strisce sottili di luce
formano aghi di ombre
taglienti come lame
fan strade di incubi.
È solo il negativo che si traccia a penna sul foglio
non c'è colore nell'inchiostro del poeta
anche l'amore porta le chiazze scure delle sue insicurezze.
Da quando si scrive per dire che va tutto a gonfie vele?
persino la natura incontra l'uomo nei suoi tragici eventi
dolce com'é
anche Il mare manda in ginocchio le sue navi,
si è cantato di quello
madre matrigna
uomini che non dominano le tempeste
mai
la tracotanza dell'uomo ha sempre incontrato la sua nemesi.
Non c'è sussulto,
nelle parole felici
non ci credi
la malinconia mi dice quanto basta per esserlo
senza dirlo,
nasconderla la felicità
ripeterlo mai
di essere felici,
spiegare quanto sia bella la vita
non è mai
il momento di dirlo
marchiare in codici i motivi della felicità
come han fatto stella per stella
non si è mai
messo a leggerli nessuno
nel buio
la trovi come tra le parole di un poeta
ha la malinconia tra le mani
il nero in maggioranza
sai leggere
fuori dalle parole
lì negli spazi bianchi
la senti tutta
non ha bisogno di scriverla
mai
è felice di vivere
e dirà sempre il contrario.
Scherzo ...
fragranza che sbocci.
e il suo rebus prezioso.
« Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell'umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro… »
(dal Manifesto dei pittori Futuristi)
Che cosa importa
se l’universo non ci fa caso?
se solo la poesia infonde poesia?
e se questi lunghi momenti di oblio
mi rendono irrequieto e precipitoso?
Non so percepire la distanza nel tempo,
e non esiste conforto per la mia ferita,
e tutte quelle piccole lune elettriche
sono proprietà di pessimo gusto.
Istante per istante anche il furto
si è fatto principio artificiale,
e il futuro è avanguardia,
e l'impatto è violento.
La corte dei miracoli
però, comunque,
per sfortuna,
siamo noi:
che tutto
è permesso,
noi che la parola
è in libertà
e che
il buio
è luogo
di guarigione,
noi che la memoria
è come non esistesse.
Agitateci col lavoro,
col vostro occhio
mercantile,
con
la
vostra
velocità
di caduta,
fate pure.
Che
a noi
basta
il fervore
di un sogno
per banalizzare
la fallacia delle vostre
macchinazioni oggettive.
Anime ormai robotizzate
perse in labirinti cosmici,
vagano e scavano...
catacombe per automi,
nel futuro di mondi criogenici.
Mentre corpi ibernati
sospesi nel presente,
aspettano partenze
di astronavi temporali,
che svaniranno nello spazio
di un battito d'ali.
L'umanità ormai ricordo remoto,
il cuore un reperto storico.
L'amore puro gioco virtuale.
I sogni intubati in macchine perfette
che rinnegano la morte,
illuse non arrivi mai
il giorno della distruzione.
Ho già visto il futuro tra muse cibernetiche...
Follie nucleari attendono
l'esplosione degli ultimi poeti...
Lavorano sempre fino a tardi,
non hanno tempo neanche per i figli.
Quelle lacrime figlie che piangono e ridono,
che si fanno rigagnoli fino a scavare i loro solchi.
Queste lacrime che non hanno mai tempo
per l'amore.
Esse vanno sempre di fretta,
chiudono i loro affari fino a farsi consumare
dal vento dominante.
E non ridono mai, non dicono mai niente.
Queste lacrime che troppo spesso dimenticano
che le loro nobili radici sono gli occhi.
a far sanguinar la bocca
arroventare il naso
addolcir il gusto
corse sotto il sole
abbandonati presto i fiori
lasciandoli senza parole
Penzolano
come orecchini al ballo
fanno belle coppie sulla tavola
attorniate dal pompelmo giallo
dalle banane uguali
dai limoni naturali
Ospiti volanti
han visto il banchetto
come non capirli
il colore fa il suo effetto
presto a raccoglierle
una torta aspetta
devono arrivare i ragazzi
dalla fine della scuola
vengon di fretta
Il profumo soave e caramelloso
rincuora il pomeriggio dal cielo impetuoso
esce dalle finestre
richiama i passanti
calano le ciliegie
ce ne son per tutti quanti.
e nudo d’anima
al cospetto del silenzio.
Mi scrive dentro
questo scrigno di nebbia,
sfregio di rosso papavero,
naufragio di cuor solitario.
Respiro un germinar di luce
fra canovacci di sguardi,
appuntamenti di parole
fra appunti di cielo stanchi.
Trema bocca d’inverno,
calice di bianca marea,
siam grano d’universo
fra gli autografi del tempo.
Ero ragazzo all'ora
e sognavo come tanti,
bastava solo un bacio
e ti eri già innamorato.
Erano tempi in cui
non si pensava a niente,
sull'erba a far l'amore
o al caldo di un falò
accesso sulla spiaggia.
Era il tempo delle mele
non solo dentro un film,
ma tutto era vero,
a volte quell'amore durava pochissimo,
il tempo di una notte
e poi non ti vedevi più.
Ero ragazzo all'ora
la mia testa era solo musica,
avevo poche parole,
ma tanta gioia dentro il cuore.
Anch'io con un solo bacio
mi ero innamorato,
non è bastata una notte,
perché con quell'amore
ci sto passando la vita...
e fan sentir l’anima sporca a chi le subisce.
Un ladro di felicità che si maschera d’angelo,
... confondendosi nella vita quotidiana.
Mostro dagli invisibili artigli di una mente perversa,
stupratore di gioia, non dona mai niente all’amore.
Crudele al sol fin d’appagar un ignobile istinto,
cattivo maestro che non sarà mai di buon esempio.
Nefasto nei sogni, spacciatore di incubi,
gratti via la pelle ricoprendola di profonde cicatrici.
Non guardi mai negli occhi le tue vittime, li spegni d’ogni colore,
divenendo per coloro che incontri il peggior carnefice,
rendendo insostenibile la vita a chi con violenza l’hai rubata,
facendo si di desiderar d’esser mai nata.
la sferzata feroce sul viso
La fitta vorace che divora il cuore
il morso che dissangua
fu quello il giorno in cui morii
senza pietà nè poesia
trucidato l'ultimo battito,
sospeso il respiro gelato in aria
e le vene ghiacciate
da un inverno interno
perchè indietro non si torna
su vie frantumate
vita, cruda emettesti la sentenza
fu quello il giorno in cui morii
che non hai trovato spazio
In quest'assurda vita mia.
Dove sei con la tua gioia?
Che a me qui si strazia il cuore.
Dove sei col tuo sorriso?
Da cui poi nasceva il mio.
La dimora di Morfeo
nelle notti ho perquisito.
A lungo vi ho cercato e con perizia.
Ma più non l'ho trovato il sogno
dove ridevi ed eri mio.
Solo lacrime, notturne e silenziose.
Tante da farci un lago
freddo, profondo e senza luce.
Vorrei morirci in questo gelo!
Dimmelo tu, perduto amore.
Si può annegare dentro un cuore?
Volgi il capo
l'oriente ti prende
profumo d'ambra
nelle mani di una danzatrice
hai riposto il destino.
fiori di loto
fanno scordare chi c'è stato
e la fulgida seta
scivola piano
e la pelle compare
candide le gote come cera
quasi senza espressione.
tu poni le tue mani sui suoi fianchi
nel silenzio
un 'emozione corre
elettricità nelle vene
baci i suoi occhi
e trattieni dentro il cuore
ciò che ti dice
del suo amore in cornice
hai posato la tua polvere.
Svolazzava tranquilla.
Leggera e limpida
Rifletteva i colori del cielo
Nella sua semplicità era così meravigliosa
Lo specchio di un amore fatto da speranze.
Improvvisamente quella piccola bolla,
Scomparì.
Una tale bellezza,
Una tale fragilità.
Un sogno ad occhi aperti
Scoppiato in mille lacrime
Quel vento avido
Me la porto via
Mi rimane solamente un esile ricordo
E un confuso dolore
A provare la sincerità,
Di quel perduto amore











