vorrei non ci fosse bisogno di un sottofondo di odio,
per rendere piu luminoso il sentimento che ci lega.
Vorrei fare a meno delle lacrime,per asciugarle con un bacio.
Vorrei non fosse il tuo corpo la causa del nostro incontro.
Vorrei che la vita non fosse cosa per cui ci sia bisogno di consolazione.
Vorrei che i tuoi occhi non mi faccessero pensare al giorno in cui non potrò guardarli,
tutto passa tranne il desiderio e la malinconia,
vorrei poter fare a meno di loro,
ma infondo mi basterebbe non fare mai a meno di te.
che dissennato alle mie labbra ha tolto il fiato.
Sciogliete le mie morte mani
che gemono e si torcono
in questo sonno nel quale immota giaccio.
Toglietemi di dosso questa pelle
perché il mio corpo ha voglia di volare
e la mia testa piena di silenzi
or più che mai è pronta ad ascoltare
suoni e parole svaniti ormai da tempo.
Pesante è questa terra

e dura
come un macigno a se mi tiene ancora
ma cade il velo e il cielo in me respira
e carne ancora a ricoprir le ossa.
Nel nuovo corpo uscito dalla fossa
Infine vivo ancora
e canto al sole e al giorno
per questa ambita vita che ancora in me dimora.
Pieno di energia,di coraggio,cercando la verità.
La cercavo senza sosta, con affanno.
Ho provato ad annaffiare le certezze, ho fallito.
Ho provato a cambiare strade,quando mi sembrava di avere certezze,
percorrendole senz'anima.
Ho creduto di sentire la verità venire da me,
quando ero stanco e avevo smesso di cercarla.
Era celata dietro le cose del mondo,
come fossero li per nasconderla.
L'uomo bambino sta accumulando le cose del mondo davanti alla porta,
per non fare entrare il mostro.
Solo per pochi attimi si è fatta scorgere,la verità,
ma una volta vista, può essere ritrovata,
prima di dissolversi nuovamente.
Sedevo vuoto di energie, ma riempivo il mio abbraccio.
Riempivo la mente con il suo amore.
Era nel cielo notturno la verità,
nei suoi occhi,nelle sue parole,
nelle parole sbiadite degli altri.
Nell'illusione, caledoscopio delle emozioni,
nel nulla straripante.
Era nell'assoluto,infinito,eterno mistero.
plasmate - calci a linee morte nei sessanta -
Millanta storie e tempi che cuciono distanze
come talloni vuoti di filo ad intrecciarsi
Passano colline, monti e nevi ma tu
tu non sei nemmeno quando tinte del mare a nord
chiamano brezze di stagione
e non c'è mano ad allungare una carezza al viziato pelo
là
dove sono gli inchiostri bianchi
del mio cappotto coprire le tue spalle.
di pesci-omaggio di pescatori,
regali d’ansia e spine trapiantate
nel fianco, spinte e risospinte a scopo
d’uno stupore crudo. Ostili fate
inaridire inchiostro ché il fondale
è ruvido alla verga. Grani d’oro
nel solco liquido scagliate a pale
per valli, e salto senza presa coro
di stecchi germina in stridore al gelo.
Dentro la carne restano saldate
spine d’innesto – ovunque seme vivo
da un fiore nella gora. Senza velo
il transito funereo come rate
di rami decomposta nell'abbrivo.
droga estatica.
sublime annebbiamento
della coscienza
la calda follia nel fumo di un sogno?
Le tue mani protesi di paradiso su di me
stordiscono il mio dolore
opium
respiro un profumo selvaggio
che inebria la carne
nel sudore bollente bagnato d'incenso
dimentico tutto, il tempo mi sfugge
c'è solo un vortice ascendente nel fuoco
è tutto calore, solo calore
e crea dipendenza sulla mia pelle
effluvi di voglie risalgono lungo le cosce
opium
nevica sui nostri corpi
come meridiano di stelle
caduto in danze di cielo
ed un germinar d’infinito
abbraccerà i nostri cuori
come tempere di marea
in acrilico d’atmosfera.
Stringo questo silenzio,
svesto camicie di luna
in questo battito d’eterno,
nevica fra i pensieri
il solstizio di un bacio
prigioniero d’amor vero.
e gli incessanti frastuoni
infrangono i corpi imbrigliati
che al velato silenzio, talora, anelano.
Intrisi di poliedriche espressioni,
prigionieri sono dell'altrui volere
e con impeto si divincolano.
Le parole un tempo suadenti
varcando il dovere,
taglienti ed ingrate, or sono.
E le grida impetuose travolgono....
Appassionata Liberta' irrinunciabile!
Vitale essenza
infrangi inclemente
i segregati meandri,
di molteplici umane esistenze.
Ora che non amo la notte.
Rovistare nei cassetti, dove
in disordine ho chiuso
i miei ricordi, mi stanca.
E perchè cercarli se li ho messi via?
L'incoerenza mi governa
e mi tiene sveglia.
Mi fa paura immaginare il giorno
che chiuderò per sempre
gli occhi al mondo.
Perchè potrei aprirli a questo
che mi vive dentro
e che aspetta di dirmi:<ecco!
Ora null'altro hai che i tuoi sogni
e nient'altro, mai, ti salverà da te>.
iride della mia luna ,
martoriato da lacrime di comete,
punteggiato da virgole di stella,
portato via dalla brezza del crepuscolo,
Riflesso di sogni scomparsi nella burrasca della mattina
Tu, cielo che ispiri l'anima di poeti che cercano in te la poesia
Tu,che ci sei e ci sarai sempre
Tu, che Intoni riflessi di luce visti da occhi sognanti
Perché sonnicchi amareggiato,
cercando ispirazione per la tua poesia astrale?
Ho visto un quadro di Chagall, vernice rosa credo,
ma la nuvola tirava carne
troppa per rappresentare un sogno
Visceri e futuro
tutto compreso in rate ventennali
una vita insomma con tanto di mano stretta
a sostenere un urto sul mercato
-Certo che la sposa lo seguiva
Strascico a parte e calze bianche merlettate di piastrelle
Come potrebbe un sogno divenire casa e figli?-
Appeso al vento trascinava il lavorio di ape
Amore
Anche il poetare- ho letto una metafora degna del suo sangue-
E la chitarra in pezzi
Che ogni corda se la cantava
Come si è supposto e come spiega l’impiegato
Come parla l’intermediario e la rossa proprietaria
Ci penserò, ma da pensarci c’è ben poco
Chagall millanta favole e tu non lo sapevi
In quanto a impatto morbido sui fiori
C’è solo da pagare
Fino all’ultimo centesimo
-Come è possibile estinguere il senso di colpa
In assoluto, dico, non di padre?
Interpretare i sogni è una maledizione
Quella dei colletti bianchi sul pianerottolo a sigillare
Ti porta via la casa
E poi c’è marzo, soffierà potente negli spiriti,
non stiamo anche noi nel gioco?
Acqua
mano candida espandi l'acqua
come pioggia sulla terra
come fecondo seme
dona risalto con il soffio
crei l'onda
e sul fuoco sei regina
il capo fai chinare...
Aria
braccio vigoroso sostieni il vento
alita forte della terra e' sollievo
nell'avvampo di fuoco dai alimento
nulla puoi contro il mare
ma già muovi il suo corpo
e crei uragani.
Terra
dei tuoi piedi sulla nuda terra lasci impronte
zolle umide s'impastano
e come roccia ti trasformi
soffia il vento e in minuscoli
granelli ti accompagna per il mondo
e del fuoco sai tenere alto il capo
nulla può su di te
Fuoco
testa scuoti e agita fiammelle
sulla terra puoi morire
non puoi crepitare
ne sull'acqua ne sul mare
ma di vento nutrirti
ed espandere la tua voce.
gli elementi sono ora uniti
sono schiavi di un sol corpo
ma non abile ancor di domarli
esso è...l'UOMO.
Quanti passi dovrò fare nel mio destino,
sul percorso della vita e quante volte dovrò percorrere la mia strada, ...
per sapere dove mi porta.
Ivi incontrerò un giorno il mio futuro,
al quale lascerò raccontare della mia sera e curiosamente gli chiederò:
"Cosa si nasconde dietro la porta degli ologrammi?"
Forse sono lì conservati tutti i miei giorni vissuti.
Solo lui ha la chiave che apre tutto il sapere e che,
minuziosamente, vi è stato vergato sulle pergamene degli antichi sapienti.
Solo dopo tanti passi e strade calpestate,
imparerò ad onorare e comprendere la via maestra del sapere,
essa non più lastricata solo di buone intenzioni,
ma costruita sulla modestia e sull'umiltà.
How many steps I have to do in my destiny,
on the path of life and how often must I go my way,
to know where it takes me. I will meet there one day my future,
which let tell my evening and curiously I ask him:
"What lies behind the door of the holograms?"
Maybe there are preserved all my days lived.
Only he has the key that opens all knowledge and that, minutely,
there was penned the scrolls of the ancient sages.
Only after all these steps and streets trampled,
I will learn to honor and understand the main way of knowing,
it no longer paved only with good intentions,
but it built on modesty and humility.











