e imperfetti,
effetto magico
di incroci di sguardi
che fanno palpitare il cuore.
Parole strane
fuoriescono nella confusione,
nella follia di un'attrazione
non convenzionale e senza schemi.
Nulla è uguale
a nessun altro amore,
La felicità è un attimo...
un bacio rubato,
uno sguardo intenso di passione.
Sentire la voce di chi ami
una boccata d’aria fresca,
un sorriso,
il sole che torna
dopo la pioggia.
Cielo impagliato
Ammarato sulle montagne
Contorni di sfumature
Quasi una vista miope
Paion striature
Pennellate
Lo sguardo fisso
Innamorato di stelle
Commosso di dolcezza
Di frutta caramelle
Cielo impagliato
Che il suo girare intorno
Continui nella luce
Anche le notti
Da qualche parte
Che le sue fiamme
Rivoltino come calzini
Il sereno
Che Il gocciolar delle anime
si raccolga nell’asciugar
dei loro cuori
a sospiri appesi
Senza cuore,
senza spina dorsale,
sorrette da fili,
le bambole danzano.
Senza occhi veri tuttavia
non vedono nulla.
Il teatrino brulicante
di una strana umanità
mi passa davanti.
Spettacolo itinerante.
Vengano signori
alla sfilata delle oscenità.
Come una festa
e un funerale fossero uniti.
Sorrisi e fiori finti.
Una lacrima accidentale.
Mentre sfila il carro
della signora morte.
Quello è sempre pieno.
Il Carnevale dei dannati
con i loro coriandoli di nulla.
Ci vestiremo da fantasmi
con addosso vecchie lenzuola
per spaventare i pavidi
e divertire i bambini.
I pazzi parteciperanno
con il ghigno perfetto
stampato sulle loro facce
allucinate e diaboliche.
Ma distinguere chi scherza
e il vero sadico.
non sarà facile.
Rassegnatevi, il male è normale.
Oggi voglio fare un dolce
mia moglie con voce musicale
prende ed impasta come con la calce
un imprenditore muratore
mi sento come un uomo sotto la falce
mentre vedo quel colore
le mele che ha messo erano marce
ed in cucina arriva un gran fetore
ma il suo viso illuminato
fa passare in me il timore
con fatica l'ha preparato
ora sta a me il compito peggiore
e se con grazia l'ha impastato
a bocca chiusa, sarebbe da mangiare
una volta l'ho annusato
vi giuro, stavo per vomitare
ma il suo volto era illuminato
l'ho finito tutto in un sol boccone
Un dolce fatto per amore
mia moglie ci teneva
un dolce fatto per errore
credendo che mi piaceva
un dolce fatto dal cuore
e la mia bocca già tremava
un dolce fatto, che dolore
la mia pancia che ruggiva
Se sbagli un ingrediente
poi tutto viene male
se mangiando ti cade un dente
non puoi scambiare zucchero e sale
ora vedo molto chiaramente
capisco ciò che realmente vale
mia moglie l'ha fatto con amore
mi posso anche sacrificare
così mangio chiudendo gli occhi
immediatamente inizio ad urlare
se un dolce schifoso non lo tocchi
non lo puoi neanche mangiare
ma sta di fatto che io l'ho preso
e l'ho iniziato ad assaggiare
ed ora piango, un bambino indifeso
che dall'amore si è fatto accecare...
la primavera.
Le giornate si allungano,
con il sole che ci scalda
fino alla sera.
Le violette colorano i prati,
mentre gli alberi fioriscono.
Gli uccellini cantano spensierati.
La rondine dopo un lungo viaggio,
è pronta a fare il suo nido.
M'immergo così nella natura,
in tutta la sua profonda bellezza.
Noi altri soli
Io il pensatore,
io l’artista,
da solo con le mie idee,
la mia vita,
i miei pensieri,
voglio una vita a modo mio,
come va a me,
le opinioni degli altri,
non mi frega niente,
io artista,
un po’ genio, un po’ folle,
un po’ savio,
un po’ no;
un essere umano,
con le sue specificità,
le sue fragilità,
i suoi alti e bassi,
nessuno è perfetto,
e si impara sbagliando,
ed è quello che scrivo,
la mia umanità,
il mio dolore,
la rabbia,
in questo mondo
fetido,
voglia di libertà.
Sento il vento
alitare su di me.
Guardo le foglie
danzare a suon di vento,
Guardo il resto della natura
danzare insieme a loro.
Vedo il sole
che tra le nubi scompare
e tra le nubi appare.
Sento il vento
chiudo gli occhi
e lascio che spazzi via
ogni mio cupo pensiero,
e mi pare di danzare
insieme a sto fogliame.
Guardo questo sole che scompare
e poi riappare
come la luce in me
che si spegne, poi si accende.
Un giorno grazie al mio aiuto
hanno inventato l'elettricità
era un uomo davvero astuto
che ha illuminato le città
eppure io non ho fatto altro che volare
spinto dalla corsa di chi si diverte
un aquilone in fondo che può fare
cadrò solo se il vento smette
senza la libertà di inventare
senza avere zone protette
sono solo tela e spago
un disegno e due stecche
puoi crearmi con filo ed ago
resterò bello anche con le pecche
tu corri semplicemente e fammi volare
salirò anche nelle giornate secche
un aquilone è stoffa, non saprà sognare
ma la bellezza la trovi, nelle cose vecchie
Volare come un aquilone
per poter credere ancora
correre senza confusione
divertirsi ora come allora
come quando ero un bambino
con mio nonno in montagna
ero davvero piccino
il fiume dei ricordi ora mi bagna
un aquilone alto nel cielo ora vola
accompagnato da molti altri
siamo stoffe tutte in cielo
voliamo grazie ad umani scaltri
nel nostro rapido e veloce volo
amiamo stare in alto
un aquilone non sta mai da solo
il cielo è il più grande salto
che brucia gli animi ribelli,
attinge forza, da sferzate di vento,
e porta novizie voci.
Tra graffi che rigano la pelle,
sì lascia un'amarezza stanca,
un'inutile rimescolanza, che fa sgorgare
tutte le parole mai dette e mai comprese.
Siamo sete d'amore, ma l'acqua che scorre
non porta refrigerio, non porta soluzione,
e così rimpiangeremo sogni e voli
che inutili cadranno in mille pezzi.
Saremo mari senza sbocchi e onde leggere,
rimane solo il sapore di un bacio senza fine.
Germogli fragili come pensieri,
devono poter rinascere a nuova vita,
che sia azzurra e immensa la distesa,
la sabbia tra le dita non sfugga
ma rimanga come grani di clessidra.
Quello che leggerete
sono le ultime quattro dedicatorie
di un vecchio taciturno che attese
la sua naiade tra elegie e ninfee
nella scrittoria lungo una gora.
Al mattino salutava i nannuferi
in fiore, e si accompagnava dove
Etna divenne il frutto divino della
fusione tra cielo e terra, figura
che cima verso la volta, e la sfiora.
Sedeva sulle grosse radici,
e i piedi era come se penetrassero
nelle profondità della terra.
Quel giorno osservò un legno
che galleggiava arso e fuligginoso.
Quando Pan suonò il flauto divino,
echeggiando l’armonia del silenzio,
i fiori di loto mossero
passi di danza
cantando in modo melodioso.
mi scalda col suo calore
mi scalda col suo amore,
in ogni parte del mio corpo
mi sento infervorito
dai suoi fulgidi raggi.
Nei miei occhi chiusi
penetra il suo chiarore,
poi quando li dischiudo
vedo di fronte a me
il sole che mi guarda.
Mi guarda con la sua lucentezza.











