Proprio un bel sistema
ride, anzi u-ide
girando colpe come assegni
con tutto il firmamento intorno
l'Ozio, per muoversi un pochetto
alzando pigramente il dito
disse alla Virtù, sua amante
eletta per affinità e diletta:
-Senti gioia, se non t'annoia
facciamo un bel giochetto? -
E così, tra uffa e sbuffa
con dai muoviti e fai presto
( assieme a tutto il resto )
a tempo giusto al mondo
venne un bel vizietto!
miei discorsi
sparsi sul
letto ordinato
sfilano le folle
di fratelli
destinati alle
corriere
come me,
una sacca
vuota color
sabbia
e poche cose
per riempire
il vuoto
introspettivo.
La mia
figura
riflette sul
finestrino
uno sconosciuto,
indispettito
serro i bulbi
e m'incammino
nei sogni.
Nel tormento del incerto assoluto comparve l'estasi del dolore
che trafisse l'anima con lunghe spine.
Rese viva l'esistenza, le concesse la forza del pensiero.
Indusse ogni singola emozione verso i “sentieri dell'anima” che
portavano alla quiete dello spirito dopo un vagare triste e incerto.
In una notte, notte senza tempo si materializzarono ancestrali vicissitudini.
Tra lampi e tuoni tremò l'intelletto e il verbo divenne amore.
Se dovessi rincorre la solitudine d'una luce accesa,
spegnerei quella clessidra di vetro,
da troppo tempo logorata dalla polvere d'una stella cadente.
Se avessi la forza di graffiare le infinite trame tessute
dalla tristezza scolpirei sulla sabbia i tuoi occhi di cristallo.
Se la malinconia d'un vascello in fuga verso l'orizzonte,
ascoltasse i nostri lamenti, costruirei una piramide per racchiuderli dentro.
Se gli interminabili se che camminano insieme a noi,
rimanessero solo dei se, troverei il coraggio di sussurrare il tuo nome al vento.
Se un raggio di sole riflettesse nel tuo sguardo il labirinto che ci imprigiona,
vagherei per l'eternità alla ricerca del tuo amore.
Se ancora una volta potessi sfiorare con le mani il tuo viso,
resterei lì fermo a osservarti per ore nel silenzio d'una tempesta.
Se negli stralci di queste frasi potessi cancellare le incertezze,
forse mi ritroverei accanto a te.
Se d'un tratto scomparissero i vampiri che volano nelle stellate notti,
mi siederei ancora con te su quella panchina triste e fredda.
Nel calore d'un acceso fuoco annegherei il mio amore e con
infinita dolcezza cullerei i tuoi meravigliosi occhi di cristallo.
“Gocce di rugiada lentamente scesero giù dalle foglie,
sguardi lontani s'intrecciarono, s'osservano.
Piccole ombre nascosero il volto. Lontano un bagliore scoprì gli occhi.
Immagini sbiadite, lassù vissero ancora.
Burattini come equilibristi corsero lungo il filo della vita.
Risero, piansero, poi in silenzio morirono.
Grida nel silenzio, qualcuno ascoltò. Nell'oscurità occhi di cristallo brillarono, sorrisero.
Ancora una notte è trascorse, una notte senza tempo...”
Continuò la tempesta s'aprirono porte e finestre, si chiuse l'anima
in se stessa a cercar riparo dalle folgori. Il tempo si tramutò e nel passato annegò mentre fuori tutto era scuro. La notte urlò, il cuore sanguinò,
Ti cercai nei crepuscoli estivi, ti cercai sulle spiagge deserte.
Il vento spazzò via i tramonti lunari, piegò in due evanescenti realtà,
soffiò sul tuo viso di rugiada, dove eri?
E dove erano i tuoi occhi di cristallo?
Dirupi immensi intorno a me, scogliere di ghiaccio si sciolsero,
sussurrarono il tuo nome. Eternità latenti dipinsero paesaggi lontani,
sprazzi d'azzurro cancellarono i solchi della vita, piccoli ramoscelli s'intrecciarono,
tenere foglioline sorrisero alla terra, sensazioni fuggevoli piansero.
Echi dispersi nelle nebbie di tempeste stellari
ricordi velati da rigagnoli di sabbia,
fiumi di papaveri imbevuti di rosse emozioni ti invocarono.
Ti cercai sulle rocce dei sentieri, sulle ali delle statue,
ti cercai nelle maree scolorite della sera, ma invano gridai,
mi disperai. Invano mi chiesi dove eri.
“Fruscii d'un tempo immaginario soffiarono lontano.
Sprazzi d'azzurro scomparvero all'orizzonte.
Ricordi persi nelle notturne tenebre, ricordi sospesi, immagini stampate
sulle onde dei mari.
Pensieri... Solo delusioni dimenticate in un angolo”
Guardai lontano nel tempo, rividi un volto, ricordai.
Poi chiusi gli occhi e sognai.
“Ecco finalmente apparir la fine del sentiero.
Tutto ora e più chiaro.
Pace trova l'anima nel freddo fluire delle nubi,
mentre un argenteo viso di donna resta impresso
su uno scuro foglio fra mille sensazioni floreali”
irrimediabole asfissia.
ogni qualvolta compongo un passo- sento il mio vuoto;
- oltre me!

di pioggia e margherite
ed il mar mi si siederà accanto
in questo accento di luna
come eco di stelle randagie
fra lacrime di carta e poesia.
E ti dimenticherò, sì,
come granaio di cielo
spogliato di luce,
come tramonto d’inverno,
come lettera di cuore stracciata,
come primavera nel deserto.
Tesserò un raggio
di pioggia e margherite,
cicatrice d’amore,
foglia sulle rive.

Nel disprezzar ciò che hai ricevuto,
ancor ti nutri
di ciò che hai deriso.
Sai che ti dico?
Mi fai pena
povero mendicante di sesso.
Non confonderlo con l’amore
non ti è concesso,
non riusciresti a comprenderlo.
Accontentati di raccattare
altrui rifiuti nell’illusione
d’un ebbro sogno d’amore.
Non riuscirai a scorger luce
ove non scaturisce puro sentimento
a infonder gioia
nell’unicità di fusione.
Rotolati bene
nella lussuriosa perversione,
ne emergerai profumato di rispettabilità,
puritano agli occhi del mondo
povero accattone per chi conosce la tua anima.
Pensi di possedere la purezza dell’anima?
Se dovessi cercarla non la troveresti,
ma… Non temere, si sarà voltata di lato
coprendosi occhi per non vedere e orecchie per non sentire,
Ti è rimasta a sostegno quella oscura,
come il tuo cuore.
Spettatore in prima fila
Il giudizio del mondo
a elogiare
la mente del tuo inferno.
e abbandonati nel silenzio.
Come un fiume in piena
strariperò su di te,
dentro una tempesta senza fine!
Ti cercherò
tra un' onda maledetta
e il sole più caldo,
fino al tramonto.
Disegnerò sulla tua bocca
un vortice di desiderio.
Raggiungerò le tue follie
e le farò mie.
Respirerò l' aria intorno a noi
e la trasformerò in passione.
Con la dolcezza di uno sguardo
e un graffio felino,
ti porterò su un isola deserta.
Insieme saremo il sole e la luna.
Il bacio più dolce e salato..
un' unica cosa..
è fesso quel soggetto
che non conclude niente,
quel propriamente detto
coglione e deficiente.
Però io vi consiglio
di non fidarvi troppo
a volte quel tal figlio,
come il falso zoppo,
da buon cerimoniere
fa il fesso per mestiere.
Scruta, osserva, squadra
segue, ascolta, sente,
continua la sua strada
da poco intelligente
e al momento giusto
molla la sua pacca.
Sul retro del cappotto
o della vostra giacca,
vi troverete scritto:
Amico, il fessacchiotto
sei tu che l'hai creduto
io sono molto dritto
accorto, furbo e astuto;
lo scrivo con il gesso
sei tu il vero fesso.

Mi rifugio le nuvole mi attendono , mi proteggono.
Sono soffici come panna montata, c' è un ' atmosfera incantata.
Sono dolci come zucchero filato, golose come il cioccolato.
Un raggio di sole mi guida, in quel paesaggio azzurro morbido e bianco.
Ecco ora qui non mi stanco, mi riposo e mi godo il panorama e questo cielo azzurro.
Odo solo sussurri e voci di angeli, che sono qui con me in questo spazio dove il tempo non è scandito.
Qui non esiste la violenza, c' è solo pace e tranquillità, è l' oasi della serenità.

Tornato è l'autunno
e come un'opera pittorica
ci dipinge i suoi colori
e le sue sfumature pacate.
Stamattina batte il maestrale
come un picchio alla finestra
ed una trottola di foglie
gira con costanza
mulinando nell'aria,
assecondando
il vento nella sua opera.
Adesso
le ombre s'allungano molto presto
per colpa delle nuvole
che sovente coprono il sole
riflettendosi sui muri
mentre il cielo
sembra una tessitura d'acque
avendo i meriti di donarsi a noi
che lo respiriamo
nel mutamento di luce
di una formula
di variegata fusione.
non era una scusa, un tempo sognavi in bianco e nero.
Aprivi le finestre per far entrare il sole, ...
ma non t’accorgevi che era notte e la luna ti stava a guardare,
nonostante ciò, imperterrita continuavi a colorare
i giorni con il cuore.
Restavi in casa senza mai uscire
e io in silenzio ti guardavo sognare.
Una notte hai disegnato le stelle sul soffitto
per avere nella tua vita i loro colori,
non era una scusa, il tuo gatto ti faceva le fusa
mentre tu te ne stavi per ore a pensare.
Tutto il tuo tempo lo passavi tra quelle quattro mura,
tenendo la luce accesa anche quando dormivi,
perché non volevi che le ombre ti venissero a far compagnia.
Non avevi mai un sorriso o una lacrima di pianto,
eppure ridevi senza nessun rimpianto
da sola senza nessuno accanto, sapevi di bastarti.
Oggi ti ho vista immersa nei tuoi pensieri
nulla è cambiato, sembravi la ragazza di ieri,
portavi lo stesso vestito con tutti i fiori,
con i tuoi lunghi capelli neri.
Non è una scusa, nei miei sogni da sempre dormi,
piccolo fiore non te ne andare resta qui con me
dipingiamo la notte di desideri, per una volta sorridi,
questa notte scaldiamo una lacrima con l’amore.
Son folle io che mi ostino a volere il mare
sempre blu?
Son folle io che cerco nei fiori l'odore dei fiori?
Sarà forse la mia follia a pretendere che il pane sia sempre
fragrante e che fragole e ciliegie mantengano intatta
la loro virginea dolcezza?
Sono folle io, quando cocciuta, testarda continuo ad illudermi,
a sperare, a ricercar ovunque qualcosa che sappia di buono?
Si...io son folle. Conservo e preservo la mia follia
dalla calunnia, dal formalismo, dalla finzione.
La immergo in un vaso trasparente per mostrarla a tutti e
le do acqua:
tanta acqua fresca e trasparente per evitare che appassisca.
Questa è tutta la mia follia ed io... non riuscirò mai
a non esser folle io...













