Dopo il buio senza sogni
e il sudore che mi assiste
restio, spalanco gli occhi
è tardi, non voglio alzarmi
perché là fuori è peggio,
del pendolo sento i rintocchi.
Non rammento l’inizio
ma so che la fine è vicina
“scarso affetto infantile”,
mi diceva la gente
per anni è stata una scusa
ridondante ovunque andassi
mamma e papà, tuttavia
non c’entrano niente.
Poggio il piede fuori casa
il vento soffia e mi consuma
cammino appena, mi trascino
osservo sguardi, poi ricambio
voi mi odiate, ma io vi imploro
mentre cado e sto supino.
La notte arriva, torno a casa
anche oggi senza medicina!
il mio braccio lo conferma,
nessuna traccia di eroina.
Si sveglia il sole nell’immenso cielo
di spasmi arranco,
per il mio veleno
mi arrovello, in astinenza
una dose, solo una
è divina quella merda
ahimè ,non posso farne a meno.
Mi dispiace fratello
la debolezza mi trapassa,
sbadiglio ma non dormo
e tu sei al verde a causa mia
i soldi che hai nascosto,
da buon segugio, ho fiutato
ma ci fu un tempo in cui assieme
rubavamo ai nostri genitori
salivi sopra le mie spalle
“fino all’ultimo centesimo”
dicevamo sorridendo
per spenderli tutti, in cioccolato.
Sudo molto, ne ho bisogno
i crampi fanno da padroni
ho la nausea e so il perché,
sono tre giorni che non scorre
aiutatemi, vi prego....
non fa freddo eppure tremo
in questo inferno ghiacciato,
sarà una coperta ciò che occorre?
No, l’ego implora l’ago
quel fedele benefattore
riduce le sofferenze terrene
più sublime dell’amore
volavo alto, assieme a lui
vedevo cose, grazie a lui
e di un’esistenza tanto odiata
coglievo l’attimo migliore.
La gravità è seria, troppo severa
l'asfalto... lo conosco bene
con violenza sbatto la testa
sangue ovunque, quanto orrore
serro gli occhi e capisco:
morire è tutto ciò che resta!
E poi arriva un vecchio
giallo in faccia, ma non malato
mi sveglio, nella sua dimora!
chi sei? perché mi hai salvato?
egli, con un sorriso risponde...
non è ancora giunta la tua ora!
Sei fortunato amico mio
meriti un’altra possibilità
non sono un angelo, né un santo
solo un uomo che hai incrociato
camminavo, in cerca di qualcuno
a cui insegnare ciò che è giusto!
Dammi la mano, scendi dal letto
inizierai domani, con l’alba nascente
un’impresa ardua, ma ce la faremo
redimiti di ciò eri e apri la mente.
Lontano dalla tua civiltà
percepisci il suono delle parole,
echeggiare in questa foresta
adesso siediti, ascolta con attenzione
se io ti dicessi che puoi elevare l’ego
nella più alta forma di coscienza?
liberati dal male, resta nell’attimo
ti presento un'amica: la meditazione.
Permea una forza, in tutto il cosmo
sotto gli oceani, crea la corrente
ricopre lo stelo e colora i suoi fiori
aziona il pianeta, dal nucleo bollente
sprigiona la forza dentro il vulcano
fa innamorare, pulsando nei cuori.
È davvero facile da pronunciare
forse impossibile da concepire
abbi fede giovane uomo,
il suo nome è Chi: energia universale
respira a fondo, con il diaframma
innesca il motore in mezzo al tuo ventre
sopprimi il tossico e stammi vicino
io avrò cura di te, nel bene e nel male!
Dall’alto, osserva il tuo corpo
vola su esso e scorgi la luce
il Chi illumina la tua essenza
congiungi le dita tra le due mani
rilassa il viso e drizza la schiena
l’elisir parte dal centro
scalda e si irradia nell’organismo
in speciali canali, detti meridiani.
Prima, cento ti odiavano
presto in mille, ti ameranno
comincia a vivere mio allievo
i tuoi demoni all’inferno cadranno.
Vedi quel tronco di albero?
robusto e maestoso, mette radici
ascolta la sua vibrazione
diventa la linfa...
diventa la pianta...
sii del creato, la migliore espressione.
Ascolta il ruscello giocare coi sassi
le gocce saltano,
più dei bambini sull’erba di un prato
che il vento ti culli...
che il fuoco ti scaldi...
confida nell’Uomo, da poco rinato.
Scruta il tuo volto allo specchio!
osserva l’espressione che vi riflette
sorridi e amati fino a impazzire
stupisci coloro che aspettano a casa,
le tue persone per bene!
piangi giovane uomo, sono fiero di te
i tuoi genitori apriranno la porta
potrai stringerli forte, esclamando...
adesso è la Vita che scorre,
nelle mie vene!
4 commenti
Quel tuo respirare lento mi
accarezza i sensi e seduce i
miei istinti, assapora il mio
c o r p o.
La carezza lenta mi manda
in visibilio, allieta i desideri
mentre palpita la lussuria,
con l'impronta del fuoco
e t e r n o.
Apri quella porta e nuda
dammi la tua passione,
inonda le radici con la linfa
dei tuoi baci.
V i e n i
sublima questi impulsi che
scatenano la tempesta e con
un tocco consuma la mia pelle.
C o n q u i s t a m i
con i gemiti eterni e godiamo
alla follia, costruisci senza
segreti ei miei sensi.
I m p a d r o n i s c i t i
delle mie fantasie e amami
ora e non lasciarmi mai.
Riccioli d’aria
schiudon alveari scarlatti
e migran sonagli di rondini,
palpitan ciondoli di pioggia
come fumo di ciglia solari.
Echi di carta e galassie
fibrillan di ginestre ed ametiste,
zefiro sulle solitarie colline
straccia falce d’aquilone d’iride
come cipria di neve corvina.
Crine di violino sfocato
ubriaca le trame del tempo,
traboccan fra le nuvole
gli argentati respiri del vespro.
schiudon alveari scarlatti
e migran sonagli di rondini,
palpitan ciondoli di pioggia
come fumo di ciglia solari.
Echi di carta e galassie
fibrillan di ginestre ed ametiste,
zefiro sulle solitarie colline
straccia falce d’aquilone d’iride
come cipria di neve corvina.
Crine di violino sfocato
ubriaca le trame del tempo,
traboccan fra le nuvole
gli argentati respiri del vespro.
Frequentavo un mondo stabile
Un mondo fatto di buoni
Di persone che si impegnavano per cambiare il mondo
Di gente cortese ed educata
Era il mio recinto sicuro
Lo avevo trovato ed era un tesoro
Fuori si uccidessero pure
Io ho la mia soluzione
Entrate. Nel mio recinto c'è posto per tutti
Per tutti gli uomini di buona volontà
Così camminavo nel mondo sicura
Vi tenevo dentro con me, il mio più grande bene
Forse questo era l'unico modo
Forse per questo Lui ha permesso
che il sommo bene mi facesse del male
Mi si sono aperti gli occhi. Forse.
Ho abbandonato le estreme certezze
Ho visto che il recinto non esisteva
Che io non ero salva da nulla
Mi sto riorganizzando.
Non voglio avere più paura di camminare senza barriere
Non è nella mia natura avere paura.
Non voglio chiudermi in un recinto neanche per proteggere voi.
Sono libera. Sono una donna.
Devo solo vivere.
Un mondo fatto di buoni
Di persone che si impegnavano per cambiare il mondo
Di gente cortese ed educata
Era il mio recinto sicuro
Lo avevo trovato ed era un tesoro
Fuori si uccidessero pure
Io ho la mia soluzione
Entrate. Nel mio recinto c'è posto per tutti
Per tutti gli uomini di buona volontà
Così camminavo nel mondo sicura
Vi tenevo dentro con me, il mio più grande bene
Forse questo era l'unico modo
Forse per questo Lui ha permesso
che il sommo bene mi facesse del male
Mi si sono aperti gli occhi. Forse.
Ho abbandonato le estreme certezze
Ho visto che il recinto non esisteva
Che io non ero salva da nulla
Mi sto riorganizzando.
Non voglio avere più paura di camminare senza barriere
Non è nella mia natura avere paura.
Non voglio chiudermi in un recinto neanche per proteggere voi.
Sono libera. Sono una donna.
Devo solo vivere.
Sanguisughe attaccate al cuore
i miei giorni inquieti
e le notti insonni,
il battito perennemente
veloce e irregolare
trasudando dalla pelle
la mia febbre di vita
il mio senso oscuro di morte
e tu che mi succhi amore
dalle labbra dischiuse in un bacio
un morso di passione
che insieme mi nutre e consuma
fino a stremarmi
mio piccolo vampiro assetato
di sogni, voglie e paure
Per te e per te soltanto
preparo la giugulare pulsante
per il mio salasso emozionale
i miei giorni inquieti
e le notti insonni,
il battito perennemente
veloce e irregolare
trasudando dalla pelle
la mia febbre di vita
il mio senso oscuro di morte
e tu che mi succhi amore
dalle labbra dischiuse in un bacio
un morso di passione
che insieme mi nutre e consuma
fino a stremarmi
mio piccolo vampiro assetato
di sogni, voglie e paure
Per te e per te soltanto
preparo la giugulare pulsante
per il mio salasso emozionale
Calce viva tra i fili larghi della lana,
occhi allegri e sempre bagnati,
l'odore del mosto,
le mani...
Le mani
ruvide
sfregano sulla schiena dolente,
odore di canfora.
Dritto vicino al fuoco scacci i pensieri
con piccoli sbuffi...
...che tristezza ricordare la vita che hai
perso,
gli abbracci negati,
le mani spaccate dal freddo di una
notte non ancora scaldata dal sole...
Nascesti padre del fanciullo che ti
diede il nome,
rifugio dei tuoi fratelli,
farò dei tuoi figli,
marito di più donne...
Mai stanco...
Mai triste...
Mai vecchio...
Mai bambino...
occhi allegri e sempre bagnati,
l'odore del mosto,
le mani...
Le mani
ruvide
sfregano sulla schiena dolente,
odore di canfora.
Dritto vicino al fuoco scacci i pensieri
con piccoli sbuffi...
...che tristezza ricordare la vita che hai
perso,
gli abbracci negati,
le mani spaccate dal freddo di una
notte non ancora scaldata dal sole...
Nascesti padre del fanciullo che ti
diede il nome,
rifugio dei tuoi fratelli,
farò dei tuoi figli,
marito di più donne...
Mai stanco...
Mai triste...
Mai vecchio...
Mai bambino...
Piangono, si sentono
perduti, non vedono
più le stelle
con i contorni immensi
mentre il bianco scompare
fra orizzonti desiderosi
di andarsene, e sparire per sempre
tra ali di uccelli, che si alzano
in volo, nell'acqua che li guarda
e sospira piano
quando giunge la sera
colorata di nero
perduti, non vedono
più le stelle
con i contorni immensi
mentre il bianco scompare
fra orizzonti desiderosi
di andarsene, e sparire per sempre
tra ali di uccelli, che si alzano
in volo, nell'acqua che li guarda
e sospira piano
quando giunge la sera
colorata di nero

In questi giorni
questo gelo, questa neve
che invade terre già dilaniate
e sofferenti
incombe nei miei spazi tranquilli
e mi conduce alle insidie
che può apporre la natura
alla già precaria vita dell'uomo.
Insidie d'un bianco d'aria pura
ad un grigio plumbeo di cielo nefando
che opprime alito d'umanità
già graffiata e dalla pena curvata
comminante con passo piegato
nell'attesa della cura anelata
bramando di poter al più presto
essere risanata.
Nessuna apertura di cieli all'azzuro,
solo ricordi
trasfigurati in lontani momenti di serenità
ora bloccati ad opporsi alle insidie del destino
ed al buio della lunga notte
che tuttavia l'attende...
Versi,
come rette biancheggianti,
illuminano
grumi scuri di ferite esistenziali .
grumi scuri di ferite esistenziali .
L’erosione del tempo
sulla nostra traccia,
sulla nostra traccia,
sul reale impuro,
sull’attesa nulla,
sull’attesa nulla,
senza viaggi per il mare.
Sulla preistoria intatta
della solitudine,
della solitudine,
sul dolore rapido di un esistere,
da soli !

da soli !

Collezione d’anima
fibrilla tra le spore del giorno
come un petalo di bocche
nell’oceano di spoglie corolle
ed una grinza d’universo
tuonò d’arcobaleno
come ruggine di nuvola in volo.
Trascino cristalli di vento
sulle rive di un rosso tramonto,
sbriciolo crisalidi fra la nebbia,
mordo equazione di stella:
collezione d’anima
è tremolio di zagara e marea.
fibrilla tra le spore del giorno
come un petalo di bocche
nell’oceano di spoglie corolle
ed una grinza d’universo
tuonò d’arcobaleno
come ruggine di nuvola in volo.
Trascino cristalli di vento
sulle rive di un rosso tramonto,
sbriciolo crisalidi fra la nebbia,
mordo equazione di stella:
collezione d’anima
è tremolio di zagara e marea.
Sbattere di piatti
energico rullo di tamburi
bamh
bamh
bamh
gracchiare di trombe
solletico di sax
orecchie basse
dolenti
un raggio di sole colpisce gli occhi
lo zucchero filato
una pacca sulla spalla
spintoni fra la folla
-nocciolineeee!
-oliveeee!
vocio
crepitio di fuoco
risa sguaiate
ahahahahaha
profumo di vino
di carne
risse accennate
abbracci al bancone
si leva il fumo dai falò
fuochi d'artificio
lacrime nei vicoli
sesso
carezze e schiaffi
sesso
preghiere e bestemmie
il dito sulla bocca
schhhhhhhh
il Santo
il Fuoco
le Frecce.
energico rullo di tamburi
bamh
bamh
bamh
gracchiare di trombe
solletico di sax
orecchie basse
dolenti
un raggio di sole colpisce gli occhi
lo zucchero filato
una pacca sulla spalla
spintoni fra la folla
-nocciolineeee!
-oliveeee!
vocio
crepitio di fuoco
risa sguaiate
ahahahahaha
profumo di vino
di carne
risse accennate
abbracci al bancone
si leva il fumo dai falò
fuochi d'artificio
lacrime nei vicoli
sesso
carezze e schiaffi
sesso
preghiere e bestemmie
il dito sulla bocca
schhhhhhhh
il Santo
il Fuoco
le Frecce.
Come acque che si incontrano
i nostri corpi
le braccia, le gambe allacciate
i nostri diversi respiri
si fanno unico sospiro
due venti che si uniscono
le voci in un solo gemito
sommesso canto d'amore all'unisono
non c'è più un io
diventa tutto un noi
il calore meraviglioso
di due fiamme che si sposano
i profumi che si scambiano
il muschio e la rosa
non c'è più un io
nei sensi sciolti
in un'alchimia perfetta
di pelle e cuore
i nostri corpi
le braccia, le gambe allacciate
i nostri diversi respiri
si fanno unico sospiro
due venti che si uniscono
le voci in un solo gemito
sommesso canto d'amore all'unisono
non c'è più un io
diventa tutto un noi
il calore meraviglioso
di due fiamme che si sposano
i profumi che si scambiano
il muschio e la rosa
non c'è più un io
nei sensi sciolti
in un'alchimia perfetta
di pelle e cuore











