Ho visto scapestrati applausi
disperati ... correrti incontro
con avviso già in faccia scritto
alcuni prodighi di consigli
altri intrisi di velati intrighi
ma i più da indifferenza spinti.
Giova alla gloria ... di altri
cantare su altari vittoria
inneggiando a trofei di giada
nella nascosta speranza
che facciano strada, tanta
e giungano a valer qualcosa.
Metamorfosi d'amore poi,
ho sentito strani silenzi
spezzare catene, sciogliere
e liberare cani al loro destino,
senza voler rubare spazi
avendo ben altro
e più costruttivo da fare!

Io, la mia chitarra,
prima ancora di far varcar la soglia
mi accosterò alla finestra più vicina
per accertarmi che invece della luna
ci sia il sole dei mezzodì d’agosto.
Poi, dopo essermi scusato,
appenderò le ali nell'ingresso,
lo accompagnerò di là in salotto,
gli offrirò la mia poltrona preferita
e cercherò di metterlo a suo agio.
Intanto che sdraiato prende fiato,
riempirò la caffettiera, quella da due.
La metterò a sbuffare a fuoco basso
e andrò a rispolverare dalla cristalliera
le due tazzine con le fresie rosse incise.
Se l’angelo non mi farà annunci,
lo aggiornerò sul come ora procede
la vita mia e quella dei miei amori
che, nel silenzio, io lascerò dormire
per evitare che mi credano sonnambulo.
gli uccellini
stamattina
e plic, plic,
fà la pioggia
sulle grondaie.
Ma ecco!
Lontano, il Picchio
e poi il Merlo
e frusci d'ali,
veloci...
Saranno Rondini!
Le prime auto
rumorose
sulla strada bagnata.
Un cane abbaia
alla solita bicicletta
e plic, plic, plic...
Piove ancora!
Il caldo dall’inconsueto
puzzo di petrolio misto a farina
non mi lascia dormire.
L’alito di cacao e paraffina
del mangiafuoco pare entri
dal lunante della soffitta.
Non dorme il circo nella piazza
e pare non dorma nella sua cripta
neanche il conte Vlad
che infastidisce il sonno infante
di quel figlio che nella cuna,
tra mormorii e veglia baccante,
non mi lascia dormire.
Per il caldo dall’inusitato lezzo
di latte in polvere e urina mi affaccio,
e pare mi guardi con disprezzo
il mangiafuoco… pare cheta la cuna.
Mi corico in questa notte di caldo afoso
alla ricerca di quella fase rem
e di un poco di riposo.
Morale non morale cos’è giusto
complice.
Tormento di un sole caldo.
Mare ribelle dentro.
Danzo tra petali colorati,
sorridendo al profondo calore.
Viaggio tra carezze e respiri proibiti.
Mi nutro con i tuoi baci,
nell'attrazione,
nei brividi che corrono
dal collo alla schiena.
Mi vesto di seta e sguardi,
di fuoco e di dolcezza,
profumando d' amore
tra le tue braccia!
Per sceglierti ancora
dipingeremo un pianoforte
inciso di pioggia e parole,
fiori in fuga
come perle d’argento
ad una periferia di stelle.
Il respiro dei tuoi baci,
valigia di un poeta
di mare e d’abbracci,
straccia l’anima mia
come ricamo di cielo,
sorseggia il silenzio
tempesta di cuor nel vento.

Impervia speranza sotto scoscesi pensieri;
Ardite carezze ricorderemo
senza grinzose pieghe
intrecciando pensieri
nell'anelito dei desideri.
Se nel tempo che scorre
non ingiallissero foglie
e i rami non perdessero vigore
non sarebbe così prezioso
l'attimo trascorso con te
amor mio.
I miei ricordi sanno ancor di te, amico;
la polvere e la pioggia conservan i tuoi odori,
nonostante le croci della morte
si sian consumate con il tempo.
I rumori degli spari riecheggian nelle mie memorie;
le valli si son rivestite di pini e abeti
dopo essere state spogliate dal fuoco delle umane follie.
I cannoni si son arrugginiti, abbandonati all’incuria,
qualche spicciolo perso, nelle notti di guardia,
quanto sangue sparso, pagato con una medaglia.
La gavetta vuota è ancor lì poggiata sul muro della torretta,
gallerie scavate e rinforzate da pietre e sassi.
Camminando tra quegli angusti passaggi,
m’arriva l’odore del fumo della tua sigaretta.
Vent’anni per vivere e per morire,
nati per difender l’onore della patria,
eravam poco più che bambini,
ragazzi cresciuti molto in fretta,
soldati pretesi dal destino.
Amico mio,
combatto ogni dì con i ricordi la mia quotidiana guerra.
Ritorno a cercati tra le valli, ma incontro solo i miei fantasmi.












