Dolce Luna dimmi orsù,
quanto grande ti saprai far tu!
Dolce Luna di lassù,
dimmi, cosa ci faccio io quaggiù?
Or da tempo io bramo,
le curve tue toccar con mano!
Per atterrare sul tuo candido suolo,
è mio gran desio tentare il volo!
Or tu dimmi Luna in cielo,
se un sogno può esser vero!
Svelta togli ogni velo,
parla a me con volto sincero,
non celarti nel mistero!
S’io Rossana spero trovar,
sol da te la posso cercar…
Ché l’esser mio tutto è scosso
se dall’aria, il nome suo, viene smosso!
Quant’io l’ami tu bene sai,
starle lontano non potrei giammai!
Quella Nera seccatrice,
all’improvviso se l’è rapita e
senza lei m’ha lasciato…
me e il mio cuore innamorato.
Or, pur vedendola da lontano,
il mio patire non sarà più vano…
e dirle potrei quanto l’amo!
Il cuor mio,
mai l’abbandonerà per un istante…
io che l’amo smisuratamente,
io che la bramo disperatamente!
Da quaggiù dolce Luna,
io prego la Fortuna,
che arrivar mi faccia una stella cadente,
a raccoglier, per Rossana, il mio bacio più ardente!
E ancor prego, dolce Luna,
che quando anch’io corpo morto taccio
e per le stelle, la via, non sarà più il primo affaccio,
ricongiungermi tu possa a Rossana, dolcissima mia amata,
come un sogno senza alcun intralcio,
e rasserenato così in eterno giaccio.
