No, non impazzirò.
Mi darò una regolata.
Resterò a casa senza dare spettacolo.
Intanto, giuro, smetto di dar da mangiare ai gatti
che s’arrangino, cristo, come faccio io
e poi finiamola con questi appuntamenti
per dirsi che, dai dillo
un bel niente, ecco.
Vuoi parlare ancora del tuo fegato?
Di quel dolore sospetto che senti
-qui, no, più giù, che sarà?
È segnaccio, cazzo, te lo dico ogni volta.
E non raccontarmi di quell'isola
dove andrai a finire i tuoi giorni.
-vivrò di pesca e di noci di cocco,
mi basterà…
Senza il bar sotto casa?
Non farmi ridere.
Piuttosto, ti guardi mai allo specchio?
È ora di partire credimi.
Vado, ci vediamo domani, dopo i gatti s’intende.
No, non impazzirò.
Fortuna che ti vedo, bella mia,
che ti dimeni in lungo e in largo
quando vorresti scavalcare il tempo,
reclusa e viva in quel labirinto
dove la luce è figlia della notte.
Meno male che però ti sento
nascosta nei battiti del cuore.
Tra i rumori della strada ascolto
un fracassato pianoforte a coda
che non s’arrende e suona ancora…
E nutro la speranza d’annusarti
lungo i sentieri senza più roseti
dove l’aria è uggiosa, immobile,
nell'attesa di quel vento amico
che spazzi ogni silenzio e mi spettini.
Non importa se, come grande diva,
mi fai prima sognare e poi sospirare.
Ora so bene che non sei infallibile
- com'è la morte sorellastra tua -
ma tu duri di più, vita monella!
Eh cosa vuoi che ti dica,
noi qua,
siamo al bar,
e non ci pensiamo,
consumiamo e parliamo,
e intanto siamo tutti nella storia;
ognuno coi suoi guai,
ognuno col suo passato,
ciascuno col suo segreto dolore,
con la rabbia,
e la tristezza
di essere soli
in mezzo agli altri,
e viviamo come possiamo,
tiriamo avanti,
e nessuno capisce niente,
mondo indifferente e
meschino;
ma il tempo passa,
ognuno in cammino.
Continua Miha
negli aurei traccianti
e non solo pei campi,
traiettorie magiche
di potenti calci piazzati
rare iniezioni
di rabbia e coraggio
per fame che non schioda
è foraggio
ché non s'abbuffi d'altro,
imperterrito
nei tuoi sofferti - dai ...
provaci ancora
e ancora e ancora
sinché non avrai più denti
là ti aspetto
ad armi pari
nemmeno tu, sai
vita facile potrai.
Ti ha detto
che sei bella come il sole
e la luna senza te
è soltanto una stella senza un cielo.
Ti ha detto tutto questo
e tanto altro ancora
poi di chiudere gli occhi
e che rimanga fra noi un bel segreto
ti ha baciato e accarezzato
trattandoti come un fiore delicato.
Poi ti ha stretto forte le mani
ma senza farti male
non voleva farti andare via
era troppo bello vederla e toccarla.
Che rimanga fra noi
un amore così non lo avevi mai visto.
Come dentro in un film
c'era vento quel giorno
ed era un po' che la pioggia
aveva perso la strada
l'hai ammirata
ed tutto iniziato
e che rimanga fra noi
non l'hai mai dimenticato...
Scomposti i pensieri sono al tramonto
nei giorni sconfinati, ritrovo al mio sguardo,
bambini vigorosi che sfuggono dai grandi,
con la presa decisione di lottare per la libertà.
La Storia amalgamata da cultura, la nostra…
sospesa nel tempo ad un passo dal baratro.
Corpi sempre più resi deboli fino allo scheletro,
da una struttura di menti governanti per il loro
patrimonio.
Tremolanti secolari arbusti si spogliano
al primo gelo di un nuovo autunno inoltrato,
che tra folate di vento echeggiano nell'aria,
il rimembrar dei ricchi tempi antichi,
quella povertà, fonte di lussuose menti
impregnate di onore e rispetto tra le genti.
Sotto la coltre della terra, in difesa delle radici,
bruciano elle per il bisogno di un cambiamento.
Trema la terra per l’invadenza dell’uomo
incapace di ascoltare e sostenere il dono divino
che orgoglioso, s’impossessa d’ogni suo spazio.
Ora l’universo, padrone dei tempi e degli spazi,
guarda le proprie radici trapiantate sulla Terra,
con il grembo turgido di mille vite da donare
ad una speranza che raccolga il sogno divino.
ogni attimo, la nostra vita
scivola come melodia.
Talvolta è coro,
talvolta pianoforte,
altre tamburo, arpa,
basso, flauto, chitarra.
La musica è un insieme di do,
re, mi, fa, sol, la, si, do..,
la musica solfeggia la vita,
quella straordinaria sinfonia
che è la vita.
Non potrei farne a meno,
è purificatrice, essenziale,
è vita!
Il cuore mi sussulta al sol sentirti nominare,
come geloso del tuo immenso essere.
Irto il muraglione a protezione della tua storia
contenuto da archi, le tue porte.
La più piccola, la sentinella in tua difesa,
la “Posterla” che sulla valle dai coni in pietra
e i mille colori che ti ornamentano,
si affacciava per allertare il popolo, del nemico
e la notte, scintillare di luci dalle "casedde"
con madre luna a colorarti d’argento…
In quella terra rossa, recintata
da muretti in pietra incastrate ad arte,
ricordi di cadute e ginocchia sbucciate.
Li… ai piedi della tua valle, ho calpestato
grappoli d’uva che dai tuoi vigneti
imbrattavano di mosto la gioia degli artigiani,
tra boschi e ulivi secolari dai tronchi scolpiti
dalle intemperie e sole cocente del tempo.
Di quanta storia è cosparsa la tua terra
palpabile nei viottoli che ti caratterizzano.
L’elegante piazza Immacolata che ti rappresenta
al mondo, con le tue arcate,
come comodo salotto per ammirare
la maestosa impronta del tuo tempo,
San Martino.
Incarichi di luce
s’accoccolano nei campi
come pianoforti d’autunno
lasciati a sciupar
forbici di nebbia
cadute su una panchina
imbronciata d’ottobre.
Briciole di fumo
piangono dai comignoli,
elidono il romanzo del ciel
dai dolci colori
sfamato da un migrar di rondini.
Comete di zucche assolate
ingioiellano fazzoletti di terra,
come lanterne abbandonate
da un vecchio viandante
e sfila per le strade
un ritratto d’ombre lunari,
son carezze d’astro celeste
fra pungenti ricci di castagne.
tra un pollaio e un lavatoio
volteggiava a mezza altezza
sul paese di Acitrezza
poi veniva giù in picchiata
dove il bus fa la fermata
per cercare qualche avanzo
e finire bene il pranzo
ma, a contendergli il boccone
ecco arriva un grosso airone
... maledetto, stai in campana
brutto figlio di poiana!
Son già in lotta a testa bassa
ma alla fine il "condor pasa" !
contamina il nodo che non lascia passare il pianto.
Seppellisco la scia del viverti dentro,
che credevo fosse eterno come
una insignificante poesia senza rime,
che resta inerte su quella carta da bruciare
nel fuoco di una vecchia passione.
Puoi andar via accompagnato dal rimpianto,
e dalla perfida malinconia che guiderà
il cammino verso la discesa...
quel che una volta, con me, era solo salita.
Ormai è tardi... e quelle lacrime non m'incantano.
e che sul cuore han preso dimora.
Gridano le cicatrici che ormai infette,
non possono più scomparire.
Vai e fallo in fretta, insieme all'ipocrisia
ch'è stata il tuo secondo nome.
Vai... senza voltarti indietro.
Via... da me... che mi inebrierò ancora
del tuo detestato e amato profumo...
involontariamente sequestrato dalla magia
di tutto quel che sei stato per me.
ora sono tutti ammaccati,
non luccicano più.
Ma pian piano l'amore
aiuta ancora a credere,
nonostante le delusioni,
i tormenti:
come perle dentro conchiglie
faranno ancora capolino,
per chiudersi subito
a segnali sgraditi...









