Quante accidentali vicinanze
non ci hanno riconosciuti
quanti sguardi diretti
irretiti da un "come stai" di provincia
Quante volte ci siamo pronunciati
un accidenti - l'autobus, quello
di sei minuti prima
- manda un semaforo verde -
sei, solo sei sospiri incarniti
dalla fermata intermedia
Intere vite vissute alla ricerca di questo -
Ovunque,
dappertutto,
in questo, in quello,
in ogni dove e altrove -
Per questo viviamo,
e soffriamo e gioiamo -
Per questo viviamo,
e se non vivessimo per questo,
aneleremo viverci -
Per quanto sia da vivere,
non vivremo che per questo
- Amore -
Per questo viviamo.
un vento lento
vola sbilenco.
Sorrisi tra i denti
che sanno di fumo.
La luce guida
confonde le grida
che urlano dentro.
Il male di vita
travolge innocenza,
pensieri scoppiati
su ali distrutte.
Si vive lontano,
lontano dal cielo
copre un drappo nero.
Sconvolge la mente
un velo per sempre.
Quadri astratti
tappezzano il cuore
stringendolo forte.
Impegni distratti
lontani dal sole,
profumano di
plastica le viole.
Italiani ... strana gente
smuove mari e monti
per una squadra di pallone
- non quella del cuore -
una tav, una tavola imbandita
a consacrazione delle feste.
Italiani, italiani creduloni
che la crisi prendono per buona,
da tenere fermo il dito
a toppar l'udito, a blocco
e lasciar la chiave in toppa
- anziché lo scardinare -
e lasciati a lievitare
risvolti di male fatte:
se la sbroglino da soli,
quando con un colpo di pennello
d'euro incolore, il confine
dallo Stato è stato allargato
tra chi può e chi no, spostando
- d'anti Robin Hood - la capacità
rubando al povero per dare al ricco
e ... a chi si presta
in un soldo
che sempre quello resta.
Ma dove son finiti
santi, poeti e navigatori?
L’amore, l’amore, l’amore cos'è:
è quando io vedo te.
Può essere tutto,
può essere niente,
può avere una forma,
può avere un colore.
Tutto ciò che vediamo può
essere amore.
Si amano le piante,
si amano i pesci,
si ama l’odio,
si ama il dolore
Tutto ciò che proviamo
è sempre amore.
L’amore, l'amore, l’amore cos'è:
è tutto quello che già c’è.
Che nasca un bambino,
che nasca un fiore.
che cali la luna
che sorga il sole
Tutto quello che nasce
è solo amore.
Pioggetta ligure
paesaggio ligure,
aria tiepida,
qualche grado in più.
Primavera nell'aria;
davanti la costa,
il litorale,
con gli scogli
e i pietroni
lungo la riva,
qualcuno pesca con la lenza lunga,
pochi gabbiani
svolazzano
inquieti,
due seduti col cane,
aria fresca,
onde scure,
i marosi,
mare;
facce locali,
gente con i camper,
parlano straniero,
poi cade una pioggerellina,
nuvole enormi,
la battigia,
sabbia intorno per terra,
un ragazzo lancia sassi in acqua,
giornata al mare primaverile.Nel mio paesello
il sindaco
è anche
la maestra elementare,
e anche
se non ci sono bar
e non abbiamo
il mare
capita, magari dopo un funerale,
che appena fuori dal transetto
il parroco si metta a fare il caffè.
E si trattenga con noi a fumare.
Tornando a casa al crepuscolo
con la bicicletta, tra il barbiere
che finisce sempre
le gomme da masticare
e il caccia e pesca
da poco appigionato
all’inizio
della strada rurale,
mi fermo a sentire
il profumo del frumento
inebriarmi
piano
simile forse, nella foto
che tengo sempre
nella tasca della giacca,
alla tua pelle color del grano.
assieme alle Colombe
e a tanta cioccolata.
Mettiamo pure via
la marmellata.
Ai piccini ed ai più grandi,
regaliamo un ovetto,
teniamolo poi stretto.
I dolci sono buoni,
ma sono anche tentazioni.
Mangiamo solo qualche pezzetto,
prima d'andare a letto.
Non nascondiamo niente
sotto il cuscino,
il vicino è già in giardino.
Busserà alla porta
e in cambio vi darà una torta!
Chiediti costantemente
perché lo fai,
perché ti vuoi salvare
e da che cosa vuoi fuggire.
Poi fermati e allarga le braccia
e non aspettare più,
ascolta ogni viandante
e sii casa.
E nell'esser casa
diverrai dimora
di risposte inconsuete
e verità.
E alla finestra
vedrai ondeggiare
l'oro del grano
che sussurrerà alla terra
di mietere passi
senza confini.
Obliqua luce.
È il leone che non si rassegna alla sorte maligna.
La forza passa di mano
muove ossa di shamano tra teschi futuri.
Il passato si insinua nelle vene,
incita battaglie di zucchero filato.
Una bertuccia può
raccomandargli i semi della resurrezione.
La poesia muore perché sono i leoncini la verità dell’arte
e tutti li uccide il re. Non muore il poeta invece.
E’prassi
l’accecarsi di Edipo prima della selva.
per sentire il vento del mio caldo Sud,
riaccenderò la fiamma di pallide speranze
nel tuo sorriso rubato a caro prezzo.
Spalancherò il mio salotto colorato,
disteso lungo il cavo della mano,
novello e azzurro paradiso
per ospitare il tuo amore strano.
Quando domani ti stringerò al petto,
inghiottirò le mie gocciole di cielo,
un briciolo di luna vagabonda
e, solo guizzi d’una stella pellegrina.
E se ti sgriderò affetto,
vorrei avere il mondo intero testimone
oppure nessuno ad ascoltare
le mie salate confessioni.
Quando domani mi vedrai partire,
non so cosa potrà accadere.
Ora, sono distratto dal fumo di questa sigaretta
che mi invita a non pensare…













