« Compagni! Noi vi dichiariamo che il trionfante progresso delle scienze ha determinato nell'umanità mutamenti tanto profondi, da scavare un abisso fra i docili schiavi del passato e noi liberi, noi sicuri della radiosa magnificenza del futuro… »
(dal Manifesto dei pittori Futuristi)
Che cosa importa
se l’universo non ci fa caso?
se solo la poesia infonde poesia?
e se questi lunghi momenti di oblio
mi rendono irrequieto e precipitoso?
Non so percepire la distanza nel tempo,
e non esiste conforto per la mia ferita,
e tutte quelle piccole lune elettriche
sono proprietà di pessimo gusto.
Istante per istante anche il furto
si è fatto principio artificiale,
e il futuro è avanguardia,
e l'impatto è violento.
La corte dei miracoli
però, comunque,
per sfortuna,
siamo noi:
che tutto
è permesso,
noi che la parola
è in libertà
e che
il buio
è luogo
di guarigione,
noi che la memoria
è come non esistesse.
Agitateci col lavoro,
col vostro occhio
mercantile,
con
la
vostra
velocità
di caduta,
fate pure.
Che
a noi
basta
il fervore
di un sogno
per banalizzare
la fallacia delle vostre
macchinazioni oggettive.

Commenti
Sognare è un lusso oggi e penso che il poeta debba trovare altre fonti per ispirarsi, ed incidere.
per esempio le macchinazioni oggettive delle banche e delle Asl e dei governi che si susseguono all'insegna della menzogna e dell'innalzamento dell'asticella delle prestazioni.
Ecco, in questa metropoli vivo ed in questa devo sopravvivere, imparando e cercando di tradurre in linguaggio poetico l'algebra del pensiero tecnico, della burocrazia, del profitto
non con le l'idea della corte dei miracoli cui tutto è permesso e l'enfasi assurda di un poeta con le parole in libertà ma con gli occhi aperti sulla ferita di tutte le aspettative deluse dalla realtà del mondo moderno che va molto bene ad un nugolo ristretto di potenti e molto male a tutto il resto e che non sa che farsene dei singoli, figuriamoci dei poeti." tutte quelle lune elettriche" però è una bella soluzione.
saluti e buona giornata
mi piace l'idea di rappresentare una minoranza. Anche fosse di due!
Le corti dei miracoli erano luoghi di reietti, io vedo poesia anche lì.
Buona serata!
Charlie