Affiancati sotto il naso
affiatati sopra un labbro,
affilati e rifiniti col rasoio
il sorriso sotto i baffi
a spazzola su due piedi
a manubrio su due ruote,
arruffati su quattro zampe,
mici felici si leccano i baffi
vibran vibrisse sul muso,
baffi di fumo sul muro,
sbuffi di note sul tamburo,
sbaffi di luce sul viso.
Sonetto minore a rime alternate di settenari.
Quando ritorna al mondo
passato un mese e mezzo
incarcerato al fondo
non certo per un vezzo,
ché ci sarà profondo
motivo per quel prezzo
che a me non par giocondo
né me ne raccapezzo,
ecco la buffonata:
di volontaria assenza
cosa vien ventilata,
non d’una penitenza
ad un reo comminata…
Ma quanta impertinenza!
02/09/2025
E penso a te,
come luce di marzo
in una confessione d’echi
in questo silenzio confuso
da un crepuscolo lunare.
Ed aspetto il tuo battito
sulle soglie dell’anima mia
ed il petto è un romanzo
che anagramma solitudini,
vuota abitudine
crocefissa al mio cielo,
aritmetica delle mie sottrazioni
ad abitarmi la pelle,
in un giorno qualunque,
per non desiderarti più.
tra i riflessi dell’acqua,
nel debole pianto lei,
sognava, la gioia del cuore
un amore sincero,
una vita più vera.
E sbatteva i piedini,
creando quei cerchi perfetti
che poco più in là, morivano
e svanivano piano.
Tra le fronde e le ombre
filtrava un raggio di sole,
illuminava le rive e le sponde,
le ranocchie cantavano
sugli steli e le foglie,
i pesciolini saltavano
muovendo il codino veloce
mentre come argentee perle
le scendevano lacrime dal viso
formando un mare di stelle.
Le ninfe del bosco
chiamarono a raccolta
tutti i sorrisi del mondo
e dentro una soffice nuvola
la soffiarono nel piccolo cuore.
Pian piano, l’amore s’espanse
e sul viso ora gioioso
s’accese un grande sorriso,
venne dimenticato il dolore
in un semplice gesto d’amore.
La più ambita ho sposato delle donne
ch’ai bei tempi calcavan la mia scena.
un’armonia di Venere e d’Atena
che oggi è la suprema tra le nonne,
ma sento qual sirenica malia
quell’eterno richiamo del mistero
che inseguo nel mio cuor avventuriero,
l’eterno femminin ovunque sia.
Conoscere vorrei donne cortesi
a ber l’essenza lor di compostezza
quell’aroma d’affabil segretezza,
quel declinar che affine sempre intesi,
e all’amore invitar donne solinghe
a ber l’essenza della loro forza,
sapore di sdegnosa e dura scorza ,
difficile a scalfir con le lusinghe,
e conoscere donne inappagate
essenza a ber del lor muto desio
e inebriarle in me fino all’oblio
fino ad averle infin gratificate.
Poi consolare donne maltrattate
essenza a ber del lor ultimo pianto,
farle sorrider stando loro accanto
a vita di carezze consegnate,
e raccogliere donne abbandonate
a ber l’essenza della lor doglianza,
offrir loro una nuova comunanza,
e così farle sentir desiderate.
Patria darei a donne d’altre terre
essenza a ber di lor nuovi ottimismi
dopo vita di drammi e cataclismi
e offrirne un’altra senza fame e guerre.
Vorrei amare donne sognatrici
a lor essenza ber delle illusioni
e immemore di tante delusioni
sostener di speranza i loro auspici,
e pur giacer con donne traditrici
a essenza ber di lor ambigue vite,
rivivere passioni un dì smarrite,
riaprir d’amore antiche cicatrici.
Più ancor vorrei di donne di cultura
l’essenza ber d’un sapido pensiero,
seduzion d’intelletto e magistero
che affascina la mente e la cattura.
Infin di tante vagheggiate donne
berrei di tante essenze insiem l’infuso
finché l’eterno femminin dischiuso
nei cieli attirerà il mio sogno insonne. (*)
(*) Das Ewig-Weibliche zieht uns hinan. (L'eterno femminin ci trae in alto). Goethe: Faust, Atto V
DAL BUIO DELLA NOTTE
VERSO LA COLLINA
TRA LE LUCI DELLE CASE
AVERE FRETTA DI ARRIVARE
TRA LA GENTE LONTANO DALLE OMBRE
E IL BATTITO SI AFFIEVOLISCE
IL CORPO SI RIANIMA
SEI PRONTO AD ATTENDERMI
FELICE DI VEDERMI
Strofe di tre versi ciascuna, il primo settenario sdrucciolo seguito da settenario piano e in chiusura quinario, a rime ripetute in schema ABc ABc DEf DEf nate mentre cercavo di liberarmi dalle formichine che mi hanno assalito causa briciole unte cadutemi addosso e sotto la sedia.
Le formiche m’invadono,
ricordandomi sempre
quant’io sia sporco…
sono cose che accadono
quando s’hanno le tempre
d’un vecchio porco.
Non per pensieri sudici,
strane voglie morbose,
orride brame…
No, fanfaroni giudici:
di grasso in overdose
continua fame!
31/08/2025
Ecco il cuoco pasticcione
lui si inventa ogni sapore,
mette il sugo nel caffè
e la zucca nei bignè.
E prepara caramelle
con merluzzi e besciamelle,
poi una torta tutta bianca
con la neve e senza panna.
Che pasticcio questo cuoco!
Fa la pasta con il vino
e l’insalata col cumino,
il ragù con le castagne
e le polpette col caviale!
Che fatica cucinare
per un cuoco pasticcione
che si inventa ogni sapore!







