E il deposito delle tempeste disposte in doppia fila

l’ho rimesso a nuovo da poco, rifatto l’intonaco

le pareti imbiancate, tutto lucidato per l’arrivo

di una nuova regina. Di spazio c’è n’è ancora

se vuoi scatenarne altre, magari posso guardarti

mentre cerchi il tuo centro di stabilità

nel raggio di luce che ci accarezza al mattino

o quando la notte ti chiude gli occhi in verticale

dopo il nostro saluto in codice accidentale

nella lingua che ci è ignota. E’ il tuo destino

ma mi riguarda da vicino, ti sento dentro la cavità

dei polmoni, il cuore in apnea, è per amarti

che ti ho cercata all’alba delle tue vesti di porpora

le orbite cieche dei pianeti nani, il tuo ulivo

che è rimasto a guardare il mare, il suono sinfonico

delle tua labbra nel soffio lieve sulla candela.
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Commenti  

Hera
+1 # Hera 06-06-2017 15:22
Amore sconfinato, a costo di tutto; spazio ora dolce , ora amaro, ma spazio d'amore............. ....Lodevole!

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