All'alba dal sole dipinta chiedo se il cielo
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
è sereno. "Di pianto è bagnato,
son lacrime del mistero che nessuno vede"
mi risponde.
Mi accosto, asciugarle tutte vorrei.
Il cuore mio anch'esso ha fretta
e poco muta nella coltre rattoppata.
Il povero vecchio implora colore e calore,
distratto è l'uomo, attende la chimera.
Giunge la sera, più nulla colma la mente,
il tempo è andato,
lacrime senza potenza la volta celeste versa.
3 commenti
La pioggia d'autunno
che scende copiosa
disseta le foglie
dell'ultima rosa.
Nemmeno più un fiore
si vede lontano
soltanto radura
e tanto pantano.
L'amica natura
ch'allieta gli umori
s'è ora spogliata
di tutti i colori.
Al grigio propende
anche l'animo umano
tristezza si mescola
al tuono lontano.
Rimane la pioggia
che batte sui vetri
a cadenzare i pensieri
che divengono tetri...
Immenso è il vuoto che si prova
Dinanzi ad un cielo stellato
Capace di scrutarti l'animo.
Il nero che ti contraddistingue avvolge il mondo intero,
così come le paure avvolgono le nostre certezze.
Tutti vivono di te.
Nel momento in cui la noia muore, tu diventi la protagonista
e nel rumore del silenzio che ti circonda,
due giovani appartati al chiaro della tua primogenita
si mischiano la pelle,
le anime,
le ossa;
mentre una coppia matura rimembra
i medesimi attimi.
Sei l'ancora e l'ancora di tutti gli uomini che
Ti dedicano la vita, cercando nella tua immensità,
una piccola casa in cui sopravvivere.
Dinanzi ad un cielo stellato
Capace di scrutarti l'animo.
Il nero che ti contraddistingue avvolge il mondo intero,
così come le paure avvolgono le nostre certezze.
Tutti vivono di te.
Nel momento in cui la noia muore, tu diventi la protagonista
e nel rumore del silenzio che ti circonda,
due giovani appartati al chiaro della tua primogenita
si mischiano la pelle,
le anime,
le ossa;
mentre una coppia matura rimembra
i medesimi attimi.
Sei l'ancora e l'ancora di tutti gli uomini che
Ti dedicano la vita, cercando nella tua immensità,
una piccola casa in cui sopravvivere.
Se la notte
fosse calice di cuore,
zagara di mare,
respiro d’orchestra solare,
scucirei la luce del tuo amore
come foulard di rondini
squarcian matite d’alba
ed il silenzio dei miei occhi,
soffitta di navigli e rossi tramonti,
affrancherebbe un eco di sogni lontani.
Meridiani profumati d’oriente,
bucce di stelle rastrellate dal vento,
se la notte
fosse sterile apostrofo di rosa,
ricorderei l’eclissi di quel vespro,
piuma caduta lontano nel tempo.
fosse calice di cuore,
zagara di mare,
respiro d’orchestra solare,
scucirei la luce del tuo amore
come foulard di rondini
squarcian matite d’alba
ed il silenzio dei miei occhi,
soffitta di navigli e rossi tramonti,
affrancherebbe un eco di sogni lontani.
Meridiani profumati d’oriente,
bucce di stelle rastrellate dal vento,
se la notte
fosse sterile apostrofo di rosa,
ricorderei l’eclissi di quel vespro,
piuma caduta lontano nel tempo.
Una giornata bella e brutta
fatta di tristezza e di felicità
dove si alternano gioia e dolore
non so cosa scrivere sul foglio bianco
rimango col pensiero rivolto lassù
ruoto la penna in continuazione
e niente tutto parla e tutto tace
apro la valigia dei ricordi smarriti
trovo immagini e frammenti
dei miei primi anni di vita
tutto rivive in me come fosse ora
questo momento di grande emozione
ma allo stesso tempo continuo a scrivere
su distese di carta riciclata bianca candida
per imboccare una strada di creatività
al mio futuro che voglio vivere così.
Tira forte il vento
questa notte.
Allaccio le mie scarpe rotte,
chiudo la valigia.
Parto per un viaggio
da cui non c'è ritorno.
M'aggrappo ad un filo di speranza.
Cambiare mi fa bene
e questo sogno mi appartiene,
Di fantasia ne ho tanta,
troverò sicuramente
la mia Isola felice!
Dove il soldo non conta niente
e la gente si saluta fraternamente...
Sbatte forte la persiana,
nel svegliarmi ho un sobbalzo.
Guardo fuori sta piovendo.
Tutto torna come prima.
Prendo quella cartolina...
La mia Isola felice
resta lì...
Prima o poi ci arriverò.
questa notte.
Allaccio le mie scarpe rotte,
chiudo la valigia.
Parto per un viaggio
da cui non c'è ritorno.
M'aggrappo ad un filo di speranza.
Cambiare mi fa bene
e questo sogno mi appartiene,
Di fantasia ne ho tanta,
troverò sicuramente
la mia Isola felice!
Dove il soldo non conta niente
e la gente si saluta fraternamente...
Sbatte forte la persiana,
nel svegliarmi ho un sobbalzo.
Guardo fuori sta piovendo.
Tutto torna come prima.
Prendo quella cartolina...
La mia Isola felice
resta lì...
Prima o poi ci arriverò.
Oh, miele di un’ora,
di quel giorno breve
in cui dicesti che ero forte,
che avrei potuto essere potente
in seno al tuo regno e alla tua sorte.
Ah...non avessi mai visto la luce
di quel giorno grande
in cui, il rosso palpitava, avvolto,
fin dentro le radici,
fin dentro le radici,
e io ero il tuo regno sopra il tuo volto.
Quel giorno grande,
in cui parlavamo piano
e moriva la parola
negli alati doni della mano.
E le notti ?
Selvagge, selvagge!
Senza sosta nell’aurora:
ah, di miele... di ora in ora.


Come le viole
si abbassano i petali
se la notte gela
Come le stelle
nascosti dietro il brutto tempo
se il cielo è spento
Come i giorni d'attesa
lì da molto
irta discesa
si sventola bianco
quand'è l'arresa
Come note nei suoni
non hanno colori apparenti
si ascoltano
nel salir dei sentimenti
Come il mandorlo
s'allargano i fiori
se il sole sorride d'inverno
Come le voci
tremano all'occasione
si dileguano per le parole
esplodendo dentro
sole
si abbassano i petali
se la notte gela
Come le stelle
nascosti dietro il brutto tempo
se il cielo è spento
Come i giorni d'attesa
lì da molto
irta discesa
si sventola bianco
quand'è l'arresa
Come note nei suoni
non hanno colori apparenti
si ascoltano
nel salir dei sentimenti
Come il mandorlo
s'allargano i fiori
se il sole sorride d'inverno
Come le voci
tremano all'occasione
si dileguano per le parole
esplodendo dentro
sole
Cerco la materia sottile
di cui è fatto il mio cuore
per ora ho trovato piume e spine
bagnate di lacrime e sangue
si , nulla più di questo
o forse, guardando meglio
più a fondo nel dedalo di vene
vedo qualche petalo caduto
da una rosa sfiorita
Saranno i resti dei miei voli
dei miei piccoli sogni feriti
o degli amori persi
forse sono solo i tuoi occhi
ancora dentro me
leggeri come piume
pungenti come spine
di cui è fatto il mio cuore
per ora ho trovato piume e spine
bagnate di lacrime e sangue
si , nulla più di questo
o forse, guardando meglio
più a fondo nel dedalo di vene
vedo qualche petalo caduto
da una rosa sfiorita
Saranno i resti dei miei voli
dei miei piccoli sogni feriti
o degli amori persi
forse sono solo i tuoi occhi
ancora dentro me
leggeri come piume
pungenti come spine
“Semina un pensiero e raccoglierai un’azione, semina un’azione e raccoglierai un’abitudine, semina un’abitudine e raccoglierai un carattere, semina un carattere e raccoglierai un destino.”
(Legge del Karma)
Sono
un insetto
che annaspa
in un guazzetto
di neve sporca,
intento
a ricomporre
la luce del sole
nel verde pallido,
nel rosa confetto
e nel blu notte.
Lo so bene.
Ma invece tu,
quando mi guardi,
vedi un uomo dolce,
che ti fa pena
solo pensarci
che lui i colori
li vede
prima
che
si
macchino
di vita.














