di scimmie strane e malattie feroci
Una lingua che non sa
quale indossare tra mille voci
La verità con in bocca altre verità
ormai inermi nelle sue fauci
La città era un diritto
di migrare da una pozza all'altra
Un ramo secco troppo caro in affitto
sulla testa d'una tigre poco scaltra
La città era una savana
di karité brutalisti e minimali
al confine tra una veste di puttana
e toghe d'avvoltoi
di cui si dice avessero le ali
Vivo lieta quest’estate
senza il tuo respiro,
sulla sabbia dorata
a confidare
che un nuovo prezioso amore
mi possa conquistare.
Tra le acque luccicanti
vedo brillare un seducente
arcobaleno,
e sento che in fondo
il tuo amore
mi manca sempre meno.
Gli scattanti gabbiani
baciano sul mare
le stravaganti onde.
Io sogno empirei sereni
nelle acque più profonde.
E non mi mancano
il tuo sorriso né il tuo brio,
più non più ardo al tuo sospiro.
Dal brillante sole
mi lascio accarezzare.
Serena vivo sotto il cielo terso
del mattino,
aspiro a nuovi sogni
da scoprire.
Della vita assaporo
il mio quiete cammino.
Mi accompagnano le foglie portate dall’amicizia,
amicizia a carattere familiare per scrivere alcune poesie,
senza che nessuno spenda vagoni di denari
in investimenti coraggiosi, sia per le poesie e sia per le foglie
il tutto poi viene spazzato via dalle correnti
quando l’inverno si avvicina per riciclare il tutto!!
L’amicizia cambia il ritmo della vecchiaia,
ma il tuo sorriso intento d’amore non cambia mai,
la stessa armonia resta fra noi
dove ancora accetto i tuoi vorticosi ritmi
esplode il tuo cuore vivace alle mie composizioni
scritte per te cioccolata calda e brioche appena sfornata,
che sempre sogno
e prima cosa che viene in mente ad ogni risveglio
Ti rapisce il tramonto color pesca.
Fossi come te, un tenero boccio
che la timida rugiada rinfresca!
Ma io so e vedo. Nel cuore ho un coccio
che squarcia la vita, quel che ne resta.
Ti bei del brillio sul lungomare:
i fuochi verdi, i giovani in festa.
Così si consumano vite ignare,
ebbre di oblio e indifferenza.
Fede, voti, promesse… niente giova,
se l’unica verità è l’assenza,
ora che sotto la cenere cova
il gioco inestinguibile, l’azzardo.
Inali il gusto salso della gariga,
scocca il sole un ultimo dardo,
scende la notte, riga dopo riga.
Se avverto il sentore della fine
- c***i, interludi, incagli -
sogno il non-essere oltre il confine
e sembra che il firmamento si smagli
fra i ciuffi di ginestre e la scogliera.
Ti scosto dalla fronte i capelli.
Ridi: negli occhi la luce sincera
di un sogno… Ma io, i miei rovelli,
mi accorgo che niente mai si riscatta.
Contemplo l’universo che si sdoppia:
la realtà, non tocca, già disfatta,
straripa in me il sangue e scoppia.
Ho confessato i miei errori
e tu ne hai forgiato catene.
Per anni ho chinato il capo
sopra colpe già scontate,
portando anche quelle
senza il mio nome.
Chiamavo amore
quel continuo espiare.
Poi il tempo accese il vero
e vidi il tuo tribunale
eretto sul fango
delle tue menzogne.
Le mie colpe restano mie.
Non le rinnego.
Il mio errore
fu lasciarti la chiave.
Il tuo,
credere che la mia colpa
potesse lavare
il tuo inconfessato.
Eravamo in due,
ma uno soltanto
confessava il fango.
Ora la chiave è mia.
Le mie colpe
le ho portate via.
Le tue
resteranno nel fango,
dove ancora
nascondi il tuo nome.
Limerick. Se qualcuno volesse capire di chi diavolo parla, la può incrociare alle terzine di «065 - Cuginone».
Lo vedo col gagliardo in processione,
ricordo da bambino in un androne
voleva farmi bere
il “succo del piacere”
codesto della chiesa gran santone!
05/08/2026
E alle volte il tempo si muove in modo strano in una dolce serata stellata.
Qualche nuvola copre la luna..che non chiede scusa a nessuno..
E facile restare lì tranquilli a guardare il cielo..ed intanto mille ricordi s' affacciano assieme alle lacrime, lacrime di un amore lontano...
Ma lei rimane lì..con le sue nuvole che la coprono..
Come volesse dirti "scusami...stasera sogni meno"..
Sorrido e ti penso...
Chissà se stiamo guardando lo stesso cielo e nello stesso momento.
Ora il cielo è coperto completamente...
Buonanotte Luna...
Buonanotte sogni...
stelle cadenti.

Se la felicità fosse a portata di mano,
basterebbe un soffio per toccare il cielo con un dito,
e la via per la serenità sarebbe immediata,
a noi basta poco per essere felici,
a noi basta un niente per gioire,
quando siamo insieme, lasciamo alle spalle
ogni ricordo di dolore,
camminiamo mano nella mano
leggeri, leggeri per scoprire
le meraviglie che custodiamo nel cuore!!
Se la felicità fosse a portata di mano,
ci dedicheremmo a goderci la vita,
tutto avrebbe il sapore della felicità
e impareremo finalmente il valore del tempo.!!
Se la felicità fosse a portata di mano,
se la felicità fosse facilmente raggiungibile,
coltiveremmo il nostro buon vivere,
assaporeremmo la pienezza della felicità
e troveremmo davvero la nostra vera essenza!!
Quartine di endecasillabi canonici a maiore e a minore a rime incrociate ABBA CDDC EFFE.
Paese in cui si vanta l’idiozia:
chi ci governa e prende per il culo
sa che capiamo quanto un vecchio mulo…
profonda rogna di democrazia.
Ne servirebbe più di quella cosa
che pare sia scambiata per bestemmia:
della cultura serve gran vendemmia,
ma troppi fuggon quasi sia rognosa.
Scansan fatica, studio ed ogni impegno
che possa dare sforzo ad un cervello
convinti possa pure apparir bello
con le monete ovviare al poco ingegno.
31/07/2026
Davanti a questa scrivania
la mia penna conosce le parole non dette.
Qui …
ho visto passare il tempo e i pensieri
senza mai fermarmi.
Ho sempre rincorso la vita,
sempre un passo prima del tempo.
Un sogno,
un amore,
una strada nuova,
e il pensiero era già diventato gesto.
La vita continua a chiamarmi,
ma prima di quel “sì”
si apre un silenzio.
Non è paura.
Non è dolore.
Non è rinuncia.
È una lotta che nessuno vede
ma che sento.
Il cuore batte ancora per primo,
ma il resto di me …
chiede un momento.
Allora resto immobile,
come chi ascolta il vento
prima di prendere il mare,
perché la vita
ancora merita di essere baciata..
Il passo diventa cauto,
non il desiderio.
E finché avrò forza di dire ancora sì,
la mia lotta persevera
per non smettere di essere
ciò che sono stato.






