Quanto è
breve il miracolo?
della vita? dell'amore?
Forse giusto il tempo
di un bacio di gioia,
e di uno di addio.
Oh. Penso io,
forse è
un
segno!
che io non
abbia, ancora,
avuto il mio!
Avanziamo
dunque,
verso
un
lido
qualsiasi
che ci dia pace:
verso un nuovo finale
un po' meno fugace.
Perché
se
non
dormo
e se mi
struggo,
e se
ti
penso
sempre più forte,
prima che in sogno altrui
svanisci, allora tu,
forse così,
non
mi
tradisci
.
biancheria di cuore
e merletto d’edera,
lacrima la sera
in questa clessidra di cera.
Giugno è nettare di marea,
spremuta di bacio corallino,
pane d’alba pentagrammato
sulle soglie di un fiore gemmato.
Panorama d’anima mia
sbriciola nuvole d’estate:
son io quel canto esistenziale
d’un soffio di cristallo australe.
Perhè no,
un amore in 3D
senza prudenza.

Allietata a inventar melodie,
come strali sinuosi,
sprigionandole all'erte colline
ch'incontrano valli,
ne riempiano fiumi e torrenti,
nel scrosciar dirompente dell'acque,
gorgogliandole ai boschi silenti,
come fosser carezze innocenti.
E ad effonderle ai prati
irrorandone i fiori,
che sappian cantare il sussurro di miele,
olezzo fluente nel vento,
dell'etere, sospiro corroborante.
Proverei a ricercar sinfonie voluttuose,
d'accordi coese,
sulla scia dei gabbiani garrenti.
Stridori possenti, nel volerle imitare,
per vestirne la brezza, volando sul mare,
dando agio alle note che forgino il canto
che sol lui sa intonare
col suo far fascinoso,
lo sussurri alle onde, in quel lor fluttuare
ed illuda ancora la rena,
che non abbia a finir nel fondale.
Sognerei di scoprir l'equilibrio d'un ritmo armonioso,
di cui cingermi in fretta a plasmar lo spartito
per non farlo sfumare
e vibrarne le corde d'un piano o un violino,
che mi elevino in alto,
oltre i monti imbiancati, sui cieli,
a donar le mie note
alle arpe suonate da dita divine.
Se Musica fosse il mio nome...
Per danzar nella sfera celeste,
angelica come nessuna,
nel flusso sgorgante di mille assonanze...
... Sarei Musica Eccelsa...
accarezzata e infine stretta
in un abbraccio che lascia attoniti,
hai fatto piovere su me

il tuo mare di parole
studiate
ad arte.
Usata, come un diario vuoto
dove lasciare il segno della tua
vita,
usata, affinché il tuo corpo ricordasse,
ancora .
Cancellata, perché niente e nessuno
Sapesse, domandasse, pretendesse.
Annegata nell'abisso di parole,
nell'abuso delle tue parole,
dove amicizia non è mai quello che appare
e amore non è mai quello che dici.
A te, donna, che tu sia figlia, madre o amante
ma, nella vita di un uomo, sei la cosa più importante.
A te, donna, che seppur tu sia maltrattata,
sai sempre rialzarti e lottare,
continuando a donare il tuo amore.
A te, che sei semplicemente donna,
né strega, né santa, sii fiera di te stessa
e, a testa alta, continua a camminare.
lo sfondo in lontananza,
è ciò che contemplo
dalla mia stanza
Le nuvole in cielo
sembrano quasi voler mostrare
la propria baldanza,
sfidando un pallido Sole
che poco o nulla può
contro imponenti figure grigiastre
Il vento soffia impetuoso,
agitando i fiorenti alberi,
in trepidante attesa
della lucente primavera
La città sembra così distante,
come una madre indifferente
alle lagne di un poppante
Birre schiumanti mi attendono
nei festosi pub
di quest'allegra cittadina
a poche miglia dalla maestosa Londra
Le mie mani
fresche corolle
come fiori sbocciati
raccoglieranno il tuo viso
lo cingeranno di carezze
per far nascere un sorriso.
lievi e leggere
come piccole piume
leggeranno le tue rughe.
ogni piccolo segno
con tocco che scioglie
laveranno come fiume.
passeranno sugli occhi
a portare sollievo
come acqua di sorgente
e poi tocchi morbidi sulla mente
cancellando lampi scuri e temporali
voleranno come ali.
brividi languidi espanderanno il mio tatto
su quel viso che stanco e provato da pensieri
le mie mani saranno sollievo.
come unguento leniranno con amore
bianche conchiglie di mare nascosto
troveranno in te il loro posto.
“Così si sentiva umiliata e afflitta e piena di rimorsi, pur non sapendo precisamente neanche lei per cosa. Cominciava a desiderare la stima di lui, ora che non ci poteva più sperare: avrebbe voluto avere sue notizie, ora che non c’era più probabilità di averne. Ebbe la certezza che con lui sarebbe stata felice, ora che non era più probabile che si incontrassero.”
(Jane Austen)
Hey tu
sei sempre lì?
Se mi cercassi io
sono là in fondo,
sotto la sabbia
del mare:
a metà
strada
fra il buio
e il silenzio.
Dove non c'è
ombra di rimedio
e la mortificazione
è un sibilo di fondo
che si può accettare.
Se mi cercassi ancora
fallo spontaneamente
che poi sarà l'amore
a condurti
nella mia
piccola
baia.
Qui,
da dove
non si vede
altra soluzione
se non perdonarsi
di avere un cuore
così generoso
da non
poter
mai
reprimere
i suoi sentimenti.
"Non è forse l'asocialità la vera essenza dell'amore?"
(Jane Austen)
E mi fermo ad assorbire il tuo profumo
mentre mi sorridono le fessure dei tuoi occhi
il viso rilassato nella gioia e il corpo che sussulta
a ogni intima carezza, dove il profilo dei seni
si fa curvo e il corvo vola via senza rimorsi.
Ora che li bacio e che li prendo a morsi
e che sento dentro di me il tuo liquefarsi
e il diventare acqua del mio corpo e intarsi
di rami di parole in boccio, foglie di licheni
nella grotta di Venere, fiamma ancora incolta
ma che già divampa e sull’ultimo gioco di specchi
c’è il sole a districarsi e vecchi a scansarsi dal fumo.
un vuoto clamore.
che mai si toglieranno
in quel giaciglio.
ne sentirai l' odore:
e abbia pace l'immenso.
Quell'amore!












