Attimi d'oro attesi
restano su carta...
nelle menti, nei cuori.
Il nuovo, il bianco
ed i palpiti in balia
di sorrisi e gioie.
Bouquet di fiori
dall'odor d'arancio,
dolce profumo che
accompagna la sposa
su quell'altare magico
dove un "Si, lo voglio"
le ha cambiato la vita.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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I pargoli per le strade
 Per i vicoli
  In piazza
   Ai giardini
Sol per veder
Una palla che rimbalza
 Ancora, ancora,
  Ancora e ancora
E non finisce mai
    Tra i piè lor
Di tonfar per terra
E di volar nelle nuvole
 Basse, ai palazzi
  Alti, sin a piano terra
Per quella bella
Gioventù che,
Eccitata,
Va a vedere
Una palla che rimbalza
   Ai giardini
  In piazza
 Per i vicoli
Per le strade.
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Profilo Autore: Carboluka  

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Nell'amore che manca

annega la vita.

Fiducia

è la prima che affoga

nell'acqua alla gola.



Glielo si legge in viso

il doppio del tempo

pel tempio chiuso

e reti

sempre nella porta sbagliata.



E più di qualcuno gode

a vederli nascosti

tra le gole della terra

... figli di un altro dio

quell'occhio

che non vede, il resto



conscio e indifferente

passa pilato su golette

a prendere il sole steso.



Candide e profumate mani

di tintarelle che costano vite

però, di altro portafoglio



per un rossore che

sprofonda nel marrone.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Nel fare la nostra casa

avrei voluto un caminetto

perché da piccolo le famiglie felici

le immaginavo sedute intorno a un caffè

caldo con il fuoco che scoppietta,

mentre fuori un vento gelido taglia l’aria.

Non ne so molto sull’amore… ma credo

abbia a che fare con un camino acceso

che ti aspetta a casa, Vecchioni, i bimbi

dentro le diapositive e tu che commossa

mi sorridi come un buon libro da leggere.    

Come un fuoco caldo, e le cose belle

che ti devi guadagnare.

E soprattutto di cui ti devi prendere cura.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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<Ciao, ti ricordi di me?
Ci tenevamo per mano, un giorno,
in lunghe passeggiate tra anime e cuori,
viaggiando nel pieno di noi due.
Ti ricordi me?
Sono quella dei lunghi abbracci,
dai baci teneri e delle carezze sentite.
Come non ti ricordi?
Ci guardavamo negli occhi
e ci perdevamo nell'infinito,
sfidando il mare, il sole e la luna.
Vedi bene, forse sono rimasta li...
dove mi hai lasciata tu,
in un ricordo, per non soffrire.
Come fai a non ricordare!
È impossibile!
Eravamo la radice delle aurore
che entravano dalla finestra
del nostro focolare, colmo
dell'odore dei nostri corpi
che nella notte prima s'eran fusi.>
Abbassi gli occhi per non guardarmi,
abbassi le spalle per non sussultare,
abbassi la guardia ed approfitto di nuovo,
chiedendoti con le lacrime agli occhi:
<Ciao, ti ricordi di me?>
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Sotto tutto vostro.
Delle vostre esili ombre
miseramente arrese ad una finestra aperta.

La lampadina zampilla luce,
presto un ultimo getto fatale.

I grandi, intanto,
dondolano di sotto in cigolii perversi
di poltrone storte e sbiancate.

Sono piranha che incattiviti
mangiano l'aria intorno e il loro mare sporco
solo perché da salmoni
sono morti controcorrente.

Ed io sono vostro, finché notte sarà.
Porgo le mie braccia disossate
come nastri al vento di ragazze a Pasquetta
lungo il terrazzo
di un mare non ancora pronto
per fare mezzanotte.

I piccoli giocano anche loro,
sotto al cuscino collanine di denti
che si sogneranno per vent'anni;
davanti serie televisioni
di angoscianti Platinette
da sentire in dormiveglia.
Eppure ridono come noi si russava.

Un respiro profondo
è la setticemia nel corpo della malattia.
Un sangue avvelenato
che non può più avvelenare.

Un respiro profondo è il sollievo
dell'eviscerato.
Vedo un macello, non più il macellaio.

Sono vostro mentre tremate
e lasciate che cadano i quadri.
Una festa, seria, mi segue
e mostra un sorriso raccolto.

La sto sudando questa ansia da fotogrammi.
L'occhio è un pendolo senza ipnosi.

Sono vostro. E non lo sono più.
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Morente Venere, fu
Tempio verde muschio;
Morente Atena, fu
Ulivo per Tusci;
Morente Cerere, fu
Latte grumoso de la lupa.
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Profilo Autore: Carboluka  

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Trattando un trattato
che tratta del trotto
trovai, d'un tratto,
una trentina di trote di Trento
attratte da un tale
che tritava la trippa tra i trulli
trainando un trattore
tra truppe di triglie
travestite da Trump
col tutu in tulle
e un tremendo toupet 
in terital color
trinciato di Toscana..
..te possino...!! ...
mi sembra un
 po' troppo !!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Un vecchio mulino, 
la ruota che gira, 
l'acqua disegna
fossati, canali, 
si immette nel fiume, 
attraversa vallate, 
tra monti e dirupi. 

Storie di popoli
antichi, di lotte, 
rumori di vita
persi nel vento...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Prima che il cielo di ardesia e gesso

sul soffitto si scarabocchi

di una nuova idea delicata,

dall’orologio sulle quattro

con garbo, nelle mani a conca

la porto con me sullo scrittoio.

Così sei nata anche tu, piccola poesia.

E solo quando i bucaneve alla finestra

allungheranno i petali a conservare

lo stato delle cose, è solo allora

che scriverò quell’ultima frase.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Accosto tutto qui...
ai fianchi della strada,
liberando il passaggio,
per proseguire sul sentiero
in salita e senza ostacoli.
Riempirò poi...
le buche più profonde,
coi sassi e massi
che man mano troverò.

Faccio un piccolo mucchietto,
come si fa con le foglie d'autunno,
e sotterro tutto sotto al cuore,
che come lapide
ogni volta che lo guardo,
mi mostra i nomi incisi
di chi non l'ha mai amato.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Di notte Chiara brilla
Capelli dorati si espandono
Avvolgono montagne e villaggi
Il suo sorriso diventa faro bianco
Per i viandanti persi.

Brilla Chiara come una stella la notte
Più raggiante del sole il mattino
Sembra sia mezzogiorno con lei.

Chiara all'alba modella le aurore
In magnifici dipinti per il cielo
E con un soffio suo la luna
Fa spazio al sole addormentato
Che si specchia sul lago.

Ma la mattina i suoi capelli si spengono
Il suo sorriso si chiude tra le labbra
Le sue mani avvinghiate in tasca
Ed il soffio per scaldarsi le mani.

Si dovrà aspettare la sera.
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Profilo Autore: Carboluka  

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Dolce Luna dimmi orsù,
quanto grande ti saprai far tu!
Dolce Luna di lassù,
dimmi, cosa ci faccio io quaggiù?
Or da tempo io bramo,
le curve tue toccar con mano!
Per atterrare sul tuo candido suolo,
è mio gran desio tentare il volo!
Or tu dimmi Luna in cielo,
se un sogno può esser vero!
Svelta togli ogni velo,
parla a me con volto sincero,
non celarti nel mistero!
S’io Rossana spero trovar,
sol da te la posso cercar…
Ché l’esser mio tutto è scosso
se dall’aria, il nome suo, viene smosso!
Quant’io l’ami tu bene sai,
starle lontano non potrei giammai!
Quella Nera seccatrice,
all’improvviso se l’è rapita e
senza lei m’ha lasciato…
me e il mio cuore innamorato.
Or, pur vedendola da lontano,
il mio patire non sarà più vano…
e dirle potrei quanto l’amo!
Il cuor mio,
mai l’abbandonerà per un istante…
io che l’amo smisuratamente,
io che la bramo disperatamente!
Da quaggiù dolce Luna,
io prego la Fortuna,
che arrivar mi faccia una stella cadente,
a raccoglier, per Rossana, il mio bacio più ardente!
E ancor prego, dolce Luna,
che quando anch’io corpo morto taccio
e per le stelle, la via, non sarà più il primo affaccio,
ricongiungermi tu possa a Rossana, dolcissima mia amata,
come un sogno senza alcun intralcio,
e rasserenato così in eterno giaccio.
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Profilo Autore: FlorYana  

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Cominciano ad essere troppi quelli che vorresti morti,
la frittatona svuota-frigo va in giro da giorni
immemori
il benzinaio a corto di sorrisi,
la cassiera dai conti facili,in bloom.
Lo scoppio trasmuta i colori in sogni
e forse anche l'oroscopo non ha tutti i torti,
lo specchio in cui infilare un ago,
la bambola sul cuscino veicolo d'odio
tornerà a marciare a denti stretti,
chiuso in casa a mangiare parenti.
Quanto al cane,
Daniele non scherzava affatto,
te ne sarai accorto dal pelo dritto
nella foto al telefono.
E dalla cera (w.a.x.) sull'occhio.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Quando ho qualcosa da dire
apro il cuore alla penna,
e l'anima all'inchiostro.
Tutto passa attraverso il sangue;
pensieri... essenza...
e probabilmente anche qualche
frammento di pelle o di ossa.
Quando ho qualcosa da dire
io resto in silenzio...
quel silenzio che afferra quel qualcosa
e lo stampa nella memoria mia,
ne fa ricordi, ne fa esperienze
da riprendere nel momento opportuno.
Quando ho qualcosa da dire
lascio parlare prima gli altri,
li lascio finire senza interromperli,
perché la miglior parola
quasi sempre, è l'ultima... la mia!
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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