L'univocità tra magia e tempo è soppressa dalla brama di potere e dall' ipocrisia di falsi credo 
Ma in un futuro ancora remoto 
tornerà l'avanticristo 
l'anno zero non esisterà più 
e risorgerà l'antica saggezza 
del continente sommerso.
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Profilo Autore: Fabio Piana  

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Dirsi Ti amo ogni giorno
Capire cosa significa oggi
Come posso donarmi a te adesso.
Poi diventare quel ti amo
Farlo essere vita ed in quella vita
Scorgere la felicità

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Profilo Autore: Ugo Papagni  

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Forse ancora
ha il profumo dell'inverno
questo tempo

è freddo che taglia in due il cielo.


Aprile di brina e di corolle chiuse 
i tuoi silenzi parlano .

Punge l'aria   
con i  canti rossi dei ciliegi

dondolano i rami spinosi
delle acacie   tra i rovi.

Apparente Primavera
paziente sarà la grondaia
farsi coppa per le rondini .


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Fuori è esplosa la primavera
il variegato verde degli alberi
e dell'erba
splende in smeraldo cangiante...
io, qui prigioniera dietro i vetri
di queste grandi finestre
guardo con malinconia
la vita che nasce rigogliosa
passandomi vicino senza sfiorarmi.

Un venticello giocoso
carezza dolcemente le foglie:
vorrei essere foglia
e nell'aria volteggiare libera e leggera,
alleggerirmi da questa zavorra
che mi tormenta e m'inibisce
l'incontro all'abbraccio vitale
a cui anela la mia anima.

Mi sento piccola cellula
con cuore pulsante:
fragile elemento
che la vita trascina
in un universo immenso
e perfetto

nel silenzio greve
e nella solitudine

colma d'enigmi
per il divenire
.

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Profilo Autore: Grace D  

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Torreggianti,

alberi eretti

intenti a coltivare il cielo,

sovrastanti la mente.

Stendete un velo d’ombra

se potete e di pace

su quest’uomo che tace

il transitar degli anni,

affanni oblia e pensa

ai salti di percorsa via.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Che cosa me ne faccio
delle leggi scritte
se l’inganno mi persuade
più di un illusione;
se ogni dogma
ha il suo lieto fine
ma la verità
è ancora l’unica a stupire.
 
Che cosa me ne faccio
delle tue parole
se l’Amore assomiglia
a un caleidoscopio;
se ogni richiesta esagerata
ha il suo prezzo da pagare
e ciò che non uccide
ci rende folli.
 
Che cosa me ne faccio
della metrica
se la poesia è cinica
più di una condanna;
se ogni abito
ha il suo monaco
e la stoffa
può scucire anche un artista.
 
-La mia strada rimane il vestito più bello che ho-
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Profilo Autore: emanuele  

Questo autore ha pubblicato 87 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La povera gente è tanta
e non conta niente,
la povera gente


si alza presto al mattino,
perché quello è il suo destino.
La povera gente, anche se è trattata male,
lavora per campare


e non si sta a lamentare.
La povera gente, anche se è triste,
non sta lì ad imprecare,
si fa sempre su le maniche


e continua a lottare.
La povera gente ha poco o niente,
ma ha due braccia forti
e un grande cuore per amare.




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Profilo Autore: Horion Enky  

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ti Amore che ritorni dopo
un lampo di tempo soltanto,
quasi senza alcun scopo,
come lo scoppio d’un pianto.
Ti apri all’improvviso nel riso
in una giornata di Maggio serena,
col sole che ti danza sul viso,
come in una gioiosa altalena.
Si perde nell’azzurro silenzio lontano
e l’anima sublima dolcezza,
la voglia di stringere una mano,
e sul viso una dolce carezza.
Il cielo ricopre accarezzando le cose,
la dolcezza del sole t’inebria tenerezza,
nella zolla lo splendore delle rose,
e d’intorno una piacevole brezza
Vagheggio ricercando l’abbaglio,
che sazi il mio cuore selvaggio.
L’estasi cerco senza travaglio,
nella morbida aria di Maggio.
Divino raggio di mente,
che non conosce altro che il cielo,
l’anima che si svela dolcemente
attraverso un magico velo.
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Profilo Autore: Luigi  

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Il poeta laureato in disgrazie d’amore

è rimasto senza muse, l’ultima l’ha persa

tempo fa, stava facendo l’amore con un'altra

sulla panchina di un parco a mezzogiorno

e lei l’aveva colto sul fatto. Poco male

si è detto, ne trovo quante ne voglio

le api vanno al miele e poi c’è il quadrifoglio

porta sfortuna, getto un po’ di sale

fuori dalla porta di casa per levare di torno

ogni tipo di felicità, ho anche un corno

rosso e un ferro di cavallo. La lastra

in mille pezzi è il segnale, è finita l’attesa

c’è un’altra musa in arrivo, una senza cuore.

 

E invece non andò cosi, lei era una donna

vera, in carne e ossa, non una musa qualunque

e il poeta laureato in disgrazie d’amore fu costretto

a scrivere fiabe con tanto di happy end finale.

Capito che tragedia per la sua reputazione?

Il Nobel non glielo avrebbero mai più dato

un poeta innamorato e felice non si è mai visto

qualcosa dovette inventarsi, perché la situazione

non era tollerabile. Aspettò che fosse Carnevale

per piantarla con versi dolenti, lo fece di getto

e seppe resistere alle sue lacrime. Comunque

si sentì sollevato dinanzi alla propria condanna.

 

Le pene d’amore tornarono tutte, accolte

dall’applauso di benvenuto, tutto sarebbe rientrato

nella normalità, se fosse riuscito a tenere duro

dinanzi alle proposte della sua ex musa. Qualcosa

era cambiato, però, nel suo animo, non capiva

ancora cosa, ma presto gli sarebbe stato chiaro

che essere un poeta laureato in disgrazie

d’amore gli stava stretto, che un giro tra le spezie

della passione ricambiata sarebbe stato il suo faro

e che alla fine era ciò che più gli premeva

al cospetto e a dispetto dell’onda burrascosa

che stava montando. Perdonò e fu perdonato, il muro

non c’era più, c’erano rose senza spine, il fato

prima o poi si sarebbe placato, fu leggera ogni notte.
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Profilo Autore: mybackpages  

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Dopo tante,
a me sembrano già troppe,
quante i peli persi del gatto -

eppure se solleva un secchio
di tegole rosse col braccio, lui,
o adesso con grazia, lei,
posa una penna dalla mitra d'arancio -

dopo tante cose viste
e sentite, la notte è arrivata
a farmi calmo
a farmi pensare 
a quanto è bello questo stecco 
anche senza fiore messo lì ad essere se stesso
in un bicchiere con l'acqua fino al mento.


                                                                                      


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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Giorni e giorni a ricordare le risate e i pianti,

la vita mette alla prova,

piovono addosso lacrime amare,

mi manchi veramente troppo.

Sogno che potrò ritrovarti

cancellando l'inchiostro del male.

Vivo la vita sperando che qualcuno mi capisca.

Ho intrapreso la strada lunga e complessa,

sappiamo che l'odio non può esistere

l'una per l'altra.

Giorni splendenti

che non si spegneranno mai,

resteranno per sempre

impressi nella mia memoria.

Rido in faccia al tempo che passa,

sfido il mio orgoglio,

accarezzando la ferita ancora aperta,

sfido la sfortuna.









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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Risuona cosi falso il suono delle tue pa
role,
menzogne affastellate, una sull’altra,

come alture irte sulle quali mi inerpico,

inutile cercare con lo sguardo,

nessun sentiero e’ retto

e il passo si fa incerto.

L’inganno come un pungente rovo

lacera la mia fede, tu parli

e parli,

rumori sghembi sibila la tua bocca,

niente e’ mai stato vero

e tu, come un lucido impostore,

stritolavi il mio cuore.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Sciarpe di luce

zigzagano le messi

e stigmate di papavero,

giare di primavera

fra specchi di cielo,

s’intrecciano al mio sguardo

come canto d’aurore lontane.


Graffio di brullo bacio

il respiro è radice lunare,

parafrasa il mio intimo inverno,

spettina chicchi di cuore

su questa scacchiera stellata

di nuvole e nuove parole.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Corro su questo raggio che spacca il mare
Mi aggrappo a lui e vado oltre
Sono in te e con potenza ti avvolgo e faccio mia
La luce torna alla luce
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Profilo Autore: Ugo Papagni  

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E se quell’uomo fossi tu!
Odiato, umiliato, ucciso con le parole,
unicamente in te vedono un colpevole, ...
una persona priva di ragione.
La tua parola non ha alcun valore,
sei visto come un blasfemo, un bestemmiatore.
Verrai Crocefisso ed esposto ad esempio,
per intimorire e sopraffare la libertà…
Additato come una minaccia per la società,
da un sistema che predilige una massa
volutamente sottomessa e schiva ad ogni ribellione.
Uno schiavo che parla,
usando soltanto inutili parole,
mai da libero pensatore,
altrimenti alimenterebbe il dubbio,
che potrebbe farsi tarlo, insinuandosi nel cuore.
E se un giorno fossi quell’uomo
ch’abbia imparato il prossimo ad amare,
capiresti la potenza di quest’arma,
quand’è usata con il cuore, dandole il giusto valore;
non l’allontaneresti lasciandola morire,
per un egocentrico egoismo individuale.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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