In quella scrittoria di Capo Mulini

l’uomo sembra guardare trasognato

oltre la gora i mandorli in fiore.

E scrive di una bellissima ninfa del

mare e d’un pastorello perdutamente

innamorati, e della bile e dell’ardore

del ciclope invaghitosi di Galatea.

Vistosi respinto, e scoperto che lei

gli preferiva un mortale villico,

decise di togliere la vita al rivale.

La disperazione di lei impietosì gli dei

che tramutaron Aci in un fiume ciclico

che, riversandosi in mare sarebbe per

sempre restato accanto alla sua ninfa.

E quel flauto tornò a suonare armonico.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 10-04-2019 17:49
Complimenti ancora una volta ti leggo con vero piacere, mi piace grazie.

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