Il mio nome è bianco
ed è così che vedo il mondo: bianco e nero.
Tu mi chiedi i grigi, perché i grigi sono da adulta, da chi vive la realtà.
Ma io voglio rimanere bianca e nera
come il mio nome
perché il bianco e nero mi ha pemesso di amare te, di amare loro, di amare Lui.
La mia città ha un vulcano
E quel vulcano è dentro me
E quel vulcano sono io
Un vulcano di idee, di progetti strampalati,
di esplosioni esagerate
Un fuoco di lava quando sono tra le tue braccia.
La mia città ha anche il mare
e la Luna è la sua padrona
Su e giù secondo la sua luce
E soffro a vedere che ho lo stesso influsso su di te
Sarebbe meglio per te essere il golfo
che argina, contiene, affronta le onde
ma nel contempo adoro il tuo colore, la tua profondità, il tuo impeto e in tuo sapore.
La mia città ti frega e si dona.
È strafottente e generosa.
Piena di monnezza e di bellezza
Di ricchi e di poveri.
Questo è il mio nome, è da qui che provengo
Idealista, passionale, lunatica, capace di grandi gesti e di grandi miserie.
Questa sono io.
Piaccio a te?
In ogni caso
questa sono io.
ed è così che vedo il mondo: bianco e nero.
Tu mi chiedi i grigi, perché i grigi sono da adulta, da chi vive la realtà.
Ma io voglio rimanere bianca e nera
come il mio nome
perché il bianco e nero mi ha pemesso di amare te, di amare loro, di amare Lui.
La mia città ha un vulcano
E quel vulcano è dentro me
E quel vulcano sono io
Un vulcano di idee, di progetti strampalati,
di esplosioni esagerate
Un fuoco di lava quando sono tra le tue braccia.
La mia città ha anche il mare
e la Luna è la sua padrona
Su e giù secondo la sua luce
E soffro a vedere che ho lo stesso influsso su di te
Sarebbe meglio per te essere il golfo
che argina, contiene, affronta le onde
ma nel contempo adoro il tuo colore, la tua profondità, il tuo impeto e in tuo sapore.
La mia città ti frega e si dona.
È strafottente e generosa.
Piena di monnezza e di bellezza
Di ricchi e di poveri.
Questo è il mio nome, è da qui che provengo
Idealista, passionale, lunatica, capace di grandi gesti e di grandi miserie.
Questa sono io.
Piaccio a te?
In ogni caso
questa sono io.
Se ti chiedessi di venire con me
non potresti poi ritornare
alla tua pace
non potresti poi ritornare
alla tua pace
Con me esploreresti
picchi così vicini al cielo
ma la contropartita
ma la contropartita
sarebbe un abisso
che sfiora l'Ade
Ti mostrerei il paradiso
che sfiora l'Ade
Ti mostrerei il paradiso
quello che dà l'amore
senza pari nell'universo
Godresti del calore soave
senza pari nell'universo
Godresti del calore soave
di un corpo e un cuore eccesi
ma troveresti anche il fuoco atroce
che divora il mio esistere
ma troveresti anche il fuoco atroce
che divora il mio esistere
Quella fiamma selvaggia
all'origine di mille incendi devastanti
che mai è stata domata
all'origine di mille incendi devastanti
che mai è stata domata
Se ti chiedessi di venire con me
ora che conosci il prezzo salato
dimmi, lo faresti?
ora che conosci il prezzo salato
dimmi, lo faresti?
Forse stanotte verrai,
verrai questa notte
a mezzo il silenzio
e requie darai al mio cor.
Dammi requie stanotte!
T’aspetto,
pur se costretto a vegliare
e quando il disco d’argento
spento sarà dal tuo mare,
non tardare, ma vieni.
So che non tieni sembianza,
ma quando sarai nella stanza
tornerà quella luce
che il solo pensiero induce
all’attesa.
Lo svago dei versi sicuro già persi
sboccerà di nuovo
e splenderà intorno
un fresco giorno di poesia.
verrai questa notte
a mezzo il silenzio
e requie darai al mio cor.
Dammi requie stanotte!
T’aspetto,
pur se costretto a vegliare
e quando il disco d’argento
spento sarà dal tuo mare,
non tardare, ma vieni.
So che non tieni sembianza,
ma quando sarai nella stanza
tornerà quella luce
che il solo pensiero induce
all’attesa.
Lo svago dei versi sicuro già persi
sboccerà di nuovo
e splenderà intorno
un fresco giorno di poesia.
Mi circonda
mi stringe
in un caldo abbraccio.
Un'espressione
nitida
e sublime.
Mi accoglie
mi consola
mi rende felice.
Un abbraccio eterno.
Tu che giri a secondo
del buon umore
o della disperazione.
Come i girasoli
che girano
attorno al sole.
Alla fine ho deciso per un altro sì,
per il mio bicchiere d'acqua
che m'accompagni al comodino
anche stasera. Frattanto penso e lo so che altri
infelici prima di me han già sperimentato
le ombre dei vari Saturni allontanatissimi,
così senza fretta nel cestino
della carta un
della carta un
mezzo foglio sbrindellato, delirante -
e nell'angolo
a speranza
“Quando avevo 5 anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi chiesero cosa volessi essere da grande. Scrissi "felice". Mi dissero che non avevo capito il compito, ed io dissi loro che non avevano capito la vita.”
(John Lennon)
Ci
sia
stato
il trauma
oppure no,
quel vago
senso
di
tristezza
non tarda mai
nel farsi sentire.
E viene, e bussa,
e risale le curve
del mio albero,
e mi stringe
nella spira
glaciale
dei ricordi.
Ma non importa,
fintanto che questi
variegati frammenti
si uniranno ancora
nel mirabolante
caleidoscopio
della mia
vita.
“Parte di me sospetta che io sia un perdente, l'altra parte pensa che sono Dio Onnipotente.”
(John Lennon)
Come polvere al vento
un deserto di sabbia,
una forte tormenta
con un mese di pioggia.
E' arrivato così
come un forte boato
un vuoto improvviso
da perdere il fiato.
Con un uomo così
senza fissa dimora
con il cuore che danza
ogni volta che vuole.
Come polvere al vento
o il fuoco che brucia
che non lasciano niente,
arrivando alle spalle
senza dare preavviso.
Come un uomo così
più tremendo del fuoco...
Sulla battigia del tempo
riverbero lettere in bottiglia,
ali d’angelo al tramonto,
valigie di grano schiarite,
mulini di stelle appassite,
garze variopinte di bosco fiorite.
Mordo minestre di cielo,
champagne di bacio lunare
ed ancora, vertebre di mare,
roseti d’autunno spettinati,
aquiloni di ghiaccio fra le mani.
Sulla battigia del tempo
nevica il nostro ricordo
come falce di vela,
come garofano di cera,
nevica il nostro ricordo,
è il più bel quadro dipinto dalla sera.
riverbero lettere in bottiglia,
ali d’angelo al tramonto,
valigie di grano schiarite,
mulini di stelle appassite,
garze variopinte di bosco fiorite.
Mordo minestre di cielo,
champagne di bacio lunare
ed ancora, vertebre di mare,
roseti d’autunno spettinati,
aquiloni di ghiaccio fra le mani.
Sulla battigia del tempo
nevica il nostro ricordo
come falce di vela,
come garofano di cera,
nevica il nostro ricordo,
è il più bel quadro dipinto dalla sera.
Strapperei l'emblema
non mi mettessero in galera,
la voglia tanta
come di girare una frittata
quella che oramai
è stata fatta
non si sa bene, poi
... a chi piaccia.
Chiunque
ad avanzar pretese
per far fare a qualcuno,
tanti ad avere avere
senza spese,
tanto restano sempre
ognuno e nessuno
a pagar per tutti.
Servisse per caso
tornare alle caverne?
All'ognuno da se, certo che si
All'ognuno da se, certo che si
pare strano, ma è appurato
... si farebbe per tre.
S’arrende l’anima e non dimentica il dolore,
propaga amore a più non posso ma ha
paura dell'oblio, cammina lanciando deboli
strali, poi emette versi pieni di candore.
La vita ha dato al vento di questo amore
foglie secche e solitarie che non capisco
l’esistenza, credo che la desolazione non
dipenda dagli errori fatti a caso.
Le conquiste della luna, lo sbarazzarsi
in fretta di un fardello, causa pene,
trovai la musa perduta in versetti nascosti
in crogioli dorati in lettere declamate.
L'illusione viene prima dell'amore, poi
trovai la signora del mio cuore era nascosta
nel giardino delle rose, in ciclamini odorosi
in mantici soffianti.
propaga amore a più non posso ma ha
paura dell'oblio, cammina lanciando deboli
strali, poi emette versi pieni di candore.
La vita ha dato al vento di questo amore
foglie secche e solitarie che non capisco
l’esistenza, credo che la desolazione non
dipenda dagli errori fatti a caso.
Le conquiste della luna, lo sbarazzarsi
in fretta di un fardello, causa pene,
trovai la musa perduta in versetti nascosti
in crogioli dorati in lettere declamate.
L'illusione viene prima dell'amore, poi
trovai la signora del mio cuore era nascosta
nel giardino delle rose, in ciclamini odorosi
in mantici soffianti.
La mente in agonia
Nulla può appagare
i pensieri nati morti
le poesie stuprate
dalla crudeltà della vita
Oh i miei demoni se la ridono
danzano ubriachi nella bolgia
di sogni allucinati
Sono punture fredde nel cranio
Oh invidio quasi la tua ingenuità
i tuoi sorrisi disarmanti
il fragore delle tue risate
contro le mie urla silenti
ma ti ammonisco
Nulla può appagare
i pensieri nati morti
le poesie stuprate
dalla crudeltà della vita
Oh i miei demoni se la ridono
danzano ubriachi nella bolgia
di sogni allucinati
Sono punture fredde nel cranio
Oh invidio quasi la tua ingenuità
i tuoi sorrisi disarmanti
il fragore delle tue risate
contro le mie urla silenti
ma ti ammonisco
Verrà anche per te
il tempo del disincanto
Avevo la tua stessa luce
negli occhi
Ne scorgi traccia ora
nelle iridi fatte di buio?
Non ti terrò un posto all'inferno
perché ti amo
il tempo del disincanto
Avevo la tua stessa luce
negli occhi
Ne scorgi traccia ora
nelle iridi fatte di buio?
Non ti terrò un posto all'inferno
perché ti amo
È sera dolce momento ,
Siete tornati tre angeli ed io sono con voi,
Stanco godo il dono di essere papà.
Siete tornati tre angeli ed io sono con voi,
Stanco godo il dono di essere papà.
Ma con i bambini si torna bambini
Ti rivedo divertente mentre accendi un lumino, nostro piccolo guerriero contro il buio;
Ti ascolto menestrello, costretto ad inventare storie nuove ogni sera;
Ti sento rassicurante mentre mi regali una carezza contenente tutta la fiducia che mi servirà nella vita;
Ti rivedo divertente mentre accendi un lumino, nostro piccolo guerriero contro il buio;
Ti ascolto menestrello, costretto ad inventare storie nuove ogni sera;
Ti sento rassicurante mentre mi regali una carezza contenente tutta la fiducia che mi servirà nella vita;
Con i bambini si torna bambini ma gli occhi sono quelli di un padre che hanno visto tutto l'amore che mi donavi
Questi versi sono il mio grazie papà
Ovunque tu sia so che li stai leggendo
Sento la tua carezza.
Questi versi sono il mio grazie papà
Ovunque tu sia so che li stai leggendo
Sento la tua carezza.
Pian piano, molto lentamente
er caro procedeva fra la gente
lungo le strade de periferia
della città, co gran malinconia.
Con fare abbastanza austero
se dirigeva verso er cimitero
pe scaricà colà, dopo er trasporto
er contenuto suo, ‘na cassa da morto.
‘N cane la seguiva desolato,
forse perché era preoccupato,
de mette un passo dopo l’artri,
n’avrebbe resistito a fa chilometri.
Er popolo che nun sapea chi fosse,
‘o salutava come ‘o conoscesse,
chi se segnava, chi se levava a tuba,
chi se ‘nchinava come avesse a gobba.
Dar fonno della via s’udì ‘na voce,
de uno che nun voleva dasse pace :
“ E’ ‘ncravattaro, l’omo nella bara
e, finarmente, l’ha pagata cara! “
Ed ecco, un boato rompe a pace,
da bara esce un vecchietto audace,
co ‘n vestito logoro e pulcioso
de sopra se sedette l’invidioso.
“Ammazza che giustizia che c’avemo
ancora nun so morto che trovamo,
disse er vecchietto, quarcuno che te sta a giudicà
‘na vita intera senza da indagà.
Io so colpevole ‘, ‘o dico veramente
ho fatto tanto male a morta gente.
Ma che ne sai se per opera mia
quarcuno s’è sarvato dai guai sua ?
Che sai se ar momento der trapasso,
nun trovai modo de calare l’asso
der perdono, se sai cosa voglio dì
e di che cosa mi volli sta a pentì ?
Mò vado, vado co ‘a certezza
de nun sentimme proprio ‘na monnezza.
Tu resta qua a fare er magistrato…
me sa che nun me so proprio sbajato !
er caro procedeva fra la gente
lungo le strade de periferia
della città, co gran malinconia.
Con fare abbastanza austero
se dirigeva verso er cimitero
pe scaricà colà, dopo er trasporto
er contenuto suo, ‘na cassa da morto.
‘N cane la seguiva desolato,
forse perché era preoccupato,
de mette un passo dopo l’artri,
n’avrebbe resistito a fa chilometri.
Er popolo che nun sapea chi fosse,
‘o salutava come ‘o conoscesse,
chi se segnava, chi se levava a tuba,
chi se ‘nchinava come avesse a gobba.
Dar fonno della via s’udì ‘na voce,
de uno che nun voleva dasse pace :
“ E’ ‘ncravattaro, l’omo nella bara
e, finarmente, l’ha pagata cara! “
Ed ecco, un boato rompe a pace,
da bara esce un vecchietto audace,
co ‘n vestito logoro e pulcioso
de sopra se sedette l’invidioso.
“Ammazza che giustizia che c’avemo
ancora nun so morto che trovamo,
disse er vecchietto, quarcuno che te sta a giudicà
‘na vita intera senza da indagà.
Io so colpevole ‘, ‘o dico veramente
ho fatto tanto male a morta gente.
Ma che ne sai se per opera mia
quarcuno s’è sarvato dai guai sua ?
Che sai se ar momento der trapasso,
nun trovai modo de calare l’asso
der perdono, se sai cosa voglio dì
e di che cosa mi volli sta a pentì ?
Mò vado, vado co ‘a certezza
de nun sentimme proprio ‘na monnezza.
Tu resta qua a fare er magistrato…
me sa che nun me so proprio sbajato !
Capovlavori
e sprofondo giù
comprerò fiori
per i tuoi occhi blu
Sorpendenti
i tuoi misteri
masticavo amaro
ma fino ieri
Vieni qui amore
fatti scaldare
siamo passione
non ti fermare
Fenomemo
a guardare in casa altrui
e tu chi sei ... ? la donna di lui
Corna coi fiocchi
che vuoi che sia
champagne e botti
bella amica mia
torna da quell 'uomo
ti racconterà
i fatti del paese
non si accorgerà
di quel miele
quanto mai desiderato
non capirà
che l'hai ingannato...
Corna con i fiocchi
con stile e poesia
dopo gli gnocchi
via i tacchi
e che amore sia
e sprofondo giù
comprerò fiori
per i tuoi occhi blu
Sorpendenti
i tuoi misteri
masticavo amaro
ma fino ieri
Vieni qui amore
fatti scaldare
siamo passione
non ti fermare
Fenomemo
a guardare in casa altrui
e tu chi sei ... ? la donna di lui
Corna coi fiocchi
che vuoi che sia
champagne e botti
bella amica mia
torna da quell 'uomo
ti racconterà
i fatti del paese
non si accorgerà
di quel miele
quanto mai desiderato
non capirà
che l'hai ingannato...
Corna con i fiocchi
con stile e poesia
dopo gli gnocchi
via i tacchi
e che amore sia











