Di te
ho avuto paura 
per gran parte 
della 
mia
vita,
fino a quando 
per lei ho stretto 
il tuo 
sangue 
tra le mie 
dita.


(da Cravatta a nodo Pratt-Shelby)
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il sole di
fine agosto
risplende fluttuante
sul mare e
negli occhi di
sognatori anonimi.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rikyineffable  

Questo autore ha pubblicato 49 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Libera traduzione e interpretazione di "September" di Hermann Hesse, che tenta di conservarne, almeno in parte, lo schema compositivo e la musicalità. Quartine di endecasillabi e/o settenari a schema variabile, con rime ABBA (nell’originale ABAB).

È triste il mio giardino
e fresca pioggia gocciola sui fiori.
L’estate fra i tremori
va silenziosa verso il suo destino.

Dorate cadon foglie dopo foglie
giù dalla grande acacia.
L’estate con stupor sorride e bacia
nel sogno d’un giardin senza più voglie.

Si attarda a rimirar l’ultima rosa
per l’ultima carezza
poi grand’occhi pesanti di stanchezza
chiude, di pace aver desiderosa.


September, Hermann Hesse (testo originale)

Der Garten trauert,
kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
still seinem Ende entgegen.

Golden tropft Blatt um Blatt
nieder vom hohen Akazienbaum.
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.

Lange noch bei den Rosen
bleibt er stehn, seht sich nach Ruh.
Langsam tut er die großen,
müdgewordenen Augen zu.

Traduttore Google

Il giardino è in lutto,
la pioggia cade fresca sui fiori.
L'estate trema ancora
verso la fine.

Foglia dorata dopo foglia
cade dall'alto albero di acacia.
L'estate sorride, stupita e debolmente
nel sogno morente del giardino.

A lungo rimane fermo accanto alle rose
desiderando riposo.
Lentamente tutto cresce,
gli occhi stanchi si chiudono.

 

 


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 133 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho guardato l’alba
ma non aveva più purezza.
Il fango l’ha sommersa,
un uragano di corvi neri
ha divorato il cielo.

L’acqua si è imputridita,
i calici si sono infranti
sull’arido deserto.

Ho cercato,
ma soltanto spigoli taglienti
hanno inciso la mia angoscia.

L’alba ritorna,
ma non porta giorno,
non promette domani.

Gli amori sfogliati
annegano nel fango,
il sudore si disperde invano,
la luce è sepolta.

Così l’alba
non è che buio.

 

 

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

Questo autore ha pubblicato 89 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una donna di fuoco nell'ombra 
Seduta sul trono del nulla
Echeggia nella luce di una finestra
Accanto al muro del sole
Trattiene il tempo senza parole 
Il suo profumo è oscuro e dolce
Nel suo sguardo non c'è attesa
Né l'inquietudine del mondo
La sua bellezza aleggia nel silenzio 
Mostrando l'incantesimo del corpo
Sensuale e delicata è la carezza
Della sua leggiadra fierezza
Ciò che non mostra è protetto
Dall'oblio del suo cuore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
A te
amica
di carta,
dacché 
onde di calamaio e pace esitino
teco dinanzi alla penna assorta.



(da  Aghi di luce dalla coda)
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Scivola il tempo tra le dita
difficile tra mani da trattenere,
non sale e non scende
e mai nulla pretende.

Son attimi sospesi
che dentro i ricordi
sono rimasti impigliati,
impressi ed attesi.

Ma il tempo non torna,
non torna mai indietro
e scivola tremendo
come lacrima sul vetro.

Nasce in un tempo lontano
e ritorna a tormentar
una mente ed un cuore
tenuto per mano. 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

Questo autore ha pubblicato 59 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
In attesa di te,
delle tue certezze che mi
lambiscono i fianchi
accarezzandoli piano.
In attesa dei tuoi occhi 
dove mi nascondo,
aspettando che il mondo
mi senta, perché ci sono.
In attesa del tuo respiro
che calma, come battito perpetuo 
nelle vene.
In attesa...ogni giorno sono qui,
a ritrovare i miei palpiti di vita,
per continuare a respirare 
il tuo vento che avvolge
e mi porta dove io non conosco.
In attesa....di un tuo cenno d'amore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il cuore
Osserva le stelle 
L'anima
Scruta la luna
Il tuo corpo
Senza parole
Nella candida luce
Di un dettaglio
Le labbra del cuore
Si schiudono
I sentimenti emergono
Capovolgendo
La realtà della passione
Si spiegano le ali
Sulle ombre
Dei miei desideri 
Manca il tempo
Tra le vastità dell'amore.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
San Feliciano sul Trasimeno:
ore 15.36 ,estate , gran caldo.
Semaforo rosso , il tempo si ferma.
Sapore di vecchi e nuovi ricordi.
Il gelato al chioschetto.Domenica.
Mia madre imbronciata.Non capisce il gioco.
Mio padre che scatta foto.
Il sole d'inverno.Foglie al vento.
Voci di ragazzini.Partita alla radiolina.
Le notti sul pontile con Miriam.Bella.
Chissà dov' è finita.....
Tutto cambia e svanisce.
"Dio soltanto è eterno!"
Santa Maria nel poster all'angolo ,
lo dice.In silenzio.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rikyineffable  

Questo autore ha pubblicato 49 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tenco nu bicchiere mano a che so nnata,
è 'o 'e curredo ca mammà m'ha rialato.
Quanno eva chino chino nfino a ncoppa,
me nn'aggio fatto 'e bbevute cu 'sta vocca.

Mo ca 'o bbicchiere s'è qquase svacantato,
ce metto tiempo pe mme fa' na surziata.
'O pprincipio aggio bbevuto overo assaje,
bbevevo bbevevo, senza mme fermà maje.

'O tiempo passa, nu sciuscio e tte saluto:
'o liquido d''ô bicchiere è qquase fernuto.
Si tenc'a vocca secca, 'a lengua mpastata,
bbevo poco, pe me tenè 'o riesto astipato.

Mme guardo cu ttimore ogni gguccetella:
ogni ntanto cuntrollo p'ammesurà 'o livello.
È bbevo ancora, ma nun stongo cuieta:
doppo bbevuto mme rummane 'a sete!

Fosse bbello si tenesse tant'osterie,
addó se bevesse assaje, ccu superchiaria.
Ne putesse ordinà casce chiene 'a n'oste,
nne cercasse mille, facenn'a faccia tosta.

Passasse 'e gghiurnate cu ttanta frennesia,
brindanno 'a saluta 'e ll'ate e ppure 'a mia.
Purtroppo so' arrivata quase nfunno â vita:
'e 'sta bevanna è rrummasa scarzo nu dito.

E i' faccio comm'a ll'oste, 'o canteniere,
bevo nfin'a llurdemo surzo d''o bbicchiere.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

Questo autore ha pubblicato 302 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un giorno cadde la luce s'una banana:
non dall’alto, ma dai cavi.
Il quartiere rimase in apnea,
case-pesci-empatie con le branchie serrate,
un silenzio felino che graffiava i vetri.

Nessuno sapeva dove appoggiare gli occhi:
i telefoni reliquie mute,
le cucine, altari spenti,
e in strada la folla si stringeva non per affetto
ma per contare i fiammiferi rimasti in gola.

Le voci, prima educate, vibravano tutte erotiche
su presunti coltelli;
chi custodiva una candela
la impugnava a mo' di scettro;
chi aveva l'acqua calda parlava in enigmi,
mentre ragazzini gridavano come corvi in festa
tra adulti che mormoravano preghiere di rame e plastica.

Poi il peggiore dei mali: la didascalia
per sedurre la distrazione. Ne verrà una serie.

Nascevano tribù improvvisate:
capitani della torcia,
profeti del generatore,
ladri di batterie che scivolavano come ombre nelle tasche altrui.
Eppure tutto era un teatro di attese,
una fame di corrente più feroce della fame.

Quando la luce tornò,
non fu gioia ma resa:
lampade accese come cicatrici,
frigoriferi che ruggivano vittoria,
e i corpi stanchi che si accasciavano
non per gratitudine ma per sfinimento,
di nuovo normali -e dunque prigionieri
della stessa illusione che ieri aveva tremato.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Filastrocca satireggiante, almeno negli intenti.


 

Stile dramma shakespeariano
con un falso cuore in mano
van lanciando le zabette¹
con parole maledette
cariche d'ipocrisia
contro chiunque rëo sia
di non adorarne i modi
(stili lemmi croci e chiodi)
più che critiche anatemi
perché non s'adegua a schemi
in cui ridere richiede
d'argomenti lievi schede
mentre se c'è gran dolore
di cipolla serve odore
per mostrar gli occhi bagnati
in noiosi e bui afflati.


¹: dialetto brianzolo, pettegola.


16/08/2025


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il gufetto canterino

ha comprato un bel violino

per cantar sotto le stelle

con le amiche coccinelle.

Suona suona la sua orchestra

su quei rami di ginestra,

fra le nuvole di panna

una dolce ninna nanna.

Dorme il sole in fondo al cielo

proprio dietro al grattacielo,

dorme pure la campagna,

culla un bimbo la sua mamma.

Il gufetto canterino

ha smarrito il suo spartito

è volato via nel vento

come un sogno in questo tempo.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1057 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sotto la meridiana
quel bacio,
e le ore si fermarono
come sul mare
improvviso uno scroscio.


Oggi
dalla terrazza
sul mare, il vino
è la sola amara carezza.


I pensieri come accatastati
in un vecchio magazzino,
lo gnomone nient'altro
che l'ombra
s’un muro a mattone pieno.



(da  Aghi di luce dalla coda)

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.