Come i signori…con i cuori lenti,
il tuo che batte veloce, troppo
-sembra- per restarci ancora accanto.
Al fare delle cinque della sera,
ti verrò a trovare: prendimi pure in giro.
Eccola qui la mano, la terrò stretta
alla tua, perché tu non abbia fretta
di trattenere per sempre il respiro.
Cento e mille sorrisi, dopo ogni bufera,
-niente a che vedere con questo groppo
in gola-un sole caldo e alto come un canto
di liberazione nell’attesa di nuovi venti.
Come i signori…al telefono la tua voce
non è più la stessa, i toni bassi
invece degli acuti, quei passi
incerti dell’età ai piedi della croce.
Nel silenzio poi l’ultimo fiato:
lui ora è con te, ancora innamorato.
cercato in un dedalo nuovo.
Intanto che la musica andava,
vi danzava una speranza sopra.
Passi d’armonia benedetta
fino a quando rincasò il buio.
Fu di nuovo silenzio già provato
ma gli occhi si ridisposero alla mira.
Non si sa mai che la disgrazia
ci faccia bere dall'oro
Siamo un fogliame indistinto
durante un blackout
Ma quella polvere luccica
e allora lavoriamo di notte
anche se non ce lo chiede nessuno
Come sciamatrici stordite
sotto gli occhi di un ingordo
di un tavolo estivo
La lucerna più è finta più si fa desiderio
La taverna ci ha fin troppo presi sul serio
e sono gli occhi a rendere le stelle sfinite
Sarà che per decidermi ad uscire
dev'essere ormai una scadenza
dall'amministratore: - io avrei
un fiore da portare
a chi non mi pensa più
ma non esco, non vado da nessuna parte
che marzo è a secco anche di cadute foglie.
Forse durante una telefonata
disegnerò un'orchidea blu oltremare
cancellata con dei sette.

Seguirò come sempre
l'ombra di mio padre
è ciò che mi riempe
amato come si ama una madre
ma cresciuto con sguardo indifferente
avrei voluto imitare le sue gesta
seguendo il cammino che ha intrapreso
avrei voluto facesse festa
quando di un mio testo ha appreso
ma la sua ombra è sempre stata distante
lontana da tutti ciò che ho compreso
come un bambino che segue un aliante
io seguivo la sua ombra, con sguardo sorpreso
per seguirlo iniziai il mio lavoro
per dimostrare di essere al suo livello
per lui cercai di di mischiarmi con loro
utilizzando in minima parte il cervello
eppure fare il meccanico lo adoro
è il mio sogno di quando ero un pischello
si mi piace tutto, però non è oro
seguire l'ombra di chi non ritiene bello
ne ciò che faccio, ne ciò che sono
non legge nessun testo che ho scritto
perciò mi rinchiudo, mi dico stai buono
Continua a fare ciò che hai sempre fatto
l'ombra tornerà, puoi starne certo
come in un incubo l'uomo cattivo
ma mio padre non è così, impara il rispetto
goditi la sua grandezza, finché è vivo
la sua ombra è solo l'immagine, la figura
che mi immagino mentre scrivo
è come per un descrive l'indagine, la paura
di trovarsi davanti un uomo aggressivo
l'ombra di mio padre sarà sempre lì
a farmi capire che non sono nessuno
perché in realtà è proprio così
sono e resto solo uno sconosciuto
ma in prima linea come in un altro testo
avrei voglia di non tener taciuto
niente di ciò che provo, ciò che detesto
l'ombra tornerà nel mio destino incompiuto
ma se mi servirà, se avrò bisogno di un pretesto
mi basterà guardare la schiena di mio padre
sorridere e pensare a tutto questo
vederlo ogni giorno nel complesso
nel lavoro che abbiamo scelto
devo essere sincero, con me stesso
sono io, che ho scelto tutto, con ogni mi singolo gesto
L'ombra di chi mi ama
l'ombra di chi mi ha scelto
l'ombra di chi mi chiama
papà e sorride con ogni gesto
il mio mondo è pieno di ombre
ma c'è luce in fondo a questo
l'ombra di mio padre tornerà
di questo ne sono più che certo
sono un padre anch'io del resto
forse la mia ombra avvolgerà
la mia bambina, con un pretesto
ma vorrò essere sempre
un punto di riferimento
come mio padre lo è stato per me
nel male, nel bene, in ogni singolo momento
L’aria si volge a inverno
basse le cupole
lui rimane lui va
si vede aprire il varco
-quale? quale lo spazio
di seta buia
dove lui scivola
trattenuto respiro
e silenzio. In un lago
di abisso, inviolabile arcano.
Una pace. Il flutto sai
l’ha voluto per mano, limpido
e solo, come discendesse a te
a tutto il bene, una tinta di neve
che all’universo implode
e ritorna, dolcezza.
Comprensione all'amore partigiano
che versa sangue per un pezzo raro
capo pregiato e tanto amato; amaro
infusione di versi e siciliano
che gelosi custodi dan toscano.
Millenaria attribuzione al Notaro:
marrano chi caccia i lupi, mannaro.
Pensavo all'unione, solo italiano
sventurato e tapino, ma non baro
passeggiare altrove accosta al villano
nel perseverare forse m'imparo
vanagloria, di tanto vanto ... vano.
Glorioso resta, ma di cuore avaro
prediligo mangiare e bere sano.
sotto il sole di marzo,
nuda l'anima li accoglie,
vibrano, tentennando,
perpetuamente ritornano,
nella luce della primavera.
Ogni petalo accarezza il cuore,
affusolate le foglie come spade
li proteggono.
Stami neri sono il loro nucleo,
vermiglio e leggera polvere d'oro
li ricopre, dolce nettare d'api.
Durano solo il tempo di un bacio
dato per amore,
ma negli occhi rimarrà il loro colore.
Tulipani d'oltremare frastagliati,
petali nuovi,
già ponete un rimpianto
sulle mani che vi colgono, vi cingono.
Cade un petalo, senza fare rumore,
e già tutto sarà detto, sarà scritto.
una danza sulla bocca della notte,
la mia oscura amante.
Forse perché per godere della luce
bisogna abbracciare una volta il buio.
Ma abbracciarlo stretto.
Fino a perdere il fiato in fondo all'abisso.
Fino a stordirsi di una veggente cecità.
Quasi al punto di morire per sentirsi vivi.
Essere un riflesso in un gorgo d'acqua.
E intanto venire presi da un fuoco
che distrugge il superfluo
e resuscita l'essenza.
E poi ballare nudi nell'ombra
senza più rimpiangere il sole
che spontaneamente invade gli occhi
all'improvviso, a tradimento.
perfino furioso e feroce.
Di fiamma come ogni inferno.
Violenta illuminazione
scoprire infine l'illusorietà
della totale distanza tra il bene e il male.
Come noi fossimo scevri
di uno o dell'altro.
Come se i santi davvero
non avessero mai segretamente fallito.
ed è meraviglioso,
se viene da una bocca sincera.
Un sorriso vero
ti trasmette calore.
È come una mano amica.
Sai che ci sarà,
anche nelle difficoltà.
Allontanati dai falsi gesti,
da quelli che ti promettono
finti ideali.
La sincerità
prima o poi
viene sempre fuori,
come il sole.
Su di me sento sempre parlare
una panchina nel parco
ci sono vecchi che sanno raccontare
io li attendo sempre al varco
ognuno con la sua storia, la sua vita
io sono qui ferma, ascolto
nessuna regola viene scritta
come un innocente vengo assolto
ogni parola viene detta e ridetta
il mio legno con favore viene accolto
da tutti quelli che non hanno fretta
e se una panchina ha il proprio posto
ferma su quel parco costretta
io queste storie le accolgo
come si accoglie un sorso d'acqua fresca
piantata qui sul parco resto
ad ascoltare i vostri racconti
io sono qui ferma, non fare presto
prenditi il tempo per i commenti
e se ti siedi, poi non fare un gesto
Invita anche amici e parenti
il mio legno ti invita, non è stretto
si siedono anche le personalità assenti
a volte dei bambini, qui nel parco giochi
mi ignorano, visitiamo altri posti
eppure loro non sono pochi
avranno storie divertenti
ma una panchina serve a far riposare
chi non ha gambe o piedi pazienti
chi non le usa solo per giocare
ma che ha già sbattuto i denti
e se una panchina sa ascoltare
capisce anche quando menti
quando tu ti mostri solare
al ragazzo che ti ha lasciato
quando in realtà piangi dentro
il mio legno accoglierà questo lato
questa tristezza che ti invade il petto
queste lacrime amare che stanno cadendo
sono una panchina, qui nel parco giochi
sto semplicemente sognando
che tu possa riaccendere quei fuochi
sono una panchina, ma il mio legno sta piangendo
non è pioggia ciò che sta cadendo
sono una panchina, ma ho ascoltato tutto
sono una panchina, non potrò mai essere altro
una panchina può ascoltare
non può intervenire
una panchina può sperare
che tu smetta di soffrire
una panchina può sognare
ma non ha la possibilità di parlare
una panchina ti potrà aiutare
anche se solo le tue lacrime
potrà con piacere accettare...
avare di entusiasmo.
Si costruiscono castelli
più alti, più lontani.
Guardare dall'altra parte
cancella ogni problema.
Con gli occhi chiusi
si cammina,
le orecchie coperte
da una barriera spessa.
Nessuno si sbilancia,
nessuno si concede.
L' io è prepotente,
il noi una voce distaccata.
Se la nebbia si sciogliesse
tutto sarebbe più chiaro.
Arricchisce più il calore umano
che un freddo oggetto di valore.
Ma i tempi sono incerti
non è facile regalare
un po' di noi stessi.











