
Se vede che sta male, è tutto nero,
speriamo se riprenna, so sincero.
Saranno tutti i Giga che j’ho dato
e forse nun avrà mai digerito,
sarà che ‘o tengo sempre caricato
e, d’energia, troppo s’è abbuffato
che poi l’abiocco è stato er risultato.
Ora me tocca a me da ripararlo
portandolo dar tecnico ad aggiustarlo.
Quanto me costerà ? Una fortuna ?
che pe comprarlo c’è voluta a Luna.
Che si me costa troppo, troppo assai
uso er metodo dei negri arti Masai,
che pe salutare ‘a loro bella
er tam tam usaveno pe mannà ’a novella.
L'anno vecchio se ne va
lasciandoci ricordi dolorosi
di venti scomposti
che hanno travolto
molti cieli del nostro pianeta.
Ha tramato contro la vita
di gente inerme
sottomessa a cattiverie,
ridotta in pianto
nel caos, nell'amarezza
e nell'indigenza
d'un mondo stravolto
senza regole né dignità.
Come sarà l'anno nuovo?
Promesse di mezzanotte
fantasie espresse sottovoce
e subito interrotte da validi dubbi
che la realtà ci presenta:
in putrida melma nera
nel riflesso d'un cielo tumefatto.
Eppure ci sarà lo spumante anche quella sera,
sorrisi, bagliori di fuochi,
visi accesi, elettrica allegria.
Non mancherà la mia malinconia.
In queste sere guardo il mare:
all'orizzonte
l'infiorescenza bianca dei gabbiani
mi restituisce forza,
mi ridona speranza...
Dopo la festa,
gli occhi stanchi,
di nuovo albeggia,
silenzio in città,
poi si ricomincia,
la solita vita,
le solite cose,
gli alberi pavesati,
e i festoni,
ricordano
il natale appena passato,
malinconia
per il dopo,
bisognerebbe essere buoni,
essere civili,
rispettarsi,
questo sarebbe sempre natale,
invece,
siamo chiusi,
nei nostri piccoli
lerci angoli
di privacy,
uno contro l’altro.
gli occhi stanchi,
di nuovo albeggia,
silenzio in città,
poi si ricomincia,
la solita vita,
le solite cose,
gli alberi pavesati,
e i festoni,
ricordano
il natale appena passato,
malinconia
per il dopo,
bisognerebbe essere buoni,
essere civili,
rispettarsi,
questo sarebbe sempre natale,
invece,
siamo chiusi,
nei nostri piccoli
lerci angoli
di privacy,
uno contro l’altro.
Quell’uomo che di parole è vissuto di fronte a 50 anni di vita insieme, alla sua Franca riesce a gridare solo “CIAO!”
Lui sa che l'avrebbe raggiunta…
Ed ora eccoli stretti in un abbraccio che non ha ieri, oggi ne domani.
Ed ora eccoli stretti in un abbraccio che non ha ieri, oggi ne domani.
Io che faccio del vivere "ora" il mio vanto chiudo gli occhi e vedo il giorno del mio "ciao";
Non c'è battito, non c'è amore, non c'è senso senza te;
Non sopporto l’angoscia, torno al mio presente e non vedo l'ora di averti.
Lei,
l’ impatto emotivo violento,
lo sfogo,di quel che non è mai andato,
la voce della tranquillità,
il rimedio naturale all’ aria.
Lei,
contatto e distacco dal tempo,
energia rinnovabile dentro,
colonna sonora dei passi.
Il sorriso degli angeli,
la semplicità degli attimi,
il peccato e il paradiso.
Mi confusi alla vita,
ma nei suoi occhi trovai
un motivo per perdermi ancora;
-Non venite a cercarmi-
Tanto, ma overamente tantu, tantu tiempo fa,
'nce steva 'na vicchiarella 'mbruttita pe ll'età.
Naso a pippa, faccia secca e arrugnata,
scarpe tutte rotte e vestite stracciate.
Passava 'e gghiurnate a ccosere cazettielle:
vuleva scarfa' 'e piede d'ê nnennelle.
Sola sferruzzava dint'â 'na casa fatta e legno.
Aucielle e palummelle lle devene sustegno.
Tortore, pettirosse 'ncoppa 'o davanzale
beccavano 'o ppane c'â vecchia sbriciulava.
Ma 'nu triste Natale, che malincunia,
'nce fuje p'ô paese 'na brutta caristia.
Manco 'na caramella, 'nu pezzullo 'e turrone.
Sulo famme, miseria e niente 'e bbuono.
Comme se dannava 'a povera befana
mentre cuseva 'e ccazzettelle 'e lana!
Ll'aucielle dispiaciute, se riunettene a cunsiglio:
quanno uno e lloro pronto, 'na decisiona piglia.
Pensajene 'e scetà 'a fatina primmavera:
nunn'era 'o tiempo suojo, pecchè essa durmeva.
Ma tanto fuje 'o rummore ca 'a figljola se scetaje.
Capette ll'esigenza e assunnata cunsigliaje:
"Ogneduno 'e vuje, vicino 'a ogni scupella,
adda mettere 'na bbella piumma 'e scella."
"Si facite ambresso e quanno sarrà o tiempo,"
"dinto 'e ccazette 'nun ammancarrà niente."
'A voce d'â fata accussì ghiette parlanne,
'a befana pe n'attimo, perdette 'o cumanno.
:"Va a purtà rjale, ciucculate e caramelle
a tutte 'e ccriature, pe dinto 'e ccasarelle..."
'A vecchia scagnanno 'a scopa pe cavallo,
se mmettette a vula' cu 'o sacco 'ncopp'ê sspalle.
Ll'uocchie ll'addeventajene 'e lacreme chine,
mentre pensava 'e ffacce felice d'ê bammine.
Ancora mò, ma sulo pe 'na vota a ll'anno,
ciucculate e caramelle, essa và purtanne.
Dint'â casarella fà ancora 'e ccazette 'e lana,
però 'o seje e Gennaio, se mette a fa 'a bbefana!
'nce steva 'na vicchiarella 'mbruttita pe ll'età.
Naso a pippa, faccia secca e arrugnata,
scarpe tutte rotte e vestite stracciate.
Passava 'e gghiurnate a ccosere cazettielle:
vuleva scarfa' 'e piede d'ê nnennelle.
Sola sferruzzava dint'â 'na casa fatta e legno.
Aucielle e palummelle lle devene sustegno.
Tortore, pettirosse 'ncoppa 'o davanzale
beccavano 'o ppane c'â vecchia sbriciulava.
Ma 'nu triste Natale, che malincunia,
'nce fuje p'ô paese 'na brutta caristia.
Manco 'na caramella, 'nu pezzullo 'e turrone.
Sulo famme, miseria e niente 'e bbuono.
Comme se dannava 'a povera befana
mentre cuseva 'e ccazzettelle 'e lana!
Ll'aucielle dispiaciute, se riunettene a cunsiglio:
quanno uno e lloro pronto, 'na decisiona piglia.
Pensajene 'e scetà 'a fatina primmavera:
nunn'era 'o tiempo suojo, pecchè essa durmeva.
Ma tanto fuje 'o rummore ca 'a figljola se scetaje.
Capette ll'esigenza e assunnata cunsigliaje:
"Ogneduno 'e vuje, vicino 'a ogni scupella,
adda mettere 'na bbella piumma 'e scella."
"Si facite ambresso e quanno sarrà o tiempo,"
"dinto 'e ccazette 'nun ammancarrà niente."
'A voce d'â fata accussì ghiette parlanne,
'a befana pe n'attimo, perdette 'o cumanno.
:"Va a purtà rjale, ciucculate e caramelle
a tutte 'e ccriature, pe dinto 'e ccasarelle..."
'A vecchia scagnanno 'a scopa pe cavallo,
se mmettette a vula' cu 'o sacco 'ncopp'ê sspalle.
Ll'uocchie ll'addeventajene 'e lacreme chine,
mentre pensava 'e ffacce felice d'ê bammine.
Ancora mò, ma sulo pe 'na vota a ll'anno,
ciucculate e caramelle, essa và purtanne.
Dint'â casarella fà ancora 'e ccazette 'e lana,
però 'o seje e Gennaio, se mette a fa 'a bbefana!













