Io che ancora non posso morire
Ne ho ancora di primavere da disfare
E poi tu, con con quel trucco immaginato
Hai corso così tanto
da dimenticarti del tuo fiato 

Le bancarelle di un pezzo infelice di continente
Chissà chi sei e perché compri
Compri distrattamente quelle cesoie e corpi
d'armata per i nipotini
che non sanno cosa sia una guerra
Chissà se son fatte di plastica o giubbotti troppo fini
o di carnevali finché si scherza

Io che ancora non ti so dire
Quanto si possa mascherare la mia faccia
Una doccia e poi va via, finire per ridere
di una scarpa che si era finta scalza

Quei tuoi capelli argento che poi 
di quale pentimento sapranno mai?
E quei tuoi modi strani di non sentirti al centro
Balla ché, ormai, non eravamo noi

Io ancora non saprei finire
questa storia né questa morale 
Come se la sabbia, pensa che assurdo,
per tutto il tempo avesse camminato
travestita da mare

Io che ora so da dove ripartire
Da un vuoto troppo pieno di dettagli
Dal bianco di una carta lì per arrugginire
e la geometria personale degli scogli 

E tu...
Tu che sei solo in giro per la fiera
Non dirmi nient'altro:
che vuoi che faccia a una maschera un coriandolo
e a un decennio un'altra sera?

Io che ancora non so come morire
lungo tutti i cammini truccati da Santiago
Ormai ci sono in mezzo,
una cicala che s'illude di frinire 
ho visto così tante magie da non vedere un mago

E tu...
Tu che sei solo in giro per la sera
Quando è tardi ma ancora troppo presto
La pista di una sagra o una balera
Me lo bevo liscio 
il ballare di un torsolo spogliato della mela

Torno a casa libero
Le due di notte le hanno messe in galera
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Seduta sul bordo del lago
tra i riflessi dell’acqua,
nel debole pianto lei,
sognava, la gioia del cuore
un amore sincero,
una vita più vera.
E sbatteva i piedini,
creando quei cerchi perfetti
che poco più in là, morivano
e svanivano piano.

Tra le fronde e le ombre
filtrava un raggio di sole,
illuminava le rive e le sponde,
le ranocchie cantavano
sugli steli e le foglie,
i pesciolini saltavano
muovendo il codino veloce
mentre come argentee perle
le scendevano lacrime dal viso
formando un mare di stelle.

Le ninfe del bosco
chiamarono a raccolta
tutti i sorrisi del mondo
e dentro una soffice nuvola
la soffiarono nel piccolo cuore.
Pian piano, l’amore s’espanse
e sul viso ora gioioso
s’accese un grande sorriso,
venne dimenticato il dolore
in un semplice gesto d’amore.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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PROLOGO
La più ambita ho sposato delle donne
ch’ai bei tempi calcavan la mia scena.
un’armonia di Venere e d’Atena
che oggi è la suprema tra le nonne,
ma sento qual sirenica malia
quell’eterno richiamo del mistero
che inseguo nel mio cuor avventuriero,
l’eterno femminin ovunque sia.

Conoscere vorrei donne cortesi
a ber l’essenza lor di compostezza
quell’aroma d’affabil segretezza,
quel declinar che affine sempre intesi,

e all’amore invitar donne solinghe
a ber l’essenza della loro forza,
sapore di sdegnosa e dura scorza ,
difficile a scalfir con le lusinghe,

e conoscere donne inappagate
essenza a ber del lor muto desio
e inebriarle in me fino all’oblio
fino ad averle infin gratificate.

Poi consolare donne maltrattate
essenza a ber del lor ultimo pianto,
farle sorrider stando loro accanto
a vita di carezze consegnate,

e raccogliere donne abbandonate
a ber l’essenza della lor doglianza,
offrir loro una nuova comunanza,
e così farle sentir desiderate.

Patria darei a donne d’altre terre
essenza a ber di lor nuovi ottimismi
dopo vita di drammi e cataclismi
e offrirne un’altra senza fame e guerre.

Vorrei amare donne sognatrici
a lor essenza ber delle illusioni
e immemore di tante delusioni
sostener di speranza i loro auspici,

e pur giacer con donne traditrici
a essenza ber di lor ambigue vite,
rivivere passioni un dì smarrite,
riaprir d’amore antiche cicatrici.

Più ancor vorrei di donne di cultura
l’essenza ber d’un sapido pensiero,
seduzion d’intelletto e magistero
che affascina la mente e la cattura.

Infin di tante vagheggiate donne
berrei di tante essenze insiem l’infuso
finché l’eterno femminin dischiuso
nei cieli attirerà il mio sogno insonne. (*)

(*) Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan. (L'eterno femminin ci trae in alto). Goethe: Faust, Atto V
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Se fosse l' abbandono 
a redimere 
l' ebbra plasticità 
di un anelito  
vivremmo
 nel forse 
di echi sorgivi 
 In un timido neo 
d' un nove tardivo 
 vuoto sembrava 
il vivido intorno .
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

Questo autore ha pubblicato 221 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
CORRERE AL RIPARO 
DAL BUIO DELLA NOTTE 
VERSO LA COLLINA 
TRA LE LUCI DELLE CASE 
AVERE FRETTA DI ARRIVARE 
TRA LA GENTE LONTANO DALLE OMBRE 
E IL BATTITO SI AFFIEVOLISCE 
IL CORPO SI RIANIMA 
SEI PRONTO AD ATTENDERMI 
FELICE DI VEDERMI 
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

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Strofe di tre versi ciascuna, il primo settenario sdrucciolo seguito da settenario piano e in chiusura quinario, a rime ripetute in schema ABc ABc DEf DEf nate mentre cercavo di liberarmi dalle formichine che mi hanno assalito causa briciole unte cadutemi addosso e sotto la sedia.


 

Le formiche m’invadono,
ricordandomi sempre
quant’io sia sporco…

sono cose che accadono
quando s’hanno le tempre
d’un vecchio porco.

Non per pensieri sudici,
strane voglie morbose,
orride brame…

No, fanfaroni giudici:
di grasso in overdose
continua fame!


31/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 817 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
- È stata una bella serata
- Vero
- Quando ci rivediamo 
- Non lo so
- Facciamo dopodomani 
- Vedremo
- Dimmi tu quando 
- Ci penso
- Solo per un caffè 
- Sei innamorato di me
- È un problema?
- Troppo presto 
- Per cosa?
- Per amarmi
- Ma io...
- Ho bisogno di tempo
- Di tempo?
- Della mia libertà
- Cosa c'entra la libertà?
- Non capisci
- È così complicato?
- Lascia perdere 
- Allora ci vediamo
- Chissà 
- Da qualche parte
- Addio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
CORRI E NON VOLTARTI 
TUTTO E' GIA' ANDATO 
NON PENSARE A CIO' CHE ERA 
OGNUNO INCONTRO AL SUO DESTINO 
CORRI E NON VOLTARTI 
TU SEI DIVERSO DA UN TEMPO 
E' ADESSO IL TUO DOMANI 
PRIMA CHE TI SFUGGA DALLE MANI 
CORRI E NON VOLTARTI
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ecco il cuoco pasticcione

lui si inventa ogni sapore,

mette il sugo nel caffè

e la zucca nei bignè.

E prepara caramelle

con merluzzi e besciamelle,

poi una torta tutta bianca

con la neve e senza panna.

Che pasticcio questo cuoco!

Fa la pasta con il vino

e l’insalata col cumino,

il ragù con le castagne

e le polpette col caviale!

Che fatica cucinare

per un cuoco pasticcione

che si inventa ogni sapore!

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Settenari a rime incatenate aba bcb cdc ded efe fgf ghg hih ijij.


 

Asciugamano blu
steso su sabbia gialla,
tra le mie braccia tu

leggera, una farfalla
che con le labbra sfiora
la mia sinistra spalla

mentre il sole ci indora
ed una lieve brezza
la pelle ci ristora

facendo una carezza
che rimuove il sudore
mentre la tua bellezza

stesa sopra il mio cuore
mi spinge a amar la vita
con sguardo di stupore.

Finita la granita
su di me t’addormenti
mentre ti cingo in vita

trascurando i presenti
che non mi dicon nulla.
Lo sento che ti senti

tra le mie braccia in culla
e forse stai sognando
amata mia fanciulla.

Mentre ti sto abbracciando
io quasi mi vergogno
perché mi sto svegliando:
è stato solo un sogno.


31/08/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Lo stridio
Di una gomma
Cancella la strada
Del tempo
Senza fardelli
Proseguo
Il mio cammino 
Varcando
Astrusi fantasmi
Tra le stelle
Respiro 
L'aria di domani.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Nel silenzioso tempo
raccolta nei pensieri,
allungata sul suolo,
tu, malinconica ombra
solevi nel mattino
tenermi compagnia
e nostalgicamente
non osavi parlare
di quel seguirmi sempre.

Muta e silenziosa eri,
lungo le ore del giorno
a seguire il cammino
un passo dopo l’altro.

Ma poi, quando finirà
il tempo mio mortale
vedrò l’ombra svanire
tra le nubi del cielo
per mai più ritornare!
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Ho pelato patate a palate e

parato palle a"pelota"ma

pulendo una pipa in opale, 

impilata su un'elica a pale,

ho potuto potare poponi 

al di sotto di un ponte a piloni.

Non potendo spolpare una pera,

ho spellato una suola di para,

tutta piena di porri di Piera 

tra una pila di polli da fiera.

Alla fine, togliendo ogni orpello,

ho spostato il processo in appello

del fratello gemello di Otello 

per il furto di un vecchio cammello.

Che bello!

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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Sonetto minimo, rime in schema abba abba cdc dcd.


 

Il passo è stanco,
corto il respiro
mentre qui giro:
mi duole il fianco.

Salgo ed arranco
con capogiro,
all’ombra miro,
l’albero affianco.

Il panorama
non è ristoro
degno di brama.

Civette in coro
con voce grama
danno il sonoro.


28/05/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Nelle ombre amiche della sera 
una melodia di nostalgia 
si leva verso il cielo 
intona l'inno della vita 
e del tormento 

Il pianto della cicala 
smarrito in strade mai prese 
un gemito di passione 
che si sperde 
in un singhiozzo di libertà 
senza paura o catene
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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