Chi osava osservarli, niente capiva
su ciò che realmente accadeva.
Lentamente lei fuggiva da lui,
tristemente lui si avvicinava a lei...
erano sempre molto distanti
anche agli occhi degli altri.
Strani balletti di reciproche attenzioni
si alternavano ad improvvise barriere
di silenzio e incomprensioni.
Si amavano forse alla follia,
senza mai cercarsi disperatamente,
tra di loro, qualcosa si insinuava silenziosamente...
Smarriti nel silenzio e nell'orgoglio
si incamminarono nel loro percorso
verso involontarie conseguenze
di un amore forse non corrisposto
lasciandosi alle spalle ogni rimorso
senza mai affrontare l'ultimo discorso.
2 commenti
Perdiamo,
eccome se perdiamo!
Le facce di chi se ne farà una ragione,
tanto di cartucce ne hanno fin troppe.
Piangono, ma le loro modelle
stanno li consoleranno.
La pelle ormai è statua.
Levighi il tuo pianto questa pietra,
ma sia l'unica miscela che plasma il cuore,
Adesso.
Bandiere
Applausi
Fischi
Canti
Sempre la solita, banale storia
di chi per lavoro cerca l'oro
come gli schiavi di una volta.
Quante volte si perde,
a volte anche la memoria.
Quanti ancora faranno i furbi,
peccati si dimentichino.
C'è sempre e solo un modo a persona
per volare
e non è per sempre.
Piloti automatici
ci portano in salvo
in fondo al dramma,
ignari di una scena finale
o quantomeno del fatto
che il sipario si rialzi per gli applausi.
Impreparati -magari fosse così- anche a questo
e questo farà capo ai sette minuti
dell'occhio che muore.
Agitino allora questa curiosità gli altri,
quelli che ancora son dei sogni.
Studino e cerchino nel passato qualcosa
perché -come normale sarà-
schifati ingiustamente dal loro presente.
E allora gli spalti riecheggiano
col nome di altri
in nome di altri nomi difesi col proprio
fino a dimenticare chi eravamo.
eccome se perdiamo!
Le facce di chi se ne farà una ragione,
tanto di cartucce ne hanno fin troppe.
Piangono, ma le loro modelle
stanno li consoleranno.
La pelle ormai è statua.
Levighi il tuo pianto questa pietra,
ma sia l'unica miscela che plasma il cuore,
Adesso.
Bandiere
Applausi
Fischi
Canti
Sempre la solita, banale storia
di chi per lavoro cerca l'oro
come gli schiavi di una volta.
Quante volte si perde,
a volte anche la memoria.
Quanti ancora faranno i furbi,
peccati si dimentichino.
C'è sempre e solo un modo a persona
per volare
e non è per sempre.
Piloti automatici
ci portano in salvo
in fondo al dramma,
ignari di una scena finale
o quantomeno del fatto
che il sipario si rialzi per gli applausi.
Impreparati -magari fosse così- anche a questo
e questo farà capo ai sette minuti
dell'occhio che muore.
Agitino allora questa curiosità gli altri,
quelli che ancora son dei sogni.
Studino e cerchino nel passato qualcosa
perché -come normale sarà-
schifati ingiustamente dal loro presente.
E allora gli spalti riecheggiano
col nome di altri
in nome di altri nomi difesi col proprio
fino a dimenticare chi eravamo.
Ah, quanto sarebbe bello potersi beare della propria vita
incuranti di demoni e streghe
che macellano le notti già cariche di spettri ancestrali
se universalmente si potesse gioire di poesia
come natura stessa dice
senza mostri per l’indomani
né rimorsi per ieri
né colpe per il presente
accarezzandosi semplicemente tra pochi
nutrendoci dei frutti naturalmente ebbri
che ci ha dato il creato.
E poi salgo su verso le colline
dove si uniscono cielo e nuvole,
Quasi ai confini della realtà.
Curva su curva,
strade ripide,
ma nulla mi ferma,
devo realizzare il sogno,
devo realizzare il desiderio,
devo rendere reale ciò che non sembra.
La salita sbagliata,
subito dopo la discesa,
è li che si accende la realtà,
è li che si accende il sole,
ed esplode l'emozione dell'abbraccio,
della realtà.
Gli occhi non mentono,
non hanno mai mentito.
Questa è la realtà,
quella che è sempre stata.
dove si uniscono cielo e nuvole,
Quasi ai confini della realtà.
Curva su curva,
strade ripide,
ma nulla mi ferma,
devo realizzare il sogno,
devo realizzare il desiderio,
devo rendere reale ciò che non sembra.
La salita sbagliata,
subito dopo la discesa,
è li che si accende la realtà,
è li che si accende il sole,
ed esplode l'emozione dell'abbraccio,
della realtà.
Gli occhi non mentono,
non hanno mai mentito.
Questa è la realtà,
quella che è sempre stata.
Atomi di carta,
poesie parallele
fra lenzuola e lanterne,
rugiada d’attimi
stropiccia la quiete,
scrive d’amor un fior
canto di luce sulla pelle.
Un pomeriggio di stelle
barcolla nel silenzio
come grano di nuvola
fra i ciechi passi del tempo:
stringo fra le mani
il timido bacio del vento.
poesie parallele
fra lenzuola e lanterne,
rugiada d’attimi
stropiccia la quiete,
scrive d’amor un fior
canto di luce sulla pelle.
Un pomeriggio di stelle
barcolla nel silenzio
come grano di nuvola
fra i ciechi passi del tempo:
stringo fra le mani
il timido bacio del vento.
Ora
Stare nudi
È come la fede!
Tutto il resto è genere neutro
Lodevole ricerca
Che non ha nulla di tragico.
Ora
- Solo pulsioni primigenie
Nudi !
Se sulla pelle
Anche nel cuore
-Nel sorriso
-Nello sguardo
-Nel profumo.
Ora – si!
-Vale la pena di vivere
Nel fondermi con te
Qui- nudi – siamo come la fede!

Di solito ho silenzi d’accidia con me
e abbasso lo sguardo
lasciando che tocchi le ortiche
Sembra un contagio non lo è
c’è sempre stata una voglia di sporcarsi le mani
anche qui
qualcosa d’inumano insidia le vie
si fa uomo corrompe
il poco divino che resta nei fiati
ed io sento -che piaccia o no- il rintocco dei denti
la coda arpionare la coscienza sui niente
Riposi in pace l’anima rivoluzionaria!
Non ho retorica con me
però ho intuito per la vita che infiora l’asfalto
dimestichezza con le lave che zampillano colombe
alcune diventano ghiande
altre protendono bicchieri bianchi
Io leggo sorrido persino
ma il fumo racconta la notte di freddo
il violino in un ramo di leccio
Piazza Umberto tremante di notte
e il sacco a pelo diventare pancia di lupo
Sì
interi continenti scorrono l’uno contro l’altro
non vedo angeli né scarpe ai piedi dei colombi
solo agenti di banca che vanno e vengono sui cellulari
-decidendo, sparando, suicidando, ignorando….-
Poi...non era scritto ma oltre gli scaffali appari tu
Non leggo molto ultimamente non ho voglia di violare i sogni
perdinci però questo è un bel sorriso quasi non ti riconoscevo
si torna indietro dalla devastazione-questo si che è bello scoprire-
e la carne accende desideri di gatto che in volo…
di giorno invece solo cortesie all’uscita della Feltrinelli
signore c’è uno sconto per lei
signore un cent non è segno di bontà
soltanto cattiveria in un lampo di ignavia
Pazienza…
non avrò i miei tramonti per la vecchiaia
un sogno ormai tracimare in un gabbiano
proverò a risalire sul pullman per il Park & Ride
pagherò 600 euro per due rate di auto ci rivedremo a giugno
tu sarai più grassa e più bella forse incinta
abiterai in un’altra dimensione
La mia s’ è persa lanciando pomici e lapilli
in uno scontro di placche tettoniche
le stesse che sbattono asfalto qui e là
e lasciano che scorra avarizia nei tacchi a spillo
risalga –dico- le vene e si fermi nel cuore
e abbasso lo sguardo
lasciando che tocchi le ortiche
Sembra un contagio non lo è
c’è sempre stata una voglia di sporcarsi le mani
anche qui
qualcosa d’inumano insidia le vie
si fa uomo corrompe
il poco divino che resta nei fiati
ed io sento -che piaccia o no- il rintocco dei denti
la coda arpionare la coscienza sui niente
Riposi in pace l’anima rivoluzionaria!
Non ho retorica con me
però ho intuito per la vita che infiora l’asfalto
dimestichezza con le lave che zampillano colombe
alcune diventano ghiande
altre protendono bicchieri bianchi
Io leggo sorrido persino
ma il fumo racconta la notte di freddo
il violino in un ramo di leccio
Piazza Umberto tremante di notte
e il sacco a pelo diventare pancia di lupo
Sì
interi continenti scorrono l’uno contro l’altro
non vedo angeli né scarpe ai piedi dei colombi
solo agenti di banca che vanno e vengono sui cellulari
-decidendo, sparando, suicidando, ignorando….-
Poi...non era scritto ma oltre gli scaffali appari tu
Non leggo molto ultimamente non ho voglia di violare i sogni
perdinci però questo è un bel sorriso quasi non ti riconoscevo
si torna indietro dalla devastazione-questo si che è bello scoprire-
e la carne accende desideri di gatto che in volo…
di giorno invece solo cortesie all’uscita della Feltrinelli
signore c’è uno sconto per lei
signore un cent non è segno di bontà
soltanto cattiveria in un lampo di ignavia
Pazienza…
non avrò i miei tramonti per la vecchiaia
un sogno ormai tracimare in un gabbiano
proverò a risalire sul pullman per il Park & Ride
pagherò 600 euro per due rate di auto ci rivedremo a giugno
tu sarai più grassa e più bella forse incinta
abiterai in un’altra dimensione
La mia s’ è persa lanciando pomici e lapilli
in uno scontro di placche tettoniche
le stesse che sbattono asfalto qui e là
e lasciano che scorra avarizia nei tacchi a spillo
risalga –dico- le vene e si fermi nel cuore
Due anime,
due battiti,
un bacio profondo.
Dentro il loro sguardo,
un' unica emozione,
un oasi profonda e tenera,
nella quale specchiarsi
e ritrovarsi.
Abbracciati sempre più,
si lasciano trasportare
dal sentimento.
Come un libro
dalle pagine ancora da scrivere,
scorgono la loro purezza,
la loro dolcezza,
come un bambino spensierato
davanti alle candeline
e al suo regalo.
Ed ecco che magicamente
arriva un sorriso,
il loro sorriso.
Dentro esso,
una nuova luce
li cattura,
li sorprende,
li rende felici,
spazzando via ogni tormenta.
In un turbine d' affetto
e spensieratezza,
arriva come un' onda
l' amore vero,
quello dei piccoli gesti,
quello semplice e delicato,
quello della favola a lieto fine.
Principe e principessa,
dentro il loro castello,
mano nella mano,
complici dei loro sguardi,
complici di quella lacrima
di felicità,
che rende il loro viso
perfetto e raggiante,
come una primavera sbocciata
dai nuovi colori,
dentro il loro tramonto interiore!
due battiti,
un bacio profondo.
Dentro il loro sguardo,
un' unica emozione,
un oasi profonda e tenera,
nella quale specchiarsi
e ritrovarsi.
Abbracciati sempre più,
si lasciano trasportare
dal sentimento.
Come un libro
dalle pagine ancora da scrivere,
scorgono la loro purezza,
la loro dolcezza,
come un bambino spensierato
davanti alle candeline
e al suo regalo.
Ed ecco che magicamente
arriva un sorriso,
il loro sorriso.
Dentro esso,
una nuova luce
li cattura,
li sorprende,
li rende felici,
spazzando via ogni tormenta.
In un turbine d' affetto
e spensieratezza,
arriva come un' onda
l' amore vero,
quello dei piccoli gesti,
quello semplice e delicato,
quello della favola a lieto fine.
Principe e principessa,
dentro il loro castello,
mano nella mano,
complici dei loro sguardi,
complici di quella lacrima
di felicità,
che rende il loro viso
perfetto e raggiante,
come una primavera sbocciata
dai nuovi colori,
dentro il loro tramonto interiore!
Avanza la vecchiaia
ma non è una paranza
che ancora per fame
qualcosa raccoglie
è gustosa pesca
in sportiva attesa
una danza,
di gioventù diversa.
Vecchio, di para un laccio
sì, brividi di una parolaccia
- per Scar ... Mufasa -
Bello è anziano, magari
senza aggiunta di ferro
a ponteggio ... sostegno
e chiara mente,
anziano fino all'ultima goccia
il peggio ... può pure aspettare.
Brutto è che vecchio divieni
t'accorgi da impalcature sospette
costrette a reggerti ancora
qualche altro istante
a mente offuscata, chiaramente
la speranza
Ok Simba, dove eravamo rimasti?
Ah, sì ... al non raccogliere più
ma tirar di somme e remi in barca
ma forse è meno importante
del dovere di sentirsi meno vecchi.
Miro l’alba soave, che già s’appresta
a cedere il passo alla germana aurora,
mentre la mente pensa al mio occaso,
che a lunghi passi corre verso l’Ade.
Sento Lachesi e Cloto mugugnare
ed Atropo ghignare, spezzando il filo;
Caronte già mi attende sulla sponda
per traghettar, contento, l’Acheronte.
Or lasso ed egro, ma pago d’ogni dì,
che con solerzia solidale sempre vissi
alla luce del sole e pur delle candele,
al mostruoso Cerbero m’inchino
ed indi a Minosse, giudice degli inferi,
perché mi assegni con clemenza il sito
di una bolgia infernale meno greve,
avendo già in terra io scontato il fio.
Sopra il cielo di Roma,
verso est.
Due amanti si incontrano,
una mattina come tante.
Avvolti dall'aurora
mentre il giorno
pian, piano,
prende possesso del cielo.
Giove e Venere.
Anche se lontani,
si congiungono
ai nostri occhi.
Un bacio pieno di luce,
rischiara l'orizzonte.
Un incontro furtivo
che dura fino al sorgere del sole.
Tre secondi d'amore
per poi lasciarsi
dandosi appuntamento
tra un anno.
Noi potremo vedere ancora
le loro luci
brillare nel cielo stellato.
Ma da soli,
lontani l'uno dall'altra.
Come due amanti
costretti
da un destino crudele
a vivere distanti.
verso est.
Due amanti si incontrano,
una mattina come tante.
Avvolti dall'aurora
mentre il giorno
pian, piano,
prende possesso del cielo.
Giove e Venere.
Anche se lontani,
si congiungono
ai nostri occhi.
Un bacio pieno di luce,
rischiara l'orizzonte.
Un incontro furtivo
che dura fino al sorgere del sole.
Tre secondi d'amore
per poi lasciarsi
dandosi appuntamento
tra un anno.
Noi potremo vedere ancora
le loro luci
brillare nel cielo stellato.
Ma da soli,
lontani l'uno dall'altra.
Come due amanti
costretti
da un destino crudele
a vivere distanti.
Ha sempre una porta aperta
l'ilarità
quando si lascia filtrare
quando è fantasia
che sfiora il tuo cuore .
Cosi che sei in un " tempio "
dalle pareti di cartone
e riconosci da quella piccola finestra
il tuo mare.
il tuo mare.
L'azzurro che sosta sulle montagne
è una lavagna di cartapesta
ci puoi colorarare tutto il giallo del sole
non ha tramonto e ti aspetta .
Aspetta che il brusio delle voci
che portano pensieri zittiscano
appena il sipario in semplice rosso e leggerezza
s'apre e spezza.
Guardati non sei più in platea
seduto in prima fila
ma t'agiti dentro al dramma e allo stupore .
E mentre si spengono le luci
SEI TU che conduci.
Apri gli occhi e comincia a volare ...

Foto dal web
Ai bisbigli nebbiosi dei ricordi
nascosti in ogni tuo fiordo
e ai tuoi aromi, io torno.
Tu mi abiti e mi respiri,
mi disseti ed io di te vivo.
Sei memoria,
emozioni e desiderio
quasi trama della pelle.
Segni ogni piega
come rigagnoli di acqua sorgiva
terra desiderosa.
Tornerò sempre al tuo cristallo
perché accogli e coccoli
comprendi e stemperi l’affanno
fino ad ammansire il cuore.
… Resto qui,
sui tuoi fianchi spumosi,
sul tuo sale, profumo che sazia.
E qui tornerà, fino alla fine,
la mia anima screpolata
e la mia anima ebbra
e tu abbraccerai tutti i miei veli
senza dire parola…
nascosti in ogni tuo fiordo
e ai tuoi aromi, io torno.
Tu mi abiti e mi respiri,
mi disseti ed io di te vivo.
Sei memoria,
emozioni e desiderio
quasi trama della pelle.
Segni ogni piega
come rigagnoli di acqua sorgiva
terra desiderosa.
Tornerò sempre al tuo cristallo
perché accogli e coccoli
comprendi e stemperi l’affanno
fino ad ammansire il cuore.
… Resto qui,
sui tuoi fianchi spumosi,
sul tuo sale, profumo che sazia.
E qui tornerà, fino alla fine,
la mia anima screpolata
e la mia anima ebbra
e tu abbraccerai tutti i miei veli
senza dire parola…
Si fa di pianto l’amore che si è spento,
d’ardor la rabbia d’averlo perso,
un sogno lungamente custodito nel cuore.
L’allegria vien sostituita dalla malinconica tristezza,
consolante amica della solitudine,
gioco infausto d’un perfido destino.
Vagabonda l’anima nel patio dei ricordi,
aprendo le porte su d’un passato immobile,
racchiuso dentro le stanze dei giorni vissuti.
Rimarranno solo parole, versi scritti,
musica ascoltata sotto una manciata di tempo,
il ballo di una indimenticabile sera,
stretti e persi nell’oblio d’un amore vissuto.
Si fa per dire che ascolterai e cercherai,
sicuramente col il tempo dimenticherai.
d’ardor la rabbia d’averlo perso,
un sogno lungamente custodito nel cuore.
L’allegria vien sostituita dalla malinconica tristezza,
consolante amica della solitudine,
gioco infausto d’un perfido destino.
Vagabonda l’anima nel patio dei ricordi,
aprendo le porte su d’un passato immobile,
racchiuso dentro le stanze dei giorni vissuti.
Rimarranno solo parole, versi scritti,
musica ascoltata sotto una manciata di tempo,
il ballo di una indimenticabile sera,
stretti e persi nell’oblio d’un amore vissuto.
Si fa per dire che ascolterai e cercherai,
sicuramente col il tempo dimenticherai.












