Sonetto classico, endecasillabi canonici a minore di settima organizzati in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate, solito schema ABBA ABBA CDC DCD, per non apparire troppo creativo. E non è una nota satirica.


 

Preso per culo da troppe comari
tolgo dal viso gli inutili occhiali,
faccio il check-up dei miei soliti mali,
cerco il mio posto tra vecchi somari…

I miei pensieri non sono mai chiari,
cerco di scriver parole speciali
curando bene gli aspetti formali
per compensare i miei tanfi fognari

che vengon fuori dal cuore negletto
sempre ispirato dagli occhi sbagliati
fonti di grossi dolori pel retto.

Poi nelle beghe i miei¹ sono invischiati
delle battaglie in cui, certo, lo ammetto,
son trascinato ma a sensi offuscati.


¹: occhi.


10/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Il dolore profondo
Un coltello affetta il cuore
Sia di giorno che di notte
Tentennamenti senza risposte 
Sporadiche visioni
L'amore per una donna
Il fuoco dentro un sogno
La mia carne brucia
Nel subbuglio sopravvive l'ombra
Anche se parlassi
Chi ascolterebbe la follia della luna?
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Haiku ispirato dai guaiti dietro la finestra aperta.


 

È mezzanotte:
ulula la cagnetta
per l’ossa rotte¹.


¹: artrosi degenerativa canina.


09/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Muore di freddo
una lingua che non so più parlare
e innevato il sibilo d'un cannone
a cui suda la fronte

Nel rantolo delle sovrapposizioni
butti lessi piangono vendetta
mentre le foglie vecchie restano dritte
Espanse per l'ombra
e a loro volta ombreggiando quelle sotto

Per ogni passo che affonda di tre metri
non una merda da poter pestare
-sia chiaro, sempre per sbaglio-
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Nel silenzio della sera
una luna rossa s’affaccia
brucia lieve dietro i rami
come un sogno che non scema
soffia il vento tra le foglie
carezza antica e segreta
mentre il cielo si dipinge
di un'ombra dolce e inquieta
nel suo calore arancio vivo
la notte trova un respiro
e il cuore si lascia andare
a un incanto senza giro
luna che danza tra i rami
fiamma che il buio consola
sei un messaggio sospeso
nella notte che si svela
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Un bel Fiore oggi è nato,
per la  gioia del Creato:
caldo Sole sorge all'Alba,
dà vigore e lo riscalda.

Questo Fiore molto raro
è soave e delicato
non si compra con denaro,
ha uno stile assai garbato.

Questo Fiore di Ragazza
a difendere i Minori
ogni giorno scende in piazza
perché non rimangan soli!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Uno pseudo-haiku (solo come metrica, un 5-7-5) aforismatico per quelli che guardan dall’alto della propria arrogante propriocezione.


 

Guardi dall’alto?
Non migliorerai mai
quel frusto¹ smalto.


¹: consunto, liso, logoro, malconcio, sdrucito, banale, detto e ridetto, fritto e rifritto, logoro, trito e ritrito.


ioffa, 08/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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SVENTAGLIANO GLI ARGENTEI ULIVI con la loro saggezza secolare
Nella pianura arida e brulla che fu dei greci la culla
Ivi al vento le loro fronde iniziano a sussurrare
la dove il ciel d' arancio dipinto si fonde al paesaggio rurale.

Narrano di comitive di bambini che imbracciavano il pallone
Presso i loro rami carichi d' olive avevano gli occhi carichi di sogni ed ambizione
distrutti dal tumore più crudele che allor si espandeva
amaro come fiele in tutta la sua bruttura e in tutto il suo potere.

Raccontano di giovani "criate" che coglievano olive e mandorle
prima d'esser maritate e nella speranza di un futuro migliore
giulive lasciavano il Meridione.

Quante storie gli argentei ulivi dell' amara terra di Sicilia
avranno ancora da raccontare?
Noi torneremo sempre presso la loro ombra
con gli occhi pieni di meraviglia per poterli ascoltare.
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

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Una donna si crede bella
Di fronte alla mostruosità del suo ego
Un uomo si dispera per una parola sola
Un cane si divincola dall'affetto del padrone
E non è ansia da separazione 
Un'altra donna accetta di tutto
Pur di abbracciare il senso dell'amore
E l'uomo che le sta accanto
Deruba il suo cuore
Instillando promesse di vento
Una bambina soffre il vuoto del padre
Mentre la moglie tradita
Non sa ancora niente ma immagina tutto
Reclusa nel suo inesorabile silenzio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Settenari a rima ripetuta abcdabcd.


 

Qualsiasi tua risposta
a mio breve messaggio
di semplice saluto,
anche quel «Buonanotte.»
è piccola supposta
di forza e di coraggio
per me che compiaciuto
distendo le ossa rotte.


08/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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In quest'ardente notte estiva 
son fuggite le lucciole 
hanno lasciato le loro oasi 
portando via la magia 

Ma forse sono solo
andate a cercar nuovi prati
nuovi spazi - nuovi cieli
dove poter brillare in libertà
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

Questo autore ha pubblicato 98 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Occhi stupendi
Come diamanti 
Immensa è la luce
Di molteplici sguardi
Leggiadro equilibrio
Universo infinito 
La quiete di un sogno
In un mare di stelle 
Il cuore in subbuglio
Le parole non dette
Il gracile silenzio 
Di un dolce preludio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Ai bordi del bosco

il canto di un rospo,

un balzo nel fosso

un salto scomposto


un rospo col basco

non può esser bergamasco,

con la testa sotto un casco

non può esser rivierasco


in antri nascosto

lo sguardo un pò losco,

sotto i cieli di agosto

sotto i rami di un pesco.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Sedoka, ossia due terzine formate ciascuna da un quinario e due settenari, che in più ha rima replicata, perché il solo 5-7-7--5-7-7 non basta a togliere pace, va combinato al aBC aBC.


 

Vecchio precoce
mentre il cuore si scuce
cerco notturna pace…

ma troppo nuoce
nell'assenza di luce
il pensier che non tace.


07/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Rielaborazione recente in endecasillabi sciolti di un testo scritto a venticinque anni, una scampagnata improvvisata con colleghi e colleghe, alla fine di un giorno di lavoro. Fascinazione e desiderio di atavici valori

La quiete che pervade questa terra
fa scenario al fluire del suo fiume
all’imbrunir del cielo nella sera
e ad essa s’abbandonan fiduciose
le acque dei canali di golena
e i filari di pioppi e le boscaglie
donde uccelli acquattati tra le foglie
frementi d’ali s’alzano fuggiaschi
all’inceder di passi e voci umane.

Scampagnata a sorpresa a fin lavoro
collega a festeggiar in riva al fiume,
brigata lieve a caso improvvisata,
pur tu presente schiva crëatura
che stasera rivedo in altra luce,
fata limpida ignara di magie
che vorrei coglier come un fior tu fossi
senza dover recidere il tuo stelo
per chiuderti appassita e scolorita
tra pagine del libro della vita.

Ed ecco repentin dall’altra sponda
a vespro uno squillare di campane
che chiamano i fedeli alle preghiere
dando pace ad aviti casolari,
a parche mense e talami consueti
ove le stanche membra ristorare.

Incantator di torbide malie,
demone esausto d’anima sgualcita
vorrei mia redenzione in questa terra,
e a te fata il mio pane consacrare,
attinger acqua pura dal tuo pozzo,
bere al tuo desco nettare divino,
con te in onesto talamo giacere.

E mentre altrove ancor sono disperso
soave amico a fianco mi rammenta
l’amaro pane a romper l’indomani
e io fingo apprensione a chi non sa
quale suono profondo m’ha cercato. (*)

(*): Parafrasi da “Vento a Tindari” (Salvatore Quasimodo)
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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