Ed ho perso perché non ero te.
ed ho vinto perché ero li con te.
come quando il cielo è cupo
e la pioggia è incessante.
E' come l'autunno che spoglia
dei suoi vestiti la natura.
L'addio fa paura
perché quando dovrò morire
alla mia vita devo dire addio,
come quando la foglia
cade dal suo ramo.
che oltre la guancia
porta a mordere altro
E pensando, pensando per ore
invecchiava dondolando
un tempo annoiato
dalla barba incenerita
La testa divenne un accessorio sfinito
e le spalle una coppia litigiosa
con il vizio della gravità
Con il muso contro la finestra
si chiedeva se un mimo
avrebbe potuto risolverle il mistero dei vetri
e delle gocce a sporcarsi solo sui bordi
Un tic toc di grigiume
era un'aria di serra già respirata
a nausearle la bocca
Un tic toc di suoni irritanti
e voci in falsetto
ed erano crepe sul vetro e sulla fronte
Un ticchettio di cambiamenti epocali
si appiattivano nei loro anniversari
e nei concerti di violoncello
respirare i deodoranti vagabondi
ed i mobili scintillanti
voleva dire una bocca impastata
ed il disegno dell'ugula rauca
Erano le 6, un sussurro maledetto
e quindi voglia d'andar via
dai tiranni silenziosi
e lo sciabordare del basilico
Prese il suo libro per incenerirlo
Prese un foglio
solo per sentire il sollievo del bianco
E solo così venne la sera
vicini a sorrisi importanti.
Prendersi cura delle stelle
colore le nuvole
lasciandosi cullare
ogni notte.
Spingere legarsi
ad una sintonia,
forse ad una risata
forse a una parola
Iniziare a scoprire
quello che il cuore nasconde.
Accade alle anime
che si ascoltano.
Mi ostino a non chiamarla tristezza,
ma questa malinconia ha la stessa valenza.
Ho ancora paura, per fortuna!
Mi dico sarà colpa dell’autunno
e so che mi sto prendendo in giro.
Penso adesso che per chi ama la vita
ci sia dunque la stagione delle verifiche.
Vorrei trovarmi preparato
- solo questo vorrei -
all'arrivo di certe piogge acide
e al duro gioco del sole che si astiene.
di notte di giorno
e durante le eclissi.
Stille di limpide lacrime
versate nel buio silenzioso,
dal rumoroso tintinnio
distrugge l'anima inquieta
e le spalanca gli occhi
come fa al cuore...
ampolla di rugiada che,
da sempre racchiude le ore,
dove i pensieri fluiscono
fino ad assopire la mente.
Come se fosse gratis,
Il signor Nessuno
Mi ha detto di non preoccuparmi
Come se dovessero nascondere
Qualcosa,
Il signor Nessuno
Per la festa dei signor Nessuno
Niente è mai troppo
Niente è mai poco
Ma dopotutto vogliono solo
Divertirsi
I signor Nessuno
Mi ha ordinato 30 chili del mio corpo
Come se non avessi fine
Il signor Nessuno
Mi ha detto di tornare all'ovile
Come se volessero nascondermi
Il mio destino
Il signor Nessuno
Per la festa dei signor Nessuno
Vengono maiali
Per mangiare altri maiali
Ma dopotutto vogliono solo
Divertirsi
I signor Nessuno
I segni sulla tua pelle,
il sogno che svanisce in un lampo,
e le meteore che colpiscono all'unisono,
il centro stesso della mia consapevolezza;
mentre minute gocce brunastre cercano l'infinito,
e la transazione di vita ricomincia,
muta,
come sorgente che sgorga dalla terra dove nessuno la osserva.
Io leggo le rune sui tuoi polsi di un senso oscuro,
che solo alla lampada della follia potranno essere davvero svelate.
Io sento la Babele degli anni andati e a venire,
che soffia sulle tue ferite ancora aperte.
Io vuoto le mie tasche nelle tue mani eppure restano vuote,
come una diga che argina un mare.
E se mi chiedi cosa vedo io ti dirò solamente ...
vedo una vita che scorre,
che è trascorsa e che ancora domani,
scorrerà !
Qui si innalzò
litania del giorno
sotto la sferza
di un molesto vento
esco come un ragno
dalla tela
e guardo indietro
ai miei ricordi
ormai delusi
dall'abitudine del domani
e questa noia
spezza il sonno
della notte
tra le mille parole
diluite nel
... rumore di fondo
della vita







