restano su carta...
nelle menti, nei cuori.
Il nuovo, il bianco
ed i palpiti in balia
di sorrisi e gioie.
Bouquet di fiori
dall'odor d'arancio,
dolce profumo che
accompagna la sposa
su quell'altare magico
dove un "Si, lo voglio"
le ha cambiato la vita.
Per i vicoli
In piazza
Ai giardini
Sol per veder
Una palla che rimbalza
Ancora, ancora,
Ancora e ancora
E non finisce mai
Tra i piè lor
Di tonfar per terra
E di volar nelle nuvole
Basse, ai palazzi
Alti, sin a piano terra
Per quella bella
Gioventù che,
Eccitata,
Va a vedere
Una palla che rimbalza
Ai giardini
In piazza
Per i vicoli
Per le strade.
Nell'amore che manca
annega la vita.
Fiducia
è la prima che affoga
nell'acqua alla gola.
Glielo si legge in viso
il doppio del tempo
pel tempio chiuso
e reti
sempre nella porta sbagliata.
E più di qualcuno gode
a vederli nascosti
tra le gole della terra
... figli di un altro dio
quell'occhio
che non vede, il resto
conscio e indifferente
passa pilato su golette
a prendere il sole steso.
Candide e profumate mani
di tintarelle che costano vite
però, di altro portafoglio
per un rossore che
sprofonda nel marrone.
Nel fare la nostra casa
avrei voluto un caminetto
perché da piccolo le famiglie felici
le immaginavo sedute intorno a un caffè
caldo con il fuoco che scoppietta,
mentre fuori un vento gelido taglia l’aria.
Non ne so molto sull’amore… ma credo
abbia a che fare con un camino acceso
che ti aspetta a casa, Vecchioni, i bimbi
dentro le diapositive e tu che commossa
mi sorridi come un buon libro da leggere.
Come un fuoco caldo, e le cose belle
che ti devi guadagnare.
E soprattutto di cui ti devi prendere cura.
Delle vostre esili ombre
miseramente arrese ad una finestra aperta.
La lampadina zampilla luce,
presto un ultimo getto fatale.
I grandi, intanto,
dondolano di sotto in cigolii perversi
di poltrone storte e sbiancate.
Sono piranha che incattiviti
mangiano l'aria intorno e il loro mare sporco
solo perché da salmoni
sono morti controcorrente.
Ed io sono vostro, finché notte sarà.
Porgo le mie braccia disossate
come nastri al vento di ragazze a Pasquetta
lungo il terrazzo
di un mare non ancora pronto
per fare mezzanotte.
I piccoli giocano anche loro,
sotto al cuscino collanine di denti
che si sogneranno per vent'anni;
davanti serie televisioni
di angoscianti Platinette
da sentire in dormiveglia.
Eppure ridono come noi si russava.
Un respiro profondo
è la setticemia nel corpo della malattia.
Un sangue avvelenato
che non può più avvelenare.
Un respiro profondo è il sollievo
dell'eviscerato.
Vedo un macello, non più il macellaio.
Sono vostro mentre tremate
e lasciate che cadano i quadri.
Una festa, seria, mi segue
e mostra un sorriso raccolto.
La sto sudando questa ansia da fotogrammi.
L'occhio è un pendolo senza ipnosi.
Sono vostro. E non lo sono più.
che tratta del trotto
trovai, d'un tratto,
una trentina di trote di Trento
attratte da un tale
che tritava la trippa tra i trulli
trainando un trattore
tra truppe di triglie
travestite da Trump
col tutu in tulle
e un tremendo toupet
in terital color
trinciato di Toscana..
..te possino...!! ...
mi sembra un
po' troppo !!
Prima che il cielo di ardesia e gesso
sul soffitto si scarabocchi
di una nuova idea delicata,
dall’orologio sulle quattro
con garbo, nelle mani a conca
la porto con me sullo scrittoio.
Così sei nata anche tu, piccola poesia.
E solo quando i bucaneve alla finestra
allungheranno i petali a conservare
lo stato delle cose, è solo allora
che scriverò quell’ultima frase.
ai fianchi della strada,
liberando il passaggio,
per proseguire sul sentiero
in salita e senza ostacoli.
Riempirò poi...
le buche più profonde,
coi sassi e massi
che man mano troverò.
Faccio un piccolo mucchietto,
e sotterro tutto sotto al cuore,
che come lapide
ogni volta che lo guardo,
mi mostra i nomi incisi
di chi non l'ha mai amato.
Capelli dorati si espandono
Avvolgono montagne e villaggi
Il suo sorriso diventa faro bianco
Per i viandanti persi.
Brilla Chiara come una stella la notte
Più raggiante del sole il mattino
Sembra sia mezzogiorno con lei.
Chiara all'alba modella le aurore
In magnifici dipinti per il cielo
E con un soffio suo la luna
Fa spazio al sole addormentato
Che si specchia sul lago.
Ma la mattina i suoi capelli si spengono
Il suo sorriso si chiude tra le labbra
Le sue mani avvinghiate in tasca
Ed il soffio per scaldarsi le mani.
Si dovrà aspettare la sera.
la frittatona svuota-frigo va in giro da giorni
immemori
il benzinaio a corto di sorrisi,
la cassiera dai conti facili,in bloom.
Lo scoppio trasmuta i colori in sogni
e forse anche l'oroscopo non ha tutti i torti,
lo specchio in cui infilare un ago,
la bambola sul cuscino veicolo d'odio
tornerà a marciare a denti stretti,
chiuso in casa a mangiare parenti.
Quanto al cane,
Daniele non scherzava affatto,
te ne sarai accorto dal pelo dritto
nella foto al telefono.
E dalla cera (w.a.x.) sull'occhio.






