Nati come semi del miracolo 
sotto lo stesso contado, 
abbiamo spinto le nostre radici 
nella stessa calda terra fertile. 
Tu cercavi il calore del sole, 
io l’ombra del sollievo, 
ma la gemma della linfa
era la stessa, 
e ci parlava nel silenzio delle stagioni. 
Ogni litigio era un pugno di vento 
che spiegava i nostri rami, 
disperdendo le nostre foglie colorate, 
strappando i nostri frutti 
maturi alla comprensione
del perdono, 
ma non spezzava il tronco 
che ci legava uniti, più forti, 
contro le intemperie che ci sfidavano. 
Ho imparato il tuo passo 
nel buio dei giorni senza raccolto, 
tu hai ascoltato il mio respiro 
quando tacevo nel canto della vita. 
Le nostre parole, pietre nel fiume, 
hanno levigato il tempo 
fino a diventare carezze 
nella gioventù che ci abbozzava 
fratelli per la vita che disegnava 
pian piano le nostre rughe 
tra i capelli bianchi degli anni. 
Siamo stati tempesta e rifugio, 
due fari che si cercano nella nebbia. 
Ti porto addosso scolpito 
come un odore d’infanzia, 
invisibile ma eterno 
come la pioggia sulla pelle. 
Quando cadi, io tremo, 
quando rido, tu mi abbracci 
col calore dei tuoi occhi, 
perché il legame di sangue 
non conosce distanza che separa. 
Crescere insieme è solo 
un allontanarsi per ritrovarsi 
con nuove vite al proprio fianco 
senza spezzare mai 
l’origine del cuore che pulsa affetto. 
Siamo due rive che si guardano 
nello stesso specchio d’acqua, 
e quando il mondo farà silenzio, 
resterà la nostra voce, sottovoce, 
una radice che muore l’uno per l’altro.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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Distanze incolmabili 
Sogni che rotolano
Giù da un dirupo 
Il forte desiderio 
Di sentirsi amati
Sconvolgono le onde
Dei più profondi 
Sentimenti 
Che animano il cuore
Degli sconosciuti 
Relegandoli 
In luoghi lontani
Privi del calore
Dell'essere umano 
E come tanti schizzi
Di spuma bianca
Svettano verso il cielo
Per vedere il sole 
A tutte le ore
Nessuno di noi
Lo ammetterà mai
Apertamente 
Mostrando le mani
Ascoltando i battiti
Del cuore
Seguendo tracce 
Interrotte
Da gesti inconsulti 
Rimarremo sempre
Delle ombre che
Si accontentano
Di applausi artefatti
Come tutte le cose
Che passano
Di mano in mano
Senza tenere conto
Dell'importanza 
Di scorgere l'anima 
Nell'inesorabile 
Scorrere del tempo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 641 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La sigaretta lenta si consuma tra le dita,
brucia la riflessione nel silenzio.
Nel vetro del bicchiere il presente si distorce.
 Il riflesso del vino
 dilegua i pensieri nel segreto.
 restando solo il fumo
che disegna la tua ombra nell’aria.
   Il capo stanco, si riposa sulla mano,
il tempo si piega sul tavolo e
gli occhi nel vuoto si fermano.
Ecco ….. 
tu riemergi come  sole all'alba,
 come lava dal vulcano.
Sei la presenza che nessuno scorge ed io
resto immobile come un
complice senza sonno.
Tu, luce chiara, fragile regina,
che nel mio cuore regni senza trono.
Il tuo respiro torna, mi trascina,
 e nel silenzio cerco il tuo volto.
Ho smesso d’essere innamorato
perché ti amo, senza più difese
né vergogna, né colpa, né dolore.
Solo intero amore.
Sei questo.
Sei tutto.
Ma non sei qui.
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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Per inseguire 
i suoi sogni - l'ape
è prigioniera dei prati 
di margherite allineate 
e papaveri ruffiani 

mentre la sorte 
senza casa nè amori 
nè regina da seguire 
l'abbandona 
nelle ombre ignote 
della vita
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

Questo autore ha pubblicato 98 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
San Francesco,
seduto,
su una
panchina,
al Porto Antico,
gli occhi bassi,
a pensare,
agli ombrelli,
senza una pioggia,
a offrire lo scopo,
del riparare,
le teste,
dalla paura,
di inzupparsi,
già fradice,
per i troppi,
anatemi
da codice,
penale.

San Francesco,
diplomato,
nell'arte,
del Gesù,
salvifico,
la masticazione,
livida,
di fame,
da sfamare,
con il pane,
in comunione,
alla salivazione,
per le tasse,
del dovere,
dovute,
pesanti,
senza un
qualche,
angolo di
leggerezza,
spensierata;

E le briciole,
in donazione,
a una popolazione,
di passerotti,
e piccioni,
da strada,
senza fissa
dimora e
retribuzione.

Tutti insieme,
appiccicati,
senza mastice,
incollati,
fratelli,
tra il cemento
disperante,
i becchi
senza speme,
a beccare,
la magra,
quotidianità.

Una colomba,
sopra il suo,
ginocchio,
destro,
a dare il
benvenuto,
con la cura,
del buon vicinato,

il tempo,
fuori tempo,
dei REM,
come narrativa,
da imparare,
disimparando,
l'ozio,
del non ascoltare,
disimparando,
la poca voglia,
di stare al
chiarore.
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Profilo Autore: Poetaemotivo  

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Ti regalo la mia anima
prendila
e con dolcezza
custodiscila
anche quando non ci sarò
tienila stretta sul tuo grembo
come un figlio
come il sangue
che pulsa nelle vene
non fartela sfuggire
trattienila
come le lacrime sulle palpebre
come una stella
incastonata nel cielo
come un marinaio
aggrappato alla sua vela
come un segreto
in un castello fatato.
Ti regalo la mia anima
amala
anche quando non ci sarò
e poi quando volerai via
come una farfalla tra le rose
insieme ci ritroveremo
vicino all'infinito
dove altre anime
saranno luce
amore, perdono.


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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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l'opportunista
è pezzente per natura
non per scelta
una frattura dell'evoluzione.
te lo ritrovi nemico
cinque minuti dopo
che ti ha baciato i piedi.
si veste di simboli
ruba a tutti
ai morti per primi.
scheggia funzionale al capitale
è votato alla nobile arte del
piagnisteo
abbraccia,se serve,smorfie
da parrocchiano.
manifesta una finta superiorità
nei confronti della sorte
ma sono le dimissioni dello spirito
di un umano danneggiato
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Profilo Autore: luca zoppi  

Questo autore ha pubblicato 24 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il tuo sguardo tra i commedianti 
fende l' aria satura delle mie frustrazioni.

E tutto ora ha senso

e nulla ha più senso.

Stringiamo fardelli 
su strade d'illusorie certezze,
persuadendoci che magnanimo è il nostro tempo. 

Ma è un azzardo dirsi "a domani".

È solo tra certi sguardi che s'assapora l' infinito 
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Profilo Autore: Er  

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La nostra strada
Dovrebbe essere l’amore
Ma i nostri sguardi
Si posano sui fiori
Putrefatti nell’indifferenza
Siamo predatori 
Schiavi
Nell’isola della distruzione
Quanto vale un mondo
Sul fondo
Di un bicchiere di sale
Quanto appagamento
Aleggia
Nell’oblio del malcontento
Rabbia e delusione
Inebriante è il sangue
Che scorre nel desiderio
Elargendo morte
E magica sofferenza
Le nostre spalle
Sempre 
Contro un muro ubriaco
Di carne fresca
E chi se ne frega
Di ricevere
Un candido saluto
Con la faccia sporca
Di ricordi dissoluti
Mostri sopraffatti
Creano imbarazzo
Seducendo
Trame insensibili
Con ragni d’assedio
Il fine ultimo è logorante
Come un sorriso acido
Senza nome
Nel potere si consuma
Il cranio di un marziano
Se solo fossimo quel sole
Che si erge tra le nuvole
Delle pene infrante.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Se porgo la mano,
lascio cadere le armature …
ascolto.
Se porgo le mani,
credo ancora nella verità.
Se porgo le mani,
non mi giro di spalle.
Se porgo le mani,
non sono la folla,
sono presenza.
Se porgo le mani,
ci sono,
nella luce e nell’ombra,
anche per chi mi ferisce.
Ma se non porgo le mani,
non temere …
ti offro una carezza.
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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

Questo autore ha pubblicato 89 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo amore bello come il sole 
nato per caso
senza sogni e speranze,
abbiamo in esso soffiato 
delle nostre vite l'alito 
Un amore di corpi e spirito 
un unione sublime che verso il cielo 
si innalza,
vana è la distanza 
sentiamo e ascoltiamo
la nostra presenza
viviamo la nostra essenza 
in ogni attimo del giorno e della notte
Legati da un filo sottile 
a tre capi, io te e Dio 
mai nessuno lo potrà spezzare 
nemmeno la morte 
Questo amore bello come il sole 
vive nel nostro abbraccio puro sacro 
dove è casa, rifugio e pace 
un amore immenso più dell'universo 
Infinitamente ci amiamo 
e sarà per sempre 
a dispetto della distanza 





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Profilo Autore: Cristina Biga  

Questo autore ha pubblicato 2 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Arrivò
giunse,
l'alba,
delineando,
lo scatto di
quel sorriso,
a cui aggrapparsi,
per risalire il baratro,
della mediocrità.

Beato sarà, chi lo,
potrà scorgere,
nitido,
nascente,
dall'orizzonte,
incerto,
sonnambulo,
lineare,
poco incline,
ai mutamenti.

Beato
sarà chi lo,
potrà sentire,
a pelle,
arrampicare,
tra le pieghe,
grumose,
degli umani
pensieri,

fino ad
Ascendere,
avvertire,
quella carezza,
leggiadra,
luminescente,
discendere,
fino ai recessi,
più scavati,
più interiorizzati,
coi rimasugli,
alla stracciatella,

fino ai
brandelli,
di ferite,
inumate,
sedimentate,
sotto traccia,
da esorcizzare,

in qull'intensità,
avvolgente,
ascendere,
a qualcosa,
di più,
delle
conseguenze
del dolore.

Arrivò
giunse,
l'alba,
delineando,
lo scatto di
quel sorriso;

Beato sarà, chi lo
potrà, scorgere,
beato sarà, chi lo
potrà sentire,
avvertire,
a pelle......

Quel sorriso,
Engy......

Dedicata ad Angela di Pontedecimo che non ho mai avuto il piacere di conoscere.

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Profilo Autore: Poetaemotivo  

Questo autore ha pubblicato 17 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Distici in rime baciate di endecasillabi sdruccioli che in realtà sono doppi quinari sdruccioli con cesura netta tra 6ª e 7ª sillaba, una imposizione in più per cercare di non pensare a come mi sto sentendo; mi dispiace, sopportate questo scarabocchio, poi cercherò di non tediare per un po’. Il ritmo è quindi quello di uno strano rolliano sdrucciolo, accento principale ovviamente in 10ª e secondari piazzati in 2ª, 4ª e 8ª sillaba.


 

Domande e lacrime dal volto stillano,
cadendo chiedono, persino assillano…

ma resto attonito, non so rispondere,
pensieri orribili mi fan confondere.

Non so decidermi, il senso scivola…
mi par ridicola, non certo frivola

la vita in essere… di gran malessere;
continuo a perdermi, non riesco a tessere

un cappio lucido di grassi rivoli
che su carotidi leggero scivoli

e senza ostacoli le riesca a stringere
per neri lividi sul collo tingere.


23/10/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Non sei solo volto, né carne, né sogno,
sei respiro  che passa tra le parole,
eco che chiama la mia voce muta
a farsi canto.
Ti porto negli occhi come si porta
un nome sacro, mai pronunciato.
Sei fuoco che purifica la cenere
e luce  viva che illumina ogni pensiero.
Quando t’allontani,
le frasi si disfano come neve sull’acqua,
le stelle si spengono per mancanza di parola
e la mia mano resta sospesa
sopra il foglio bianco del silenzio.
Tu sei la scintilla che crea il verbo,
la ferita da cui nasce il verso,
la pace che non cerco per paura
di smettere d’amarti.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Abile artigiano con le mani in pasta

con la testa tra le nuvole di farina,

dal caldo forno il pane sempre fresco

pagnotte e ciambelle appena cotte


le rosette del fornaio non han spine

le michette tra le labbra sono amiche,

una pala si aggira dentro al forno

gira e rigira la pizza con le cozze


lieto e lieve lievita il pane 

tra acqua e farina respira,

un biscotto tra dolci sospiri

sorride ad un grissino genuino.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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