Tremo, in questo letto amico di lacrime silenziose, accolgo senza neanche difendermi l'oblio dell'anima e le pene dei deboli.
E voi signori, siete solo illusi immortali, prigionieri bramosi di denaro e di pregiati tessuti, prigionieri del sentito dire, prigionieri di finte perfezioni virtuali e di pensieri raccolti di aforismi senza autore.
Cullatevi l'un l'altro nel vostro tedio, nell'attesa che il tempo divori le vostre ultime ridicole atee convinzioni; La vostra casa è il deserto, continuate pure, schiavi di led, sceneggiatori falliti, tiranni da lounge bar ad esprimere i vostri sentimenti in imbarazzanti faccine emozionali.
Ed io che nei finiti mari ho colto infinite risposte, adesso colgo solo venti avidi di incomprensione. Ma la passione eterna dov'è?
Luce, mostrami sentieri compassionevoli e abbracci che siano mongolfiere di calore, mostrami altri venti ed altre menti che possano colmare queste voglie selvagge di umane emozioni.
Aldilà di questa porta, là fuori, dove il silenzio non ha più valore, non riesco più a parlare, ed avvilito, umiliato, ascolto con pietà le vostre arringhe teatrali in cui trionfa facile il nome " io".
Il mio battito è ancora tremante, in questa casa, in questo letto, amico di lacrime perlate, spengo i pensieri e vado altrove, dove il mio " io" e' una cascata d' acqua sorgiva che scorre inesorabile sulla pelle degli "altri".

Commenti