E’ un battito folle,
che vive e che muore,
un lungo bisbiglio,
un soliloquio che resta,
un vuoto clamore.
un vuoto clamore.
Un scrittura che sanguina
fino a sentirne l’ dore
sui freddi marmi stretti
del tuo cuore.
Veli e pieghe
che mai si toglieranno
che mai si toglieranno
e vorrei riavere indietro
la mia luce ed il mio regno;
il mio battito folle,
il dolce bisbiglio,
le parole che ti diedi
in quel giaciglio.
in quel giaciglio.
Scriverò fino al sangue
ne sentirai l' odore:
ne sentirai l' odore:
che almeno il silenzio
non vada perduto
e abbia pace l'immenso.
Quell'amore!

e abbia pace l'immenso.
Quell'amore!


Commenti
Il battito non può essere che folle...
Esaustivo quanto adorabile verseggio.
Lieta settimana, Angela.
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E io continuo a pensare alla mia poesia "Donne. Oggi"...So di potermelo permettere CON TE.
Un abbraccio. Vera
Il contenuto, lascia intravedere una sensibilità che prima era molto più sfarfalleggiante e che ora invece rimane adesa al reale.
Sei un'artista in evoluzione, in crescita. Sono felice che tu abbia lasciato un linguaggio fatto di frammenti, che lasciava solo percepire il filo direzionale del pensiero, per planare in un'espressività molto più concreta. Forse si nota molto di più la tua bravura, in questa veste grafica in cui non ci sono punti esclamativi e puntini di sospensione,in cui l'enfasi viene denotata dalle metafore e dai vocaboli, piuttosto che dagli spazi e dalle sospensioni.
Un'evoluzione più che positiva..
Bravissima