La tua pelle è la mia ombra
Senza di te mi sento vuoto
Riempio il cielo di pensieri 
Cadono gocce infrante
Sulle fronde delle mie spalle 
Se non vuoi cercarmi 
Non posso farci niente 
Le strade sono immense
Oscillano sentimenti 
Strappati al rumore del silenzio 
Il nostro amore apparteneva
A un indicibile destino 
Penso ancora a quel bacio
Le tue labbra sciolgono il tempo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ah luna, luna, lunella...
bella, janca e ttonna...
allumma, schiarisce
e abbagliame 'e suonne.
.
Fa ca ogni ccriaturo
nun appena se sceta,
trova pace e ammore
'int'a ttutto 'o pianeta.
.
Fa ca ogni mamma,
ca p' 'o figlio sujo
lotta e ccumbatte,
tene sempe astipato,

nu pietto chin'e latte.
Fa ca vicino a ogni culla
nce sta na nunnarella,
ca canta na ninna nanna

a na bbella nennella.
.Fa ca 'int'a ogni ccasa
cresce nu criaturo,
ca tene annanze a isso

nu luongo futuro.
.Fa ca tutte ll'uocchie
abbrillano pe na cosa c'abbaglia
e nno pe nu fuoco 'e paglia

ca c' 'o calore se squaglia.
.Fa ca ogni vvocca
sarrà 'e zucchero chiena
e nun pruvarrà maje

ll'ammari d' 'o vveleno.
Fa ca ogni nnaso d' 'e mmagnolie
sentarrà sempe ll'addore,
maje fieto 'e cuorpe accise

e ccu 'e stentine 'a fore.
.Fa ca ogni mmana,
astregnarrà n'ata mana,
pecché tutte aunite

se va cchiù lluntano.
.Fa ca tutt'e 'e piede,
se nfunnarranno sulo
d'erba nfosa 'e rugiada

e nun calpestarranno
cchiù 'o sanghe
d''e cuorpe marturiate.
Fa mmodo ca ogni nnave

quanno trase 'int'ô puorto,
trova nu faro ca 'a guida
e lle dà cunfuorto.
Fa ca femmene e uommene

nun se faranno cchiù 'a guerra
e cca nce starrà tant'armunia
fra tutte 'e popole d' 'a terra.
Fa ca 'stu quarto 'e vita

ca mm'è rrummasa,
pozza essere avvellutata
comm'a na stola 'e raso.
Luna, lunella prumiettene

ca quanno arriva 'o mumento,
me purtarraje ngiro
ncopp'a nu carro argiento.
'O ssaccio, 'o ccapisco...

ca ognuno fa chello ca po' ffa',
però luna luna, lunella bbella,
vide si mme può accuntentà.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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C'è una luce che attraversa il mio giorno
un filo d’oro che scivola tra le foglie
illumina il tuo sorriso prima ancora che io lo veda
è un abbaglio dolce che ferisce senza dolore
che mi fa tremare e ridere nello stesso istante
cammino tra i riflessi del sole sulle case
ogni lampo un piccolo miracolo
ogni raggio un invito a perdermi
a respirare l’aria intrisa di felicità
come se il mondo intero si piegasse al battito del cuore che ti cerca
e tu luce mia sei ovunque
tra le pieghe del vento nei petali aperti
nell’abbaglio improvviso di un cielo senza nuvole
la gioia diventa un fiume e io mi lascio trasportare
senza paura con le mani aperte a toccare l’infinito tra me e te
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Le sabbie del tempo
graffiano il viso,
e l'umido umore si
infrange sulle ciglia.
Ed è questa potenza
che ti avvolge sotto
sibili e gemiti,
ti travolge e dilata.
Ed è pace nel frastuono,
è unione nel distacco,
è sequenza nelle onde.
Nella sera ci saranno
forse, ancora,
i lamenti 
delle nubi.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Su questa terra di cemento,
dove i muri crescono come alberi morti
e l’aria sa di polvere,
sono nato con gli occhi rivolti al cielo.
Nel sonno vedo un mare di sabbia,
dune che respirano,
creature lente che cambiano forma,
grani d’oro che sfuggono alle dita
per farsi vento.
Ho inseguito quell’orizzonte,
ma sono caduto in un miraggio d’amore,
un’oasi di acqua finta,
catene di seta che stringono dolcemente,
un giardino recintato
dove i fiori non hanno radici.
Qui non esistono sbarre,
non c’è guardia né chiave,
eppure i pensieri camminano in cerchio,
senza mai trovare il varco.
Il tempo scorre come sabbia bagnata,
pesante, senza canto,
e il sole della libertà
non filtra oltre queste mura invisibili.
Ma nella cella dei miei sogni
il vento del deserto entra ancora,
e so che un giorno
sarò uno di quei granelli
che il cielo porta via.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Dietro alle frasi c’è un respiro sospeso
un cammino segreto tra ombre e desideri nascosti
dove il silenzio pesa più di qualsiasi parola
dietro a un tocco un amore rubato
dietro agli sguardi emozioni che tremano senza voce
tracce di te scorrono tra i sospiri
come sabbia che sfugge tra le dita
e ogni istante diventa eterno e fragile insieme
chi sei in questo spazio sospeso tra sogno e realtà
tra la luce velata e l’oscurità dei desideri mai detti
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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I pazzi non hanno occhi di cielo 
risucchiano il midollo dei loro amati 
spolpano la carne alle ossa privi di zelo
delle loro prigioni sono ammaliati 
come un bambino dal fiocco azzurro che pende dal suo lettino 
Hanno la testa di carta velina e
pensieri fragili come burro
Sono risucchiati nella loro interiorità 
dalle voci che fanno sgretolare la loro dignità 
Non c'è poesia che possa addolcire 
il delirio che ovunque si mostri 
Porta l' uomo a regredire.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Ospita la luna

Romanzi di speranze,

Intreccia i nostri echi,

Zittisce il battito dei dividendi.

Zagare dei ricordi

Omettono il nostro tempo,

Nulla ci colora d’eterno

Tranne il perimetro del cuore,

Esule petalo d’amore.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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In quest’ora tarda,
dentro un velo rumoroso di tristezza,
si intravede un domani senza alba.

Io sono qui.

I frammenti riemergono
senza risposte
alle verità del mio cuore.

Gli errori brillano nitidi,
ma restano muti
ai quesiti mai chiesti.

Il vuoto sovrasta i sogni,
apro la mano
e vedo soltanto i solchi del tempo.

Quale essere contorto
ha forgiato la mia vita?

Ancora piove nei miei occhi
per incertezze inghiottite,
per errori —
errori mai confessati.

E allora prego
di non assopire la passione,
di lasciare spazio all’amore,
perché non diventi
un pallido pentimento.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Lasciami un bacio
In quella strada sperduta 
Senza respiro 
Verso un'altra condanna
I tuoi occhi velati
Dall'oscurità di un sorriso
Mietono la quiete
Dello spazio infinito 
Tracce di rosso
Sulle morbide labbra 
Guardami
Guardarmi ancora
Nel cielo terso
Di un'infinita giornata
Sfiorando con le tue dita
L’amore per le onde proibite
L'estasi di un istante 
Prevale nell'anima
Piccola luce
Di un'immensa spiaggia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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I momenti di felicità paion
bolle di sapone:
non hanno vita lunga e spesso

durano poco più di un respiro.
Quando si gonfiano e, baldanzose,
volano verso l'alto,

sembra che vogliano andare
chissà dove:
hanno l'ambizione del cristallo,

solo perché, sollevandosi,
mostrano riflessi in trasparenza.
Diventano più resistenti

quando, attaccandosi ad altre bolle,
creano colorate immagini
e catturano, come fotografie,

tutto ciò che le circonda:
un albero, l'azzurro del cielo,
i bianchi petali di una margherita.

Così è la vita: bella, ma fragile.
Come una bolla di sapone
può rompersi all’improvviso

e cadere rovinosamente al suolo.
e di essa non rimane altro
che una scolorita pozzetta d’acqua,

Riverberi di ultimi riflessi:
sprazzi colorati ed effimeri
di felicità.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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L’estate non la sopporto più, è un peso.
È un giudizio severo nelle pieghe di muri
che non sono stati mai saggi.
Passato il quindici d’agosto,
finalmente,
mi sento uscire da una prigione di luce.

Da piccolo, invece, era tutto un altro mondo.
Era la stagione dei bauli antichi,
che sbadigliavano legno e segreti in corridoio.
Mia madre impacchettava sospiri con le lenzuola, io soffocavo insetti
da dare in pasto a una pagina di Poe.

La meta prefissata:
sempre sbagliata secondo gli adulti;
d'un misterioso avanzo, sempre troppo per me.

Fattomi esploratore, indigeno di quelle valli silenziose. La noia era un’idea per vecchi; io avevo da fare: domare il rio, studiare le formiche in marcia, i giochi mortali in colossei d'argilla
tra gli astici.

Volevo a tutti i costi meravigliarli. Tornare con una trota, con un cristallo, con qualsiasi cosa potesse fermare per un attimo i loro sguardi altrove.

Il giorno del ritorno curvava in una malinconia strana, dolcenera come il succo di mora: finiva quell’avventura
imprecisata
ma iniziava il non-ricordo.

Poi, un anno, non so quando, accadde. I boschi diventarono muti. I prati, piatti. I miei libri erano tutti già letti. Il frinire dei grilli non era più una canzone ma il ticchettio di un orologio infinito. Quella luce abbacinante non prometteva più niente per me, solo la mia immobilità.

Capii allora di essere stato escluso dalla festa.
Il mondo era lì, intimo e feroce, e io ero in vetrina, fuori a guardare chi fosse la puttana.

Ora, ai primi caldi, è sempre così.
La luce scava senza pietà ogni errore,
illumina ogni crepa, ogni solitudine.

Siamo inchiodati al nostro posto,
senza sindoni a coprire il banale
mentre ci cambiamo il costume
s'una riva di mentecatti.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Sempre fermo se ne sta,
Regna incontrastato la città, 
Scandisce le ore in tutte le condizioni,
Accompagnando l'avvicendarsi delle stagioni.

I suoi rintocchi li sente tutto il paese,
Dall' inizio alla fine del mese,
La domenica rintocchi a profusione,
Il dì di festa segnala alla popolazione.

Una cosa però fa anche spesso,
Segnala a tutti che c'e' stato un decesso,
I suoi rintocchi segnano la fine di un destino.
Le campane salutano un suo cittadino.

Un giorno suonerà anche per la salma mia, 
Che all'interno della chiesa non udira' omelia.
I suoi rintocchi accompagneranno la mia sparizione.
Tra ali di folla che immagino con poca convinzione.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Seduta su un angolo di cuore
le vertebre sottili come lacrime di sale
mi travolge la bocca un acido inodore
alle mie spalle un' illusoria presenza ancestrale
ha nell'incavo degli occhi un vuoto siderale
un sorriso materno con la sua mano nella mia divora il mio corpo in un vortice di male ed vinge su di lui un controllo eterno.
L'eco del mio dolore si disperde nell'immensità dell'universo
in ogni grammo di nutrimento rifiutato
in ogni chilo perso
mi lascia senza fiato quest' esistenza sorda
ma tornerò a vivere
risorgendo sinuosa come un' onda .
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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La battuta incrociata avvelenata,

una giravolta rapida alla ribattuta,

lo smash conclusivo di rimbalzo,

un ace vincente ammutolisce


un chop centrale e spesso corto

illude il tie break al terzo gioco,

tra finte improvvisate il fiato corto

la risposta in rete pesa molto


dal cielo rovesci incrociati a due mani, 

in terra passanti, disperati, lungolinea

rotazioni avvelenate in topspin

sull’erba di Wimbledon evergreen.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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