Linea diritta la strada
Corre negli occhi socchiusi.
Rumori risuonano
Sotto le tife che ondeggiano
Sulla riva del fiume.
Nell'acqua s'increspa l'onda
Soffiata dalla tramontana pungente,
E uno strato di ghiaccio
Ingloba le foglie cadute.
Nulla toglie bellezza e languore
Al dormiente inverno imminente.
Solo una carezza senza calore
Fa' per un attimo riaccendere
Il rimpianto di verdi sorrisi.
Corre negli occhi socchiusi.
Rumori risuonano
Sotto le tife che ondeggiano
Sulla riva del fiume.
Nell'acqua s'increspa l'onda
Soffiata dalla tramontana pungente,
E uno strato di ghiaccio
Ingloba le foglie cadute.
Nulla toglie bellezza e languore
Al dormiente inverno imminente.
Solo una carezza senza calore
Fa' per un attimo riaccendere
Il rimpianto di verdi sorrisi.
6 commenti
Leggo tra la pelle di questa celebrata stagione
Scale armoniche di timido flutto
Come il grano, timido, ardere al tramonto
Baciato da onde sottili di rondini e coccinelle
Polline di nave!
Viso di rame,
Distesa tra le profumate terre
In fondo a quel momento
Guardavo solo, storta, la bocca del firmamento.
Scale armoniche di timido flutto
Come il grano, timido, ardere al tramonto
Baciato da onde sottili di rondini e coccinelle
Polline di nave!
Viso di rame,
Distesa tra le profumate terre
In fondo a quel momento
Guardavo solo, storta, la bocca del firmamento.
Emozioni spente nella notte...
E spifferi di sangue salgono.
Emozioni e chiamo il tuo nome
che non ha scrittura.
Emozioni spente accese su di te
e chiamo senza perché.
Sorrisi sulla sabbia
sabbia tra le scarpe
e voci e sguardi...
E nome che scriver non posso.
Sensazioni.
Dimenticate mani nella tempeste.
Gocce di pianto.
Frastuono di volti
nomi e momenti
che chiamar non posso.
Volano.
Cercano nell'Angelo di gesso...
E chiamar non posso
i tuoi occhi
che su me trafiggono l'aria.
E t'amo nella notte
perché il giorno è ancora lontano.
E spifferi di sangue salgono.
Emozioni e chiamo il tuo nome
che non ha scrittura.
Emozioni spente accese su di te
e chiamo senza perché.
Sorrisi sulla sabbia
sabbia tra le scarpe
e voci e sguardi...
E nome che scriver non posso.
Sensazioni.
Dimenticate mani nella tempeste.
Gocce di pianto.
Frastuono di volti
nomi e momenti
che chiamar non posso.
Volano.
Cercano nell'Angelo di gesso...
E chiamar non posso
i tuoi occhi
che su me trafiggono l'aria.
E t'amo nella notte
perché il giorno è ancora lontano.
Mi pizzica al mattino il maestoso abbraccio
Per mano vi tenete ed io
bramandone scivolio
mi sazio al bianco
M'avvolge appena il rotolar di tempo acceso
e riscalda solo lo sfrecciar di passo tondo
su minuti
svincoli
al petto in fuoco
a lacrime -dardi d'aria-
e sorvolo sogni, paure
che del doman non v'è certezza
ma
solo il bus delle nove
Per mano vi tenete ed io
bramandone scivolio
mi sazio al bianco
M'avvolge appena il rotolar di tempo acceso
e riscalda solo lo sfrecciar di passo tondo
su minuti
svincoli
al petto in fuoco
a lacrime -dardi d'aria-
e sorvolo sogni, paure
che del doman non v'è certezza
ma
solo il bus delle nove
Cielo grigio,
il tempo rallenta,
un allarme suona,
nel monitor una retta;
persone che corrono,
aprono la porta,
gridano comandi
e cercano di farmi ritornare;
ma qui è semplicemente più bello,
avrei solo voluto arrivarci prima,
prima che la malattia
deformasse il mio corpo,
lo paralizzasse;
prima che aumentassero le sofferenze
dell'anima.
il tempo rallenta,
un allarme suona,
nel monitor una retta;
persone che corrono,
aprono la porta,
gridano comandi
e cercano di farmi ritornare;
ma qui è semplicemente più bello,
avrei solo voluto arrivarci prima,
prima che la malattia
deformasse il mio corpo,
lo paralizzasse;
prima che aumentassero le sofferenze
dell'anima.
ultimamente non basta anche il tempo di una sigaretta;
l'accendo e nel fumare mi sembra tutto proceda così in fretta,
neanche riesco ad aspirare che già da sola lei s'è spenta...
Non saprei cosa fare,come guarire
percepisco un certo dolore ma ad un dottore non saprei cosa dire,
se incastonate nel petto invece del cuore ho nostalgie e vecchie spine.
Forse la cura ad un male così non l'hanno mai inventata
o forse è placebo questo malumore del fine giornata,
se solo potessi cancellare la mia storia,com'è andata.
Di preciso in realtà non ho risposte
forse la causa è nei segreti e le fiducie mal poste,
ma mai avrei pensato mi avrebbero rincorso come ai mari le coste.
Vorrei prendermi gli organi e rivoltarli al di fuori
ed estrapolare il bastardo dai miei dannati polmoni;
forse solo allora capirei quanto valgo,scoprendo che in me crescono fiori.
Non sono davvero convinto di quello in cui credo
che il male sia temporaneo e che non si debba guardare indietro,
forse a volte la soluzione sta proprio lì,tra i ricordi di vetro
che magari a volte hai paura di rivivere perché ti potresti scheggiare
ma sarebbe come escludere di nuotare per paura di affogare:
solo soffrendo puoi davvero volare.
l'accendo e nel fumare mi sembra tutto proceda così in fretta,
neanche riesco ad aspirare che già da sola lei s'è spenta...
Non saprei cosa fare,come guarire
percepisco un certo dolore ma ad un dottore non saprei cosa dire,
se incastonate nel petto invece del cuore ho nostalgie e vecchie spine.
Forse la cura ad un male così non l'hanno mai inventata
o forse è placebo questo malumore del fine giornata,
se solo potessi cancellare la mia storia,com'è andata.
Di preciso in realtà non ho risposte
forse la causa è nei segreti e le fiducie mal poste,
ma mai avrei pensato mi avrebbero rincorso come ai mari le coste.
Vorrei prendermi gli organi e rivoltarli al di fuori
ed estrapolare il bastardo dai miei dannati polmoni;
forse solo allora capirei quanto valgo,scoprendo che in me crescono fiori.
Non sono davvero convinto di quello in cui credo
che il male sia temporaneo e che non si debba guardare indietro,
forse a volte la soluzione sta proprio lì,tra i ricordi di vetro
che magari a volte hai paura di rivivere perché ti potresti scheggiare
ma sarebbe come escludere di nuotare per paura di affogare:
solo soffrendo puoi davvero volare.
Anche se le cose non funzionano
-Ogni trasmissione proseguirà
Ininterrottamente
senza preoccupazioni di sorta
senza preoccupazioni di sorta
Come buon “Horror vacui “ d'inzio d'epoca.
Un qualche notturno italiano
Accompagnerà le nostre insonnie
-Dormiremo nudi… forse
Con una coperta vicina
Lasciata sola-senza amore.
Il buio sarà meglio cospargerlo d’incensi
E fissare l’odore nel soffitto
Che sarà cielo immenso
per gli occhi che lo cercheranno
per gli occhi che lo cercheranno
Nel capire come saldare il debito domani.
Le braccia
- come spesso accade resteranno ferme;
- come spesso accade resteranno ferme;
- Serviranno meglio durante il giorno
A parare i colpi della vertigine
Che abbassa gli angoli della bocca
E rallenta i gesti di ogni amore.
Caro lettore
-solo le nostre mani
-solo le nostre mani
Potranno guarirci- risollevarci da ogni bassezza. Ridiamoci fede!
- Liberiamoci dalle cose cattive che c'infettano d’orrore
-E a proposito di libertà…
...Ci raggiungerà domani!


Come può essere così fragile l’amore,
da far vacillare anche i più forti
e farli cadere sotto il peso dell’orgoglio.
Quanto smisurato materialismo,
portiamo con noi come bagaglio
nella nostra vita, esibendolo come libertà,
perché altrimenti ci sentiamo frustrati,
senza accorgerci che siamo solo prigionieri
del nostro egocentrismo,
che fa si diventi fragile l’amore.
da far vacillare anche i più forti
e farli cadere sotto il peso dell’orgoglio.
Quanto smisurato materialismo,
portiamo con noi come bagaglio
nella nostra vita, esibendolo come libertà,
perché altrimenti ci sentiamo frustrati,
senza accorgerci che siamo solo prigionieri
del nostro egocentrismo,
che fa si diventi fragile l’amore.
Ti amo con l'energia
di un temporale d'agosto
la forza del vento
che scuote gli alberi
e le foglie fa disperdere nell'aria
Ti amo, tua Rosa di Gerico
un tuo bacio e rinasco
mille e mille volte,
con la passione di un amante
la complicità di un'amica,
la fede di Abramo verso Dio
quando il sacrificio di suo figlio chiese
Ti amo con il cuore di bambina
e l'anima di donna,
con il silenzio che parla per me
e il canto d'amore di usignolo,
alla luna e alle stelle
in richiamo d'amore
Mio dolce amato tutto di me vive per te
siamo anime gemelle
nel cielo da tempi lontani
scritto era il nostro incontro
la nostra vita insieme
Ti amo e gioisco al ricordo del tuo sorriso
al tuo ridere della mia ingenuità
ai tuoi scherzi improvvisi
Per l'amore che ho per te
continuo a sorridere
anche se al mio fianco più non sei
ti devo questa serenità
persistere nel piangermi addosso
non è amore, quell'amore gioioso
che di te era la virtù più grande
Strappo frammenti di carta
Mille piccoli coriandoli,
Sparsi nel vento s'alzano,
Intorno turbinano.
Sopra scritte le tue parole
Cariche d'affetto, cariche d'amore
Ma vuote di te.
Sulle labbra tue bugiarde
Rimbalzano senza traccia,
Macchia che si muove senza rumore.
Delle flebili speranze
E rimasto un letto sfatto
E il peso di un dolore condiviso.
Mani sorreggono il fardello
Di un malessere che lede.
E solfeggi di note
Sosterranno il cuore.
Sulla via le mie scarpe
Si consumano, come
Gli anni che mi avvolgono, mi legano
Nel giardino spoglio.
Mille piccoli coriandoli,
Sparsi nel vento s'alzano,
Intorno turbinano.
Sopra scritte le tue parole
Cariche d'affetto, cariche d'amore
Ma vuote di te.
Sulle labbra tue bugiarde
Rimbalzano senza traccia,
Macchia che si muove senza rumore.
Delle flebili speranze
E rimasto un letto sfatto
E il peso di un dolore condiviso.
Mani sorreggono il fardello
Di un malessere che lede.
E solfeggi di note
Sosterranno il cuore.
Sulla via le mie scarpe
Si consumano, come
Gli anni che mi avvolgono, mi legano
Nel giardino spoglio.
Bello nell'aspetto
il giovane padrone signorile e colto
guarda il trapianto del riso
sul campo dove l'oro
brunito del grano dominava.
Nell'umida calura, sotto ampi cappelli
una fila compatta di vita freme.
Le donne compiono gesti
antichi e sapienti.
Liturgie tramandate e raccolte da sempre
quasi fossero eterne.
Alle mondine la fatica è dovuta
al padrone che osserva.
Eppure, a scongiuro nascono
canti e risate.
il giovane padrone signorile e colto
guarda il trapianto del riso
sul campo dove l'oro
brunito del grano dominava.
Nell'umida calura, sotto ampi cappelli
una fila compatta di vita freme.
Le donne compiono gesti
antichi e sapienti.
Liturgie tramandate e raccolte da sempre
quasi fossero eterne.
Alle mondine la fatica è dovuta
al padrone che osserva.
Eppure, a scongiuro nascono
canti e risate.
Dev’essere un umore d’aprile
a traboccarci da bordi anneriti
ché non saremmo più di un foglio frusciante
senza una rarefazione esposta al ramo
e la voce attinge da un petalo che cade
veggenti noi di un gioco sacro
riflesso bendato del tempo
in gabbie ferrose e cavalli di piuma
e sei e non manchi ventre in distacco
dolore ristoro mio tuo
congedo d’inverno nella fibbia
che la bocca scalpella
-e poi un’altra poesia.
Come una farfalla
vola leggera
e abbonda di cielo.
Agita le ali
e intingiti di arcobaleno
sfiora la pioggia
e danza ogni stagione .
Sciogli le paure
con i capelli al vento e
trucca ogni goccia
che bagna il tuo viso .
Come le rose
sorridi al mattino
e dormi appagata
su petali di sogni.
( A mia figlia Maria Grazia)
Obliqua a tutto
quando sfasa l'immagine che si guarda nell'iride e sei tu che invece ti chini a sinistra
sapendo che è la destra a consolarti
Primula di grano Acqua dell'acqua Fronte di ogni fonte
La fontana il traguardo - dove ti comanderò -
quando sfasa l'immagine che si guarda nell'iride e sei tu che invece ti chini a sinistra
sapendo che è la destra a consolarti
Primula di grano Acqua dell'acqua Fronte di ogni fonte
La fontana il traguardo - dove ti comanderò -










