era lì fissata nel mio petto .
Alle porte di Maggio ci aspettavano candide roselline
lungo i sentieri e nuvole bianche intrecciate dal vento .
Un rifugio di olezzi sulla pelle
la vita spuntare nell'azzurro del cielo .
S'accorciava la distanza
non un ramo nudo per ricordare
respirare solo respirare con le mani in tasca l'immensità .
Ingannevole tempo
ora ridi di inetta opulenza
sospeso rimane ...
...quel che mai più accadrà.

nell'amplesso quasi impossibile
figlia di un unico cielo
La luna è mia madre,
il sole mio padre
Amanti separati si cercarono
in un'eclisse, incontro clandestino
tra la notte e il giorno
nel compromesso tra loro
all'alba giunsi qui
con pelle di luna e cuore di sole
Tu, misto di dolcezza e rabbia
splendido sole e grigia nebbia
amore muto in mezzo alle spire
passione che si teme senza pace.
Acceso è il fuoco più vivido
ma mai sediamo alla luce
della sua fiamma.
Riflessi vanno e vengono
e antiche brame si trascinano
nel sangue che scorre nelle vene.
L'aurora entra a piccoli passi,
sarebbe l'ora di svegliarsi in amore
ma mi ritrovo in una stanza chiusa
con ruggine e crudo sale
nella strettoia della gola...
Mani sporche,
stanche, abituate al lavoro.
Mani segnate dal tempo e dalla fatica,
che la quotidiana sofferenza affligge.
Mani che cercano mani,
ma spesso evitate perché
non sono né belle, né nobili.
Mani callose di povera gente,
che con quelle mani ha dato tutto,
senza chiedere niente.
Valle di lacrime blu
cascate senza freni
scendete giù
imperlate gote scavate
monti di zigomi come impervia montagna
da attraversare nel buio
piccole grotte gli occhi
sono laghi d'amore che tracimano
mano traccia piccoli sentieri
ricolmi di tristezza
arrivano al cuore
volgo lo sguardo su farfalle leggiadre
che tingono con pigmenti
un mondo incolore
che trae dall'anima immota il suo essere.
amore lontano...atavico
perso in quel tempo che e' stato sole
e che strappa baci.
rintraccia tra i rovi
la gemma che fu luce
ora l'eco di un canto
porta dolci note soffuse
tramutando il pianto in riso.
è notte di lune nascoste e di luci spente.
La signora in nero sosta in un prato
forse troverà qualcuno del settore
con cui fare l’amore, un becchino lucidato
a nuovo o un giovane prete spretato.
Poi andrà a cinema a vedere l’attore
di cui si è innamorata, ha pensato
alla fuga d’amore, ma nessuno è tanto potente
da alterare la scia del destino di questa nave.
C’è un sotterraneo, una rete di cunicoli
e fogne che conduce nello spazio infinito
non l’ho mai visto, ma è sicuro mi dicono
le compagne di banco di un’altra vita.
Stanno organizzando una spedizione
su Marte, sinora hanno trovato la canzone
della sigla, ma in una data prestabilita
il concerto dei fantasmi del poligono
si farà. Intanto il calendario è stato reso noto
ci sono variazioni di date, questione di secoli.
Il mantra dei vigliacchi è sempre lo stesso
vorrei ma non posso, c’è la vetrina del salotto
da lucidare, il bucato da bucare due volte
e sempre qualcuno da coprire di ridicolo
ma di nascosto. È che proprio la libertà
non fa per loro ma magari un giorno succederà
che amino davvero. Questo spettacolo
è finito prima d’iniziare e il metronotte
è già al settimo caffè, qualcuno l’ha corrotto
con tre baci sulle labbra per rubare l’incasso.
John non è stato ucciso e Marilyn non si è suicidata
la storia andrà riscritta spiega un esperto
della ristorazione. Ne sa più di tutti sull’argomento
perché ha studiato i loro menù per anni.
C’è un dongiovanni di periferia alla finestra
ha i capelli bianchi ed è sempre stato di destra
ha avuto tante amanti, ma ha fatto parecchi danni
seducendo la donna più in vista del parlamento.
Chi si è improvvisato artista dice che Dio è morto
ora sono in corso trattative per stabilirne la data.
Eccovi qui,
siete arrivate.
Fate pure, io
vi guardo
da giù
che
volate
leggere
e che
vi
burlate del
vento d'aprile,
mie rondinelle.
Quest'anno
l'orto è
spoglio,
le fragole
soffrono,
e il cane
è di guardia
soltanto al cancello.
Ma ci sono anche io,
a ululare il suo nome
a voce alta, allegra,
come niente fosse.
Anche se, ormai,
se conto il cane,
ce la crediamo
solo in due.
quelle immensità
che dal cielo piovevano
e tutte complicate
ci consumavano
Vivere abbiamo potuto
ma com'è stata dura
guardarci e non sapere
cosa c'era dietro ad un volto
che appariva inerme
nel punto debole
dove spesso veniva
toccato con il suo nome
richiamato e ripreso
più volte
in modo disperato
quando non si sapeva
come ogni luce, irrangiungibile.

sei sangue e carne e fremito di vita,
eppure tremi per questi figli folli,
madre ferita, mille e mille volte .
Lo sguardo attonito il cuore in mille pezzi.
Eppure ci perdoni
e scorrono ai nostri piedi
i tuoi meravigliosi doni.
Pianto di lacrime amare,
pianto di sangue e fiele,
siamo per te tortura,
un lento morire privo di lamento.
Non c’e sgomento
nessun rimpianto,
non c’e nessuno ormai
e muto si è fatto l’antico tuo canto.
Annichilito è l’uomo, morto è ogni sentimento.
Soffia per sempre il vento in un gelido tormento,
finito è il tempo e morto il giglio
Gea, dea primordiale,
unica grande madre, sicario di se stesso è ormai tuo figlio
brucia in un fuoco eterno, senza ritorno.
Nella trappola dei sogni
la mente s'impiglia
girotondo di pensieri
leggero e scanzonato
sulla giostra che velocemente gira
ti riporta ancor bambina.
corse e prati in fiore
bambole e piccoli tesori
mondo semplice e sincero
quasi finto ma così vero.
i ricordi si confondono
con profumi e tenere carezze.
nostalgie di bimba ormai cresciuta
vegliano sul cuore
riportando il sapore di antiche voglie.
quanti giorni hai visto nascere
mai nessuno e' stato perso
anche il canto di un usignolo
accompagna il suo verso.
solo sorrisi e fresche risa
dentro al cuore serberai
per un giorno lontano
come medicina l'userai.
saranno carezze di dita piccine
sul tuo cuore stanco
luminoso e bianco.
lo sguardo in deserti silenzi si nasconde
ho lasciato per te amor mio
la terra e il sangue mio
fra glicini e mirti
di mare i profumi.
Colgo ogni sospiro
quando lo sguardo inonda
abbraccio anche la luna
immersa nei tuoi baci.
Poco, amor mio, mi scopro
per far leggere l'animo vero
ma io così t'amo
che quando a te penso l'esistenza non percepisco.
Gioiosa della presenza tua
nel mio cuore forse anche vile a Dio rendo grazie.
E di te vivo e respiro.
tra la nebbia e il sole.
Fosche eran a me quelle visioni,
di come mi sono apparse quelle donne...
vestite di tinte sbiadite
e vissute come bere un caffè senza sapore.
Insipidi son stati, alla mia anima, quei giorni
oramai dimenticati,
passati come un treno preso erroneamente
che andava nella direzione opposta al mio percorso.
Son dovuto scendere di corsa
e salir su quello dopo,
per andar dove mi portava il cuore.
Echi d'un echeggiato frastuono,
nel pensare che i sogni, a me arrivati,
avrei dovuto appagare,
evitando di gettarli nell’oblio
delle cose impossibili o fasulle
che mai avranno corpo
e lasceranno un triste velo ad appannare la mia vita.
Ora voglio vedere il sole
e lasciarlo riscaldare questi miei giorni futuri,
nonché dar vita ad un amore cercato
in un bacio tanto sognato,
sotto un semaforo,
tra gli incroci di mille strade
che portano al paradiso dell’amore,
dove potremo ubriacarci di noi ...
Essere Angeli, dei o semplici umani
che stanno cercando qualcuno
per cui valga la pena di vivere e amare.
Pianeti erranti
che viaggiano nell’infinito
e, tra le stelle, brillano.












