S’arrende l’anima e non dimentica il dolore,

propaga amore a più non posso ma ha

paura dell'oblio, cammina lanciando deboli

strali, poi emette versi pieni di candore. 




La vita ha dato al vento di questo amore

foglie secche e solitarie che non capisco

l’esistenza, credo che la desolazione non

dipenda dagli errori fatti a caso.




Le conquiste della luna, lo sbarazzarsi

in fretta di un fardello, causa pene,

trovai la musa perduta in versetti nascosti

in crogioli dorati in lettere declamate.




L'illusione viene prima dell'amore, poi

trovai la signora del mio cuore era nascosta

nel giardino delle rose, in ciclamini odorosi

in mantici soffianti.

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Profilo Autore: Giuseppe Buro  

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Commenti  

Giancarlo Gravili*
+1 # Giancarlo Gravili* 10-01-2017 10:47
Un ripercorrere se stessi con delicatezza e passione, forse con un velo di melanconia che rende il verso molto poetico
rosa dei venti
+1 # rosa dei venti 10-01-2017 16:48
Un testo particolare, uno stile ricercato, un poetar originale, lirica molto molto apprezzata, graditissima la sua lettura, complimenti!

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