Oggi è un giorno speciale
proprio come tutti gli altri:
la lotteria degli sprechi
come certe promesse,
come le terre mai emerse.
Ho creduto
e credo ancora
alle tue parole,
che adesso rincuorano
mentre divorano le speranze dell’ attesa …
Io ci sono sempre
ma non ci sarò stanotte,
farò a botte con la verità.
Ti aspetterò all’alba
dei miei buoni propositi
per deluderti ancora,
per illudermi ancora,
perché solo l’ illusione allunga la vita…
buon anno e buona vita a tutti ...
All'albero della vita
incatena amore,
di future speranze
il giorno s'infiamma
dove parola più tempra non esige.
Ma l'Amore autentico
da ogni poro si riversa
e l'Infinito di finito si riveste.
E' lui che amo
e nel sentiero nascosto
l'Anima mi abbraccia.
incatena amore,
di future speranze
il giorno s'infiamma
dove parola più tempra non esige.
Ma l'Amore autentico
da ogni poro si riversa
e l'Infinito di finito si riveste.
E' lui che amo
e nel sentiero nascosto
l'Anima mi abbraccia.
Alba e tramonto, scoglio e mare,
vento e brezza e qui che vedo il sole,
sono questi fogli strappati, questi sogni
che chiedono di essere letti.
Le tue mani raccontano sogni
e parlano di eri, si proiettano
nei miei domani e donano carezze
quando ti tocco i capelli sono piume.
Il tempo sembra fermarsi quando
non trovo le parole giuste,
poi mille emozioni fanno da cornice
all'anima in pena.
Ora faccio piccoli passi e m'avvicino
al tuo cielo, le fronde secche calpesto
e nel vento mi da pace il tuo sorriso.
vento e brezza e qui che vedo il sole,
sono questi fogli strappati, questi sogni
che chiedono di essere letti.
Le tue mani raccontano sogni
e parlano di eri, si proiettano
nei miei domani e donano carezze
quando ti tocco i capelli sono piume.
Il tempo sembra fermarsi quando
non trovo le parole giuste,
poi mille emozioni fanno da cornice
all'anima in pena.
Ora faccio piccoli passi e m'avvicino
al tuo cielo, le fronde secche calpesto
e nel vento mi da pace il tuo sorriso.
Luce, chissà come Ci Hai pensato....
Avrai visto i nostri cuori riempirsi di speranza quando l'alba filtra tra le finestre;
Avrai immaginato quel luccichio sull'acqua che ci porta ad un limite che limite non è;
Avrai pensato allo stupore dei bambini e alla nostalgia degli anziani quando rapiti dal tramonto pensano all'oggi che da la mano al domani;
Avrai visto i miei occhi, Ti sarai chiesto da dove viene questa luce? E Sorridendo Avrai scritto il suo nome.
Avrai visto i miei occhi, Ti sarai chiesto da dove viene questa luce? E Sorridendo Avrai scritto il suo nome.
Poi per un attimo Avrai pensato alle tenebre...
E più Luce Hai messo nel mondo.
Dio mio più luce per il nuovo anno, più luce...
Dio mio più luce per il nuovo anno, più luce...
Con l'augurio di essere "illiminati" ed "illuminare" chi ci sta accanto
Buon Anno!

E' un'ora bella che ora ci trova...
... del nuovo anno, sia felicità nuova!
... del nuovo anno, sia felicità nuova!
Sia, un sussurrarsi piano:
grazie...per esserci ancora,
grazie...per esserci ancora,
e sorridere d’aurora
alla vita,
anche dell’altro
anche dell’altro
per porgergli quest’ora.
Per porgergli il vino,
per porgergli pane,
per porgergli il cuore.
Si!
Si!
Riconciliarsi d’amore,
scusarsi gli errori,
imparare qualcosa d’altro
e d’altro dimenticare.
E'd'oro l'ora che s'appresta
tira giu'
gli intrecci incompresi del presente,
E'd'oro l'ora che s'appresta
tira giu'
gli intrecci incompresi del presente,
senti le vibrazioni del futuro,
e siediti alla festa,
che volontà di vita è il cibo
apparecchiato sulla tavola…
apparecchiato sulla tavola…
. ..recinto di luce, arena di miele, e di letizia desta.
Buon anno ........................Hera

Quel dito scavò le nuvole.
Ci venne l'idea cretina di tirarlo
e pernacchia fu.
Anche a noi sembrava di creare qualcosa,
ma qualsiasi cosa fosse
veniva puntualmente sminuita
dal suo essere una semplice ipotesi.
Noi non avevamo il settimo giorno,
perché riposandoci inventavamo il riposo.
Eravamo quelli che se la donna doveva nascere da una costola
la costola la dovevamo perdere in una rissa
o in un incidente sul lavoro.
Eravamo quelli delle botte gratuite
da cui nascevano altre botte,
quelli della grande esplosione al buio
perché non c'era la luce a renderle onore.
E chi di noi si sentiva per la prima volta incompleto
era una mela marcia che andava mangiata.
Direttamente dall'albero.
Ad oggi so solo che tutto questo
ha costituito l'origine degli assi
nella manica
che per adesso rimane abbottonata.
Ci venne l'idea cretina di tirarlo
e pernacchia fu.
Anche a noi sembrava di creare qualcosa,
ma qualsiasi cosa fosse
veniva puntualmente sminuita
dal suo essere una semplice ipotesi.
Noi non avevamo il settimo giorno,
perché riposandoci inventavamo il riposo.
Eravamo quelli che se la donna doveva nascere da una costola
la costola la dovevamo perdere in una rissa
o in un incidente sul lavoro.
Eravamo quelli delle botte gratuite
da cui nascevano altre botte,
quelli della grande esplosione al buio
perché non c'era la luce a renderle onore.
E chi di noi si sentiva per la prima volta incompleto
era una mela marcia che andava mangiata.
Direttamente dall'albero.
Ad oggi so solo che tutto questo
ha costituito l'origine degli assi
nella manica
che per adesso rimane abbottonata.
Alza il pugno e mostra il tuo prezzo
è inciso nell’orecchino al naso nella cintura
dei pantaloni nel palmo della mano pulita.
Ci ha distratti la comunicazione la parola
è risorta ma è morto il pensiero nessuno
cerca la perfezione nessuno trasloca
nel vuoto eppure l’essere senza peso
può diventare un vantaggio durante la discesa
verso l’ignoto. Voto l’umano l’errore
da matita rossa la scossa dell’amore
la colazione col cioccolato e la contesa
del trofeo di marzapane con l’obeso
orso di casa. L’amica della foca ha un’amaca
matrimoniale con cespugli per comodino
e stelle lontane per abat-jour le lenzuola
sono in lavatrice e dopo la fine della partita
a scacchi col direttore della mostra di pittura
l’onta è stata lavata e il tuo ricordo è un vezzo.
Non ho voglia di uscire
tra il traffico cittadino
caotico e ostile
e tanta gente.
Sono stanco
con i miei anni
sulle spalle.
Lasciatemi qui solo
come un cane
abbandonato
in un angolo
sulla mia poltrona.
e dimenticato
Qui
non c’è altro
che il tepore dolce
del termosifone.
Non c’è
il focolare
con le sue
quattro
capriole di fumo.
Nel centenario di "Natale" di Ungaretti
tra il traffico cittadino
caotico e ostile
e tanta gente.
Sono stanco
con i miei anni
sulle spalle.
Lasciatemi qui solo
come un cane
abbandonato
in un angolo
sulla mia poltrona.
e dimenticato
Qui
non c’è altro
che il tepore dolce
del termosifone.
Non c’è
il focolare
con le sue
quattro
capriole di fumo.
Nel centenario di "Natale" di Ungaretti
Tramontami nell’anima
come piuma di garofano,
come un alberar di stelle,
come quel seno di mare
che addormenta il volo
di bianche tremule farfalle.
Tramontami nell’anima
come assonanza di gerani,
come un germogliar di nuvola,
come una scorza di luce
che brina d’autunno l’estate.
Tramonta nei miei tramonti,
tramonto fra i miei orizzonti.
come piuma di garofano,
come un alberar di stelle,
come quel seno di mare
che addormenta il volo
di bianche tremule farfalle.
Tramontami nell’anima
come assonanza di gerani,
come un germogliar di nuvola,
come una scorza di luce
che brina d’autunno l’estate.
Tramonta nei miei tramonti,
tramonto fra i miei orizzonti.
La notte mi morde il cuore
l'oceano dei sogni
si agita nero
tra voli di corvi
mentre cerco il candore dei cigni
e la luna è una squama di luce
che misera annega
tra flutti di inquietudine
Le stelle fulminate precipitano
Strisciante nuota affannato un respiro
Questa profondità sovrasta e sommerge
la mia anima tirata sotto dall'onda
sopravvivo richiamando la danza dei delfini
il canto ipnotico delle sirene
I gabbiani mi sfiorano
offrendomi ali immacolate
le grotte sono gole
pronte a ingoiarmi
eppure ancora navigo
sperando in un risveglio
su spiagge d'oro
dove potrei ritrovarti
l'oceano dei sogni
si agita nero
tra voli di corvi
mentre cerco il candore dei cigni
e la luna è una squama di luce
che misera annega
tra flutti di inquietudine
Le stelle fulminate precipitano
Strisciante nuota affannato un respiro
Questa profondità sovrasta e sommerge
la mia anima tirata sotto dall'onda
sopravvivo richiamando la danza dei delfini
il canto ipnotico delle sirene
I gabbiani mi sfiorano
offrendomi ali immacolate
le grotte sono gole
pronte a ingoiarmi
eppure ancora navigo
sperando in un risveglio
su spiagge d'oro
dove potrei ritrovarti
L’anno nuovo è arrivato
e perciò va festeggiato.
Celebriamolo con i botti
o vuotando tini e botti.
Abbracciamoci contenti
e lasciamo il mal di denti.
Molti auguri a tutti quanti,
agli assenti e agli astanti,
a chi mi legge con affetto,
a chi crede sia un inetto,
a chi mi legge mai o spesso
e a chi crede sia un fesso.
Che il duemiladiciassette
doni gioia ed ore elette;
che il Signor vi benedica
e Vi allevi la fatica.
e perciò va festeggiato.
Celebriamolo con i botti
o vuotando tini e botti.
Abbracciamoci contenti
e lasciamo il mal di denti.
Molti auguri a tutti quanti,
agli assenti e agli astanti,
a chi mi legge con affetto,
a chi crede sia un inetto,
a chi mi legge mai o spesso
e a chi crede sia un fesso.
Che il duemiladiciassette
doni gioia ed ore elette;
che il Signor vi benedica
e Vi allevi la fatica.
“Non è difficile comporre, ma è incredibilmente difficile eliminare le note superflue.”
(Johannes Brahms)
Le stagioni che appena ieri
marciavano lente verso di noi
oggi riecheggiano solo nei sogni:
col suono cedevole del Dulcimero
e quello legnoso del Flauto di Pan.
Anche la musica cadrà presto
nell'oscurità dell’oblio,
per ritornare
ad esser
nulla.
Ma
sotto
il cielo
di Vienna,
il tempo sarà
il galantuomo
di sempre,
e presto
o tardi
restituirà
al mio genio
ora indecifrabile
la sua sterile fragile
e caduca, meritata fama.
“Tutto ciò che è umano è soggetto all’umana vanità.”
(Johannes Brahms)
Il quadro della situazione
È un triangolo pericoloso:
Io, tu e noi …
equazione di un incrocio
con più di un’ incognita.
Ci siamo persi in una retta
ma continui a darmi retta,
che se la vita fosse una piramide
adesso tu saresti stella
a toccar la cima
dei miei lati obliqui …
Provo a disegnare
il prototipo di un cuore,
base per altezza
prodotto diviso in noi,
con te che hai in mano un cono di luce
ed io un raggio di sole,
pronti a darci dentro,
come se l’ amore
fosse il rettangolo di un ring.












