essenza sciolta in stille
"Io ti vivo sai, nei pori della pelle"
"Mi farò brivido dentro di te
per le tue vie di seta"
"E io lascerò tremare la carne"
"Il fremito di un fiore bagnato
da tiepida rugiada"
"come linfa scorre sulla lingua"
Nettare e miele da succhiare
nei pori della pelle
e dita appese come gioielli al pino
È sola la stagione che non è di quattro
ma d'un tempo rigido a sgretolarsi un nuovo autunno
Erano grida il vibrar di corde alla chitarra nel narrare già vecchi dolori
quando il sole ancora sorrideva alle mie ossa
mietendo tantrici e dissonanti accordi
Dopo che ce ne saremo andati
e le note speziate

Un uomo corre su un pianeta
Un lampione ha gli occhi raggelanti chini
Insonnia~Quante volte mi hai aiutato, amica mia
Di darti a me in sposa, con altre tue sorelle
Un cane sembra
Vide il suo padron che arrivava
resterò solo a guardare la pioggia e il vento,
con i sospiri rivivrò i nostri momenti più belli, ...
consolandoli con le lacrime che verserò,
portandole con me in ogni momento.
Sicuramente non ti lascerò andare dalle mie visioni,
le manterrò vive con intensa passione,
come il più bel fiore nato nel mio cuore.
Tra noi non ci sono mai stai segreti,
la nostra vita la viviamo illuminata dalla luce del sole,
anime che si nutrono dell’eterno amore,
donatoci dal supremo creatore.
Se mi lascerai,
ricordati di me e dei nostri giorni vissuti insieme,
portali con te dentro nel tuo cuore,
come farò io nel nome del nostro amore.
Un passo cadenzato
quasi un tonfo
penetra negli orecchi
si ripete monotono
all'infinito
quel toc toc toc
metronomo della vita
ti entra nella mente
la squarcia apre fessure
lo senti sfuggire
cerchi di catturarlo
ma e' fatto di niente.
e' solo un pensiero costante
che lambisce, che riempie
come nebbia appanna
e tu lasci fare.
toc toc toc
e' quel matto del tuo cuore
che batte ancora e scandisce l'ora
della tua vita da amare ancora.
Affogati nella luce accecante di una lampadina
Dove sono le mie mani?
Abbandonate a dar vita a una cacografia terrorizzata
Dove sono i miei passi?
Persi nella selva a inseguire un falso Virgilio
Dove sono i miei pugni?
Incastrati nella mandibola sanguinante della luna
Che arrogante
Si prende gioco degli innamorati
Che le rivolgono la speranza
E lei sghignazzante
Promette la luce delle stelle
A chi nel buio si è già perso
Dove sono le mie dita?
Incuneate doloranti sulle corde di un violino
Nella speranza che se con le parole non esprimo niente
Con l'archetto possa colorare il silenzio dei miei stati d'animo
Dov'è la mia anima
Tentando di spiccare il volo
Incastrata tra le finestre
Dove è Andrea?
Ingrato adolescente
Mendicante di sorrisi
E di falsi "ti amo"
Che con banali poesie
Cerca di rispondere a inutili domande
Dove sono io?
la consapevolezza di un nuovo anno
donandomi conforto.
Hai cancellato le ombre
Hai viziato i miei occhi
Hai riempito di maturità il mio viso
assonanze e discordanze .
Allacciando memorie
per rimanere viva
tempeste e bonaccia
Ho comodi calzari per calpestare
i cocci del mio sentire

vivo le luci della città di notte
Spengo allacci e risa per ritornare al torrido
-il sangue del mio corpo attira solo insetti-
La sequenza del libro in pensiero
soffia pagine al precedere d'oggi
e fra un rigurgito di previsioni e fato
prego l'Acheronte d'inghiottirmi alle sue acque
come plettro d’orchidea
marea di radice lunare
ed un riverbero di parole
m’assaggia il petto d’estate,
scarabocchia nuvole di latte.
Febbricita il polline del silenzio,
sfregia i naufragi del sentimento,
aleggiano cristalli d’amore
in questa spremuta di dolce passione.
commissionandole sogni
al prezzo di un inferno
La morte qui prepara lapidi
e culla silenzi gravi
mentre io parlo con i fantasmi
sagome antiche
dal profumo d'amore
che trattengo mentre svaniscono
ma i ricordi non trovano mai sepolcro
abbastanza profondo,
risorgono sempre
risalgono dalla fossa
con occhi d'ombra
e dita di vento
accarezzando tempi smarriti









