Tra un cielo grigio e un cielo azzurro
dove il cuore  allieva il tormento  
l'anima trova sollievo ,il coraggio 
si prende per mano il
cuore  ❤️ grida la sua gioia.
Un cielo azzurro senza una
nuvola intorno,felicità che gira
intorno.Un mondo senza più  
chi attanaglia l'anima ,senza chi 
grida la sua rabbia ,un cielo azzurro 
ogni giorno del nostro tempo,
per non sentirsi vuoti dentro.
Mondo che raccogli lacrime 
infinite ,calma la tua ira 
concedici attimi  senza più  follie.
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Profilo Autore: Rita Angelini  

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Sonetto in schema classico di rime ABBA ABBA CDC DCD, con metà degli endecasillabi “a minore” in forma sdrucciola (gli A e i C dello schema di rime)


“Chi troppo vuole nulla stringe!” affermano
e infatti non ti stringo tra le braccia,
ti cerco ma non trovo la tua faccia
mentre ti penso… gli occhi non si fermano:

lacrime che gli occhiali a stento schermano
che sulle guance lasciano una traccia
che lungi dal narrar che tu mi piaccia,
solo irrealismo d’un sogno confermano.

Sei la mia diva amata e inarrivabile
intelligente, bella, che m’incarto
al tuo cospetto quasi indecifrabile¹

mentre sfiorando il rischio d’un infarto
tento di dirti qualche motto amabile
ma percepisco d’essere uno scarto.

¹: divento indecifrabile, nel senso che farfuglio incartandomi in un tentativo fallimentare di apparire brillante.

17/06/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Gratitudine

Oh figli della Terra

Ci ritroviamo in quest’era d’acquario

Volando in aria.

Troppe volte

Notte e giorno

Ce ne andiamo in giro con lo sguardo assente,

Ad occhi aperti

Ma immersi nel sonno

Pensando sempre a ciò che non abbiamo.

Direte voi che la vita non ha senso senza desideri

Ed è vero

Ma mille e mille sogni silenziosi

Oscurano il giorno,

Ci immergono nel buio

E ci separano dal mondo.

Guardando sempre alle speranze

Non si vive

La gioia e l’incanto che già c’è.

Fermiamoci un attimo,

Gettiamo le ancore,

Specchiamoci il viso in un limpido fiume

Ed iniziamo ad apprezzare

Ciò che di meraviglioso abbiamo

Sotto ai nostri occhi,

Riempiamoci di emozioni

Fino a far crescere

Gioia e felicità nei nostri cuori.

Alla fine dell’inverno

Tra le ombre

Il Sole appena velato traspare dalla nebbia

E abbraccia la radura ancora vestita di bianco

Facendo sciogliere la neve candida,

l’acqua inizia a riempire i ruscelli,

Una tiepida brezza leggera soffia invadendo il cielo

Fino all’infinita spiaggia deserta

Per poi disperdersi nel mare,

I fiori sbocciano tra le gocce di rugiada

In mezzo ai prati pieni di luce baciati dal vento

E gli usignoli volteggiano in aria,

Chi è assente col pensiero non sente queste meraviglie,

Non le vive anche se vi è immerso.

Chi è assente col pensiero non sente

L’affetto di qualcuno

Che ti da l’emozione di mille poesie

E l’amorevole abbraccio degli Dei

Che col loro bagliore abbracciano tutti

I buoni e i cattivi, i belli e i brutti

Commuovendo anche le pietre.

Vivere il presente

Apprezzando ciò che già abbiamo,

Siamo circondati da tante cose belle

Alcune visibili ai nostri occhi

Altre le sentiamo con il cuore,

Pensate che basta così poco

Per far splendere l’esistenza

E arrivare al crepuscolo dei giorni

Dicendo

Ho vissuto la mia vita?

Non lo so

Ma è qualcosa che trasforma sempre.

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Profilo Autore: 5wizard5  

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Riporto pari pari da "Palazzo Chimera", all'interno di "forumcommunity", alcune spiegazioni su come gestire i tanka per noi italiani: 

"Per poter scrivere un Tanka bisogna tener presente che in giapponese non si contano le sillabe, come invece avviene in italiano, ma gli onji, i segni grafici dell’alfabeto giapponese, la “n” costituisce sillaba, non esistono dittonghi per cui le vocali vicine vanno sempre contate come appartenti a due differenti onji, le vocali lunghe corrispondono a due onji. Per cui è impossibile scriverli secondo la metrica giapponese e quindi si può seguire la divisione sillabica ortografica italiana;
Pertanto:
Quinario: accenti sulla prima o sulla seconda e quarta sillaba.
Settenario: accento importante sulla sesta mentre gli altri si possono mettere o sulla 1ª/3ª o 1ª/4ª o 2ª/4ª o 2ª/5ª.
Valgono anche le regole della sinalefe e della dialefe e altre."

È affidabile come spiegazione della metrica da usare? Non lo so, di sicuro è la più dettagliata che ho trovato e rispecchia quel che pensavo, cioè utilizzare normalissimi settenari e quinari secondo la metrica italiana, la lunghezza del verso non si baserà sul conteggio delle vocali ma sul sistema italiano di gestione delle sillabe in ciascun verso della poesia, compreso l'accento finale per determinarne la lunghezza includendo quindi l'eventuale distinguo tra versi piani, tronchi, sdruccioli, bisdruccioli ed applicando sinalefi e dialefi come richieste dalle regole della metrica italiana. Ok, ciancio alle bande, ecchive 'sto tanka pieno d’allegria.



Intrappolato
in questa vuota vita
d'eterno inverno,

ogni speme finita
mentre solco l’inferno.



16/06/2023


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Profilo Autore: ioffa  

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Si sa che il giorno dell'Epifania,
tutte le feste porta via,
ma rimane qualcosa da fare,
l'albero è necessario dover smontare.

E' dover mio che proprio non adoro,
vanificare gli sforzi del dicembrin lavoro,
tanta fatica per sistemar ogni pallina,
che ora finirà di nuovo in cantina.

Lo scorso anno ho temporeggiato,
mi sentivo particolarmente svogliato,
giorno dopo giorno ho rinviato,
alla fine son stato rimproverato.

La mia cara e amata dolce metà,
mi fece notare una certa intempestività,
ai piedi dell'albero scartava il suo regalino,
era il giorno di San Valentino.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Incontrarsi prima del domani ,
abbracciarsi prima del domani ,
accarezzarsi  prima del domani.
Incontrarsi in un sogno 
prima del domani,capire chi c'è  
e chi mente nella via ,
comprendere se sei utile
nella vita ,se quel momento 
magico farà  la differenza ,
capire se chi ti circonda 
dà  un senso al tuo domani  ,
se il sole continuerà  a riscaldarti .
Prima del domani dove l'aurora 
incontrerà  il mare dove la luce 
riscalda il cuore ❤️  con i 
bambini che felici si rincorrono 
tenendosi per mano senza
stancare il
nostro domani
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Profilo Autore: Rita Angelini  

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Sonetto di endecasillabi “a minore” (accento secondario sulla 4ª sillaba) con rima incrociata ABBA ABBA CDE EDC.


L’ansia m’affligge mentre sto in attesa
d’un resoconto sulla tua salute;
palpitazioni nel mio cuor cresciute
mentre la vita mi sembra sospesa.

“Sì, poi ti dico”, frase ch’ancor pesa
l’ultimo scambio di nostre battute
mentre al dottor fidavi tua salute
ma con un tono a palesarti tesa!

Or or m’hai scritto: “Risulta lipoma”
e mentre tiro sgravato sospiro
penso verrei a piedi fino a Roma

ad abbracciar mostrando quanto ammiro
non solo te m’anche i dottor ch’il coma
m’hanno scacciato dal cervel crumiro.¹

¹: cervello crumiro in quanto avevo indetto uno sciopero dei pensieri in attesa dell’esito della visita, ma invece i pensieri continuavano ad affollarsi fino a mandarmi in uno stato semicomatoso in cui i pensieri più preoccupanti continuavano a girare senza sosta e senza lasciar spazio a pensieri più logici e razionali che mi consentissero di organizzare un po’ le mie giornate.

14/06/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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In tutte le ere ci sono stati

Uomini e donne dalle grandi gesta

Ma dai nomi sconosciuti

Che sognano la terra d’estate

In questo mondo denso

Consapevoli di rincorrere un desiderio

Perso già in partenza.

Mettendo tutto in discussione

Sognano di riempire il mondo intero

Di pace, gloria, abbondanza e libertà.

Di fuoco si accendono i loro cuori

E più lo spengono più divampa dentro di se

Crescendo a dismisura.

Con parole che sembrano una poesia

Che narra di un mondo

Di pace senza nubi

Parlano al vento per farsi ascoltare

Spargendo in aria

Una rugiada di speranza

Che schiude gli occhi

E illumina le menti e i cuori della gente.

Per molti anni lottano

Con l’astuzia di Athena

Senza temere

I mille archi di fuoco nel cielo

Puntati contro.

Ma poi alla fine, sconfitti dagli oppressori

Che urlano: “tutto questo senso non ha”

Abbandonano le loro terre

E voltandosi indietro vedono

Il Sole coi suoi riflessi che illumina

I prati splendenti riempiti di fiori

Che paiono tempestati di gemme,

E con tanta nostalgia danno l’ultimo saluto

A quel grande albero di un tempo

Sapendo che non lo rivedranno mai più,

A quel pensiero il loro volto

Si bagna di una pioggia di lacrime

E un gelo penetra nei loro cuori

Da farli rimanere senza respiro.

Vagano tra le dune nel deserto

Sulle dure pietre

Al calor del Sole

E al baglior della Luna

Con le gambe stanche

Senza sapare dove andare.

Col mio cuore scriverei

I loro ignoti ma grandi nomi tra le stelle.

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Profilo Autore: 5wizard5  

Questo autore ha pubblicato 15 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 



 

Poeta … per me
non è tanto importante
l’essere bravo
quanto l’utilità
di ogni inciso.
Disinteressarsi
dal giungere primo
e gratificarsi
di un riuscire a giungere

 


anche con una littorina.
Ché non sia solo il tempo
a volere la sua arte
ma l’occhio e il cuore
a prenderne parte

 

con altra fantasia
altra teoria
con l’altra poesia.

 

Quella di molari e canini
può passare alla storia
ha scolpito destini
e mutato in peggio
quanto trovato.
Serve un modo di verso

 

per masticare la vita.



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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

Questo autore ha pubblicato 119 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Caro marziano

che vivi lontano,

quanti pianeti hai già visitato?

Conosci l’America ed ogni suo Stato?

Il sole, la pioggia e le quattro stagioni?

L’Italia, la pizza e le belle canzoni?

Il mare, gli oceani, i campi di grano?

Hai mai viaggiato su un aeroplano?

Caro marziano

che vivi lontano,

parli cinese, tedesco, russo o italiano?

Hai anche tu un amico gitano?

Frequenti la scuola e i campi di calcio?

Sei tanto bravo o un po’ monellaccio?

E poi hai la playstation e una bici?

Un cane, un pesce, dei mici?

Caro marziano

che vivi lontano,

t’aspetto col naso all’insù

qui nella mia casa a Cefalù!

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 768 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si nasce un giorno in ospedale,
accolto in un reparto neonatale,
all'asilo la prima solitaria avventura,
ti sovvien in testa odor di segatura.

Poi c'è la scuola primaria,
una lavagna in ghisa solitaria,
scuole medie subito a ruota,
il ricordo della tua prima nota.

Le scuole superiori arrivan in fretta,
e con loro la prima sigaretta,
in un'autoscuola prendi la patente,
dentro un abitacolo ti senti onnipotente.

Vai pure in una straniera università,
le prime notti senza mamma e papà,
il primo lavoro ti vien in mente,
l'apertura del tuo primo conto corrente.

Poi una donna che porti all'altare,
e con essa i figli da allevare,
qui e lì persone che ti han lasciato,
qualcuno emigrato altri sotto un prato.

Tutto qui scorre velocemente,
tra conosciuta e ignota gente,
poi un giorno guardi un nuovo mattino,
segnato ti appar il tuo destino.

Eraclito ci aveva già informato,
nulla da allora è mai cambiato,
come da un fiume ognun è trascinato,
tornar indietro è purtroppo vietato.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 373 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Terzine di endecasillabi rimati in schema ABA CBC DED FEF …


Verso, metro amato della poesia
che infondi ritmato e fisso andamento
all'espressione dell'anima mia,

lasciandoti aiutare nel chiarire
il senso d'ogni mio proferimento
da giusta puntatura a favorire


concettualmente la separazione
dei vari componenti d'un discorso
per evitar del senso confusione

(e consentir peraltro ad un lettore
d'avere nel respiro buon soccorso),
ti vedo sempre più pien di dolore!


Chi verso tronco lo conteggia male
o sdrucciole e bisdrucciole parole
riducono in stato confusionale,

chi sbaglia iati, dialefi e dittonghi,
chi incappa dei verbi in vecchie tagliole
neanche fosse lingua dei dugonghi


tempi errando, modi e coniugazione,
facendo all'italiano vilipendio,
fornendo d'ignoranza ostentazione.

Ma quel che mi par spesso deludente
(manco fosse di tasti gran dispendio)
è che l'interpunzione sia scadente!


13/06/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Sei andata via dalla casa

dove sei stata

cresciuta e coccolata,

lasciando nella disperazione

chi ti vuole bene.

 

La città

è piena di volantini

con la tua foto,

nella speranza

che qualcuno ti riconosca

per sapere dove sei.

 

Ma tu,

 stai lontana da qui,

forse,

vagando per strade sconosciute,

con la mente spenta.

Forse,

come una barbona,

dormi al freddo

su sporchi cartoni,

nella stazione

o sotto un porticato.

 

Tutti ti cercano

e si chiedono la ragione

del tuo fuggire.

 

Sei scappata via,

ma se capita di specchiarti

nella vasca di una fontana,

pensa alla solitudine

che stai attraversando.

Dal fruscio dell’acqua

che scorre,

sveglia il tuo cuore

e torna

sotto le calde coperte

del tuo letto.

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Profilo Autore: Antonio Crispino  

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Sonetto schema ABBA ABBA CDE EDC.



Se negli sfondi o nelle copertine
di paginette mie tu ci compari
nello splendor di fata senza pari
son sempre altre persone a te vicine:

per evitar che nascano dottrine
su sentimenti miei che troppo chiari
possan dar vita a risa da giullari
od a teorie sin troppo birichine.

Perché mi piaci esageratamente
ma debbo mantenerlo ben celato…
in ogni foto resti la più bella,

ma stai su un lato, quasi a chetichella:
mai primo piano sul sorriso amato
per non passar da sognator perdente.


12/06/2023

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Profilo Autore: ioffa  

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Sotto un albero mi trovo a sostare,
un curvilineo ramo vado a scrutare,
la sua forma al ciel protesa,
della primavera par in attesa.

Quasi sembra dir: 'qui mi annoio',
l'inverno vuol metter nel dimenticatoio,
a vergognarsi dei suoi scialbi colori,
aspetta la fioritura per riempire i cuori.

Spoglio sa di non esser bello,
serve del verde a far da pennello,
sia a lui e sia ai suoi irti amici,
che ora son come quadri senza cornici.

Neanche l' ombra è buono a fare,
quando un timido sole vedo spuntare,
allor lo consolo inventandomi un detto:
'Pensa se fossi finito in un caminetto!'.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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