-angoscia- il dì digiuno
a delinquere solco d'anima repleto                                               
represso
margine d'un ipotizzato rio -fine a desistere-
In crepe grulle di terreno
non è sparso dono in semenza 
ma teco azzardo -già traggo mano-
Segni di fine 
come ideogrammi a ripeterci l'ovvio
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Profilo Autore: Aita Carla  

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Consegnando il cielo all'aurora,
l’ultima stella controvoglia se ne va.

Un suono non odo,
non dico un’armonica orchestra,
ma un piccolo clamore, una nota,
un respiro a scandire il virare
tra resti di tenebre e i primi sbadigli del giorno.

L’immenso non m’illumina
e cerco voci che fendano silenzi.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Mi piaci quando godi
e dalla bocca emani
il fuoco di mille stagioni.
Mi piaci
e del tuo godere godo
mentre dalla luna in fiamme
gocciola rugiada e mi disseto.
Mi piaci quando ti chini
Venere sul mio altare
e poi mi chiedi di afferrare
del fulmine la luce
del tempo la speranza
della notte una carezza
del silenzio la certezza.
Mi piaci quando godi
e il fiume mio straripa
nel tuo mare calmo
baraonda il nostro inganno
quando confusi ritorniamo
a calpestare il nostro sogno
spediti a camminare
verso un nuovo giorno.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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In quella scrittoria di Capo Mulini

l’uomo sembra guardare trasognato

oltre la gora i mandorli in fiore.

E scrive di una bellissima ninfa del

mare e d’un pastorello perdutamente

innamorati, e della bile e dell’ardore

del ciclope invaghitosi di Galatea.

Vistosi respinto, e scoperto che lei

gli preferiva un mortale villico,

decise di togliere la vita al rivale.

La disperazione di lei impietosì gli dei

che tramutaron Aci in un fiume ciclico

che, riversandosi in mare sarebbe per

sempre restato accanto alla sua ninfa.

E quel flauto tornò a suonare armonico.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Dalle caverne si sente il mare.
Danze oscene ad affrescare pietre;
di quando il male ancora non mentiva.
Era il tuono ad incutere paura
-il primo vagito di Dio- .
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Profilo Autore: Ibla  

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Plic, plic, plic... 
Piove!

E piove, sulla sete
dei campi arati.


E piove, sulle ciglia
addormentate 
di un cane randagio.


E piove, su una bicicletta 
spinta controvento.


E piove e piove e piove...
A far tacere
tanta inutile retorica.

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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Treni che attraversano il cuore,
portano vento freddo o caldo d'estate,
portano fardelli di persone,
incontri d'anime, con una storia che parla di te,
e del tuo viaggio che scorre rimangono
attimi di pensieri perduti.
Sono come le immagini che scorrono negli
occhi veloci e senza radici...
Rimane negli occhi falde di cielo o nuvole sparse,
rimangono brividi e sogni.
E sul cammino verso la meta, il tempo fa da scudo,
come sentinella...non resta nulla
solo profumo d'asfalto e caffè.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ci mise del tempo a tollerare

quel termine “lapillare”.

Poi accettò il compromesso

con la sua penna il vecchio

taciturno, e tornò a scrivere.

L’amore può voler

dire aspettare.

La giovanissima Fillide prese

a scendere in spiaggia ogni

giorno sperando di vedere

all’orizzonte le navi che le

avrebbero riportato l’amato,

richiamato alle armi dal dovere

della guerra, accorata al pensiero

di mai più rivederlo.

Ormai certa che il suo Acamante

non sarebbe mai più tornato,

si lasciò morire di struggimento.

Sul finir dell’inverno, nonostante

avessero contribuito a tenerlo

lontano numerose avarie, fece

ritorno l’impavido guerriero.

La divinità protettrice degli amori

fedeli aveva mutato la giovane

in un mandorlo spoglio dai rami

vizzi, ma riconoscendola strinse

il tronco l’uomo dal rosso cimiero.

Pianse disperato e l’albero, come

percependo il tocco dell’amato,

si ricoprì di impalpabili stami. 

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ora che andate lontano
vi dico che cosa rimane,
oltre alla rabbia e all'amore, 
del tempo perduto a combattere 
le ombre e i fantasmi di allora, 
con lei ogni giorno più stanca 
e tu che sei come sempre.
Ora che andate lontano 
vi chiedo piuttosto di liberarmi dal sogno 
perché vi rivedo ogni giorno di spalle 
quando sorpresi in un inutile bacio 
non volli capire che era la fine.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Se regnasse l'amore

più di qualche lavoro

più non servisse

a cominciare

da chi corregge

  

per armonia che svolge

sorriso di risibile errore

vilipendio soppresso

nell'armadio rinchiuso.



Ordine che si mantiene

e nel suo gusto il giudice

carcere tace

e catena svuotata

- più non trattiene -



indice al bando

come le guardie

e banditi derisi.



Regnasse l'amore

ognuno sapesse

quel che compete.

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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Una sola stella per te
brillava dall'alto.
Il tempo infausto rendeva nervosi, mentre
ossa e mandibole digrignavano se stesse,
cercando di congiungersi con la gaia fanciullezza.
Ore a pensare della vita
ore che non passavano.
E parlavi
parlavi
parlavi al muro scrivendo frasi.
Senza sapere
senza conoscenza
e allora le copiavi nella testa vuota,
per ricordare,
per cercare affetti svaniti in un mare
che non conoscevi.
Folate di falene notturne,
ridevano di te quando ridevi di loro.
E rideva l'acqua per il solletico delle gocce.
Rubavi con lo sguardo quell'accenno di felicità,
quella che non avevi,
quella che ogni giorno usurpavi agli scritti sui muri.
Ti avvicinavi spesso ai tuoi considerati muri
e da loro ti lasciavi rapire.
E le pene della tua ombra vecchia
gocciolavano dai graffiti,
graffiati dalla falce della morte.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Che forma avrà il tuo pensiero?

Un sasso adagiato, un varco ombelicale

una scatola nera, una vela? 

che importa quel che i manuali dicono

se penso ad ali con radici al cuore

e un fantasma buono spazzare via

dall’aria ottundimenti.               

E tu galleggi, peso nobile

sulle nostre teste precise

per cui disperi,

dai tuoi disegni diurni

piegati al buio

come fanciulli zitti, castigati.

Eco dolce e terribile

la tua parola pura

alla strada, ai telefoni

a chi ha saltato il fosso

se questo mai bastasse

a pensarlo, l’ultimo gelo

più simile a uno scioglimento.





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Ovunque può nascere l'amore,
fiorisce senza permesso.
Cieli stellati,
teneri sospiri.
Innamorarsi, una brezza leggera,
stretti brividi,
caldi sguardi.
Amore come ragione di vita,
amore sempre è comunque,
fiori selvatici colorano colline.
La mente avvolta
in un cuscino di sogni.
Pensiero fisso sui suoi occhi.
Melodia nelle sue parole,
il vento soffia,
avvolge le sue spalle,
come rugiada
carezza le foglie.
Tutta la vita
innamorati dell'amore.
Il resto non conta,
sta sorgendo il sole.
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Profilo Autore: Michelina  

Questo autore ha pubblicato 209 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il dominio più

Difficile,

è quello di se stessi,

cos'è la pazzia

in fondo,

una sottile linea che separa

la normalità,

dal non sapersi controllare,

quando cadiamo vittima di

noi stessi,

e perdiamo i lumi,

senza stare calmi,

viene meno

il controllo

e siamo dominati,

dalle pulsioni,

dagli scatti,

dalla rabbia;

dominare se stessi

non è semplice,

specie da vecchi,

quando non abbiamo più

pazienza per il mondo;

ma a ben vedere,

nel mondo moderno,

è più facile arrabbiarsi,

che stare calmi.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Un pezzo di legno tornò

in superficie vivido,  mentre

il giovine non fece più ritorno.

Figlio di un pescatore, addietro

dalle sue numerose immersioni

tutti lo volevano dattorno

per sentir delle meraviglie viste.

Cola ardeva d’amor per Etna

e quando, scendendo ancor più

in profondità vide che la Sicilia

posava su tre colonne delle quali

una sdrucciolava nell’infinito blu,

piena di vistose crepe e segnata

dal tempo, per evitare che l’isola

sprofondasse decise di restare

sott’acqua sorreggendola.

Con la luna piena e il solstizio

d’estate lascia di puntellare

il piedritto per un istante una volta

ogni cento anni per riemergere

e riveder l’amata Etna lapillare.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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