Quando la luce
si ritira
e l’ombra perde il suo nome,
non so …
se resta qualcosa.
Il giorno
lentamente si spegne
e la notte non viene
a prendere il suo posto.
Questo tremore, sottile,
contro il vetro del silenzio,
è voce senza bocca
che nell’oscurità
ancora ci chiama.
Le mani con cui
ho cercato
il volto delle cose
ricordano il calore
di ciò che ci fu vicino.
A volte resta anche
una parola mai detta,
ferma sulla soglia
come un viandante
che non sa se partire.
Restano …
gli occhi
dopo aver guardato
la cenere dei giorni,
le stanze vuote
che si allontanano
e un cielo senza colore.
Forse resta ancora proprio
ciò che credevamo perduto,
un filo d’erba
nella crepa della pietra,
un respiro che insiste
quando il respiro tace.
La luce si ritira,
l’ombra perde il suo nome
e siamo sabbia
senza forma.
E se qualcuno ricorda,
in questa oscurità
dove nessuno vede,
pronuncia ancora
il mio nome.
Domani hai detto
e muoio di frenesia:
sogno ciò che dirai,
quello che farò.
Tempo, tempo
corri veloce,
distruggi le ore e vola
vola
fino a domani…
domani, oggi, ora ,
che aspetto
ed un sottile pensiero
s’ingigantisce,
mi opprime forte
ancora di più
ed ho paura,
mi fermo,
guardo davanti a me,
sospiro e penso:
e se non fossi tu
quella
che attendo,
quella
che voglio ?
in balia di soffi e brezze...
seguo gli umori del tempo.
Mi inclino: talvolta cedevole,
a tratti sottomessa.
Poi mi rialzo: superba e altera,
poi torno a ripiegarmi
e poi torno a flettermi.
Tocco il suolo, ma non cedo.
Come canna al vento:
mi curvo, mi inarco, mi piego...
ma non mi spezzo.
Come corda di violino,
suonata dal vento,
mi fletto e poi torno a vibrare.
Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore con rime incrociate nelle quartine ed alternate nelle terzine in schema ABBA ABBA CDC DCD. Ateo, invalido e indebitato: ce le ho tutte per essere un paria :D
Nel mondo che ama guerre e religioni
un ateo che tranquillo vuol campare
e logica non vuole rinnegare
si sente preso a calci nei coglioni
da tanti d'ogni fede bei campioni
e da affaristi bellici che dare
l'ingiusta morte vedon per lucrare
migliore tra i possibili affaroni.
Rimango solo e sempre più isolato
in mezzo a complottisti e marionette
perché sempre ho studiato e ragionato
senza lasciarmi mettere alle strette
da dogmi, duci, dei, ma senza fiato
rimango ad ascoltare barzellette.
27/08/2026
forse nulla,
forse poco.
Il silenzio il mio punto forte,
una luce mia
che accendo quando arriva un'ispirazione, un sogno.
Ho imparato a vivere la vita giorno per giorno.
Porto le emozioni dentro il cuore
un cofanetto pieno di luoghi, porti, paesaggi
che ho sognato.
Un viaggio sulla terra che non ho mai toccato.
Ho sentito gli occhi fissati su qualcosa che mi mancava.
Sento che la vita è poca
e allora salto, urlo
ma resto della stessa idea
valgo quello che valgo.
di cera lasciato
per dirla tutta
alla mia fede
smarrita
so che ai fanali
si ritrovano tante farfalle
tutti i sogni d’uno strano girotondo
o girarrosto se son caduti ormai cotti
il rifugio non c’è più
chiusa l’osteria
rimangono la notte interi
quaderni di poesia
scrivevo un tempo
a inchiostro
adesso scorre sullo schermo
una freccia puntando
a piè di pagina
il vuoto che rimane
mi collego lungo il cavo
che corre a lato del muro
e poi giù nell’orto
sotto al lampione
unico rimasto
per una via deserta
a far luce sul giallo
anche tu di fronte
mandavi messaggi
cuoricini e baci
roba da pazzi
se eravamo a due passi
e una volta dalla finestra
t’ho urlato
non ti amo
basta
tra poco sarà la fiera
dei morti
e verrò
senza un fiore
o preghiera
a trovarti
ormai sanno tutti
che lascio un foglio
a fianco dell’angelo
perché hai chiesto
di continuare a scrivere
e poi
quella statua che punta l’indice lassù
sarà più celere
della nostra rete
ma è stanco il ragno
e nel buco verrà
o in culo al mondo
così collegati alle radici
per sempre e ancor più
cuoricini e baci
A V.T.
Compagno di banco, compagno di sogni,
ancora qui nell’arido presente,
ancora vivi, aneli, agogni
oppure, come me, pieno di niente,
vaghi in un labirinto di specchi?
Ricordi i libri dimenticati,
il futuro ove fidente rispecchi
universi soltanto immaginati?
Ricordo Athena, glauchi gli occhi,
il tuo sguardo ritroso, lontano,
perduto oltre invisibili miraggi.
Oggi, quanto per destino mi tocchi,
sento che fu fra tutti il più vano:
con bottiglie inviare vani messaggi.
0-2
Il Sole, geloso della Luna,
Così, spense il proprio fuoco
Fu allora che il giorno si fece notte,
E nell’Eclissi comprese
Luna piena mi aspetta stasera,
in viso colta da rosso acceso.
Sa bene quante lacrime ho speso
per l'amor che mi lasciò in primavera.
Si tinge di porpora che par fiamma vera
in alto nel cielo con sorriso disteso,
portando con sé il mio cuore sospeso,
ma Terra pian piano la rende nera.
Terra oblia la luce di Luna nel mondo
nell'eclissi che adombra il dolore,
lasciando che il buio regni profondo.
L'ombra svanisce e ritorna il chiarore,
Luna risplende col viso rotondo
ed io ritrovo la luce nel mio cuore.
(29/08/2026) 
Sonetto classico. (Ritmo metrico: ABBA/ABBA/CDC/DCD)
lieve s'insinua
spira volubile
Veleno impalpabile che
dal centro del petto
arriva alla mente
Avvolgendola
in morsa sempre più amara
in morso sempre più stretto
Angoscia, che toglie il respiro
spezza il tempo
e ruba il futuro
Angoscia, che allo specchio
mi osserva beffarda
sorriso cattivo e radici tenaci
Angoscia, compagna di lunga data
velo cereo su quel che resta
dell'ultimo tramonto









