Percorri sentieri
Che non hanno via d'uscita
Ma solo profumo di glicine rosa.
Vale un respiro d'amore sospeso
Come attimo di luce soffusa.
Cuore in tumulto sulle sponde del lago,
Respira nebbia leggera,
Si dilata..
E abbracci pensieri
Che s'aprono alla speranza
Di un giorno di sole.
Verrà un brillio, un barlume...
Sulle radici che tenere si saldano,
Nell'antico rituale della vita.
Che non hanno via d'uscita
Ma solo profumo di glicine rosa.
Vale un respiro d'amore sospeso
Come attimo di luce soffusa.
Cuore in tumulto sulle sponde del lago,
Respira nebbia leggera,
Si dilata..
E abbracci pensieri
Che s'aprono alla speranza
Di un giorno di sole.
Verrà un brillio, un barlume...
Sulle radici che tenere si saldano,
Nell'antico rituale della vita.
10 commenti
Potevi trovanne uno mijore
e ’nvece te sei scerta er peggiore.
Cavoli tua si stai a rosicà,
so quer che sono, nun posso più cagnà.
Me piace amà, si, ma a modo mio
matina, sera, notte è tempo mio,
nun voglio tralascià ogni momento
pe manifestà er sentimento.
Tu, invece, sei regolare
‘n tempo pe vivere ‘nartro pe amare.
‘Nfà pe me ! Sarò pure ‘ndissoluto
ma all’amore ho sempre creduto.
Fatto al sole o sotto le lenzola
è sempre amore e con lui se vola,
tra mille carezze affettuose,
anche le volte c’hai le tu cose.
Nun so nemmeno ‘nbambolone
da esibì ad ogni occasione,
nun me ritrovo nemmeno ‘n pochettino
a fa la fine der ritrattino
pe riempì l’album da raccolta
de na schiera d’omini folta.
Allora a potemo terminà
sta sceneggiata nun se po’ commentà !
Prima che me dica che t’ho abbandonato
e che io te risponna “ Core core ‘ngrato “.
e ’nvece te sei scerta er peggiore.
Cavoli tua si stai a rosicà,
so quer che sono, nun posso più cagnà.
Me piace amà, si, ma a modo mio
matina, sera, notte è tempo mio,
nun voglio tralascià ogni momento
pe manifestà er sentimento.
Tu, invece, sei regolare
‘n tempo pe vivere ‘nartro pe amare.
‘Nfà pe me ! Sarò pure ‘ndissoluto
ma all’amore ho sempre creduto.
Fatto al sole o sotto le lenzola
è sempre amore e con lui se vola,
tra mille carezze affettuose,
anche le volte c’hai le tu cose.
Nun so nemmeno ‘nbambolone
da esibì ad ogni occasione,
nun me ritrovo nemmeno ‘n pochettino
a fa la fine der ritrattino
pe riempì l’album da raccolta
de na schiera d’omini folta.
Allora a potemo terminà
sta sceneggiata nun se po’ commentà !
Prima che me dica che t’ho abbandonato
e che io te risponna “ Core core ‘ngrato “.
Oltre a comprendere la fatalità del senso
terse compiacenze diluite al caso
e si limitò a defluire com’acqua piovana
dal luogo buio di forca inumana
al nulla tacitato all’avvenuto scollamento
isolamento anestetizzato all’evento.
Ancora il vuoto in parole scorsoie
la mente, solo per vederle navigare sole
solo per gettarle alla rinfusa nel covo
l’orgia di solitudine annaspante bava.
Tutto torna al fine prima della rima
quella presunta poesia a imitare l’anima
non prima d’ornare la posa in scacchiera
quel tanto che basta per invitare la penna
a sdraiarsi complice alla sua mite vena.
terse compiacenze diluite al caso
e si limitò a defluire com’acqua piovana
dal luogo buio di forca inumana
al nulla tacitato all’avvenuto scollamento
isolamento anestetizzato all’evento.
Ancora il vuoto in parole scorsoie
la mente, solo per vederle navigare sole
solo per gettarle alla rinfusa nel covo
l’orgia di solitudine annaspante bava.
Tutto torna al fine prima della rima
quella presunta poesia a imitare l’anima
non prima d’ornare la posa in scacchiera
quel tanto che basta per invitare la penna
a sdraiarsi complice alla sua mite vena.
Condivisione all'universo di frasi fatte e rifatte
noto con stupore pietre ruvide accendersi
filtro il tempo con stupore sconosciuto
intanto il mio io sconosciuto emerge
le dita si muovono con decisione
e gli occhi le seguono gioiosi …...
Nella quiete di questo silenzio fittizio ed artificiale
osservo immobile il grande Cielo blu
ed in esso le stelle danzano intorno
ad una grande e fredda Luna.
La brezza della notte
è la fredda carezza di un cadavere sul mio viso;
qui ora tutto tace, perfino le rumorose fabbriche,
da cui sono circondato,
ora sono enormi pachidermi silenti e trapassati.
Nella mia illogica mente
penso che sia colpa dell’inverno,
ma non è affatto così.
Ed anche se la mia mano trema un po’,
non posso fare a meno di addentrarmi
in questo Mondo ormai Morto,
sembrano passati secoli, è vero;
ma l’orologio mi ricorda beffardo,
che sono passati solo pochi minuti
e che la colpa di tutto
è solo del mio Spirito irrequieto
che ancora non si rassegna
alle dure regole della Realtà
e se ne inventa una tutta sua,
nella quale ancora s’illude di essere Libero
ed Invincibile.
Ma la triste verità
è che è prigioniero di questo Corpo limitato
che lo trattiene e lo lega a questa Terra
come la più dura ed inespugnabile delle prigioni;
una condanna più dura di un ergastolo
per qualcosa di etereo come l’Anima,
per questo si dimena ed ulula nel mio Petto
in questa notte immobile.
D’osservazioni delicate e penetranti
-ti vorrei
-ti vorrei
- come vasto anfiteatro che abbraccia i miei silenzi
- d’intelletto libero
che segue le sue leggi chiarissime;
che segue le sue leggi chiarissime;
-d’aspirazione d’arte sul mio corpo
che osi guardarmi dove saggi odor di sale.
-E scivolarti vorrei -dove grida l’amore
--dove mi resti nello sguardo
-fino a sfilarsi ogni cosa
-con riguardo arcano
quasi pagano e poi cristiano.
quasi pagano e poi cristiano.
Fino alla sommità
-della nostra similitudine
fatta d’un velo leggerissimo
-sorretto dalle nostre corde tese
da una fantasia insolita fino essere felici
-come fosse amore eterno
senza pretese.
senza pretese.
E se piove ancora
-ti vorrei
-ti vorrei
per arrossare il fuoco
- col tuo odore sincero
-la tua fluttuazione intorno
la mia orlatura- il mio ornamento.
Con la tua proposta
Con la tua proposta
dal singolare sapore di profanazione
d’effusione mista a lacrime
-per incontrarsi poi-nella gloria postuma
nella mia parola voluttuosa:
Quando ti vedrò ancora?



La solitudine è un'insegnante severa,
mi ha svelato il senso della realtà,
a contar su me stesso
e ad affrontare i rischi della società;
a saper piangere nel cuor della notte con umiltà ,
ad aver pazienza e rispetto con chi non ne ha.
Mi ha indicato la strada della verità,
ad esser sincero e generoso con vera umanità,
a riconoscere la maschera della falsità
e a lumeggiar gli spazi immensi dell'oscurità.
La solitudine mi ha insegnato il vero amore,
a decantar passioni che aiutano a sognare
e a vedere tutto ciò che non sapevo di avere.
Mi ha insegnato a comprendere,
ad apprezzar la vicinanza di chi ha voluto restare
e perdonare chi purtroppo non mi ha saputo amare.
La solitudine per chi sa attendere e capire
diventerà l'unica luce in grado di illuminare
senza mai pretendere né tradire.

Il filo che ci unisce
Quel filo simile a una sottile speranza di averti, come in quella spensierata mattina.
Le nostre mani intrecciate ed unite dall’ emozioni provate.
La colazione al bar a mordere lo stesso cornetto, dopo una sera passata a ballare.
Il filo dei ricordi, che ritorna ad una canzone che ascoltavamo insieme.
Mentre tu guidavi ed intanto io ti osservavo , e la cantavo.
Noi passione e musica e tante esperienze, il calcio sì anche quello si guardava.
Poi le risate, le coccole i pomeriggi e le notti a far l’ amore stretti uniti e vicini.
Noi e nulla contava, nulla ci importava ebbri di felicità una coppia splendida.
Tutti ci definivano, così perfetta una fusione totale di anima e intesa.
Una famiglia perfetta, di colpo la botta mi hai detto una notte con un filo di voce non ti amo più
Il vuoto , il gelo tutto mi è passato davanti il nostro matrimonio volevo strozzarti.
Non l’ ho fatto non potevo , eri comunque l’ uomo che amavo.
Il filo ormai si è spezzato quella famiglia , non esiste più ma il legame c’ è nostro figlio.
Ora per favore la parola amore,, per me non esiste più.
T'intrecci come foglia
fievole sul mare e cancelli le ore.
E' li che appari come una corda dipinta di cielo
come un canto pieno di cuore.
Sei quella luce che occupa lo sguardo
senza proferir parola .
Sei quel fiore misterioso
mai raccolto che vive la notte .
Peccato che non sei "teatro "
di occhi e di sospiri.
Ma viaggi in semplice luna sospesa
quando chiudiamo gli occhi !

Foto dal web
fievole sul mare e cancelli le ore.
E' li che appari come una corda dipinta di cielo
come un canto pieno di cuore.
Sei quella luce che occupa lo sguardo
senza proferir parola .
Sei quel fiore misterioso
mai raccolto che vive la notte .
Peccato che non sei "teatro "
di occhi e di sospiri.
Ma viaggi in semplice luna sospesa
quando chiudiamo gli occhi !
Foto dal web
Al cospetto degli olmi,
il sole m'illumina della più eterna delle penombre.
Vita,
gloriosi attimi di pensante attesa,
schiva esistenza quella che mi consola.
Desidero rifuggire ogni amore,
intimorito dalla solitudine a cui esso conduce.
Osservo le farfalle colorare il verde del prato,
come macchie di speranza nella monotonia dei miei giorni,
grida nella tempesta,
tuoni nella notte,
attimi interminabili.
il sole m'illumina della più eterna delle penombre.
Vita,
gloriosi attimi di pensante attesa,
schiva esistenza quella che mi consola.
Desidero rifuggire ogni amore,
intimorito dalla solitudine a cui esso conduce.
Osservo le farfalle colorare il verde del prato,
come macchie di speranza nella monotonia dei miei giorni,
grida nella tempesta,
tuoni nella notte,
attimi interminabili.
Tic
Tac
Tic
Tac
Qui
tutto
si ode
È
il silenzio
che non conosco
più
e ogni cosa
avvolge
in questo
luogo
Poderosi muri
abbraccio
del gigante
e le finestre
occhi
a scrutarti
dentro
Crepita
s o f f i a
respira
il ciocco
acceso
e la canna
tira su
f u m o
che si dilegua
al vento
oggi dolce
leggero
freddo
Tic
Tac
Tic
Tac
Insiste
il Tempo
in questa
p a u s a
Tac
Tic
Tac
Qui
tutto
si ode
È
il silenzio
che non conosco
più
e ogni cosa
avvolge
in questo
luogo
Poderosi muri
abbraccio
del gigante
e le finestre
occhi
a scrutarti
dentro
Crepita
s o f f i a
respira
il ciocco
acceso
e la canna
tira su
f u m o
che si dilegua
al vento
oggi dolce
leggero
freddo
Tic
Tac
Tic
Tac
Insiste
il Tempo
in questa
p a u s a
Spumeggia irto il dolore sul vuoto
irriconoscibile sussurra inchiostro d’io
parole morte zampillanti
eterei incanti d’intervallo
dal sé naufrago di quiete e d’appartenenza.
Sfuma ricami notturni l’arrendevolezza
morente esilio al soffitto e dilania
effluvi d’anima assurti alla volta.
-Vedi- un’altra volta il cuscino accoglie l’ombra
la cinge delicata in nervature acquiescenti
abbraccia il riposo del cuore morente.
L’onirico si concede grazia
e corpo dilagante fluisce mare
in un tempo singhiozzante amore.
irriconoscibile sussurra inchiostro d’io
parole morte zampillanti
eterei incanti d’intervallo
dal sé naufrago di quiete e d’appartenenza.
Sfuma ricami notturni l’arrendevolezza
morente esilio al soffitto e dilania
effluvi d’anima assurti alla volta.
-Vedi- un’altra volta il cuscino accoglie l’ombra
la cinge delicata in nervature acquiescenti
abbraccia il riposo del cuore morente.
L’onirico si concede grazia
e corpo dilagante fluisce mare
in un tempo singhiozzante amore.

Cosa rimane di noi
se i nostri giorni divergono
e i nostri venti si disciolgono
sparpagliandosi
disperdendo
le sementi che abbiamo curato
e non ci sono nuove fioriture a rallegrarci?
Cosa rimane di noi
se abbiamo chiuso nel bunker
ogni emozione
e se il mio petto giorno dopo giorno
non incamera più
quelle fiammelle accese
atte a far vibrare di passione il mio fiato?
Apro lo scrigno della memoria
per ricordare i momenti di grande felicità
che m’incitano a non mollare mai
spronandomi
a percorrere quei passi miracolosi del cuore
che accorda melodie di magici riflessi
ad imbrigliare la luce di cristallo
che eleva al cielo quel fulgore che illumina
riaccendendo pensieri arditi:
- fiammelle d’infiniti desideri –
Ogni mattina mi immergo in questo immenso mare, chiamato vita
e salendo sulla barca di nome giorno,
isso la bianca vela che si inerpica sull’albero della libertà....
Parto per nuove esplorazioni e strabilianti conoscenze,
ogni giorno navigo, spingendomi oltre,
sospinto dai venti che soffiano, sempre verso altre frontiere.
Questo mare voglio continuare a esplorare
per scoprire cosa c’è oltre quello che la realtà ci dà da vedere,
senza porre limiti alla mia fantasia
che sa farmi vedere mondi veri, che non saranno mai visti dai più.
Una sfida con me stesso, che ripeto ogni alba,
l’accrescere e il saziare, quell’inaudita fame di conoscenza,
che non riesco ad appagare.
e salendo sulla barca di nome giorno,
isso la bianca vela che si inerpica sull’albero della libertà....
Parto per nuove esplorazioni e strabilianti conoscenze,
ogni giorno navigo, spingendomi oltre,
sospinto dai venti che soffiano, sempre verso altre frontiere.
Questo mare voglio continuare a esplorare
per scoprire cosa c’è oltre quello che la realtà ci dà da vedere,
senza porre limiti alla mia fantasia
che sa farmi vedere mondi veri, che non saranno mai visti dai più.
Una sfida con me stesso, che ripeto ogni alba,
l’accrescere e il saziare, quell’inaudita fame di conoscenza,
che non riesco ad appagare.
Ti sei accorto che le nuvole
non sono mai le stesse?
e queste hanno un colore straordinario:
l’acqua mai ha smesso di credere,
ci vede passare e sparire nel niente
ma non è l’inferno a pesare in faglie segrete.
Ti sei accorto di quanto rimorso
attraversa i deserti?
Laggiù le braccia vuote degli ulivi
e un profumo si spegne
mentre Plutone candido spettro
bisbiglia di ansie e timori
ogni grado. Perfino
le crepe nei muri e le fughe
il lato oscuro della luce
e quanta sete caduta dagli occhi.













